Come Bukowski ma meno figo

“Hey ciao, mi chiamo Aura. Ho letto che ti piace Bukowski quindi partiamo bene. Sto cercando un posto dove passare una notte a Firenze. So essere di buona compagnia ma non ho intenzione di finire a letto con te, tanto per esser chiari. I ragazzi qui su Couchsurfing tendono a confondersi piuttosto spesso. Che ne dici?”

– Ahahahaha bellina, mette le mani avanti!
– E tu prendigliele e invitala a ballare.
– Wow, oggi sei ispirato.
– È già trombata.

“Non sono un ragazzo che si confonde, e apprezzo che tu sia stata diretta. Sto avendo la mia dose personale di problemi con un’altra ragazza, e continuo a chiedermi perché mi infili sempre in queste situazioni idiote, quindi puoi stare a casa mia una notte. Ho un videoproiettore, del cibo e della buona musica.”, è la mia risposta.

Arriva a casa con uno zaino, un trolley e una chitarra più grande di lei.
È vestita da rocker e schianta tutta la sua roba in divano senza chiedere nulla, dopo si gira, mi abbraccia e mi dice: «Beh, che si fa?»

Do subito una dimostrazione della mia potenza di maschio svitando la moka a mani nude per prepare un caffè. Il suono del gas che s’incendia si mescola alle prime note di Stairway to Heaven. Aura sta suonando la chitarra in salotto.

Vado da lei, mi sdraio sul divano e l’ascolto. Lei canta per me, guardandomi negli occhi. Ha una voce d’angelo e mi fa venire voglia di infilarle la lingua dappertutto.

– Me la vorrei scopare fortissimo.
– Ma chi t’ha svegliato a te?
– Voglio entrarle in bocca mentre canta il ritornello in quel modo così dolce!
– No ma stai calmo.
– AND SHE’S BUYING THE STAIRWAY TO GLHGHLHHMMHGHLBL 

Sarà il caso di non contraddirsi nei primi dieci minuti di conoscenza, quindi mi calmo.

Scopro che Aura è cresciuta in America, ma di americano ha ben poco. Figlia di due romanzieri hippy della vecchia generazione, a 22 anni ha deciso di voler scoprire il mondo ed è andata, da sola, in Romania.

Prima di arrivare a Firenze aveva attraversato, a piedi o in autostop, senza mai prendere neanche un treno le seguenti regioni: 
Romania, Serbia, Bosnia Erzegovina, Croazia e Slovenia.

Ha visto Bucarest, Belgrado, Sarajevo – e molte altre città di cui non riesco a pronunciare il nome – portandosi dietro un trolley da viaggio e la sua chitarra acustica, che suonava alle feste per fare amicizia con la gente.

Questa è lei, in una foto che mi ha mandato molto tempo dopo, quando si trovava su una barca nel Golfo del Messico a farsi le canne, nuotare nuda e prendere a coltellate i pescecani.

 

Sono completamente rapito dal suo racconto. Ma come hai attraversato i Balcani a piedi da sola? Non ti hanno stuprata, derubata, picchiata?

Col sorriso sulle labbra, mi fa capire quanto, nonostante io abbia viaggiato, sia ancora pieno di pregiudizi di merda. Mi ha parlato dell’ospitalità delle famiglie rumene che l’hanno trattata come se fosse figlia loro e del fatto che – di tutti i paesi in cui è stata – le difficoltà più grandi umanamente parlando le stava incontrando in Italia.

È dannatamente leggera e felice, ma gira con un coltello abbastanza affilato da farti capire che anche se sei uomo non devi fare il prepotente con lei.
Una combinazione molto affascinante.

Andiamo a Colle Bereto e ordiniamo due Spritz. Le guardo le labbra, prendo fiato e poi espiro, aria calda e vuota.

– Voglio ribaltarla sul divanetto del Colle Bereto e strapparle le mutande.
– Devi sta’ calmo! Le ho detto che non ci avrei provato, come minimo deve darmi un segnale!

Non mi dà nessun segnale.

Dopo un Negroni mi accorgo che ho iniziato ad accarezzarle il dorso della mano, dal polso fino alla punta del dito medio, che freme ma non si alza.
Dopo un Gin & Soda non ho idea di quello che ci stiamo dicendo. Non è importante. Allungo le gambe e le metto a contatto con le sue, sotto al tavolo.

Una di quelle mosse che non puoi dire di non aver fatto apposta.
Una di quelle mosse che se lei non si scosta vuol dire che te la dà.

– Oddio, mi ci sta!! E adesso cosa accidenti le dico?!
– Non preoccuparti, timido portatore di pene. Parla poco. Anzi, stai proprio zitto, così non rischi di mandare tutto a puttane. Lascia che sia io a parlare direttamente con lei.
– Bella figa, guarda che se le cose vanno male e mi rinfaccia di averle mentito, poi sono io che mi becco gli sguardi compassionevoli, le scuse di circostanza e i silenzi imbarazzati che fendono l’aria come bisturi…
– Silenzi che fendono l’aria come… MA DI CHE CAZZO STAI PARLANDO? Ti vivi una roba normalissima come se fosse la più tragica del mondo, sei un cazzo di complessato!
– No. È che dopo quello che le ho detto, se è interessata deve fare lei il primo passo. Sennò sembro un lunatico.
– NON SEI LUNATICO SEI FROCIO

Torniamo a casa e per un’ora rimaniamo entrambi nell’attesa che l’altro faccia qualcosa. Pagherei per sapere cosa stesse pensando in quel momento. Non gliel’ho mai chiesto.

Alla fine Aura – con una combo potentissima degna di Tekken 69 – fa un caffè, ci versa due bicchieri di rhum e mette sul PC un film frantumapalle di Fellini.

– Baciala!
– Senti se c’ha voglia mi bacerà lei.
– Minchia ti ha fatto un caffè all’una di notte, che accidenti deve fare ‘sta povera ragazza, disegnarsi una freccia sul culo?
– Vabbè magari vuole davvero vedere il film…
– ALLARME FRIENDZONE! TUTTI GLI SPERMATOZOI AI POSTI DI COMBATTIMENTO! PRODURRE PIÙ TESTOSTERONE, FATE LAVORARE QUELLA PROSTATA!!
– Che cazzo fai?
– AURAAAA ASCOLTAMI! SONO VICTOR, IL PENE DI QUESTO SFIGATO! SALVAMI TI PREGO! MI TIENE RINCHIUSO IN UNA PRIGIONE DI COTONE ED ELASTANE, DIETRO AD UNA ZIP DELLA YKK
– Ahahahah fava, guarda che non ti sente.
– … TI GIURO CHE SE MI SALVI TI BOMBO A PISTONE PER TUTTA LA NOTTE!

Ora, è vero che gli uccelli non parlano, ma non per questo Aura rimane insensibile all’appello di Victor. Mentre la guardo si avvicina a me. Io ho ancora paura che lei mi dica: “Ah, ti ho beccato, pezzo di merda, ci volevi solo provare come tutti gli altri!”, ma sto zitto e mi avvicino anche io e chiudo gli occhi.

Quando riapro gli occhi siamo nudi e Victor si agita dentro di lei.

Yeeeeeeeeeeee

 

Ben presto scopro che Aura ha l’Ironclit. Nel senso che è la prima ragazza nella vita che riesce a farmi provare dolore all’osso pubico a forza di colpi pelvici. Sembra che stia cercando di suicidarsi sulla mia minchia. A una certa la prendo per il collo per farla stare calma, e si vede che l’ha preso come un gesto particolarmente intimo perché inizia ad dirmi cose dolci come: «OH YEAH, FUCK ME HARDER», e se tu avessi avuto occhi in camera mia, in quel momento avresti visto un tizio con la faccia smostrata che cerca di tirare il collo a un’americana con i capelli al vento che gli salta sulla minchia come se fosse un tappetino elastico urlando tipo Tarzan.

 

Tipo così ma con lei sopra.

Il letto, che evidentemente si sentiva lasciato in disparte, inizia a dare il suo contributo all’azione sbattendo violentemente contro il muro.

– No oh, piano! Qui ci sentono tutti! Poi anche meno, cioè sto male, senti qua, c’ho la milza in fiamme.
– Stai zitto! Chi è l’uomo qui? Eh, chi è? A che ti serve tutta quella palestra, e le proteine e la Paleo del cazzo? Avanti scopa più forte, più forteeee!!

Alla fine vengo per una questione di sopravvivenza.
Dopo non vado in bagno, non faccio niente. Casco di lato e dormo.

Il giorno dopo, ad un’ora imprecisata, Aura mi sveglia.

«Ho fatto un sogno fighissimo…», dice.
«Ero ad una festa in un attico..» continua, e mi dà un bacio in bocca.
«E c’era un sacco di gente…», mi bacia il petto.
«E tutti fumavano e si divertivano…», mi bacia in quella parte di corpo senza nome, a metà strada fra l’anca e il pisello.

E poi niente mi fa un pompino.

– Io la amo.

Poi, come ogni donna per cui mi sia mai preso una cotta, azzecca il momento perfetto per sparire. Mi dice che mi ha svegliato perché mi voleva salutare. Deve uscire di corsa, ha appuntamento con un musicista in piazza della Repubblica.

Mi alzo ancora frastornato dal sonno, incapace di elaborare un discorso e l’accompagno alla porta. Ha fretta. La bacio.

«Voglio che torni da me.», le dico.
«Può darsi.», risponde la stronza.

È così facile farmi innamorare. Basta darmela bene un paio di volte e poi sparire. Molte donne non la capiscono questa cosa. Partono al contrario perché non accettano che l’affinità sessuale sia il primo parametro con cui gli uomini valutano una relazione sul nascere.

No ma sul serio, come fai a riprodurre le emozioni del sesso con le chiacchere? Come fai a capire se ti piace davvero una persona mentre sorseggi un Chai Latte da Starbucks e ti distrai ogni 17 minuti per controllare le notifiche di Instagram? Come fate a conoscervi se non vi spogliate di tutto, dei trucchi, delle fantasie, della paura di essere chiamata troia o di quella di essere umiliato sessualmente, degli orecchini e dei pantaloni? E come fai a dire che “tanto c’è tempo per quello”, non c’è un cazzo di tempo. Siamo già vecchi e siamo ancora soli.

Mi rendo conto di non sapere quasi niente di Aura. Le vorrei fare mille domande. È pura attrazione fisica, lo so, ma quelle emozioni sono vere quindi se questa è manipolazione ben venga.

Mentre stanno per uscirmi le parole di gola, la vista dell’ascensore di vetro che si affaccia al mio piano mi spezza il fiato. Non l’abbiamo chiamato noi, sta scendendo qualcuno. E io sono mezzo nudo.

Mi nascondo al volo dietro alla porta di casa, e insomma mi dispiace che lei non l’abbia capito. Non ha capito che mi ero nascosto solo perché i vicini non mi vedessero nudo, ma che in realtà non avevo finito, che la volevo ringraziare, e rassicurare, e darle un ultimo bacio.

Quando ho riaperto la porta lei non c’era già più.

Mi ha lasciato solo l’amaro presentimento che quell’ultimo bacio non glielo potrò mai dare, e che tutte quelle cose non gliele potrò mai dire.

Torno in camera, mi metto una maglia.

Bussano alla porta.

È lei, cazzo è lei!

«Ciao sono Marco.», mi dice un uomo con gli occhiali, quando spalanco la porta.

E chi cazzo sei Marco?

«Sono il tuo vicino di casa.», risponde leggendomi nel pensiero.

Ah.

Mi finisco di vestire e lo faccio accomodare.
Segue una conversazione surreale.

«Guarda, io non è che dall’alto dei miei 44 anni voglia insegnarti qualcosa, ma insomma, c’ho tre figli…»

«Boia stai tirando su un esercito!»

«Eh sì, a fare certe cose nascono anche i bambini… Comunque, ti volevo solo dire che, insomma, a volte l’amor silente regala comunque le sue soddisfazioni.»

«Eh, immagino.»

«Vieni con me, ti faccio vedere una cosa?»

«Eh? Cosa? Come? Dove?»

«Da me, davvero seguimi voglio mostrarti una cosa.»

Boh vabbè, non c’ho un cazzo da fare, lo seguo in casa. Mi porta in camera dei bambini. Ci sono tre letti uno di fianco all’altro.

«Ecco, vedi, camera tua sta lì dietro.», dice puntando dietro la culla.

In quel momento realizzo che sono tre anni che scopo continuamente a trenta centrimetri dalla testa dei suoi tre figli.

«Sai il piccolo non dà problemi, ma quello di sei anni sta iniziando a fare domande.»

«Eh, immagino.»

«E quindi insomma, scusa se ti parlo francamente, non dico che le devi tappare la bocca, però almeno stacca il letto dal muro!»

«Eh sì in effetti ora che ho visto la situazione me lo ricorderò sicuramente.»

«Poi davvero oh, cioè basta che ci parli, io potrei portarti tomi su tomi di riprova che non è necessario urlare per godersi l’atto, stanno proprio così le cose.»

«No no non c’è bisogno mi fido.»

«Perché vedi, l’energia che si sviluppa durante l’atto sessuale si può incanalare in svariati tipi di manifestazioni, ed è sempre meglio preferire quelle che aumentano l’energia interna alla coppia piuttosto che quelle che la disperdono verso l’esterno.»

Non so se sia un sessuologo, un pervertito o un esperto di tantra o se mi stia trollando, ma sto parlando delle mie scopate con il vicino di casa. Riesco ad evadere dopo circa dieci minuti.

Vuoi sapere com’è andata a finire?

È andata a finire che me la sono ripresa la sera stessa, porca puttana. Lei aveva bisogno di fare un po’ di soldi e s’era messa a suonare in piazza della Repubblica con quel musicista (era davvero di Tinder) che la voleva scopare ma è stato schiacciato dalla ferrea volontà di Victor.

Siamo rimasti insieme due settimane. Per una serie di motivi l’ultima notte eravamo in albergo e abbiamo scopato così forte che mi è venuta una follicolite che c’ha messo due settimane a guarire.

(Sono pure andato al pronto soccorso perché credevo fosse una malattia venerea. Due Victorine che hanno assistito alla scena di me in preda al panico, superconvinto che mi stesse per cascare l’uccello, mi hanno perculato per giorni!)

La notte della sua partenza le ho scritto per sapere se il viaggio fosse andato bene.
Mi ha mandato la foto di una tenda improvvisata sul tetto di un palazzo con delle travi di legno e delle coperte, accompagnata da una nota:

«Hey, sì sono a Gerusalemme! Ho trovato solo un ostello che non aveva più posti per dormire, allora ho costruito questo fortino sul tetto. Qui è già notte, sono sola, ho una torcia, una copia di Dracula di Bram Stoker e un appuntamento con un ragazzo più tardi. La settimana prossima vado in Guatemala, se vuoi ti mando le foto anche da laggiù! :)»

 

Libera.

 

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31 Commenti su "Come Bukowski ma meno figo"

 
Didisí

Fighissima lei! Mi ha incantata già dal punto in cui ha uscito la chitarra acustica, ma il suo mettere le mani avanti è servito solo a rendere il tutto una sfida per Victor…doveva finire così! Invece il vicino, secondo me, la sa più lunga di quanto dice ahaha chissà se non ha niente da insegnare, questa storia dell’aumentare l’energia interna della coppia potrebbe diventare utile e farci evitare una serie di figure di merda! Caffè con il vicino al più presto!

Transhumanist

“Uscire” è un verbo intransitivo

Didisí

Grazie prof…chiedo scusa per l’inesattezza riscontrata nel mio commento! La prossima volta presterò maggiore attenzione durante la stesura, non vorrei assolutamente urtare la sua sensibilità!😂 Erroneamente ho pensato che non fosse necessario un linguaggio formale e che certe espressioni tipiche del linguaggio parlato potessero essere ammesse!

Ho stato felice di questa correzione che mi ha stata data! 😂

Vagiullo

A sud del Lazio la crusca non conta nulla e uscire diventa transitivo

Didisí

Non so se tu abiti a sud del lazio e non riesco a interpretare se la tua è una constatazione o una critica, in ogni caso raga era un commento in un blog, 😅 la grammatica italiana la conosco, ma come ogni zona d’Italia ci sono espressioni e parole che vengono usualmente utilizzate nel linguaggio parlato e che quindi viene spontanea utilizzare in un contesto non formale…non credevo di dover stare troppo attenta a questo!

Vagiullo

Figurati, per me con i dialetti c’è la massima licenza, ho sempre pensato che “paese che vai, tradizioni che trovi”, e mantenerle è bello e non sono assolutamente sinonimo di ignoranza :)
E poi si narra che anche il Manzoni, uno dei padri dell’italiano moderno, nel colloquiale usasse un strettissimo dialetto milanese che nulla aveva a che vedere con quello che scriveva: chi siamo noi per essere da meno?

La Torre Bianca

Porca miseria, sei riuscito a farmi venire la pelle d’oca.. e mica una volta sola!

Brodino Vegetale

Immagino che le teste di quei due pesci le abbia staccate a morsi :D
Aura sembra un misto tra Mcgiver, Rambo, Jessica Rabbit, Bob Marley e Mr. Robinson secondo me, quindi top.
Avevamo già parlato in passato di lei e ti ha accalappiato come un bimbo al quale prometti caramelle in cambio di fare il bravo hehehe

P.s: W Couchsurfing

minne

Genio!

Jack Lo Squirtatore

Great ad usually 👍

Jack Lo Squirtatore

Great as usually 👍😉

Vagiullo

“A volte l’amor silente regala comunque le sue soddisfazioni.”
Pensa a quanto si deve essere frantumato i coglioni di spiegare al figlio perché una ragazza gridi di piacere ad esser chiamata “maiala” o simili, per tirar fuori sta perla

I Am Too Old For This Shit

sono arrivato qui
“AND SHE’S BUYING THE STAIRWAY TO GLHGHLHHMMHGHLBL”
e sto già ridendo come un cretino.
Ora proseguo

I Am Too Old For This Shit

Ok finita. Bravo come sempre PdV.
La gif finale è una chicca.
Ma dove cazzo le trovi? (le gif, non le donne)

LaYamatologa

Tu dovresti seriamente pensare ad un futuro come sceneggiatore o regista o quellecoselì.

Comunque chapeau (sia per il pezzo che per le tipe che ti riesci a rimorchiare) mi sarebbe piaciuto conoscere te e la tua cricca quando vivevo a Firenze, peccato averti scoperto più di un anno dopo XD

Nemo

Complimenti, oltre a scrivere bene anche l’uso delle gif è pressoché perfetto per i miei gusti!
Con questa ho finito tutte le tue storie (tranne quella sulla sposina ovviamente) e non posso che ringraziarti per le risate e i momenti di rivelazione personale su alcuni argomenti! XD
Ti ho sponsorizzato in università e ho preso alcuni dei tuoi volumi per fare dei regali che so già saranno estremamente apprezzati.
E niente, complimenti ancora, non vedo l’ora di vedere come andrà avanti!

Giulitzu

Penso già di amarti! Hai un dono, veramente. Potrei ricredermi sui fiorentini! Vivo a Firenze da un anno e mezzo e potrei quasi cambiare idea sul fiorentino.

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