Guida pratica: ecco come Victor ha scritto e pubblicato un libro scandaloso che nessun editore avrebbe mai preso in considerazione

Questa non è una Storia del Cazzo.

È un post fuori tema.
È un post dedicato ai futuri scrittori.
A quelli veri, non come me.

Io sono solo un cretino che ha un blog stupido e parla col suo uccello.
Ma allora la domanda sorge spontanea: come ha fatto un cretino che parla col suo uccello e scrive solo parolacce a realizzare => QUESTO? <=

Lo spiegherò – nel modo meno palloso possibile – in questo post, mettendoti tutti i link alle varie guide, siti e fornitori di cui avrai bisogno per trasformare il tuo sogno letterario in realtà, anche se fino ad oggi nessuno ti ha dato credito.

In questa guida troverai tutti gli step che ho seguito io da zero e che ti permetteranno, se hai le palle e la pazienza di seguirli, di auto pubblicare il tuo libro senza dover chiedere aiuto a nessuno, anche se fino a ieri salvavi i tuoi file Word in cartelline nascoste senza farli leggere ad anima viva e senza pensare di poterli mai usare per qualcosa di serio.

La guida è divisa in fasi ed è abbastanza dettagliata perché ci sono un bel po’ di cose da dire.
Bando alle ciance, iniziamo con la prima.

Auto pubblicare un libro, fase 1: Chittesencula?

Tutto inizia il giorno in cui ti svegli e pensi che se solo potessi dire che sei uno “scrittore” su Tinder, le fie ti inonderebbero di likes, ammaliate dalla potenziale bellezza dei tuoi messaggini.

È presto deciso, scriverai un libro!

Problema 1: non sai scrivere.
Problema 2: non gliene frega un cazzo a nessuno.

Ok, procediamo con ordine.
Innanzi tutto, devi aprire un blog per farti conoscere.

Oggi è relativamente facile e poco dispendioso aprirsi un blog e alimentare sogni ad occhi aperti mentre pensi a come spenderai i tuoi soldi dopo aver venduto il primo milione di copie del tuo best seller.

Se parli inglese, ci sono un botto di corsi e guide gratuite che ti puoi leggere, tipo questa: guida blog Hostgator

Se non parli inglese, o se semplicemente scleri quando vedi guide di roba informatica perché non le capisci, vai su: blogvendita.com, è un corso in italiano (a pagamento) che ti insegna a creare un blog professionale anche se sei una scimmia buona solo a lanciare banane sulla tastiera.

Seguendo una delle due guide, in due settimane di studio/lavoro e con 50€ dovresti avere il tuo sito ciambellinefumanti.it online e operativo.

Nota: un sito ha dei costi di mantenimento, ma finché non hai tanti lettori resti sui 12€ al mese quindi devi solo rinunciare a un paio di Mojito e sei a posto.

Oh bene, ora che hai un sito, puoi buttarti sul divano a grattarti le palle aspettando che il web ti faccia diventare famoso!

 

 

Io ho conosciuto un bel po’ di gente così.

Tizi che si considerano scrittori, che si presentano in quanto tali alle feste, che sanno, nel più profondo del proprio animo, di essere nati per scrivere.

Gli manca solo l’ultima piccola parte del processo, che è quella in cui si mettono seduti ad un fottutissimo tavolo a scrivere qualcosa per davvero.

Ma è veramente importante? Questa cosa dello “scrivere roba da qualche parte” è così importante nello stabilire chi sia e chi non sia veramente uno “scrittore”?

Cazzo, sì.

Ricordo che quando ho aperto il blog, scrivere era come lanciare una salsiccia in un buco nero.
Nessuno sapeva che le mie storie esistessero.
Nessuno le leggeva.
Nessuno rispondeva.

Che schifo stare da soli.

Sì, c’erano Bro e Coinquì, ma a loro potevo anche scrivere su whatsapp, erano amici, non “pubblico”.

Per dieci mesi, ho scritto solo per me stesso e per la gente che finiva per sbaglio sul blog cercando parole chiave tipo “non mi scopa ma pranziamo assieme”.
Giuro.

Era anche un periodo in cui chiavavo di brutto e me ne succedevano di tutti i colori, quindi magari buttavo fuori due o tre storie al mese.

Dovevo trovare il modo di far conoscere Victor al mondo!

 

Prima ipotesi vagliata: i cartelloni pubblicitari

Seconda ipotesi vagliata: pubbliche relazioni

Terza ipotesi vagliata: farmi pubblicità online senza spendere una follia.

Dopo molte riflessioni, essendo povero e non avendo amici in comune con il Papa, sono andato per la terza strada.

Ho iniziato a pubblicizzare le mie storie sul forum di Italian Seduction, il più grande raccoglitore di donnaioli, ninfomani e morti di figa d’Italia. Lì dentro, un tizio che parla col suo uccello non era poi così strano.

Anche tu, puoi trovare un forum di ciambellatori fumanti con cui condividere il tuo pensiero. Se il tuo pensiero è divertente o controcorrente, è probabile che le persone siano portate a volerne sapere di più sul tuo conto e vengano a visitare il tuo blog. Se ti comporti in modo stupido, verrai bannato dal forum.

Dal forum sono arrivate diverse centinaia di lettori, finalmente Storie del Cazzo stava prendendo vita! Fra loro e i miei amici che facevano passaparola, ogni storia veniva letta magari da 500-1000 persone. Cazzo rispetto ai cinque stronzi di prima erano numeroni!

Domanda: “Sì ma come faccio ad avere TANTI lettori?”

Risposta: te li compri.
Non sto scherzando.

Ti fai la pagina facebook o Instagram di ciambellinefumanti.it e paghi degli annunci pubblicitari che verranno visualizzati da tutte le persone interessate alle ciambelline.

Lo puoi fare qui: facebook.com/business

Con 15€ ti fai vedere da diverse migliaia di persone.
Se gli piace quello che scrivi, inizieranno a seguirti.

Io ho provato a farlo, ma siccome c’è scritto “cazzo” nel nome del mio sito, mi hanno sempre rifiutato le inserzioni perché quelli di facebook sono dei bacchettoni maledetti che non scopano e non dicono le parolacce.

Quindi ho dovuto seguire un’altra strada.

Ho mandato il link del mio blog ad una selezionatrice di Sky per candidarmi ad un reality show. Mi hanno preso. È tutto raccontato => qui <=

Dopo sei mesi il blog è finito in prima serata su Fox Life e sono arrivate diverse migliaia di lettori nuovi. A quel punto il mio l’avevo fatto.

Scrivere alla stampa o alla tv è una bella prova.
Se interessi a loro, vuol dire che sei sulla strada giusta.

Fase Chittesencula completata.
Durata: circa 1 anno e mezzo.
Costo: 300€ per fare sito e mantenere sito. Di più se vuoi pagarti la pubblicità su facebook/google/instagram/youporn (sì, puoi pagare le inserzioni anche sui siti porno se vuoi).

Considerando quanto mi ha pagato Sky, alla fine ho scritto, ho scopato, mi sono divertito e ci ho pure guadagnato.

La vita è bella.

Si passa alla fase 2.

Auto pubblicare un libro, fase 2:
Legare con i tuoi lettori invadendo ripetutamente la loro privacy

Ok, se fai tutto per bene arrivato a questo punto hai un blog e della gente che lo legge.
Bene.

Avere dei lettori sul web però è come avere una tipa che ti lancia un’occhiata in discoteca. Se non sai cosa devi fare subito dopo, è un’occasione sprecata.

Non concluderai niente e tornerai a casa da solo a farti la triste seghina della buonanotte. ‘Na vita demmerda.

Se invece riesci a farti lasciare il numero dalla tipa nel locale (o la mail dai lettori sul sito), sai che c’è interesse e che quella persona ti ha dato il permesso di giocare le tue carte.

Qui sul blog io ho ficcato un po’ dappertutto l’invito ad entrare nel Piccolo Club di Victor:

Ogni persona che si iscrive mi dà una bella dimostrazione di interesse, e mi permette di creare un dialogo.

Come puoi vedere, non chiedo la mail così, solo per entrare nella newsletter.
Non funziona.
Non lo fare.
Non gliene frega un cazzo a nessuno della tua newsletter tout-court.
Uno viene sul tuo sito per vedere le novità quando c’ha voglia, non ha bisogno delle tue mail che gli ricordano che esisti.

È molto meglio se, in cambio della mail, fai un “regalo” ai tuoi lettori per ringraziarli di averti lasciato il contatto e averti dato il permesso di scrivergli.

Io mando la prima Storia del Cazzo in assoluto: quella in cui è nato Victor.
La può leggere solo chi entra nel Club ed arriva in automatico subito dopo che hai lasciato la mail.

Questo giochino di prendere la mail, salvarla, far arrivare la storia bonus e tutte le mail successive ovviamente funziona tramite un programma professionale, questo: Active Campaign.

Con 10€ al mese ti permette di gestire una lista di 500 persone.
Più persone = più soldi.

Non volendo pagare di più, il Piccolo Club di Victor ha sempre avuto un tetto di 500 persone, motivo per cui cancello spesso gli inattivi per fare posto ai nuovi.

Da quando l’ho creato, ho inviato esattamente 74 mail al Piccolo Club e ho risposto ad innumerevoli email scritte dai lettori.

Un oceano di parole.

Il problema del pubblicare un libro non è il libro in sé, sono i tre libri che devi scrivere prima.

Dopo un anno di lettere private con i Victorini e le Victorine, si è creato un gruppetto di lettori super cazzuti e affezionati a cui ho rivolto una domanda importantissima:

«Ragazzi, vi va se pubblico un Best Of del blog?»

Quindi non è che mi son messo lì e ho scritto un libro e poi mi son chiesto a chi cazzo l’avrei venduto. Prima mi sono trovato dei lettori e poi ho chiesto a loro se l’avrebbero comprato. Esattamente il contrario.

La risposta dei Victorini è stata assolutamente positiva, portando così a conclusione la fase 2.

Auto pubblicare un libro, fase 3: Scrivere, impaginare e stampare il libro (bestemmiando il meno possibile)

Ooooooh, era l’ora!

A questo punto hai scritto così tanto che hai imparato a scrivere in modo decente, hai un pubblico e fra questo pubblico c’è addirittura uno zoccolo duro che ti ha detto che vorrebbe comprare il tuo libro.

Adesso, finalmente, è giunto il momento di scriverlo.
Ma quanto scrivere?

Io ho deciso di pubblicare il Best Of del blog con due storie inedite, alla fine della fiera il file contava 20’182 parole. Sono esattamente 58 pagine, quindi non si qualifica come libro, ma come magazine.

Se avessi aggiunto più storie e avessi stampato una roba di 150 pagine, l’avrei chiamato libro e non sarebbe cambiato nulla.

Quindi alla fine ti metti giù a testa bassa e riempi pagine su pagine di Word con la triste storia dell’amore non corrisposto dei ciambellani per le ciambelline fumanti.

Ti vengono fuori 80.000 parole.
Ok, hai scritto un libro.
Pensi di avere finito.

Il libro va impaginato per la stampa.
Per impaginare i libri si usano dei software professionali abbastanza costosetti, e di base se non li sai usare devi pagare un impaginatore perché deve saper mettere correttamente i crocini di stampa e altre robe di cui non c’ho capito una sega.

“Ma se non c’hai capito una sega, come hai fatto a pubblicare il Best Of del blog?”

Semplice, ho preso una scorciatoia.

C’è un sito meraviglioso, che si chiama Pixart Printing che ti stampa direttamente il file .pdf così come lo vedi sul tuo PC, senza stare a farti smadonnare più di tanto.

In realtà con Word fare l’impaginazione del Best Of sarebbe stato quasi impossibile, ma grazie all’aiuto di Brodino Vegetale e del suo potentissimo Mac fatto dai cinesi presi a cinghiate da Steve Jobs, siamo riusciti a fare la grafica della copertina con Photoshop in una sera tutti sbronzi (si vede) e a produrre un documento in .pdf carino.

Se vai sul sito di  Pixart Printing, puoi scaricare le istruzioni su come impaginare libro e copertina e produrre il file per la stampa da solo, anche se non hai esperienze particolari nel campo e non hai mai impaginato nulla prima d’ora.

Per il Best Of di Storie del Cazzo io ho scelto una cosa molto semplice: punto metallico (cioè modello rivista) con una carta opacizzata e stampa a colori.

In base ai tempi di consegna, al numero di pagine e alla quantità di stampe, puoi farti fare un preventivo in tempo reale, sempre sulla stessa pagina che ti ho linkato.

Esempio: un libro con la costola (il formato si chiama brossura), stampa a colori, una carta carina e una lunghezza di 160 pagine – se ne stampi 1000 copie – ti viene a costare 1,5€ a copia.

 

A questo punto devi fare il salto della fede.

Auto pubblicare un libro significa anche anticipare i costi di stampa.
Sono cazzi amari.

Immagino già la tua prossima domanda: “Come faccio ad avere la certezza di riprenderci quello che ho speso?”

Semplice: contando.
Prima ti ho detto che la risposta dei Victorini quando gli ho chiesto se volevano il Best Of è stata assolutamente positiva. Ecco, “assolutamente positiva” è un numero. Per l’esattezza, me ne sono state chieste più di 600 copie, perché molti ne volevano comprare 3 o 4 per fare i regali di Natale.

Ovviamente, i Victorini che mi hanno detto “io ne voglio tre!!” non avevano idea né del prezzo, né delle modalità di pagamento eccetera, quindi erano numeri da prendere con le molle, anche perché molte persone quando c’è da pagare poi cambiano idea.

Io mi sono guardato in tasca e ho stampato 500 copie: una per ogni membro del Piccolo Club di Victor. Oltre ad essere un numero simbolico, pensavo di riuscire a vendere almeno 500 copie su una richiesta ipotetica di più di 600 pezzi.

Se avessi avuto una lista di mille persone, anziché 500, forse avrei stampato il doppio dei libri.
Se avessi una lista di centomila persone che mi seguono, sarei ricco.
Stessa cosa vale per te.

Detto questo, pago 50€ e mi faccio arrivare delle copie in prova di stampa.
Mi piace.

Cazzo se mi piace.

Faccio il salto della fede e ne ordino 500.
Sossoldi.
Il direttore di banca mi chiama e mi chiede se mi sono drogato.
Gli rispondo di sì.

Auto pubblicare un libro, fase 4:
Lo Stato, le tasse, la galera

Prendere i soldi e scappare è il primo pensiero che ti viene in mente quando scopri quanto cazzo è difficile farsi pagare in Italia e quanta gente cerca di incularti i guadagni nel processo.
Di base, ci sono un po’ di cose da fare in questa fase.

1: proteggere la tua opera intellettuale registrandola alla SIAE
Costa 132€, devi compilare e spedire un modulo eccetera.
Scopri come si fa cliccando qui: siae.it/it/autori-ed-editori/i-registri/deposito-opere-inedite

2: farti un conto PayPal per ricevere i soldi
Vai su paypal.com, ti registri e clicci su “configura conto business”. Ti chiederanno documenti, cazzi e mazzi. Dopo una settimana, ti arriva l’approvazione. A quel punto, tu puoi creare dei “Pulsanti” da mettere sul tuo sito che se la gente ci clicca sopra finisce su PayPal per completare il pagamento.

Ecco a cosa assomigliano i pulsanti di PayPal. Scegli il prezzo e fa tutto lui.

 

I soldi arrivano sul tuo conto e stai a posto. PayPal è sicuro, affidabile, preciso. Aprire il conto è gratis, ma si prende la sua % sulle vendite che è tipo di 60 centesimi su 10€.

3: partita IVA sì, no, boh?

No, non puoi fare un cazzo a nero perché  è illegale con PayPal è tutto tracciato.

Io ho una partita IVA. Se vendi tanto, come ti auguro, dovrai aprirne una pure tu.
No, non morirai.
No, non finirai sotto a un ponte.
Parla con un commercialista e spiegagli la tua idea.
Scoprirai se ti conviene aprirla oppure no in base alla portata del tuo progetto.
Ti saprà dire lui.

Se non sai a chi cazzo scrivere, vai qui: studiocommercialeonline.it, sono smart, fanno tutto online, rispondono subito e io non sono ancora finito in galera, quindi tutto ok.

In Italia ti fanno un sacco di terrorismo psicologico su ‘sta P.IVA, ma in realtà se devi solo venderci un libro non rischi niente.

Di base, le tasse che devi pagare su quello che vendi sono il Il 5% del 78% del fatturato. Quindi se per esempio vendi una copia del tuo libro a 10€, ci paghi 0,39€ di tasse.

 

Il Boss di fine livello: Poste Italiane
(Volete pure una fettina di culo?)

Io, all’inizio, pensavo di poter ficcare la rivista in una busta, metterci un francobollo e buttarla in una cassetta della posta.

Ti garberebbe.

Cioè, lo puoi fare, ma per un libro spendi tipo CINQUE EURO E QUARANTA (5,40€) (C-I-N-Q-U-E E Q-U-A-R-A-N-T-A) a spedizione e manco sai se arriva o se viene buttata al fiume perché non c’è il tracking. Una vera merda!

Questo perché il costo della spedizione varia in base al peso del pacchetto, quindi se spedisci libri spendi un BOTTO di soldi.

Però c’è il trucco: se hai registrato il tuo libro alla SIAE puoi andare in posta e spedire con “Pieghi di libri”. C’è una legge in pratica che per promuovere la cultura in Italia dice che se spedisci un libro vero spendi solo 1,50€ a spedizione.

Il problema del Piego di Libri è che non è tracciato.
Dice che arrivano in una settimana, ma sticazzi. Io non mi fiderei mai a comprare qualcosa online senza tracciabilità della spedizione. Sono paranoico e non mi fido.

In più, chi cazzo c’ha il tempo e la testa di segnarsi a mano tutti gli ordini, gli indirizzi, i cap della gente e di andare in posta ogni cazzo di mattina a fare la fila coi vecchi per spedire a mano centinaia di copie?

Ma zero proprio.

Quindi mi sono rivolto a postapower.com, un servizio bomba di poste private che fa il lavoraccio al posto tuo e lo fa bene. Sul gruppo di SdC c’è Mauro, il super postino, quindi se hai bisogno chiedi e vi metto in contatto. Io ho speso 4,50€ a spedizione con in più il tracking, che non era disponibile per il piego di libri.

Ho fatto spedire i pacconi con le riviste da Pixart Printing direttamente a lui. Le 500 copie del Best Of non sono mai arrivate a casa mia. Mauro si è occupato della gestione delle spedizioni e di tutte le beghe dei clienti col cervello bollito che avevano sbagliato a scrivere l’indirizzo eccetera. Un aiuto fondamentale!

Vittoria:
Prendere i soldi e scappare in Messico

Ok, ci siamo quasi!
Lo so che sei al limite.
Fra stampa delle copie, Partita IVA, registrazioni SIAE, mantenimento del sito web, corsi e libri per imparare a fare le cose, più il programmino per scrivere le mail ai lettori, sono passati due anni, hai speso 2.000€ e ancora non hai guadagnato un cazzo!!

“Ma che è ‘sta merda? Sei impazzito? Non ci penso nemmeno ad impelagarmi in una storia del genere.”

Ti capisco.
Però ora viene il bello.

E poi, se ci pensi, 2.000€ di investimento in un progetto in cui credi non sono tanti.
È quello che costa un master post universitario.
250 Mojito.
133 ingressi in discoteca.
Un motorino.
È quello che guadagni facendo 25 serate al disbrigo di un catering.

Ma soprattutto non è niente, NIENTE rispetto alle infinite ore di impegno e scrittura che devi metterci per dare vita ad un progetto del genere.

Facendo una stima grossolana, io penso di aver scritto quasi 300.000 mila parole da quando ho aperto il blog.

Ti assicuro che se troverai qualcosa nella tua vita che ti spinga a scrivere così tanto, a dedicarti così tanto ad un progetto che è solo e solamente tuo, in due anni di tempo 2.000€ li trovi.
E se ne servissero 5000, ne troveresti 5000.

Anche perché la cosa bella di auto pubblicare un libro, è che i guadagni sono tutti tuoi.
Se vendi il tuo libro a 10€ e ci levi 2€ di stampa, 1,50€ di spedizione e 1€ fra tasse e commissioni PayPal, a te ne rimangono 5,50€ puliti!

Sono un botto di soldi!

Se invece ti fai pubblicare da qualcun altro, succede che:

Uno scrittore di solito prende il 10% del prezzo di copertina del libro.
Se pubblichi con un sito di self publishing, loro si tengono fra il 20% e il 70% del tuo guadagno.

Io ho preferito fare tutto da solo.
Ho imparato un sacco di cose, sono cresciuto professionalmente e ho guadagnato molto più di quello che avevo speso (però mi sono fatto un culo come una capanna!!)

Quando finalmente il tuo libro esiste, ce l’hai in mano e lo puoi toccare e hai sistemato tutte le robe legali e hai deciso a quanto lo vuoi vendere, è necessario che tu ti metta davanti ad un foglio bianco e spieghi al tuo lettore cosa deve fare, cioè:

  • perché dovrebbe darti i suoi soldi;
  • che tipo di libro hai realizzato;
  • perché il tuo libro si può comprare solo sul tuo blog e non in libreria;
  • perché non c’è il rischio che tu prenda i soldi e scappi in Messico;
  • che precauzioni hai preso per fare in modo che i suoi soldi non vengano dispersi nel web;
  • cosa farai se qualcosa dovesse andare storto;
  • cosa deve fare esattamente per pagarti;
  • come gli verrà spedita la merce;
  • quanto costa, perché costa così e non di più o di meno;
  • quanto tempo ci metterà ad arrivare, eccetera.

In sostanza, devi rispondere a tutte le domande e tutti i dubbi che una persona normale potrebbe avere mentre decide se acquistare o meno il tuo libro.

Devi scrivere una vera e propria lettera di vendita.

“Che cazzo è una lettera di vendita?”

È lo strumento che permette ad uno scrittore di trasformare le parole in soldi.
Quando arrivi a questa fase, vai qui e leggi tutto quello che puoi: arsenaledelcopy.com.

Immagina di sederti ad un tavolo con un tuo lettore e di parlargli del progetto, poi butta su carta tutto quello che gli diresti, rispondendo alle domande e ai dubbi che gli potrebbero venire in mente.

La mia lettera di vendita la trovi => cliccando qui <=

Funziona più o meno così

Leggila, cerca di vedere come mi sono immedesimato nel lettore delle Storie del Cazzo per rispondere a tutti i suoi dubbi e come ho descritto il prodotto che volevo vendere senza annoiare il lettore.

Sono molto orgoglioso della lettera che ho scritto, anche perché delle 500 copie che avevo stampato, 290 sono partite nella prima settimana, e le altre poco dopo.

Per metterci tutte le tabelline, le immagini, formattarla in modo carino e ficcarci i grafici che si muovono, ho usato un programma che mi è stato regalato da IlPianista e che puoi scaricare qui.

È semplicissimo da usare, non c’è da studiare niente.

In pratica quello che devi fare è scrivere al lettore una lettera per convincerlo a darti i suoi soldi, e poi in fondo metterci i pulsanti di PayPal per concludere il pagamento. I dati di spedizione verranno inseriti dai clienti direttamente su PayPal, che ti manderà una mail per ogni cliente con un riepilogo dei dati.

Una volta che hai scritto questa lettera e l’hai pubblicata sul tuo sito, devi solo usare Active Campaign per scrivere ai tuoi lettori che possono comprare il libro!

Voglio morire

Ti lascio con la mail che ho scritto al Piccolo Club di Victor, il messaggio che ha dato vita al mio progetto. L’ho mandata un pomeriggio, e la mattina dopo avevo già riguadagnato tutto quello che avevo speso.

Se vorrai intraprendere questa strada, ti auguro tutta la fortuna del mondo.

Da: Victor
Oggetto: Ecco come innamorarti di un pene anche se non lo hai mai visto

6 dicembre 2016
Martedì, 10:00 AM
Aeroporto di Firenze.

Arrivato nella sala dei gate, mi scelgo un posto che sia conforme alle mie fissazioni e quindi non troppo vicino a qualcun altro perché non voglio parlare con nessuno, ma neanche troppo isolato perché non voglio sentirmi solo mentre leggo.

Punto una meravigliosa sedia con due sedie vuote accanto da entrambi i lati, quando mi passa accanto una ragazza.

Bionda, alta, magrissima, con degli stivali neri della Dr. Martens tutti consumati, una maglietta che le lascia la pancia scoperta e un cappotto di pail leopardato tenuto sottobraccio.

Si siede su una sedia vuota davanti ad una fila di sedie vuote e tira fuori un libro.

– È come me…
– Vai a sederti davanti a lei!
– No.
– No che?
– Non ci vado, fra un’ora ho il volo e non la vedrò mai più, a ‘sto punto preferisco leggere.
Dai vai, che cazzo te ne frega del libro, ci fai due chiacchere e magari una sveltina nel bagno prima del volo!
– Mi sa che il vino di ieri sera è ancora in circolo. E’ più facile vincere all’enalotto che rimorchiare una sconosciuta in un’ora e trombarla nei bagni di un gate all’aereoporto.
– Sei scarso.
– Stai zitto.

Insomma alla fine non mi sono seduto vicino a lei, ma continuava comunque a cadermi l’occhio sul suo viso. Lei lo sentiva telepaticamente e mi ricambiava con una precisione inquietante. Era palese che avrebbe accettato un mio approccio.

P-a-l-e-s-e.

– Sfigatooooooooooooo.
– Dai non serve a niente, devo volare fra dieci minuti ven via lasciami in pace.

Cerco di concentrarmi sul mio dannato libro aspettando con ansia il momento dell’apertura del gate per potermi lasciare alle spalle l’immagine di questa gazzella bionda e solitaria – preda perfetta, protetta solo dalla mia convinzione che le chiacchere fini a sé stesse siano un’attività umana totalmente inutile.

Quando finalmente arriva l’omino imbarcatore del mio volo, la bionda si alza subito per mettersi in coda.

– E ma vaffanculo…
– Muoviti coglione!!

Faccio per andarle dietro, ma rimango invischiato in una bolgia di cinesi e non solo non riesco a raggiungerla, ma vengo pure ficcato in una navetta diversa.

– SE L’ABBIAMO PERSA IO TI MANGANELLO LE TIBIE
– Dai magari a botta di culo ci ritroviamo seduti accanto sull’aereo!

No, non succede. Si siede totalmente da un’altra parte.

Ormai è una questione di principio, quindi elaboro un piano.
Ho notato che ha solo uno zainetto, quindi si dovrà per forza fermare alla raccolta bagagli per prendere una valigia e io la approccerò lì.
Non fa una piega.

Quando scendiamo dall’aereo, lei è davanti a me. Già pregusto il momento in cui si fermerà davanti al rullo e io l’approccerò. Non ho deciso cosa dirle ma non importa.

Il mio piano perfetto fallisce nel momento in cui lei non si ferma al rullo e la vedo uscire a passo svelto da una di quelle porte che se le attraversi non puoi più tornare indietro.

Viene inghiottita da una Parigi gelida, col suo cappottino leopardato e uno zainetto per metà riempito dal libro che stava leggendo.
Persa per sempre.

Mi metto davanti al rullo ad aspettare la valigia, attaccandomi al wifi dell’aereoporto per scorrere il muro di facebook e non avere il tempo di pensare a quanto sono coglione.Le donne si lamentano degli uomini che ragionano col pene, solo che a volte c’ha proprio ragione lui.

Dopo venti minuti, recupero il bagaglio e vado a prendere la navetta per andare in centro.
Quando arrivo alla biglietteria eccola lì, la vedo, È LEI!

Non so che cazzo abbia fatto nel frattempo, ma è l’ultima della fila dove devo andare pure io!
Uno dice che non esiste il destino, però ogni tanto…Un giapponese fa per mettersi in coda, gli do una sportellata manco fossimo in una gara di nascar e mi metto di fianco alla ragazza. Non dietro, proprio di fianco.

Mi guarda.

Io le faccio, come se l’avessi appena vista:  “Hey ciao! Tu eri sull’aereo!”

“…”

“Je disait, tu était sur l’avion!” riprovo in francese.

“I don’t speak french, just english”, dice lei.

Si chiama Sophie, è di Los Angeles.
Ci siamo visti per la prima volta a Firenze e parlati per la prima volta a Parigi, nella stessa mattinata. Non può non darmela.

Sophie studia a Firenze in una scuola americana e ogni mese viene un weekend a Parigi perché adora la città. È struccata, vestita alla cazzo, con due occhiaie nere come la pece… Ed è comunque bella, di quella bellezza malata alla Kate Moss.

Dev’essere la figlia drogata di un americano ricco che l’ha spedita a cazzeggiare in Europa.

“Senti, io sono qui per lavoro, però ho un giorno libero e volevo andare a vedere il museo di Pompidou, ti va di accompagnarmi?”, le dico.

“Certo, tanto io non ho piani!”, dice lei.

“Allora lasciami il tuo numero, così ti chiamo.”

Mi lascia il numero.

Quando ci dobbiamo separare, la saluto con un bacio sulla guancia che la coglie di sorpresa.

Non so se la rivedrò, io ho diversi impegni e lei ha degli amici qua. Ma la cosa bella è che non me ne importa affatto.

Anni fa, prima di iniziare a scrivere le storie, ero un cazzo di asociale di merda. Già viaggiavo da solo per lavoro, ma quando avevo finito tornavo in albergo a morire sul letto.

Se avessi conosciuto una come lei in un’occasione simile (non saprei proprio come, visto che non approcciavo le tipe) avrei passato TUTTO il soggiorno a pensare a lei e a cercare di rivederla. Mi sarei attaccato ad un idea anziché alla vita (senti quanto son filosofico quando c’è odore di figa nell’aria).

Adesso no. Il mondo è talmente straripante di occasioni (sto sempre parlando di figa) che appena diventi capace di prenderne anche solo il 5% la tua vita è talmente piena che non hai più il tempo di girarti indietro.

Se non è lei sarà un’altra e se non è un’altra oggi sarà un’altra domani.

Non so ancora quale sia il mio posto nel mondo ma so per certo che potrei ritrovarmi in una qualsiasi capitale Europea con solo uno zaino in spalla ed entro due giorni avere al mio fianco una ragazza del posto che mi mostra i locali migliori di giorno e altre cose di notte.

È una bellissima consapevolezza, che mi fa respirare a pieni polmoni e sentire libero come poche altre cose nella vita.

Ho cercato di fare del mio meglio per metterne un po’ qui dentro e condividerla con te:

http://storiedelcazzo.com/best-of/

Sì, è il Best Of.
Che cazzo aspetti, clicca e basta!
Gli altri ancora non lo hanno visto!!

P.S.

Quando dico che gli altri non lo hanno visto, intendo dire che le copie sono limitate e che ancora non ho scritto niente sul blog, che viene letto da un botto di gente.

Lo sapete solo tu e gli altri del Piccolo Club di Victor.

Questo è il mio modo di ringraziarti per avermi spinto ad imbarcarmi in questo progetto (se non mi aveste scritto in tanti, col cazzo che l’avrei fatto). Ho imparato un sacco di cose e mi sono divertito un mondo (fra una madonna e l’altra).

Se clicchi adesso puoi ancora approfittare dell’offerta speciale e prendere qualche copia del regalo di Natale più epico di sempre ad un super prezzaccio.

Clicca qui:

http://storiedelcazzo.com/best-of/


 

Complimenti!

Hai letto tutto, oppure hai solo scrollato veloce guardando le foto…
In ogni caso sei arrivato in fondo alla pagina, bravo!!!

Adesso non ti rimane che lasciare un commento qui sotto per dirmi che hai goduto di brutto mentre leggevi (o guardavi le foto), farmi domande e condividere questa storia con un tuo amico che sogna di fare lo scrittore!

 

Alla prossima,
Stay hungry, stay cazzo.

 

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32 Commenti su "Guida pratica: ecco come Victor ha scritto e pubblicato un libro scandaloso che nessun editore avrebbe mai preso in considerazione"

ScrittorePuddone

Questo non è scrivere un libro, è una cosa molto più imprenditoriale! Non avevo mai letto una guida fatta così bene, e c’erano diversi tasselli che mi mancavano. Grazie grazie grazie :-D

Biondina

Mi piace quando scrivi cose serie. Hai un modo tutto tuo di renderle piacevoli e ti spieghi benissimo

La Torre Bianca

Sono sconvolto.
Cioè… la gif di Farrell che fa i pompini c’è davvero.
Se non la avessi vista non ci crederei. Niente da dire: quando prometti mantieni!

Detto ciò, complimenti per la determinazione. Non è da tutti imbarcarsi in progetto simile e portarlo a termine con successo!

Sferamante

Scusa pdV, avrei una domanda: quando dici che devi solo mandare una mail per far sapere ai tuoi lettori che è uscito il libro….. Basta? Metti tutto online, paypal eccetera, mandi una mail e ti fai le zaganelle?

Pinky

Che dire… geniale anche nel raccontare il making of ^__^

I Am Too Old For This Shit

Bravo PdV, massima stima.
Facendo parte del gruppo di quelli col libro mai finito nel cassetto, non posso che farti complimenti sinceri.
Che poi tutto questo non avrebbe avuto senso se tu non fossi cosi maledettamente bravo a scrivere.
Chapeau, davvero.
Di che parlerà il libro “vero”? Finzione, o autobiografico?
Tanto lo sappiamo che ci stai lavorando… (mettimi già in caldo una copia)

Nick

Complimenti. Un vademecum fatto davvero bene, esaustivo e sinottico. Magari per chi oltre al talento per la scrittura ha anche il pallino per l’imprenditoria ma, hey, siamo in tanti a essere fighi!

Cazzeggio a parte la cosa che lo rende più utile è che puó essere usato anche solo in parte, non è necessario procedere da A a B, ed è pieno di link a robe veramente utili quindi grazie e ottimo lavoro.

Ovviamente mica ti faccio i complimenti aggratisse… è una bieca scusa per pubblicizzare la pagina Facebook del mio libro che, contratto firmato, dovrebbe uscire in primavera (quindi presto, troppo presto, e l’editing è un maledetto lavoro che uno non si immagina finché non inizia a farlo con un pro, ma è anche divertente se ti appioppano LA editor giusta); ecco qua… clikkate e leggetene tutti, Viktorini, il prologo è offerto da me!

https://m.facebook.com/Solo-perché-ti-senti-bene-1601409836798160/?ref=bookmarks

076

La guida è perfetta. Lineare per arrivare al successo. Non hai mai sbagliato un cazzo? Non c’è mai stato un pezzente che ti abbia detto di lasciar perdere facendoti vacillare?

Se si come hai risolto queste situazioni?

Comunque tutto il mio rispetto! Grande!

Pippo

Che cazzo te devo dìì, sei un genio :-)

Nonmicancellaaaareeeeanchesenonscrivomai!

Bravo! Complimenti davvero! Qualsiasi cosa scrivi è un piacere leggerti.. :)
io mi son pentita di non averlo comprato! -.-‘

Poiuyto

Grazie della guida, purtroppo io non so fare un commento figo per cui a posto così. ;)

FataMorgana

Hai presente la serie tivì Californication?? È più o meno così che immagino la tua vita fra 15 anni 😂( il protagonista è il tizio acchiappa alieni di X-Files.. se da quanto ho capito siamo coetani.. dovresti averne fatto anche tu una scorpacciata da ragazzino! )

Martina

Mi dispiace troppo non essere diventata tua fan in tempo per ordinare il magazine, si parla di giorni uff!
Ancora di più mi dispiace non poter dire di avere la tua attitudine nei confronti delle occasioni della vita, che a me sembrano sempre ridotte all’osso e con ben poca carne da rosicchiare.
La domanda, retorica ma obbligatoria, è: anche per una donna funziona cosi? Perchè onestamente arrivata a questa età non so ancora che minchia dovrei fare!

Karin

Non so gli altri ma io rimango incollata alla storia fino a che non è finita! Mi piace il tuo stile! 😉

Winston

Applausi PdV!!qui si va oltre le storie, questa e è una vera e propria guida scritta con i controcazzi con tanto di suggerimenti preziosi..siamo al TOP ;)

Didisí

Eeeeeeh ho finito! Letto tutto il blog partendo da pagina 13 a pagina 1 (inclusa la guida e moooolti dei commenti alla fine delle sdc). Nel corso delle letture ho riso, mi sono incazzata con te, ho imparato un sacco di cose! Lascierei il link del blog anche a scopo terapeutico per curare infinite donne con seri problemi mentali che riescono a fare le moraliste a discapito della patata di tutte noi e a molti uomini che non capiscono che dandoci delle troie cuccano di meno (eheh saremmo tutti più felici se liberi ✌). Davvero complimenti e spero di leggere aggiornamenti ora che posso commentare senza essere in ritardo di mesi 😎

Didisí

Lascerei*
Mi scuso eheh
È tardi (anche se non troppo per i miei standard) e mi sono svegliata presto!

Occhiverdi

Sei un grande!

Bosco

Maestro!
Mi sto sgansciando a leggerti!

Itsmemimi

Semplicemente grazie

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