Quella notte in cui ho cercato di proteggere la mia verginità anale da Dracula

«Mi sto licenziando dal posto fisso per iniziare a lavorare sessanta ore a settimana e trasformarmi in un vecchio scrittore pazzo e alcolizzato.

Nel tempo libero ho bisogno di fiumi di vino rosso e anche di ragazze con cui sia divertente flirtare, ma soprattutto vino rosso e forse anche un po’ d’erba.

Se sei vegana, dipingerò di verde il bacon e lo nasconderò nella tua insalata della tristezza, perché sono malvagio.»

«Wow la tua storia mi ha colpito molto.», esordisce Emily.

«Sei anche tu una scrittrice semi-alcolizzata che vuole sfogare la sua frustrazione lanciando hamburger nei ristoranti vegani per poi darsela a gambe levate?», rispondo.

«Quasi. Sono un’artista innamorata della tequila che lascia evaporare lentamente i legami con gli amici che decidono di diventare vegani.»

«Ho capito. Quando ci sposiamo? Io e te avremo una casa in campagna, con una mucca per il latte e le galline per le uova, e un gallo per le galline.»

Silenzio.

Nessuna risposta.

Eh no.

«Una storia così breve ahahah. Scusa non ti volevo spaventare!», insisto il giorno dopo.

«Omg come ho fatto a perdermi quel messaggio. Non mi hai spaventata affatto, au contraire! Ho aspettato la tua proposta fin dall’istante in cui ti ho messo il match.», dice lei.

«Lasciami il tuo numero, veloce! Prima che i cattivi di Tinder ti facciano perdere altri miei messaggi.»

«Sì sono così cattivi, grazie al cielo ci sposeremo e potrò finalmente abbandonare questa app. +1-917… …»

 

Emily è Brasiliana, di Bahia, ma vive a Manhattan perché sua madre ha collezionato abbastanza divorzi da potersi permettere di mantenerle entrambe nella City, mandando sua figlia a fare le giratine in Europa mentre lei è in crociera ai caraibi.

Con uno di questi, ha prodotto una figlia alta 5″10 – che il convertitore online mi assicura siano 177cm – che è tanto, specie se distribuisci lungo tutta quella lunghezza le forme che il Sud America regala alle donne.

Vado a prenderla in hotel dopo cena. Le dico che mi riconoscerà perché sono quello parcheggiato davanti all’hotel con la macchina blu a due posti dalla forma particolarmente aerodinamica.

Esce cercando con gli occhi una BMW Z4 e mi trova appoggiato alla FIAT SPASSOCAR. L’espressione è impagabile.

Come se non bastasse, in macchina ho ancora delle cinghie che avevo usato per trasportare un freezer e che mi ero dimenticato di togliere. Sono legate per un’estremità alla grata di metallo che divide l’abitacolo dall’ampio bagagliaio.

«Cioè, sono a Firenze da due giorni e sono già finita in macchina con un italiano sconosciuto che guida un furgone da pervertito con la rete di metallo e le corde. È proprio da me… Secondo te è normale che io sia così sconsiderata?», dice lei.

 

– Sento del buon feeling nell’aria.
– Io nelle mutande.

Questo feeling ci porta a rimanere insieme per un drink, due drink, tre drink, alcuni dei quali pagati da lei perché è femminista (motivazione che mi ha voluto dire esplicitamente).

– Oddio quanto amo le femministe.
– Le che?
– Le fie che vogliono uguaglianza fra i sessi.
– No oh che cazzo dici! Io non ho la minima intenzione di fare cappella-cappella con un clitoride gigante cioè ma CHE SCHIFO che razza di perversioni c’avete voi siete bacati nella testa non è possibile che
– Aspetta, aspetta. Non hai capito. Non vogliono l’uguaglianza letterale fra i sessi.
– Ah, e che vogliono allora?
– Tipo pagarmi le cose e non sentirsi in alcun modo dipendenti da me o da altri uomini nelle loro scelte e fare un po’ quello che gli pare col proprio corpo.
– Cioè una roba normalissima, che c’è di strano?
– In realtà è pieno di donne che insultano le altre donne se non si sottomettono agli uomini.
– Per me le donne vanno sottomettesse, piegate, arcuate, intrecciate, accavallate, sovrapposte e pure un po’ diagonalizzate se è per questo. Sono femminista?
– Lasciamo stare.

Fra una boccata e l’altra di narghilè, sdraiati sui divanetti di un pub per americani, le mie gambe si legano a quelle di Emily. La guardo come l’idraulico di Brazzers guarda la casalinga con le labbra siliconate che gli apre la porta in minigonna.

Il bacio arriva con una tale naturalezza che non si capisce chi bacia chi per primo. Sono quasi le due di notte. La barista inizia a fare segnali di fumo e a lanciarmi preservativi e pasticche di Viagra da dietro al bancone. Ok, ce ne dobbiamo andare.

– Victor, oh saggio pene, ho bisogno di te.
– Cosa ode la mia cappella! Finalmente mi riconosci un po’ di credito, ahhhh, mi sono appena allungato di due centimetri.
– Stai bono non t’allungare ancora! Ho un problema.
– Dimmi piripillo, qual è il problema?
– Siamo lontani da casa e dobbiamo salire in macchina ed è tardissimo, quindi o la riporto in hotel oppure è PALESE che la sto per scopare.
– Le hai appena palleggiato le tonsille con la lingua, cosa ci sarebbe di strano?
– Sai, le solite beghe da ragazzine.
– Le beghe da ragazzine non le superi a parole, ma comportandoti da uomo.
– Che cazzo vuol dire?
– Dille che la vuoi spremere e diagonalizzare.
– Ma sei scemo?
– Fallo. Tanto se lei non vuole ti dirà di no, ti pare? Cazzo sei riuscito a farti friendzonare da Jigglypuff, sono abituato ai tuoi fallimenti.
– Incoraggiante, grazie.

«Hey senti, stammi a sentire, ora ti spiego cosa succederà. È tardi, però io non sono stanco e voglio ancora stare un po’ con te. Tu sei stanca? No, bene… Allora adesso saliamo in macchina, andiamo da me che ormai sta chiudendo tutto e non ci fanno sedere da nessuna parte, ti offro un Gin spettacolare che tengo per gli amici e poi ci provo di brutto con te. A quel punto tu mi devi dire “no, non possiamo, ci siamo conosciuti stasera” e spingermi via in modo abbastanza deciso, sennò non capisco. A quel punto ti riaccompagno in hotel e tu potrai andare a letto fiera di essere riuscita a resistere alle tentazioni di un maschio italiano. Ok?»

«Ahaha ok!»

 

– NON CI POSSO CREDERE
– WOOOO NEMMENO IO!
– Come nemmeno tu? Ma se m’hai detto di provarci?
– Eh ma sapevo un cazzo io che avrebbe funzionato! Io voglio solo farti osare, Pirulino titillante.
– Smettila di chiamarmi con nomi del cazzo e soprattutto di dirmi cose di cui non sei sicuro!
– Niente è mai sicuro. Te ne farai una ragione prima o poi. Intanto scopa così non ci pensi.

Macchina.
Casa.
Gin.
Musica.
Divano.
Mani sulle tette.

«Questo è il momento in cui mi dici che mi devo fermare e mi spingi via.», le dico.

«Non ho la minima intenzione di farlo.», risponde lei.

Ora, non so se sia il sangue brasiliano, o la frenetica vita Newyorkese, ma scopare con Emily è come giocare ad un torneo di Mortal Kombat, nel mondo reale però.

Round 1

Allora, la prima cosa che fa è prendermi per il collo e cercare di uccidermi. Così, come se nulla fosse, mi afferra il pomo d’Adamo con la punta delle dita e lo spinge in fondo alla gola.

Io, che ero in perfetto equilibrio nella celebre posizione del treppiede con le mani, non riesco a difendermi.

– Maremma puttana che male!
– Siiiii, dai Emily sono con teeeeeee!! Dagliene secche a ‘sto rincoglionito!
– Ma da che parte stai?
– Taci Pallemoscie, che un po’ di lotta mi piace, ti rinvigorisce! Un po’ di vita!!
– Mavaffanculo questa qui fa male!
– E allora difenditi, troietta smencia che non sei altro! Ahahahaaaaaaahh

Le rifaccio la stessa cosa ma molto più forte. Lei ansima con quel filo di voce che le rimane mentre la sto soffocando e mi avvinghia le gambe attorno alla vita. Cioè io pensavo di metterla KO e invece questa gode. Bene ma non benissimo.

Baciarla è come bere assenzio: ti fa male ma non vuoi smettere. In bilico fra l’autodifesa e l’autolesionismo. Mi arriva un’artigliata dietro al collo con quelle cazzo di unghie che sono affilate come lame.

– Ahia che cazzo di male, brutta stronza io t’ammazzo
– Ahhhh sì come godo!
– Stai zitto cazzo, mi sta trasformando in un colabr-GESÙ CRISTO MI STA STACCANDO UN CAPEZZOLO CON I DENTI

Io di solito non parlo molto quando sono a letto, ma quella notte sono volate delle raffiche di moccoli che spero, spero vivamente abbiano bucato il muro, svegliando il figlio di sei anni dei miei vicini di casa. Spero che le abbia sentite tutte e che sia rimasto totalmente traumatizzato. Quello stronzetto che mi sveglia ogni domenica mattina alle otto e mezzo. Tiè.

Alla fine vado in bagno perché ho un graffio dietro la schiena che mi brucia un casino e voglio controllare che non stia sanguinando. Non stava sanguinando. Quando torno in camera, mi accorgo che Victor è ancora acceso.

Niente periodo refrattario. Nulla di nulla. Sono andato e tornato dal bagno con l’uccello cristallizzato nella sua forma evolutiva finale.

– Ancora!
– Te sei scemo, questa ci ammazza.
– ANCORA HO DETTO

Mosso da una spinta incontrastabile, mi metto un altro preservativo.

«Ne hai un altro?», mi ferma Emily
«Sì, perché?»

Me lo sfila, mi fa un deepthroat, poi si scusa per il preservativo sprecato ma dice che aveva assolutamente bisogno di farlo adesso.

– È lei. L’abbiamo trovata. La tua ricerca finisce qui. Puoi sposarla.
– Sì, cioè è fantastica, però fa male. Cioè c’ho il collo a pezzi…
– Tranquillo, ti farà diventare lei un uomo a forza di cignate e pompini.

Io in realtà speravo che il secondo giro di giostra fosse un attimino più tranquillo del primo. Mi sbagliavo.

Round 2

Ammira la mia terza gamba, bella vaccona che non sei altr-

Non faccio in tempo a partire che Emily cerca di mordermi il collo e di strapparmi la pelle con le unghie. Cerco di tenerla ferma in tutti i modi, bloccandole le mani, i piedi, tenendola per i capelli, niente da fare. Pesa la metà di me ma ha un’energia cento volte superiore alla mia e trasforma il sesso in una questione di vita o di morte che sarebbe francamente terrorizzante se solo Victor non fosse molto convinto di quello che sta facendo.

Ad un certo punto sale sopra e mi copre la faccia con le mani, tenendomi i pollici sugli occhi. Sto stringendo il culo forte come la morsa di acciaio di un fabbro. Il mio corpo è immobile, pronto all’orgasmo o all’infarto, non so distinguere. Comunque non ho più banane per ribellarmi, potrebbe avere un coltello in mano e mi lascerei pugnalare. Mi arrendo, non le tolgo le mani.

Evidentemente soddisfatta dal suo Vulvar display of power, Emily decide che è giunto il momento di andare oltre.

A questo punto non vorrei diventare troppo volgare quindi per descrivere ciò che è successo dopo lancerò un messaggio in codice che solo i lettori più scaltri e attenti riusciranno a capire:

 

Devo dire, che nel complesso della situazione che si era venuta a creare, ci stava molto bene.

– Io la amo.
– In effetti è notevole.

Ora, io sono favorevolissimo al sesso anale, quando non c’è il mio ano in gioco. È una strada che percorro esclusivamente a senso unico e non sono abbastanza sviluppato emotivamente da poter accettare soluzioni alternative.

Quindi penso che Emily abbia avuto davvero una pessima idea quando – proprio mentre guardavo al futuro mischiando scene di sesso futuristiche a corse al CTO – ha deciso che quello era davvero un buon momento per misurare la mia virilità e tentare di infilarmi un dito in culo.

Io ho una reazione tipo gatto incazzato e tempo un millisecondo mi ritrovo in piedi accanto al letto, con un dito puntato verso di lei e un forziere protettivo costruito attorno alle chiappe.

Lei ride e blatera qualcosa di pseudo-femminista per far valere un qualche diritto sul mio ano che non so da quale libro l’abbia preso ma fatto sta che le ho subito fatto capire quanto sia favorevole a questo genere di parità fra i sessi schiacciandole la faccia nel cuscino.

Alla fine di tutto quanto, mi guardo allo specchio per constatare i danni.

Ho tre succhiotti sul lato sinistro del collo, uno talmente in alto da non essere copribile in alcun modo, altri due sul lato destro, di cui il più lontano è praticamente sopra alla clavicola ma più che un succhiotto si vedono i segni dei denti, uno graffio sul petto che assomiglia di più ad uno squarcio, e non ho il coraggio di guardarmi la schiena.

La invito a rimanere.
Se ne va con un taxi.

Il giorno dopo mi manda la foto della sua schiena, con finte lamentele annesse:

“Sai, negli USA graffiare le donne è un reato grave. Quindi è nel tuo migliore interesse diventare super carino con me oppure sarò tentata di chiamare le autorità e, sì, ti sto ricattando per uscire di nuovo con me.”

– Allora, come funziona quella cosa del matrimonio?
– Funziona che non ci sposiamo, parte per Roma fra due giorni.
– Come, che dici, no… No. Non può essere vero. È troppo poco tempo falla restare.
– Non posso, ma anche se potessi non lo farei.
– TU NON CAPISCI IO LA AMO
– No, tu pensi semplicemente che le ragazze che mi piacciono siano quelle con cui c’è una forte intesa a letto.
– Ovviamente sì!
– Eh ma non è così. Quella è solo la base di Partenza.
– MA COSA CAZZO STAI DICENDO TI SEI DROGATO? È L’UNICA COSA CHE CONTA!
– Non lo credo più. Emily è fantastica a letto, ma è anche completamente matta.
– Perfetta, si dice perfetta.
– La vedrai solo un’altra volta, salutala.
– Sto male.

Ci siamo rivisti. Siamo andati a cena fuori. Siamo stati bene.
Una cosa è certa: di Emily non mi dimenticherò mai.
Uno dei suoi graffi si è trasformato in cicatrice, e mi accompagnerà per molti, molti anni.

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31 Commenti su "Quella notte in cui ho cercato di proteggere la mia verginità anale da Dracula"

Brodino Vegetale

Lei ti ha lasciato mille segni sulla schiena tra i quali anche uno che è diventato cicatrice, ma quanto è che tu non ti tagliavi le unghie? hahaha
Nel momento del dito nel culo mi sono pisciato dal ridere immaginando la scena dello scatto per finire in piedi (io comunque l’ho provato e non mi dispiace in certi momenti se fatto con cura e delicatezza)

BumBum

dovresti sperimentare di più! Ma del tentativo di esplorazione, Victor che ne pensa???

Coinquì

A me una persona di questo blog mi ha messo un dito in culo, ma non mi ha convinto :/ Sapevo che la foto della macchina sarebbe finita qui ahah

Fegato ZiGo ZaGo

La ragazza bondage l’aveva detto che eri un “vanilla boy”
E poi perché spezzare le ali/palle della felicità di Victor???

I Am Too Old For This Shit

Credo che nel primo dialogo con Victor l’alternanza blu/nero sia da correggere.
Dacci un’occhiata.
Comunque, a me, l’ultimo dito in c**o me l’ha messo il proctologo.
Bene ma non benissimo (cit.)

Eudes-Conrad

Hai scazzato ad un certo punto ed invertito i colori. Tu parli in blu e Victor in nero.

VenereFolle

pdv secondo me dovresti provare… mettere da parte i preconcetti, rilassarti e provare, è liberatorio e dopo un attimo è super piacevole… trovo deludenti queste tue fobie… su su impegnati e raccontaci…

VenereFolle

ma quindi il sistema degno di cia, fbi e kgb e sospetto anche terzo reich per validarli non serve più??? ora che avevo finalmente memorizzato la password… giuda ballerino!!!

Ing. Penis

Leggo “diagonalizzarla”.. TRIGGERED
spero tu l’abbia ruotata sugli assi principali

Vagiullo

Che mancanza di eleganza il dito al culo: si sa che con gli uomini, per verificarne la disponibilità, e necessario un delicatissimo movimento post fellatio che dalla leccata di palle mira ad andare sempre più giù, da cui si evincerà se quel dito in culo debba andarci oppure no.
Deve crescere la ragazzina, deve crescere!
(Tecnica utile pure per le donne, palle a parte, comunque!)

Brodino Vegetale

quanta finezza hahahaha comunque fiero di averti nel gruppo giallo! insieme a VenereFolle che incita anche lei questa pratica ! Proprietario di Victor non ti resta che provare e raccontarci!

Vagiullo

“Come disse er saggio:
se strigne er culo c’è disagio!”
*Mignolino alzato*

LesboChic

“Uno dei suoi graffi si è trasformato in cicatrice, e mi accompagnerà per molti, molti anni”.
I feel you bro.

Say my name
Anna

Ciao! No, non puoi cavartela così… Hai mai provato? Perché in tal caso, con la giusta delicatezza e atmosfera non può non piacerti! Poi non è detto che quello dovesse essere il momento giusto, a me ad esempio il sesso anale piace ma ho bisogno di modi e tempi per lasciarmi andare, tu non puoi farne una questione di principio!

DenimDemon

Forse è un po’ come per il decalogo della scopata, se davanti non hai la tipa giusta potrebbe non essere il caso (soprattutto così hardcore, quella dopo 4 minuti come minimo ti ficcava tutto il pugno, ma va be’) al contrario chi può dire che non si trovi quella che “ahh ora sì che prima no!”
ps. Grazie per la citazione dei Pantera, anche se non lo avrai fatto per loro (anche se qui saranno in 3 stronzi a sapere chi sono)
https://www.youtube.com/watch?v=Nx08MK_O_TQ

fabio

graaande! mi ricordi di un esperienza similare con una che si rivelò amante di cose un po’ border line riguardo la ‘violenza’ fisica…nel senso che io mi ritrovai la mattina con cinque dita violacee sulla guancia e svariati segni sul corpo e sul collo che manco Aiace a Troia. Lei segni evidenti di soffocamento sul collo e sedere sul violaceo andante che a quanto pare apprezzava molto (!?). sinceramente, sono cose che non si dimenticano. non ho più incontrato nessuna come lei.

Cassandra

Sei la cosa più bella che mi sia successa alle 4 di notte da tanto tempo. Cercavo un racconto erotico e ho trovato il tuo blog. Il tuo modo di scrivere mi ha stregata. Wow!

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