Ti amo

Insomma ero a VVX, un corso di formazione vendite pieno di gente vogliosa di imparare a fare soldi con la pala.

Io ero parte dello staff, con questo accordo: «Vieni gratis, ma dai una mano a seguire i clienti durante le pause.»

«Ci sto.»

L’avessi mai fatto.

Sveglia alle 6:30 e rientro in albergo non prima delle 23:30 dopo l’equivalente di tre giornate di lavoro spremute in una sola. Peggio di una maratona di Star Wars.

La prima sera torniamo in albergo completamente smongolati e sveniamo a letto. Il giorno dopo abbiamo due occhiaie da Panda narcotizzati. Uscendo, passo davanti alla piscina riscaldata. Sarebbe bello trovare il tempo per provarla, magari con una tipa, ma di questo passo di scopare non se ne parla.

– Non fare la checca, un vero uomo si dimostra tale nei momenti più duri!
– Dai oh, son solo quattro giorni, non muore nessuno se non si scopa.
– Ma è PROPRIO perché sono quattro giorni d’inferno che devi scopare. A chiavare in vacanza sull’amaca col Pina Colada in mano son buoni tutti! Il vero uomo chiava in trasferta nonostante le condizioni sfavorevoli! Chiava durante la carestia e durante le avversità!! CHIAVA QUANDO IL MARE È IN TEMPESTA E IL VENTO SOFFIA IMPETUOSO TIRANDO LE VE-
– HO CAPITO!!! Vediamo cosa si può fare.
– Sarà bene.

Prendo il cellulare, e scrivo un messaggino alla Norvegese, che se non ricordo male si era trasferita in città. Non sbagliavo. Sta a 5 minuti dal mio albergo.

 

Una sera fuggo via mezz’ora prima, abbandonando un valoroso compagno a spostare scatoloni col trespallet senza il mio aiuto, in cambio di un change per la sera successiva.

Salgo in macchina e la chiamo: «Senti, se ripasso dall’albergo a cambiarmi e a farmi una doccia son da te tipo alle dieci e mezza, mi prendi anche così come sono?»

«Ti prendo anche sudicio, muovi il culo e vieni qui.»

Arrivo da lei e ce ne andiamo a fare una bevuta. Il centro di Rimini fa sostanzialmente cagare, tranne che per una piccola piazzetta piena di locali dove c’è una bella atmosfera. Ci sediamo a bere e ci aggiorniamo sulle nostre vite.

Mi fanno sempre sorridere le tipine che mi raccontano quanto sono impegnate perché fanno due cose in croce nella settimana, quando io lavoro 60 ore a settimana e trovo comunque il tempo per scrivere sul blog, scrivere un libro, vedere i miei amici, andare in palestra e uscire con 4 di loro.

Lei tipo va in palestra e fa finta di studiare per gli esami.

– Boia che palle, vabbè senti baciala.
– No, ora non ci sta.
– Non ci sta lei o non ci sta nel momento?
– Entrambe le cose.
– Eh allora fai arrivare il momento! Che poi ti conosco, dici che sei stanco e ti inventi qualsiasi scusa per non scopare.
– No ma stasera mica si scopa!
– E allora che cazzo ci facciamo qui?!?
– Per rivederla! Magari ci scappa qualcosa, ma mica stasera…
– Maledetto infame lo sapevo che mi volevi fregare, i miei sensi di uccello avevano captato l’inculata! Mi spieghi quale cazzo è il motivo di venire a bere con lei se non ci vuoi provare?
– Io ci volevo provare, ma pensavo mi facesse salire in casa, invece è scesa lei e non c’ho tempo di imbastire da zero tutto un appuntamento che finisca nel suo letto. C’ho sonno.
– Tu sei uno sfigato cronico e non so per quale assurdo motivo l’universo ci abbia accoppiati.
– Per fare pari, penso.

Finiamo il bicchiere di vino, la accompagno a casa e le do un bacio a stampo sull’uscio, poi me ne vado prima che possa dire qualcosa.

– CHE ERA ‘STA COSA SFIGATISSIMA?
– È una sottile forma di tira e molla dove io la bacio, facendole anche sentire un po’ la presenza, per di più senza chiederle il permesso, però poi me ne vado senza neanche aspettare che lei eventualmente mi chieda di salire, mostrando grande padronanza di me.
– Sei un pirla.

Il giorno dopo lavoro così tanto e facendo cose così merdose che penso che, per quanto prendo adesso, avrei tranquillamente potuto pagare un cingalese per lavorare al posto mio e c’avrei comunque guadagnato.

Devo ancora imparare a sfruttare correttamente le leve del capitalismo.

Comunque finisco la sera a letto bestemmiando in sardo e mi dimentico completamente di calcolare la tipina.

L’ultimo giorno, alle sette tipo, io e gli altri ragazzi scopriamo che non era stata chiamata nessuna azienda di trasportatori per reimballare tutte le scartoffie che erano saltate fuori durante i giorni del corso, quindi ci ammutiniamo e ce ne torniamo in hotel per prepararci per la cena.

– Insomma è l’ultimo giorno, hai intenzione di darti una mossa o no?
– Ma c’è la cena con tutti quanti…
– Mica ‘ho detto di chiavare sul tagliere degli antipasti, va bene anche dopo.
– Eh ho capito, ma dopo sarà tardi.
– Non ti azzardare a tirare fuori questa carta di nuovo, fai l’uomo e digli a ‘sta Norvegese di venire a farsi chiavare dopo cena, eccheccazzo.

Un po’ titubante, ma in fondo senza nulla da perdere, mando la posizione gps del ristorante alla tipina dicendole: “Io sono qui, vieni.”

 

scivolata

Arriva abbastanza velocemente.

 

La presento ai colleghi, ci beviamo uno spumante tutti insieme e poi me la porto in camera. Mr. Sprezzatura è già lì a fare la valigia.

«Hey, se te la vuoi scopare guarda che io esco.»
«No grazie, figurati, devo solo prendere lo spazzolino, vado da lei.»

Un dialogo fra veri gentiluomini che lei, purtroppo, non ha capito.
Dopo dieci minuti arriviamo a casa sua e troviamo una bottiglia di vino sul tavolo ad aspettarci.

«Questa l’avevo comprata per l’altra sera, in teoria.», mi dice.

– Vedi? Vedi maledetto eunuco!! Te la potevi già scopare l’altra volta!
– Ma stai zitto! Da quando in qua una donna dice la verità? Ven via l’avrà comprata stamattina.

«Scommetto che è ancora buona.», le rispondo.

Ci beviamo via i vestiti di dosso insieme al vino, ma c’è un problema.

Io l’ultima doccia me l’ero fatta 24 ore prima, lei magari no però c’ha sta fissa che non usa il deodorante per un qualche motivo ecologico-forestale che non ricordo e quindi puzziamo come due taglialegna canadesi dopo che hanno buttato giù quattordici sequoie usando solo i denti e le mani. Non che il sesso debba profumare ma insomma.

– Mmmmm, come godo.
– Ma che dici?
– Ahhh senti come puzza! Mi fa salire l’erezione cattiva, prendila per i capelli che le manganello la faccia di cappellate!
– MA CHE CAZZO STAI DICENDO
«Oh, ma ce la facciamo una doccia?», dico con un tono decisamente affannato
«Perché?», risponde lei, ignara zingara Norvegese.
«Perché non so te, ma io mi faccio schifo.»
«Ma no ven via va bene così dai chissenefrega vieni qui.», dice lei.

 

wa_0

Nooooooooo

«No davvero sento l’impellente bisogno di farmi una doccia.»
«Uff ok, io ti aspetto allora.»
«Vieni con me.»
«No siè, sono nuda, fa freddo, io ti aspetto qui, anzi sbrigati sennò comincio da sola.»
«Ti voglio prendere in doccia sotto l’acqua calda.»

Per fortuna la poesia funziona sempre.
La seguo in bagno.

«Non chiudere la por-

Sbam

-ta.»

«Perché no?», chiedo.
«Perché la maniglia è rotta e adesso siamo chiusi dentro.»
«Ah… E adesso?»
«L’ultima volta che mi è successo mi hanno aperto le coinquiline, ma stasera siamo soli a casa.»
«Ottimo… Quindi che facciamo, la devo buttare giù?»
«No, ci penso io.», dice lei.

Poi, con una nonchalance che solo una nordica può avere, si mette l’accappatoio, apre la finestra e inizia a urlare: «HEEEEEEEEEELP »

«HEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEELP»
«MA COSA CAZZO FAI?!!»
«Sto chiamando la ragazza del piano di sopra, lei ha le chiavi, però è giapponese e non ricordo come si chiama.»

Viene fuori che quella era davvero l’unica soluzione. Mi ci son voluti un paio di minuti per accettare la realtà della situazione, ma alla fine il mio corpo l’ha dovuta assorbire tutta. Ero davvero piantato con la cappella al vento nel bagno di una tipa che urlava aiuto alla finestra in attesa di essere soccorsa dalla vicina di casa giapponese. Tanto valeva farsi due risate.

Vado anche io alla finestra dietro alla Norvegese e urlo a squarciagola: «HEEEEEEEEEELP THIS GIRL WANTS TO RAPE MEEEEEEE!», (che vuol dire: “Aiuto questa ragazza mi vuole stuprare!”) e poi esplodo a ridere come un coglione mentre lei sgrana gli occhi e inizia a scaricarmi addosso un tornado di schiaffi che mi scatafascia s’una parete con molti più accappatoi appesi di quante persone vivano in quella casa.

Casca tutto per terra: accappatoi, ammenicoli rosa da bagno e tre rotoli di carta igienica (son tre coinquiline e ognuna ha il suo rotolo personale, non son mica normali le femmine).

Mi guardo attorno. La stanza è un disastro, nessuno ci verrà mai a salvare, probabilmente moriremo qua dentro e comunque se continuiamo ad urlare qualcuno chiamerà la polizia e io verrò inevitabilmente arrestato. Tanto vale scopare.

– Com’è che arrivi sempre alle mie stesse conclusioni ma in ritardo?
– Per disperazione.

La butto sotto la doccia e apro l’acqua calda. Facciamo una sveltina piuttosto incattivita ma soddisfacente, poi la Norvegese si rimette ad urlare alla finestra, ma stavolta in più tira contro il soffitto una specie di spazzola di plastica pesante nella speranza che la giapponese la senta.

La sente.

Dopo cinque minuti scende giù e ci apre la porta. Sempre gentili, le giapponesi.
E più che altro c’hanno una faccia per cui non riesci a capire che emozione stiano provando. Cioè questa qui ci ha visti, si è sorpresa, ha capito, sicuramente ci ha giudicati e poi se n’è andata, il tutto senza mai cambiarsi la faccia e nemmeno un dettaglio piccolo tipo le sopracciglia.

Vabbè, torniamo in camera e gliela lecco un po’.

Mi ero completamente dimenticato che lei quando viene ti serra la testa fra le gambe in una morsa d’acciaio lubrificata a caldo, mentre il suo corpo viene attraversato scosse elettriche che gli fanno schizzare il culo a quindici centimetri dal letto.

– Aaaaaaaahhhhhhhhhh
– Che succede??
– Mi vuole ammazzare!
– Ti difendo io, aspetta arrivo!
– Ma ‘ndo cazzo vuoi andare che manco arrivi all’ombelico?
– FANCULO STRONZO ARRANGIATI

Lei continua ad agitarsi. Le sue cosce mi avvolgono le orecchie quindi la sento ansimare in lontananza in una specie di esperienza sensoriale mistica simile alla morte. Il movimento del suo bacino si trascina dietro il mio cranio, piegandomi il collo in un modo che ignora totalmente il fisiologico limite di curvatura delle vertebre. È un misto fra YouPorn, le montagne russe e Carmageddon.

A un certo punto mi tira una legnata in bocca con l’osso pubico che penso di averle lasciato un’incisione dell’arcata dentale sopra al clitoride che potrei portare dal mio dentista per fare un check.

Deve averla sentita pure lei perché finalmente si calma.
Ci ricomponiamo, io recupero i sensi.

«Sei veramente uno stronzo.», mi fa, così aggratis.
«Ah bene, grazie! Ma perché?»
«Perché non ti fai sentire per otto mesi, io ti ho odiato tantissimo, poi passi di qui per caso e mi scopi come se nulla fosse. Poi tanto lo so che sparirai di nuovo.»
«Non è che sparisco, è che non vivo qui e devo tornare a casa mia. Perché stai a pensare a quando partirò invece di stare qui con me ora? Lo sai come vivo.»
«Sì, lo so… È solo che non capisco perché tu mi piaccia così tanto! Cioè GUARDATI, non sei neanche così figo! Io non riesco a spiegarmelo.»
«No oh vabbè, è stato veramente un piacere incontrarti di nuovo. Bitch!» Le dico, un nanosecondo prima di soffocarla nel cuscino.

Facciamo un po’ di lotta, poi dopo un tot ci addormentiamo nel suo letto micronico da una piazza e mezzo. Al mattino, la mia sveglia suona molto presto.

Norvy decide di accompagnarmi giù, fino alla macchina.
Quando è arrivato il momento di salutarci mi abbraccia, forte.

«So che non dovrei dirtelo, ma…. Io ti amo.» dice, piano, con una voce tremolante.

– Eh?
– Non ci credo che ti abbia detto una cosa del genere!
– Eh?
– Ahahahahahah, ora voglio proprio vedere come te la cavi!
– Eh?
– Oh ma che ti sei impallato? Devi risponderle!
– Eh?
– Ooooooh, devi dire qualcosa! La prima cosa che ti passa per la testa, dai avanti muoviti!

«Sì ok, però dai anche una chance a qualche altro ragazzetto che gira da queste parti!»

– Baaaaam! 
– Merda. Che risposta di merda le ho dato!
– Troppo tardi ahahahahah, speriamo abbia una scorta di nutella d’emergenza in casa.
– M’è venuto da dire solo quello!

Norvy non dice niente, mi dà un bacio sulla guancia, senza guardarmi negli occhi e va via.

Questa è una di quelle situazioni che si possono raccontare in tanti modi.
Il modo più facile è quello in cui io sono uno stronzo di proporzioni gigantesche.

“Quella ragazzina ti ha aperto il suo cuore e tu le hai risposto di dare una chance a qualcun altro, che stronzo!”

Ma in realtà dire a un uomo che lo ami dopo una rimpatriata con orgasmo è solo un modo tutto sommato egoista per chiedergli di leccarti le ferite che ti sei fatta da sola mentre lui non c’era.

Come se io dicessi a una che la amo perché ogni tanto mi fa dei super pompini.

– Ma io la amo davvero!
– Ma ven via…
– Come ti permetti di giudicare i miei sentimenti??
– Sì magari tu lo pensi ma io non glielo dico, ok?
– Sei una persona fredda.

Tutto questo a meno che, ovviamente, non mi abbia detto che mi ama solo perché aveva voglia di condividere con me una bellissima emozione senza aspettarsi nulla in cambio. (Probabilità prossime allo zero assoluto).

Io e lei abbiamo solo scopato.
Lei non sa niente di me e mi ha detto che mi ama.
Quelli non sono sentimenti veri.
È solo gelosia da orgasmi.

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45 Commenti su "Ti amo"

 
cate

che merde voi maschi!

Ercole Poirot

non lasciarti ingannare dal mio alterego (sono una donna) ma l’hai lette le ultime frasi?

“Io e lei abbiamo solo scopato.
Lei non sa niente di me e mi ha detto che mi ama.”

come fai a difendere la categoria donna??? in questo caso è indifendibile! in questo caso mi vergogno di appartenere alla sua categoria e capita raramente perchè noi siamo davvero sempre una spanna sopra gli uomini! ma se vogliamo giocare poi non possiamo recuperare le categorie da principessine e barbie fiore di pesco, daiiiiiii!

Pinky

Io propongo di fare un poster gigante o una maglietta con l’ultimo paragrafo della storia. Sacrosanta verità, farebbe comodo a molti e molte 😁

Proprietario di Victor

C’è Brodino che s’è fissato con i gadget, magari lui le potrebbe fare!

Peraltro… Se non sono fava, dovrei essere riuscito ad implementare i tag nei commenti, mettendo la @ prima del nickname.

Fammi fare una prova.

Pinky, io ti invoco!

Pinky

Confermo il tag funziona, arriva la segnalazione via mail! spettacolo @Proprietario di Victor ;)

Proprietario di Victor

Ahahahah, io non sono taggabile? Ma porca puttana xD

Pinky

Pare di no! Ma magari ho sbagliato io :p

Brodino Vegetale

Zippo? Penna in legno? portachiavi?
Prima o poi te li faccio davvero ti gadget !

Appena finita l’impaginazione della rivista caro PdV… sono le 7 di mattina -.-

Vagiullo

Io e il mio primo ragazzo:
Lui: “Vagiullo, ti amo!”
Io: “Eh?
Lui:”Ti amo”
Io:”Ah…
….
….
Ma non hai sete?”
L :”…no, perché?”
I :”Io ho la gola secchissima, mi sa che vado in cucina a bere”
E ci sono andata e rimasta per venti minuti.

Proprietario di Victor

E dopo? Gli hai detto qualcosa o sei scappata dalla finestra?

Mathilda

Vabbé ma pure lei scusa… Ma ti pare?!

TheRedGirl

Oooooh una bella storia! Ci voleva dopo sto lunedì di merda tra pioggia numeri e foschia… Grazie @pdv! (finto tag, giusto per stare sul pezzo)… Comunque lo stile di questa storia mi è veramente veramente -veramente- gustato! Poi rileggendola domani con calma magari capirò perché. ps:CVD ho dovuto reimpostare la psw. Ma *€#@*!!

Proprietario di Victor

E’ perché ho implementato un sistema di sicurezza che neanche le NASA e la pw va reimpostata ogni 26 giorni.
No scherzo, so ‘na sega che è successo, se potessi io lascerei tutto libero senza un cazzo di controllo, ma poi la situa degenera troppo :)
Lieto che la storia ti sia piaciuta!! :D

Say my name

*blu nero blu nero blu nero SPAZIO blu nero corsivo SPAZIO maiuscolo*
non riesco nemmeno più a godermi le sdc..tristezza 😢

Proprietario di Victor

Una giovane fanciulla rovinata per sempre da Pages :D

Kallypigia

La “gelosia da orgasmi” è una brutta bestia! :D
Grazie per le risate che mi sono fatta anche oggi, ma sempre in realtà quando leggo il tuo blog… no non è vero, mi fai anche girare i maroni a volte! Ma torno a leggere lo stesso!

Ercole Poirot

è successo anche a me,
non era un ti amo ma un ti voglio bene, ma molto peggio perchè me l’ha detto mentre scopavamo, libido azzerata, voglia di scappare immediatamente incontenibile!
ma che cazzo!!!
ti ho trovato su internet, ti incontro solo per sesso, abbiamo parlato due volte, ma vaffa!!!
non esistono più i maschi usa e getta di una volta!
e no non era biondo! e neppure vegano!!!

victor salvaci tu!

franciii

Non ho mai commentato anche se ho letto tutte le storie e… sappi che ti odio! Ho fatto la registrazione solo per dirtelo Ahahah

Erano giorni che aspettavo una nuova storia e… boom! La storia arriva ma protetta da password e quindi nulla. Ho pure provato a indovinarla ma evidentemente le mie doti di hacker non devono essere troppo sviluppate

VenereFolle

cioè mi concedo un misero ponte a paris per sant’ambrogio, ritorno e scopro che:
1. potevamo proporti un incontro a montmartre
2.per poco mi perdevo le copie del best… (ordinate piuttosto!)
3. non posso leggere la storia perché non possiedo la password… ok col sesso protetto ma pure la storia????
COS’E’ LA FINE DEL MONDO???????

pessimismoefastidio

Sei una brutta persona…
Ho aspettato pazientemente tutto ieri di ricevere la psw, per arrivare alla triste conclusione di essere stata buttata fuori dal club.
Già il lunedì fa schifo 😢

Fegato ZiGo ZaGo

Dimmi che poi ti ha dato dello stronzo!
Sarebbe la ciliegina sulla torta

Transhumanist

Poverina, è la ragazza delle cicatrici sui polsi…
Chissà che traumi emotivi ha subito, non siate così duri con lei suvvia, un po’ di comprensione

Dolceamara

Storia vera.
Lui, un ex e poi un amico, inginocchiato davanti a me, occhi lucidi, corso da me alle 2 di notte (dopo che ha scoperto che avevo iniziato a frequentare un’altro).
Io, in piedi, di fronte a lui.
Lui: “Ti amo!”.
Io: …


“…in che senso?!”. Prenotato volo immediato per il Messico.
Fate vobis.
A rileggere questa SdC, morta dal ridere. Quasi quasi, sto pensando di mandargli il link, ma forse non riderebbe come me.

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