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Il Piccolo Club di Victor è la mailing list riservata ai lettori di Storie del Cazzo che aiuta ad allungare le pause caffè in orario di ufficio e a combattere la stitichezza.

Immagina: stai collassando nel vuoto esistenziale del lunedì mattina mentre fai finta di lavorare e ti arriva una mail così:

 


Da: Victor
Oggetto: Perché gli ingegneri informatici non devono riprodursi

Insomma ti racconto questa storia così, di getto, come mi viene.
Me l’ha raccontata ieri sera una ragazza che è passata a trovarmi a casa ed è così ricca di dettagli allucinanti che voglio buttare tutto su carta prima di correre il rischio di dimenticarmi qualcosa.

Allora, lei è bella bionda, alta, magra, occhi verdi, 29 anni, pittrice.
Lui è bello alto, fisicato, bella macchina, 32 anni, ingegnere informatico (mmmh), vive ancora con la madre (MMMMMH).
Si conoscono su Tinder e iniziano a frequentarsi.
Dopo 5 uscite ancora non hanno scopato. (MMMMMMMMMMMHHH)

Per me, una persona, al terzo “MMMMMH” è fuori. Ma la mia amica è molto paziente.
Solo che, a ‘na certa, le vengono dei dubbi.
Tutte queste ore passate insieme, e neanche una mano sotto la maglietta?
Si insospettisce e, per fugare ogni dubbio – aiutata da quel bicchiere di prosecco in più, che è in grado di svoltare ogni serata – gliela sbatte letteralmente in faccia. LETTERALMENTE.

Ora, lei è veramente carina, e se la tira pure, quindi insomma… Quando te la vuole dare, tu da uomo te la prendi, non è che stai lì a sindacare sul buco del culo del peloponneso che quella sera non è allineato con la Luna e quindi non te la senti eccetera.

Lui invece le dice: “No, in macchina non lo voglio fare”.
“Io non mi sono mai fatta tutti sti problemi”, risponde lei.
“Eh ma io sì”.

Cupìdo, che li guardava dall’alto, fa accoppiare due barboni che passavano di lì per caso e poi si suicida piantandosi una freccia nel cuore.

“Andiamo in vacanza insieme, lo faremo lì.” Conclude il nostro ingegnere, portando avanti un passaggio, matematicamente corretto, di come si devono risolvere le relazioni umane.

Lei boh, accetta.
Prima di partire, lui le manda la sua lista excel di CENTOSETTANTOTTO VOCI di roba da portarsi in vacanza per un solo cazzo di weekend, con roba tipo:

“Torcia a led da almeno 160 lumen con pile rigorosamente nuove”
“Dentrifricio BlancX con almeno il 60% di pasta rimanente”

Che fa a questo punto la mia amica di fronte alla quarta prova lampante di ritardo mentale?
Ci va in vacanza lo stesso!
(È bionda, che ci vuoi fare…)

Insomma partono.
Arrivano in Sardegna.
Lui le dice che devono fare cassa comune, mettendo entrambi 50€ nel portafogli per le spese della giornata.
Lei inizia a percepire quanto è forte il ritardo in quest’uomo (SOLO ADESSO), ma ormai è lì, quindi gli dà ‘sti 50€ e se ne va in spiaggia.

Lui la raggiunge.
È vestito da ginnastica.
Con i calzini.
Davanti ad uno dei mari più belli del mondo.

Due gabbiani lo vedono, iniziano a ridere e si schiantano l’uno con l’altro in volo in una polverosa esplosione di piume bianche e grige. La mia amica finge uno svenimento e riesce a prendere il sole per tutto il pomeriggio in modalità no-contact.

La sera, lui forse si accorge di essere un completo idiota, e cerca di rimediare con una cena a base di aragosta. Solo che fa cassa comune pure lì, obbligando lei a spendere un centone per una cosa che si sarebbe risparmiata anche volentieri.

Colta da sconforto esistenziale, la mia amica si attacca alla bottiglia di Vermentino, poi inizia a parlare. Gli dice che non è l’uomo che si aspettava (è stata fin troppo educata) e che è rimasta delusa dall’esperienza (ricordiamoci che, in tutto questo, non avevano ancora scopato).

Lui le risponde con la frase più bella in termini di sfiga che io abbia mai sentito negli ultimi mesi:

“NO MA VEDI, ANCHE IO SONO DELUSO PERCHE’ NEMMENO TU SEI COME MI ASPETTAVO E IO NELLA VITA VOLEVO ANDARE CON POCHE DONNE QUINDI MI HAI UN PO’ ROVINATO LA MEDIA”.

Gli ingegneri informatici hanno un modo eccezionale di mischiare la matematica con le loro turbe psichiche per tirare fuori queste perle assolutamente irripetibili.

La bomba atomica viene sganciata così, fra una forchettata di aragosta e un crostino col caviale.
L’esplosione è silenziosa perché la mia amica è educata.
Da questo momento in poi le cose, giuro, vanno così:

Lei s’incazza come una biscia e se ne va in macchina.
Lui la rincorre.
Lei lo insulta.
Lui si accascia accanto alla macchina come se fosse stato colpito da una pallottola e inizia a piangere.

Non sto scherzando, si è messo letteralmente a piangere davanti a lei. Un uomo di trentadue-fucking-anni.
Lei è sconvolta, ma le prende l’istinto materno e cerca di consolarlo, dicendogli che va tutto bene e che sarebbero rimasti comunque amici.

Lui si calma.

A questo punto, io pensavo che il racconto avesse già toccato il fondo, ma la mia amica mi fa: “no no, aspetta, il bello deve ancora venire!”

Ma come deve ancora venire?
Cos’altro può succedere?

A volte la realtà supera la fantasia.

Durante il viaggio di ritorno in macchina, lei lancia la gomma fuori dal finestrino.

Lui sgrana gli occhi e le dice: “ma cosa cazzo faiiiiiiii?”
Lei pensa di aver schiacciato un procione o qualcosa, guarda la strada e non capisce.

“Che succede, che ho fatto?”
“Hai lanciato la gomma fuori dal finestrino!”
“Ah ma era quello il problema? Si, embè?”
“Non si fa!! Poi metti che la pesta qualcuno!”
“Ma se siamo in autostrada!!!”
“È uguale, tu inquini, sporchi il mondo, sei una pessima cittadina! A questo punto non ti toccherei nemmeno se mi offrissero MILLE EURO!”
“TE NON MI TOCCHERAI MAI IN TUTTA LA TUA VITA, CAPITO?”

Pagherei per poter vedere il filmato di quella discussione.
Comunque apparentemente lui, fino a quel momento, era ancora convinto di poter avere ancora una chance con lei quindi, appena scopre che dovrà riattivare il suo account a pagamento su PornHub, gli piglia un pochino male e tira un colpo al cruscotto della macchina.

Ma l’airbag non ne vuole sapere niente delle sue cazzate, e GLI ESPLODE IN FACCIA.
Ora, gli airbag non dovrebbero scoppiare in questo modo, quindi forse è stato un segno del destino.
Il tizio è rimasto silenzioso, e suppongo leggermente stordito, fino alla fine del viaggio, ovvero quando è stato scaricato alla prima fermata della tramvia disponibile.

Non si sono più rivisti.

Ora, ci sono talmente tante cose sbagliate in questa storia che non saprei commentarla.
Penso che la morale sia una sola: se sei una donna, e vuoi provare una volta nella vita l’ebrezza di uscire con un ingegnere informatico, esci con Coinquì.
È l’unico ingegnere informatico con il sigillo di approvazione di Victor.

Gli altri sono senza garanzia.

Ciao.


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Il Piccolo Club di Victor nuoce gravemente alla produttività ed è sconsigliato a chiunque non ami distrarsi e cazzeggiare.

 

Per darti il benvenuto fra i victorini ho preparato alcune sorprese che ti arriveranno nell’arco di due settimane direttamente sulla mail:

  1. Come perdere la verginità in un tranquillo pomeriggio di maggio (una storia segreta, mai pubblicata sul blog, che ti racconta il giorno della nascita di Victor!);
  2. I 4 segreti per metterti il NOS al cazzo come in Fast&Furious (una guida sperimentata sulla mia cappella che ti spiega come regolare i livelli di testosterone per non fare cilecche immotivate e imbarazzanti);
  3. La mappa della figa (È proprio la mappa di tutte le tipe che mi sono scopato in giro per il mondo dopo che è partita la sfida con Coinquì. Ci sono i paesi, dei rabbit rosa e un teschio con le tibie incrociate… Capirai quando la vedrai);
  4. La password per leggere la storia della sposina.

Insomma, Babbo Natale mi fa una sega a me!

 

 

PS.

Non venderò mai il tuo indirizzo mail. Perché spesso la fregatura è questa. La gente ti dice: “Ti giuro che non ti manderò mai spam”, e in effetti non lo fa, però poi vende la tua mail ad un gruppo di hacker cingalesi che iniziano a bombardarti di pubblicità di pillole per ingrossare il cazzo o le tette. E allora vaffanculo è la stessa cosa!!

Io non lo faccio, quindi se ti va puoi anche lasciarmi la tua migliore email, e non quella che usavi in terza media che si chiama ancora: ‘stellinasbrilluccicosa@tvttb.it’ o ‘dragonepotentissimo@stocazzo.com’.

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