Il couchsurfing, il sesso e l’ostilità dell’universo

<E’ deciso, mi iscrivo a couchsurfing>

<Cos’è, un nuovo sport acquatico?>

<No. E’ un sito per viaggiare senza pagare l’albergo>

<Ah, allora non mi interessa>

<Si invece, perché sto compilando il profilo e, volendo, potrei scegliere di ospitare solo ragazze>

<Aspetta, in che senso?>

<Posso ospitare dei viaggiatori a casa e farli dormire sul divano, gratis. Posso anche scegliere se ospitare solo ragazze o se voglio anche ragazzi, coppie eccetera>

<Fammi capire bene. Te puoi fare in modo che, senza alcuno sforzo, delle ragazze ti chiedano di poter venire a dormire a casa?>

<Si>

<E la danno?>

<MA CHE NE SO?! Vabbè… a volte dimentico che non hai un cervello.>

<E te, che ce l’hai, non te lo meriti, perché non lo usi per trovare risposte alle questioni davvero importanti. Almeno sai se sono fiche?>

<Beh, dipende, ogni iscritto pubblica le sue foto, sul profilo>

<E puoi scegliere di far venire solo quelle che ti piacciono?>

<Si certo, puoi scegliere chi ospitare>

<E per quanto tempo stanno?>

<Finché mi va di ospitarle, immagino>

<Quindi mi stai dicendo che, d’ora in avanti, verranno a dormire a casa ragazze fiche, straniere, sole e che non conoscono nessun altro in città?>

<In realtà pensavo di ospitare un pò chiunque…>

<MA SEI SCEMO? Ti è presa bene di fare beneficenza? Solo donne. Gli uomini andranno ospitati da altre donne e le coppie vaffanculo, che trombino nei motel, sul divano di casa ci trombo solo io.>

<Incredibilmente quello che dici ha senso>

 

 

Quindi mi iscrivo a Couchsurfing e metto la disponibilità ad ospitare solo ragazze, in cambio chiedo solo che loro mi insegnino qualche ricetta tipica del loro paese di origine, se cuciniamo insieme. Sono un benefattore dell’umanità.

Abitando in centro a Firenze, dopo pochissimo iniziano a fioccare le richieste. Rimango sbalordito da come queste ragazze, che viaggiano da sole, si fidino a venire da me, senza che io abbia ancora alcuna recensione. Probabilmente la mia mentalità provinciale fiorentina è tutta sbagliata. Conoscere delle ragazze che viaggiano mi farà bene e mi aprirà la mente, penso.

<Se ti apri la mente ci entra la polvere, io spero che tu riesca ad aprire qualcos’altro! >

 

Mi arriva una richiesta da una ragazza brasiliana che vuole passare un weekend in città e cerca qualcuno che l’accompagni un po’ in giro.

Accetto, ci scambiamo i numeri e ci diamo appuntamento a sabato alla stazione.

Immancabilmente, essendo una donna, il giorno convenuto scende alla stazione sbagliata. Sospiro, salgo in macchina e la vado a prendere all’altra stazione.

Non c’è.

La richiamo.

Non sa dove sia.

 

 

 

bored cat

 

Le dico di chiedere in giro, viene fuori che era scesa alla stazione giusta fin dall’inizio.

Dalle foto la ricordavo mora, mentre ritorno indietro le chiedo per telefono se per caso non sia bionda.

Mi risponde che probabilmente è bionda dentro. La perdono per i suoi errori.

 

Alla fine riusciamo ad incontrarci ed è molto solare, diretta, sicura di sé, con delle tette giganti. Scopro che, oltre ad essere brasiliana, è pure insegnante di salsa, nonché laureata in economia aziendale. Mi piace.

 

A casa, le presento il mio coinquilino (da qui in avanti Coinqui), e lì qualcosa inizia ad andare storto.

Fra loro c’è un feeling incredibile. Una roba pazzesca! Lei ride a qualsiasi battuta lui faccia, si sorridono, si tocchicciano, si spintarellano come due bambini e in mezz’ora creano un rapporto di una complicità e di una sintonia uniche.

Capisco che l’universo non è indifferente, è attivamente ostile.

Decido di farmi da parte, non c’è gara. Dico a Coinqui che ci può provare tranquillamente, usciamo con tutto il gruppo di amici e io mi organizzo in modo da andare ad una festa per lasciare loro due da soli.

Con mio grande stupore, all’ultimo lei decide di venire con me alla festa (anche se l’avevo cacata zero per tutto il tmepo) lasciando Coinqui da solo, che ormai non poteva più venire con noi perché le aveva detto che a quella festa lui, ovviamente, non ci sarebbe andato.

Ce ne andiamo insieme, leggermente sospinti dal vento generato dal giramento di coglioni di Coinqui.

Alla festa non succede nulla di particolare, a dire il vero la festa fa proprio cagare. Io immagino che lei sia venuta con me solo per gentilezza, visto che la ospitavo io, quindi non sono proprio il ritratto della gioia. Torniamo a casa, a piedi, chiaccherando del più e del meno lungo il tragitto e ce ne andiamo a letto.

 

<Hai fallito>

<Lei non era mia dal principio>

<Non ci hai nemmeno provato>

<Era un fallimento assicurato>

<Il tuo modo di pensare è un fallimento assicurato, lasciatelo dire. Chissà con quante donne avremmo scopato se solo tu fossi più primitivo.>

<Primitivo?>

<Stupido, testardo, insistente, uomo>

<Un tamarro coatto? Meno male che non sei tu a comandare. Via, buonanotte>

 

Il giorno dopo lei mi confida che ha deciso di rimanere in città fino alla fine della settimana.

Per un attimo penso che mi farebbe piacere continuare ad ospitarla.

 

<No, mandala via, stasera arrivano le altre due fiche!!>

Le altre due fiche sono in realtà due colombiane che si rivelano essere molto, molto brutte, che non sanno nemmeno cucinare e hanno sempre sonno.

Coinqui le vede ed esce di casa, mi scrive di avvisarlo quando se ne vanno.

Non lo rivedo per 2 giorni.

 

Il venerdì sera ho finalmente la casa di nuovo libera e mi va di andare a ballare. Mi viene in mente che la brasiliana istruttrice di salsa è ancora in città e che non conosce nessuno.

La invito a venire a ballare con me, ma le dico che può venire solo se mi insegna a ballare la salsa. Dopo 2 ore arriva a casa mia tutta in tiro. Davanti al locale, ci infiliamo in mezzo ad un gruppo di americani ed entriamo con loro di sgamo, spendendo 1 euro anziché 20.

Cconveniamo che il modo più sensato di usare quei soldi sia di reinvestirli in shottini di Jagermeister da bere tra una birra e l’altra. Dopo 3 birre e 3 shot sono abbastanza allegro e inizio a fare cose stupide, come tagliare tutta la pista in diagonale camminando all’indietro, calpestando chiunque e prendendomi insulti in italiano, inglese, albanese, svedese, marocchino e rumeno.

Dopo la seconda rissa che riesco ad evitare per un soffio, smetto di fare il coglione, la avvicino a me e iniziamo a ballare.

 

<Provaci!>

<Nah, non sento feeling>

<Appunto. Datti una svegliata maledetto finocchio>

<E’ inutile, a lei piace Coinqui>

<Eh? ma che ti frega, è con te adesso. Dai… Ah no… Ho capito! Sei permaloso, ti sei offeso!!!>

<Si ovvio, ti pare? La aspetti, la vai a prendere, la ospiti, la porti in giro, e lei la dà a Coinqui? Non capisco come tu possa essere tranquillo in tutto ciò>

<Anche se fosse, non ci potevi scopare dopo, o contemporaneamente? Non è che si usurano, le fiche. Comunque hai bevuto come un irlandese quindi fra poco inizierò a comandare io, finalmente.>

<Se ti diverti a rimbalzare contro i muri di gomma, fai pure>

 

Mano a mano che mi sale la sbronza, abbandono una dopo l’altra tutte le mie ansie sociali. Inizio a ballare molto lentamente, la guardo fissa negli occhi e mi avvicino. Non è il momento, non c’è elettricità nell’aria, potrebbe reagire in mille modi diversi ma tanto io non ci sto pensando quindi chissenefotte.

Lei chiude gli occhi, e aspetta che le nostre labbra si incontrino.

 

<<Tiè, frocio. Impara>>

<<Ah era così facile? A saperlo prima!>>

<<Ma è quello che ti ho SEMPRE detto!!! Quanto mi fai incazzare!>>

<<Bene! Resta così fino a casa!>>

Alle 2:00 torniamo insieme a casa mia, il pianoiniziale prevedeva che lei dormisse di nuovo sul divano, ma nel corso della serata il piano era stato modificato dagli eventi, quindi mi pareva ovvio che stavamo tornando insieme a casa per scopare.

 

Lei invece va in bagno, si mette il pigiama, esce e mi dà un bacio della buonanotte a stampo.

 plssi certo

 

– Te sei pazza. Le dico, mentre la sollevo di peso e la butto sul mio letto. Lei urlicchia un pochino, ma poi inizia a baciarmi.

Da lì in poi, le cose si sono fatte turbolente, talmente turbolente che

1) non me le ricordo nell’ordine giusto

2) anche se le ricordassi, non saprei come riscriverle

quindi affiderò la narrazione delle successive 2 ore e mezza ad uno scambio di messaggi avvenuto in diretta tra me e il mio migliore amico su whatsapp:

 

1 2 3 4 last1 lastlast

 

Una conversazione tra premi nobel. A cui però manca un pezzo.

E’ successa una cosa che non ho avuto il coraggio di scrivere nella chat.

 

Quando abbiamo finito di scopare, lei mi sfila il preservativo e ci soffia dentro, gonfiandolo come un palloncino.

Sul mio volto si dipinge un’espressione di puro terrore.

– Stai ferma, dammi quel….

 

PRRRRRRRRRRRR

 

 

Il preservativo prende il volo come un palloncino troppo gonfio che ti scappa di mano mentre cerchi di fargli il nodo, spruzzando il suo contenuto OVUNQUE per la camera. Sul letto, sui muri, sui quadri, su di lei (che ride), su di me (che rido meno).

Una pioggia di sperma. Questa mi mancava.

 

 

 

Non so cosa sia più strano di tutta questa storia

  • il fatto che io mi sia messo a chattare mentre avevo una ragazza mezza nuda sopra di me
  • il fatto che ci abbia messo PIU’ DI UN ORA per scoparmi una brasiliana ubriaca
  • il fatto che ormai anche il mio migliore amico chiami il mio pene Victor
  • il fatto che una ragazza possa fare una tale resistenza dell’ultimo minuto
  • il fatto che la stessa ragazza, dopo quella sera, sia venuta a casa mia a farsi scopare altre sette volte, ritardando il suo rientro a casa.

 

Ma in fondo non importa, ci siamo divertiti.

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3 Commenti su "Il couchsurfing, il sesso e l’ostilità dell’universo"

 
BumBum

nooo…il palloncino supruzza sperma, no!

Mr.fava

Che cazzate che racconti…

Ti ho cambiato il nome da Mr.victor a Mr.fava, perché qui l’unico Victor ce l’ho io e anche perché, visto il tuo commento, mi sembrava più appropriato.

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