Perché alla gente piace il BDSM

La nuova tipa con cui sto uscendo, che chiameremo bdsmuccia, è un mistero per me. La cosa mi intriga, ma allo stesso tempo, odio non capire certe cose, ad esempio: com’è possibile che preferisca farsi prendere a schiaffi piuttosto che farsela leccare, durante i preliminari?

Ecco, questa cosa sfugge alla mia comprensione.

Ho l’assoluta certezza riguardo alle sue preferenze da quando mi ha chiesto di prenderla a schiaffi in faccia e mi ha impedito di leccargliela, durante la stessa ‘sessione’.

Ammetto che la cosa mi ha creato un pochino di confusione.

Nel tentativo di giungere ad un compromesso, l’ho presa per il collo mentre facevamo sesso, ma, pensando che lei conoscesse bene i suoi limiti, mi sono lasciato andare un po’ troppo e le ho fatto male. Cioè, per me quello era male, lei invece sembrava contenta e mi ha detto di non preoccuparmi.

Ho evidentemente bisogno di più cultura, per accompagnare questa mia immersione in un mare di corde, latex, lacrime, e sesso selvaggio.

 

Quella che segue è la traduzione di un paragrafo del libro del filosofo Alain de Botton: “How to think more about sex” che spiega un po’ di cose interessanti sul sesso violento su cui non riflettiamo mai e che fatichiamo ad ammettere a noi stessi. Non è tradotto in italiano, quindi se vuoi approfondire, ti dovrai comprare il libro in inglese.

Ora lascio la parola al filosofo.

 

BDSM – amore rude.

 

… Mentre stanno facendo sesso, la donna riesce a far capire all’uomo, in uno di quei modi sottili, quasi senza parole, con cui gli amanti riescono a comunicare, che le piacerebbe se lui la prendesse per i capelli. 

Lui inizialmente esita, non gli sembra una cosa ‘carina’ da fare, però è evidente che lei non sia più minimamente interessata a nessuna definizione standard di quel termine. Quindi prende in mano i suoi riccioli color nocciola e li tira brutalmente a sé al ritmo del loro amplesso.

Incoraggiato dal suo entusiasmo, lui si avventura oltre e la insulta, in parte perché prova dei forti sentimenti di tenerezza nei suoi confronti. Con uguale affetto, al culmine dell’eccitazione, lei lo accusa di essere un bastardo, un intruso mostruoso e umiliante.

Lui la tiene saldamente per le spalle. Il giorno dopo, i segni saranno ancora visibili sulla sua schiena.

 

 

La vita normale ci richiede continuamente di essere gentili. Come regola generale, non possiamo ottenere il rispetto o l’affetto di nessuno, se non reprimendo fortemente tutto ciò che è apparentemente ‘cattivo’ in noi: l’aggressività, la noncuranza, i nostri impulsi verso avidità e disprezzo.

Non possiamo essere contemporaneamente accettati dalla società e rivelare lo spettro completo della nostra mente e dei nostri stati d’animo. Da qui nasce l’interesse che proviamo (che, più accuratamente, è una soddisfazione emotiva) quando il sesso permette alla nostra identità segreta di essere osservata – e approvata.

 

In presenza di qualcuno che sembra completamente sicuro della nostra virtuosità, osiamo condividere aspetti di noi stessi da cui saremmo altrimenti spaventati o per cui proveremmo vergogna. Usiamo parole e compiamo gesti che ci farebbero passare per maniaci, nel mondo là fuori.

Essere autorizzati a schiaffeggiare qualcuno sul viso o stringergli le mani attorno al collo con forza può essere un segno d’amore. Il nostro partner ci sta così dimostrando di sapere che siamo delle persone essenzialmente onorevoli. Il nostro lato oscuro non è un problema; egli può – come il genitore ideale – vederci interamente e riconoscere che siamo fondamentalmente buoni.

Un partner generoso, che ci invita a dire o fare le cose peggiori che ci possono venire in mente, ci sta garantendo una straordinaria opportunità di sentirci veramente a nostro agio con noi stessi.

 

 

Quando siamo dalla parte che riceve questo genere di violenza, possiamo provare un tipo di piacere parallelo, e un certo senso di forza, nell’essere capaci di decidere per noi stessi quanto insultati, feriti o dominati vogliamo sentirci.

Passiamo una parte così grande della nostra vita a farci maltrattare dagli altri, siamo così spesso costretti a subire la malevola volontà dei nostri superiori nel momento che più li aggrada, che può essere davvero liberatorio poter trasformare la dinamica del potere nella nostra performance teatrale, soggiogandoci volontariamente e in circostanze da noi attentamente progettate con qualcuno che ci sembra essere, nel cuore, una persona gentile e buona.

Avanziamo attraverso la paura della nostra fragilità facendoci schiaffeggiare ed insultare a nostro comando, godendo dell’impressione di resistenza e di rafforzamento permessa dall’aver incontrato il peggio di ciò che una persona possa pensare di infliggerci – ed essere sopravvissuti.

 

Il legame di lealtà, in una coppia bdsm, è atto a rafforzarsi con ogni aumento della rudezza. Più crediamo che le nostre azioni sarebbero orrificanti al grande pubblico con cui abbiamo a che fare quotidianamente, più sentiamo di star costruendo un paradiso di reciproca accettazione.

Questa rudezza non ha alcun senso dal punto di vista evolutivo o biologico; è solo attraverso una lente psicologica che essere schiaffeggiati, mezzi strangolati, legati al letto o quasi violentati inizia a diventare una dimostrazione di amore ed accettazione.

Il sesso ci libera temporaneamente dalla dicotomia punitiva, ben conosciuta a tutti sin dall’infanzia, tra ciò che è pulito e ciò che è sporco.

Il sesso ci purifica, impegnando i nostri lati più inquinati nelle sue procedure e quindi trasformandoli in cose nuovamente degne. Ciò non è mai più vero di quando premiamo avidamente i nostri volti, la parte più pubblica e rispettabile di noi stessi, sulle parti più private e ‘contaminate’ del nostro partner, baciando, succhiando e spingendo la lingua dentro di esse, simbolicamente estendendo la nostra approvazione alla sua intera persona.

***

 

Devo dire che alcune frasi iniziali mi hanno fatto rattrappire l’uccello (infatti Victor non si esprime in questo post), ma alla fine ho capito.

Quello che dice ha un senso.

Continuo a non voler prendere bdsmuccia a schiaffi in faccia, ma ora capisco che le possa piacere, e perché.

Anzi, forse lo spunto di riflessione più importante è un altro: non voglio prenderla a schiaffi in faccia perché non la amo.

 

Ciò non toglie che sono determinato a scoprire quanto è dark il mio lato puramente sessuale.

Spero di avere delle belle storie da raccontare nelle prossime settimane.

 

Alla prossima!

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9 Commenti su "Perché alla gente piace il BDSM"

 

Interessante ciò che scrivi.

Sì, anche secondo me!

LaCuriosona

Penso che alla gente piaccia “essere picchiata” perché in un mondo dove devi per forza avere il controllo su tutto, a volte è bello perderlo, per poi ritrovarlo del tutto, e sentirsi appagati da questo…
Alla luce di questo, sarei molto curiosa di vedere come potresti farmi perdere il controllo tu… 😏

Proprietario di Victor

Tale nick tale commento xD

LaCuriosona

Direi che sembra proprio fatto apposta…. Il sassolino è lanciato.. Vedi tu..! 🙂

DenimDemon

il bello di avero avuto una ex pazza e al contempo slave mi ha permesso di “esplorare” la mia parte dominatrice e il risultato è che ad oggi, se non do almeno uno schiaffetto o non combino qualcosa di un po’ “cattivo” mi sembraun sesso un filino insipido…. succede anche a te ora che hai provato l’ebbrezza? :)

Bananameccanica

interessante codesto pezzo sul bdsm. io conobbi una donzella a cui piaceva il bdsm e rimasi affascinato da questo mondo (e lo sono tuttora). il risultato fu che comprai un’altalena dell’amore e che managgia non ho ancora mai usato.

Noooo, hai l’altalena che usa Samantha in sex and the city!! La devi usare assolutamente! E recensirla qui sopra per il bene dei victorini tutti

IlNano

Oddio, personalmente non riesco a capire lo stesso la parte “slave”.
Sarò retrogrado ma continua a darmi l’idea di qualche rotella fuori posto quando sfocia nel dolore vero e proprio.

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