Come usare Tinder per scopare anche quando sei in viaggio

Lunedì 23 Marzo.

Mi trovo a Nijmegen, in Olanda. E’ notte e sul letto della mia camera d’albergo è distesa una ragazza che ho conosciuto 5 ore prima.

Io sono già mezzo nudo e sto per spogliarla. Cerco di non affrettare i tempi, di trasmetterle delle sensazioni, di gustarmi il momento len-ta-men-te e di

– Toglile le mutande!!!! Che minchia aspetti MUOVITIIIIIII!

– Ma se c’ha ancora la maglietta addosso!

– Sei inutile! Lei vuole il lecca lecca che mai si consuma, mica i tuoi bacini da lesbica!!

– Dio bono ASPETTA UN ATTIMO

Rinuncio al romanticismo e le sollevo la maglietta, ma le sue mani mi raggiungono per bloccarmi. Allora faccio per darle un bacio, ma mi accorgo che qualcosa non va.

– Scopareeeeee

– Victor

.. eeeeeee.. – Victor!!! – ..EEEEEEEEE..

– VICTOR CAZZO DI BUDDA!!

EEEhh.. ..Che c’è!?

– Abbiamo un problema.

Senti, non voglio neanche sapere cosa ti stai inventando ora nella tua assoluta frociaggine pur di non chiavare. Eclissati e lascia fare a me.

– Sta piangendo.

Saranno lacrime di gioia, speriamo stia piangendo anche là sotto ahaahahahah

– Idiota, stai zitto, sta piangendo davvero. La questione è seria, ammosciati. Adesso.

Ma porco cazzo!! E va bene.. Aspetta un attimo.

Ancora un secondo… …

Ok fatto. E adesso che facciamo?

– Non lo so.

 

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Flashback: giovedì 19 marzo – la scoperta delle funzioni a pagamento di Tinder

Cazzeggiando col cellulare, scopro che Tinder ha da poco aggiunto due nuove funzionalità a pagamento.

Una è totalmente inutile, ma l’altra e permette di sganciarsi dal gps del cellulare per impostare una località a piacimento. E’ amore a prima vista.

Quando viaggio per lavoro, ho sempre una o due serate libere da sfruttare e mi sarebbe utile anticipare un po’ la consoscenza delle ragazze locali. Per altro devo partire fra poco per l’Olanda, quindi non ci penso due volte, smollo sti 2,5€ al Play store e imposto la mia posizione su Nijmegen.

Inizio a piacciare le tipe e mi fermo dopo aver aperto 7-8 chat.

Saluto e spiego che sto per arrivare in città per un viaggio di lavoro e volevo conoscere qualcuno per fare un giro in centro nella mia serata libera.

Dopo un paio di domande e di battute, tre ragazze mi dicono di si – ovviamente con riserva. Gli lascio il mio contatto facebook e mi aggiungono in due.

Scopro di avere un amico in comune con una di loro, un ragazzo italiano che è andato a vivere a Copenhagen. A quel punto non devo fare altro che aspettare che lei si informi e che lui ci metta una buona parola, cosa che avviene puntualmente la sera stessa.

Il giorno successivo lei in chat è super espansiva e fissiamo un appuntamento in un bar del centro.

 

Appuntamento al buio a Nijmegen

Mentre la aspetto al bar, sento le farfalle nello stomaco e mi rendo conto che quell’emozione, che un tempo era capace di paralizzarmi quando volevo approcciare una ragazza, adesso mi fa sorridere.

Lei arriva proprio mentre sto pensando questa cosa, le offro un caffè e ci studiamo un po’. E’ timida, studia materie umanistiche, mi guarda con degli occhi azzurri spettacolari e il gigantesco maglione di lana in cui si è avvolta non riesce a nasconderle le curve. Sembra che sia tutto al posto giusto.

– Approvata. 

Usciamo dal bar e iniziamo a fare il nostro giro turistico chiaccherando del più e del meno.

Dopo un paio d’ore di passeggiata, mi porta in un pub, ci sediamo accanto (non di fronte, mai di fronte) e ordiniamo il primo giro. La conversazione inizia a scorrere insieme alla birra e il corpo si lascia trasportare dalla corrente, per lo meno il mio, lei è ancora un po’ costipata.

La guardo negli occhi in maniera più intensa e un po’ più a lungo del dovuto. Le chiedo di farmi vedere gli anelli e gioco con le sue dita mentre le racconto tutt’altro. Mi alzo a parlare col barista, la tocco sulla spalla per chiederle cosa vuole da bere e lascio che la mia mano scorra lungo la sua schiena mentre le giro intorno per tornare a sedere. Quando fa una battuta divertente, le metto una mano sul ginocchio ridendo e mi sporgo verso di lei.

Dopo poco non ci devo più pensare, tutto scorre fluidamente, è una sensazione piacevole.

Io sono come l’acqua, io sono corrente.

– Devo pisciare

– Ah ecco cos’era

Torno dal bagno, riparlo col barista, inizio a giocare con una candela, mi faccio dare un mano e la metto assieme alle mie attorno alla fiamma. Rimaniamo a chiacchera per qualche minuto con le mani che si sfiorano accanto al fuoco.

Le racconto una storia, poi prendo della cera liquida con un dito e gliela spalmo sul braccio fingendo di torturarla. Lei si vendica, ridiamo, la tiro a me e rimango a 2cm dalle sue labbra, sincronizzo il mio respiro col suo – è una cosa che adoro – e la bacio.

Mi stacco quasi subito.

 

<<Non hai idea di quello che ti farei.>> le dico

<<Oh si che ce l’ho invece.>>

<<I  tuoi occhi sono magnetici>>

 

Lei arrossisce. Le do un altro bacio, poi mi ordino un’altra birra e del cibo. Mangiamo, ci baciamo, ridiamo. Si offre di pagare lei, rifiuto perché è una studentessa che gira in bici.

(Questo è stato un errore, mai impedire ad una ragazza di investire nel rapporto)

 

<<I ragazzi olandesi non sono così.>> mi dice

<<Cosi come?>>

<<Cosi, come te, che ti baciano subito.. Io con te mi sento apprezzata, mi sento speciale.>>

 

 Mi dà un bacio.

 

<<Basta, così mi fai eccitare.>> le dico

<<Ah peccato, non era assolutamente mia intenzione ;) >>

 

– Stasera si tromba!

– Non ti scaldare, è ancora presto

 

Lei ha la bici sotto al mio albergo, quando arriviamo lì, mi invita a casa sua a vedere un film in streaming.

 

<<No, domattina lavoro, sali tu, ti faccio vedere la camera, tanto mica dobbiamo fare sesso per forza, se non ti piace te ne torni a casa.>>

 

Mi segue.

 

Io mi levo la giacca, lei rimane vestita. La butto sul letto e la bacio.
Non è reattiva.
Le tolgo la giacca.

E’ tesa, però mi bacia.

Allungo le mani.

Mi ferma.

Riprovo.

 

<<Non lo voglio così. Ci sono troppi uomini che vogliono solo usare il mio corpo e poi spariscono per sempre.>>

<<Dimmi, io ti ho dato questa impressione?>>

<<No, scusa, è solo che io non sono una ragazza cos..>> la bacio e le sgancio il reggiseno, più veloce di Bruce Lee.

<<Possiamo non farlo?>> mi dice

<<Certo che possiamo.>> le dico, mentre interrompo l’assalto.

 

– Ma PD

– Stai zitto.

 

<<Parlami ancora dei miei occhi.>>

 

– Icché vòle questa?? Che si può fare tutta sta fatica per chiavare? Defenestrala subito e apri youporn! 

– Rilassati

 

<<Potrei guardarti per ore senza annoiarmi, hai gli occhi più belli che abbia visto in molto, molto tempo, mi piaci.>> le dico

 

– AHAHAAHAHAH quante minchiate

– Lasciami fare. E poi è vero.

 

<<Stai mentendo>> dice lei

<<Ormai dovresti aver imparato a capire quando un ragazzo ti sta mentendo mentre ti guarda negli occhi>>, le rispondo.

<<Hai ragione.>>

 

Ci ribaciamo. Mi tolgo la maglia e le alzo le braccia per toglierle la sua, ma si blocca con i gomiti a mezz’aria, come una statua di marmo.

La guardo, è impietrita, ha gli occhi tanto sbarrati da farmi preoccupare.

Lascio ricadere la maglietta.

 

 

<<Che c’è?>> le dico. Non risponde, ma i suoi occhi si gonfiano di lacrime che iniziano a rigarle il viso.

<<Oh no, ma tu stai piangendo!>> La butto giù e la abbraccio, come se fosse una sorellina piccola.

 

– E adesso che facciamo?

– Non lo so.

 

<<Ok, non facciamo nulla, respira.>> le dico

<<Scusami..>> dice lei, piano

<<Shhh, non ti scusare, non devi fare nulla.>>

<<Devo andare via>>

<<Ok, vai. Mi dispiace, devi aver avuto un passato difficile>>

<<In realtà no, sono io che sono fatta così>>

 

Mi alzo, vado in bagno, faccio i cazzi miei al cellulare, lei non mi saluta e resta lì. Quando mi avvicino, mi abbraccia e si stringe. Capisco che non se ne vuole andare, ma non so come sbrogliare la situazione.

 

<<Tu domani parti.>> dice lei.

<<Te ne vuoi andare?>> le rispondo.

<<Non lo so.>>

<<Non posso decidere per te, posso solo invitarti a restare. Tanto non scopiamo, sei troppo agitata.>>

<<Forse un altro pochino posso rimanere.>>

 

Le faccio vedere il nuovo video di Sia su YouTube, scopro che soffre il solletico, facciamo la lotta, scopro che si incazza se la chiamo barbie. Barbie diventa istantaneamente il suo soprannome ufficiale, rifacciamo la lotta.

 

<<Dai, visto che tanto non si tromba, fammi un massaggino!>>. Mi giro di schiena e aspetto.

 

Lei mi rigira, mi infila la lingua in bocca e mette una mano sul pacco.

 

– Oh! Ma che… Non ci posso credere

– Hai visto, pene di poca fede? Bastava un po’ di pazienza.

– Io boh

– Che fai, ti lamenti?

– Nono, dammi solo un secondo per ripigliarmi!

La spoglio. È più bagnata delle cascate nel niagara, potrei strizzarle le mutande e farci un succo. Ovviamente gliela lecco e mentre sono giù lei si infila le dita dentro e poi si lubrifica i capezzoli mentre ansima dicendo <<fuck… oh fuck…>> come un’attrice porno.

 

– Odddddio che PORCA!! Infilami, infilami SUBITO

 

<<Allora signorina, ho il permesso di entrare?>>

<<No, in realtà non voglia di fare sesso ora.>>

 

– SE TI AZZARDI AD APRIRE BOCCA UN ALTRA VOLTA TI GIURO CHE TUTTI I TUOI FIGLI AVRANNO UN MICROPENE IN MODO DA FAR ESTINGUERE UNA VOLTA PER TUTTE LA TUA STIRPE DI FROCI

– Stavo solo scherzando stai calmo!

 

Finalmente scopiamo e noto che lei ha evidentemente imparato a fare sesso guardando i film porno della brazzers.

Trovo il modo di rivederla anche il giorno dopo, passando da lei prima della partenza.

Mi salta letteralmente addosso per portarmi in camera.

 

<<Hai visto quanto sono diversa, stasera?>>

<<L’ho notato in effetti>>

<<E’ perché ora so cosa voglio.>>

 

 

Questa volta ce la godiamo davvero, senza complicazioni.

Le dico che spero di rivederla. Sono sincero.

Lei mi risponde che passerà a trovarmi in italia, spero fosse sincera anche lei.

 
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