La ragazza dell’acqua

Giugno

Lei è la ragazza dell’acqua.

Come si evince da questo screenshot, è entrata fin da subito nelle grazie di Victor e, forse anche per questo motivo, il nostro rapporto è iniziato in modo piuttosto idiota.

Io,  al secondo appuntamento, l’ho riportata per sbaglio nello stesso locale del primo, perché mi ero scordato che c’eravamo già stati insieme.

Lei, la notte successiva, mi ha mandato un messaggio vocale in cui raccontava una cosa su di sé in terza persona ‘sbagliando’ il suo stesso nome.

 

Insomma, di due non se ne faceva uno.

Ancora non sapeva niente del blog, quindi decido di darle la rivista durante l’appuntamento successivo, per capire se era solo stata una bella scopata o se potevamo continuare a vederci.

Ecco la sua risposta:

“Mi è piaciuto tutto di quello che ho letto. Tutto molto leggero, divertente ed onesto…troppo onesto. E’ tutto ciò che una ragazza romantica e sognatrice dovrebbe leggere per capire come vanno in realtà le cose nella testa di un uomo. Avrei preferito che fossi onesto anche nell’approccio con le donne (me) ma se una strategia funziona così bene, nemmeno io la cambierei. Bravo! Bukowski sarebbe fiero di te. Ora però mi sono resa conto che io so troppo di te e tu sai zero di me….effettivamente, perchè mai dovresti interessarti della vita di tutte le ragazze con cui esci? sarebbe veramente pesante. Opinione spassionata della ragazza n° 33028320840. Però ti dico che se non mi fai squirtare mi incazzo.”

Era la seconda.

Un giorno l’ho portata al mare. Eravamo in acqua, dove non si tocca, e le ho detto che volevo una relazione aperta con lei e un’altra. Mi ha risposto che poteva anche farci un pensierino, alle relazioni aperte. Magari con me e un Sudafricano.

– Eh eh eh, questa qui ti fa il culo!
– Piace anche a me.

Sembra che non le importi se esco con altre. Sembra quasi che mi accetti.

Intanto esce più di me.
Beve più di me.
Posa per me.

E’ composta al 30% di capelli

Unico difetto? Se la tira. Madonna quanto se la tira! Ogni volta che le chiedo di uscire mi sembra di dover trovare un buco nell’agenda di Hillary Clinton.

Agosto

Un giorno ero in un hangar di elicotteri con Dima e le scrivo un messaggino:

“Pdv chiama Hillary. Fkzzzz. Mi ricevi? Sto per decollare. Libera la terrazza. Atterraggio previsto per le 20. Passo.”

“Pdv, ti ricevo. kkkkkhh. Non ci sono piste di atterraggio a qui. kkkkh. Cambia rotta. Passo e chiudo.”

“Ah… Allora dovrò tornare indietro a casa mia, peccato. Se sei libera e hai un trampolino però passo davanti alla tua finestra così salti dentro.”

“Una bellissima giovane libera di sabato? Utopia. Senti la mia mancanza?”

“Sabato is overrated, comunque sì, volevo proporti una serata vagamente romantica, ma sarà per un’altra volta.”

“Stavo proprio per farti notare che non flirtiamo più… Un po’ come le coppie che ti spaventano tanto.”

“Beh, mi avevi detto che giovedì e venerdì non c’eri, stavo aspettando il momento giusto.”

“Allora aspetto un’occasione per essere corteggiata di nuovo.”

– Mmmmm quanto mi fanno girare i coglioni ‘sti messaggi. Ma perché se la tira così tanto?
– Dai non lo vedi che sta giocando?

“Quando hai una sera libera?”

“Ti farò sapere😘”

– Minchia che palle. Se continua così la mando affanculo.
– Sì certo. Du’ volte!

“Ora ti blocco!”

“Potrei scoprirlo solo nel tentativo di contattarti.”

– Non l’ha detto davvero.
– Ahahaahah questa qui ti mangia in testa! Sì che l’ha fatto!

– No no no.
– Ahahahahahah!

io t'ammazzo

 

– Non so cosa rispondere…

– Stai calmo. Rispondile “1 – 0 per te. Il rematch lo facciamo domani sera alle 20:00 al ristorante.”

Non riesco a smettere di rileggere quel messaggio. I suoni intorno a me si fanno quieti e l’aria si fa densa, come una mano che scende in fondo allo stomaco per ripescare qualcosa di amaro e portarmelo in gola.

La blocco.

– PORCA PUTTANA CHE CAZZO FAI?

– VAFFANCULO! Non esiste che dopo tre mesi che usciamo siamo ancora al punto zero e questa continua a fare ‘sti giochetti di merda, sempre in tono di sfida come se dovessi stare ancora lì a provarci da capo ogni santa volta. Quindi vaffanculo te e le tue rispostine della minchia che servono solo a racimolare scopate superficiali che ormai stanno tutte sfumando l’una con l’altra nella memoria e mi lasciano solo il ricordo di tutti i comportamenti di merda, le cose poco sincere e i messaggi schifi tipo questo.

– Ma dio bono ti pare il modo di reagire ma che cazzo è ‘sta roba ti vuoi ripigliare?

Controllo per tre volte di averla bloccata per bene e lancio il telefono fortissimo contro il cuscino. Mentre stendo il braccio, sento l’impulso di lasciar andare la fonte delle nostre incomprensioni contro il muro. Immagino un’esplosione di vetro, plastica e circuiti verdi. Ma non ho le palle, o non sono abbastanza stupido per farlo.

Passa 1 giorno
assano 2 giorni
ssano 3 giorni
sano 4 giorni
ano 5 giorni
no 6 giorni
o 7 giorni
8 giorni
g
i
o
r
n
i

 

“Sono una donna, non femminista. Di solito sono gli uomini ad avere il piacere di corteggiarmi. Hai scelto il modo peggiore per chiudere. Di solito due adulti comunicano.”

Ma porca puttana!

“Sono gli uomini ad avere il piacere di corteggiarti” … Hillary, questa frase è totalmente incompatibile con quello che io cerco in una relazione.”

“Relazione? Sei tu che l’hai buttata sul superficiale. Non mi hai dato nemmeno l’occasione di aprirmi ed interessarmi a te che mi avevi già sbarrato la strada. Volevi che fossi come quella “tipine” che competono tra loro per averti? Non è così difficile capire che non sono quel tipo.”

“Tutto è superficiale finché non viene approfondito. E’ vero che ci sono un sacco di donne che vogliono uscire con me, ma mica le porto fuori al mare e ci passo le giornate. Figurati se poi posso accettare di bermi cazzate come “potrei scoprirlo solo nel tentativo di contattarti” e chi sei, la madonna?”

“Il senso dell’umorismo non è mai stato francese. Quindi per una risposta infelice sono stata bandita dalla lista dei tuoi contatti come se fossi l’ultima merda del mondo?”

– No. La risposta è no. Lo sai che hai esagerato. Dopo tre mesi lei ancora non aveva iniziato a sbavarti dietro, come le altre, e continuava a tenerti sulle spine, facendoti capire senza mezzi termini che non potevi darla mai per scontata, e tu hai rosicato come una scimmia con una banana in culo.

– Anche se fosse, ormai è finita. Non si sblocca una ragazza che hai bloccato. Qualsiasi cosa faccia da quel momento in poi sarà solo per vendetta e per avere l’ultima parola. Me l’ha insegnato il Pianista.

– Minchia quanto sei pesante.

 

Settembre

Sono al Jazz Club.
Ho appuntamento con una tipa. Dentro non c’è linea, quindi giochiamo a nascondino.

Ad un certo punto la vedo. Non la tipa con cui avevo appuntamento. La ragazza dell’acqua.

– Merda. C’è Hillary.
– Yeeeeeeeeee!

– No, stai calmo, stai calmo!
– Fottiti! 

È con un’amica. Stanno ballando.
Due ragazzi al tavolo si alzano e ci vanno a provare.
Vado.
Ora siamo in cinque, di cui tre non hanno idea di cosa stia accadendo.

«Ciao.»
«Ciao.»
«Piacere.»
«Vieni con me. Scusate ragazzi, la devo rapire un secondo.»

Usciamo fuori e camminiamo tenendoci a distanza, con quell’incedere particolare delle persone che avevano significato qualcosa l’uno per l’altra, ma che poi avevano deciso di passare un colpo di spugna e ripartire da zero, solo per poi ritrovarsi catapultati nel passato da un incontro fortuito in un bar. Lei s’incazza, l’abbraccio, mi insulta, le do un bacio sulla guancia, mi tira un pugno sulla spalla, mi spiego, mi chiede se l’ho sbloccata – non l’ho sbloccata – mi dice che sono il peggior stronzo con cui sia mai uscita, nonché il primo che si sia mai permesso di bloccarla e che mi odierà per sempre, tengo la bocca accanto al suo orecchio mentre la sua fronte mi sfiora il collo.

Ottobre

Ricominciamo a vederci.
Mi presenta ai suoi coinquilini.
Dormo da lei.
Mi prepara la colazione.
La invito a conoscere i miei amici.
Non viene.
La invito a fare un viaggio.
Rifiuta.
Le chiedo di cucinarmi la feijoada.
Si oppone e mi dice di portarla a cena fuori.

Vorrebbe essere viziata, assecondata in tutto e per tutto, ovviamente senza ricambiare. Ogni volta che faccio qualcosa che non le va a genio – ovvero circa due volte al giorno – mi minaccia in modo passivo-aggressivo con frasi tipo: “Ok ok, allora se le cose stanno così va bene ma non mi vedrai per un saaaaaacco di tempo.” con quel tono di voce che ancora non riesco a capire quanto abbia di ironico e quanto di vero. Nel dubbio, le dico che è proprio una pigna in culo.

Un giorno finiamo a parlare di Goliardia. Mi viene in mente di girare il suo contatto a Brodino Vegetale per coinvolgerla in una serata. Si mandano a fanculo tempo 2 secondi.  Il giorno dopo lei mi dice che non lo conosce, ma così, a sensazione, se lo vorrebbe scopare. Poi s’incazza perché esco con le altre. Poi viene da me a scopare. Poi dice che le sembro triste.

È cambiato tutto rispetto all’inizio. Sembra la pallina di un flipper che rimbalza fra mille emozioni diverse, poche delle quali sono felici.

Alla fine viene fuori la verità: è da un po’ che esce solo con me eccetera.

– Oh, Dio Hefner, dimmi: riuscirò mai ad realizzare il mio sogno di avere una coppia di fidanzate bisessuali, poliamorose e felici?

– Senti, intanto che ti risponde, vedi di sistemare le cose con lei e di non perderla un’altra volta che è fica!

Le parlo.

«Senti io non voglio fare come le coppie che prendono i cani.

Hai presente quelle coppie che vanno veramente di merda e anziché lasciarsi prendono un cane, sperando che l’amore per la bestiola ripari anche i sentimenti che provano l’uno per l’altra?  Poi ovviamente si lasciano e gli rimane ‘sto cazzo di cane, di cui nessuno dei due ha più voglia di occuparsi, da portare a spasso.

O anche quelli che non trombano più però si sposano lo stesso, sperando che il rito magicamente risolva tutti i problemi – e poi invece va a finire che divorziano dopo due mesi?

Io non voglio fare un passo in avanti con te, non voglio prendere un cane e non voglio che ci diamo l’esclusiva se non ti vado bene come sono, come mi hai trovato. Se mi vuoi cambiare, fare un passo in avanti servirà solo a farci lasciare male.»

La ragazza dell’acqua ascolta.
Si prende il suo tempo.
Mi risponde.
Dice un sacco di cose.
Dice che sono il primo dopo un anno con cui avrebbe voglia di aprirsi ma che questa pagliacciata del blog glielo impedisce completamente.
Dice che io ho questa cosa che la nostra non è una trombamicizia, ma non è neanche una vera relazione, non si sa che cazzo è, e la cosa non le sta bene.

 

– Ma perché, perché diavolo le donne hanno per forza bisogno di dare delle definizioni alle relazioni? Cazzo si rovinano la vita di continuo.

– Prova a regalarle un dizionario!

– Ti taglio il prepuzio.

– Ok allora è perché hanno paura. Hanno paura di tutto e non sono emotivamente autosufficienti. Tu devi erogare certezze, soldi e orgasmi. Contento?

– l problema è che nemmeno i maschi sono autosufficienti. Ci sono parti di un uomo che non si ricaricano col testosterone.

Io in tre anni di sesso occasionale ho svuotato il mio spirito, come si svuota un secchio col contagocce, e questo è un grosso problema perché sono un uomo e sono fottuto e in qualcosa devo credere.

Beati quelli che riescono a credere solo in se stessi e a vivere una vita leggera e senza dipendenze. Io mi sento troppo vuoto per credere in qualcosa che dovrebbe stare solo dentro di me.

– Cazzo…

– Sì, dimmi.

– Mi hai portato un pelo fuori rotta rispetto al piano originale.

– E quindi?

– Devo andare alla ricerca di una donna per cui abbandonare tutto questo.

Come spesso succede quando si parla dei propri sentimenti, dopo un sacco di cose che erano tutte vere ma non erano esattamente quelle che mi voleva dire, la ragazza dell’acqua riesce a condensare in un proiettile di cinque parole il suo pensiero più puro.

«Io non sono felice così.»

La guardo negli occhi e le dico una cosa che non so nemmeno io che cosa significhi.

«Questa decisione non te la lascio prendere. Non ti lascio andare via, non ti faccio fare quello che ti pare.»

«Beh, se tu lo facessi, saresti veramente uno stronzo.»

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