Les liasons (non) dangereuses – Decamerone Cazzone ep. 9

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By Mister G.

Ci sono giornate nelle quali il ricordo della tua ingombrante ex ragazza diventa più pesante del solito; giornate che passi rimbalzando dal letto, al divano, alla cucina, senza apparente motivo e sempre impiegando il tempo nel compulsivo scrollare il feed di Instagram, o la bacheca di Facebook.

Le foto di Tinder no: in quelle giornate ti sembra un’attività inutile, fine a se stessa, che non ti appartiene, e che non ti darà mai quella stabilità emotiva e relazionale che lei – la tua ex ingombrante – ha invece già ritrovato, e che hai scoperto solo da foto rintracciate nei profili delle amiche visto che lei, con molto garbo va detto, ha accuratamente evitato di sbandierarla ai quattro venti.

In quelle giornate se sei fortunato fuori c’è il sole e tu puoi prendere la bicicletta e pedalare a caso nella piana fiorentina finché la fatica e le colline circostanti non ti fanno perdere la cognizione di ciò che ti faceva girare le palle.

Sono abbastanza sicuro che ci sia una pendenza sottile nella ciclabile perché, ogni volta che mi do a un tour della piana, finisco, immancabilmente, al Parco delle Cascine; che per i non fiorentini è l’unico spazio verde (gratuito) di decenti dimensioni rimasto alla città di Firenze.

In questi giorni di contagio il Sindaco Nardella si è visto costretto a chiuderlo perché la gente ci sciamava dentro neanche fosse Primark il primo giorno dei saldi, ma solitamente è un posto molto tranquillo e silenzioso.

Così è anche quel giorno: lego la bici, scelgo un punto comodo, e mi metto a leggere il libro che mi ero portato appresso con un po’ di musica in sottofondo.

Ho un problema: una batteria particolarmente farlocca del cellulare che, in maniera del tutto arbitraria e non preventivabile, spesso e volentieri mi sorprende con dei tracolli verticali che mi lasciano appiedato. Così è, anche quel giorno.

Il mio animo da bohemien cinematografico si sdegna e mi impone di avere una colonna sonora.

Scorgo, dall’altra parte del prato, una figura femminile sdraiata su un telo; non capisco cosa sia intenta a fare ma quello che capisco è che dalla sua direzione arrivano dei suoni.

Spinto dal bisogno di musica decido di avvicinarmi: i suoni diventano Keith Jarret, ottimo; lei diventa una ragazza molto carina che sta leggendo un libro, molto ottimo; il libro non ha un titolo italiano, moltissimo ottimo.

Con la faccia come il culo che riesco ad avere con una ragazza solo quando sono disinteressato le spiego la mia situazione e le chiedo se posso scroccare la sua musica.

“My Spotify is yours Spotify”

All’inizio leggiamo entrambi, davvero, poi com’è naturale iniziamo un po’ a chiacchierare: scopro che è una ragazza belga, laureata in storia dell’arte, che di lavoro fa tipo l’ambasciatrice del suo ministero della cultura a giro per il mondo; ha vissuto 3 anni a Shangai, ora si trova di stanza in Lituania.

Tecnicamente queste sarebbero le sue ferie, e tecnicamente aveva deciso di trascorrerle lungo la Via degli dei; purtroppo ha beccato gli unici 5 giorni di pioggia di un ottobre molto soleggiato ed è stata costretta a ripiegare sul classico giro della Toscana che agli stranieri piace tanto fare.

Il karma vuole che io sia di ritorno da una 4 giorni nelle Fiandre e che abbia percorso la Via degli dei giusto l’estate scorsa, gli argomenti di conversazione non mancano.

Quando non ci voglio provare con una ragazza, lo giuro, sono una delle persone più socievoli di questo mondo: converso amabilmente, sono audace, naturale nei gesti e nelle parole, brillante, il perfetto Cortigiano come lo descrive Baldassar Castiglione… com’è che invece quando voglio provarci davvero divento la deformazione molesta e impacciata di Ron Wesley quando è ubriaco? Ma lasciamo stare.

Lascio campo al Visconte di Valmont che si è impossessato di me e, chiacchierando, scopro che la mia madame de Tourvel fra due giorni lascerà Firenze e non è mai stata a San Miniato al Monte.

Per la mia visione del mondo visitare Firenze senza andare a vedere la sua chiesa più bella equivale ad andare a sentire i Guns ‘n Roses e andare a prendere da bere durante Don’t Cry; lo puoi fare eh… ma ce l’hai un’anima?

Ci incamminiamo: quando posso raccontare Firenze a una straniera mi rendo conto che è quella, non le ore passate in classe a spiegare agli studenti, la vera utilità di essermi laureato in lettere; madame Tourvel, poi, ha una passione umanistica decisamente sopra la media, è veramente un piacere parlare con lei.

Accelero il passo, l’ora inizia a essere tarda e ho paura che i monaci vogliano andare a cena. Sono evidentemente in credito con il karma: non solo troviamo la chiesa aperta, ma appena varchiamo le soglie veniamo accolti dal salmodiare in gregoriano dei benedettini.

I marmi antichi, la luce praticamente inesistente, l’odore dell’incenso, la litania soffusa, è un’orgia di Medioevo: San Miniato non potrebbe essere più bella di così. E anche qui mi sbaglio!

Il mio credito, a quanto pare, è maggiore di quanto pensassi: stiamo dando un ultimo sguardo alla navata centrale quand’ecco comparire una comitiva di Lion’s, categoria umana che solitamente maltollero, per via dell’afrore di elitarismo massonico che si portano appresso, ma che in quel momento fa esattamente ciò di cui avevo bisogno.

Sfruttano i loro poteri di privilegiati e si fanno accendere dal sacrestano le luci sopra l’altare: il mosaico dell’abside risplende in tutta la sua folgorante bellezza, le ovaie fiamminghe della mia storica dell’arte esplodono e mi parcheggia seduta stante la lingua in bocca.

Da lì in poi tutto si apparecchia da solo: scendiamo da Piazzale Michelangelo con Firenze che si accende, ceniamo in un’osteria in San Frediano, pago io “so you have to offer our next drinks” che andiamo a consumare in un altro paio di locali.

Due ore e mezzo di una leggerezza calviniana nelle quali mi rendo conto di quanto bene mi trovi a parlare con questa ragazza e di quante cose abbiamo in comune, su tutte: la passione sfrenata per i preliminari orali, che entrambi consideriamo la parte migliore di un rapporto sessuale; il fastidio per gli ex che si comportano bene e non ti agevolano, quindi, il naturale processo di incazzatura preliberatoria; l’amore per le poesie dei simbolisti e per la lingua francese, lingua che io non so parlare manco per un cazzo ma che mi eccita a livelli non quantificabili, dettaglio che ovviamente non manco di riferirle.

Finiamo in camera sua, alloggia in un albergo vicino al mercato di San Lorenzo, il portiere ci guarda un po’ interdetto, ma forse è solo una mia impressione.

Entriamo nella stanza, il tempo di darci una rassettata e inizia a spogliarsi molto lentamente – ommioddio ha un seno bellissimo, e dove cazzo l’aveva nascosto finora?! – e poi fa lo stesso con me.

È sul letto, completamente nuda, mi aspetta, divarico dolcemente le sue ginocchia e inizio a scendere; ecco però che, subito prima di iniziare, due mani mi fermano la testa, la inclinano verso di sé quel tanto che basta perché i nostri occhi si guardino: sorride, li socchiude, e inizia a dire qualcosa a memoria, nella sua lingua madre arrotolata e umida; il francese non lo so, l’ho detto, ma Langueur di Verlaine la so riconoscere eccome. Madame de Tourvel: trascendi ogni mio controllo.

Nota a margine: alle 4 di mattina esco dal suo albergo accaldato e felice, dopo aver discusso col portiere – stavolta sì – veramente interdetto per l’orario, realizzo che ho la bici legata a un palo 40 minuti lontano da me, che a sua volta è lontano una decina di chilometri dal paese di provincia dove abito.

Arrivo a casa giusto in tempo per farmi una doccia, vestirmi da professore, e prendere la moto, ché alle 8 la campanella suona e devo essere in classe: mentre spiego mi rendo conto che le palpebre sono pesanti, i miei ricordi, oggi, molto meno.

Fin.


[Jingle di chiusura:]

La storia t’è piaciuta?
T’ha fatto cagare?
Poco male, tanto la potrai votare!

[/Jingle di chiusura]

Illustrazione 9 del Decamerone Cazzone:
Se leggi VVV al contrario appare una figa

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19 Commenti
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Ajeje B.
24 marzo 2020 11:56 am

Meno spinta o “divertente” delle altre, ma bella come poche.

Condom
24 marzo 2020 11:55 am

Ciao Prof, per quanto mi riguarda ti meriti un bel 9.
Per la prossima interrogazione preparati un’altra storia, che è un piacere leggerti.

Le(asa-nisi)(masa)
24 marzo 2020 11:53 am

Per la mia visione del mondo visitare Firenze senza andare a vedere la sua chiesa più bella equivale ad andare a sentire i Guns ‘n Roses e andare a prendere da bere durante Don’t Cry; lo puoi fare eh… ma ce l’hai un’anima?

Chapeau bas!!👏🏼👏🏼👏🏼

Brodino Vegetale
24 marzo 2020 11:57 am

Bellissima, chapeau

(D)ere(k)zione
24 marzo 2020 12:17 pm

Ne vogliamo altre. Veramente bellissima.

fioccodineve
24 marzo 2020 12:25 pm

‘puoi farlo eh… ma ce l’hai un’anima?’ ahah storia molto bella e raccontata divinamente. Un piacere leggerti!

Mr. Orange
24 marzo 2020 2:21 pm

in piedi ed applausi

scola_retta
24 marzo 2020 3:41 pm

mi piace tantissimo che abbia elegantemente sorvolato sui dettagli scabrrrosi.

Vagiullo
24 marzo 2020 9:03 pm

Dovresti raccontare questa storia anche ai tuoi alunni

Mister G.
24 marzo 2020 11:34 pm
Reply to  Vagiullo

Ahahahahah, ottima idea! I miei alunni in realtà sanno tutte le mie vicende sentimentali, solo che pensano che io stia parlando loro di Beatrice, Laura, Angelica etc etc etc…

dolmer
24 marzo 2020 2:57 pm

Incredibile! Sto leggendo proprio in questi giorni Le relazioni pericolose!!!
Bellissima storia!

Tenerendionto
24 marzo 2020 3:00 pm

Solo ora capisco che non so scrivere
(..e forse anche qualcun’altro in questo contest…)

Please Mister G. , can I have it more?!

Peter Cat Recording
24 marzo 2020 3:41 pm

Vincitrice!

Haruki
24 marzo 2020 3:50 pm

Complimenti Prof! Ma visto che c’era questo feeling mentale hai continuato a sentirla o vi siete più rivisti?

Mister G.
24 marzo 2020 7:04 pm
Reply to  Haruki

Rivisti no: le offerte Ryanair per Vilnius sono piuttosto rare; però quando capita ci sentiamo, molto volentieri.

Haruki
24 marzo 2020 9:04 pm
Reply to  Mister G.

Ti capisco. Tre anni fa ho conosciuto una ragazza americana che potrei dire essere ideale, ma cmq con i difetti delle americane. La sento spessissimo ma purtroppo non la vedo da parecchio tempo.

Amber
24 marzo 2020 8:48 pm

Se non fosse che Ron non è ubriaco ma è sotto un filtro d’amore sarebbe tutto perfetto. Novella divertente, piacevolissima da leggere, ne chiedo a gran voce altre 99 per superare la quarantena in stile Decameron. Questa storia la può leggere e sorriderne chi non ha idea dei riferimenti fatti e la può apprezzare ancora di più (a livello ultimo piano della scala della cultura letteraria) chi ne capisce tutte le citazioni. Le français est la langue de l’amour, ma iffiorentino c’ha issu perché.
Chapeau

Annette
26 marzo 2020 12:21 pm

Uno dei tanti motivi per studiare storia dell’arte. E ditemi se non è poco. Siamo noi a dare dei voti a te, dear professor: 9

Wolf
28 marzo 2020 10:20 am

In mezzo a tutta questa paura del contatto,gente chiusa in casa e notizie pessime ovunque,un racconto come questo mi ha trasportato lì con te, quasi come un voyeur invisibile.
Complimenti davvero, grazie mille.
Ho aspettato il weekend per leggerla,anziché consumarla in una pausa pranzo solitaria ed ho fatto bene.
Au revour

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