Nureyev non avrebbe mai pomiciato una messicana a Firenze

nureyev

Qualche tempo fa stavo pomiciando una messicana sul lungarno… che ovviamente poi non me l’ha data, riconfermando il teschio guadagnato dal Messico sulla mappa della figa.

Fatto sta che mente ero con questa qui, arriva Zusanna con una collega veramente carina, che non mi aveva mai presentato.

– Come osa avere un’amica così carina e non presentartela!

“Hey, ciao PdV!”

“Ciao Suzanna, come stai?”

“Bene, nuova conquista?”, mi chiede con una risatina.

“Capisce l’italiano.”, rispondo.

“Ah ciao, come ti chiami?”, chiede di rimando alla tipina messicana.

“Tronco di Tequila, piacere!”

“E tu?”, chiedo all’amica di Suzanna.

“Io sono Canarina!”, fa l’amica.

“Bene dai, ti lasciamo, trattala bene che è carina!”, mi saluta Suzanna.

“Sarò la gentilezza fatta francese.”

Ci salutiamo e dopo un bicchiere di vino e un drink [con una spesa quantificabile in 24 € spesi da me e 12 € spesi da lei (prima o poi farò l’analisi economica del costo di una trombamica, e non sarà di certo una messicana)], prendo un palo clamoroso con questo dialogo:

“Ora ti spiego cosa succederà.”, le dico.

“Sentiamo.”

“Ho ancora voglia di stare con te, ma non di bere altro. Quindi ora saliamo su da me, metto un po’ di musica in salotto e restiamo insieme. Poi io ci provo con te e tu mi devi dire ‘no, no non posso, ci siamo appena conosciuti!’ e allora io la smetto.”

“E poi?”, mi interrompe lei.

“E poi ci provo di nuovo e ti levo la maglietta…”

“Ah, no! No no no, non sono quel tipo di ragazza, non ci vengo su da te!”

– EBETE DIMMERDA HAI SBAGLIATO FRASE.

– Come ho sbagliato frase?

– CERTO, dovevi dirle che lei ti diceva di no e che poi la riaccompagnavi a casa, mica che poi vi spogliate! Quello succede solo perché lei è eccitata e cambia idea ma mica glielo puoi dire prima!

– Me ne sono scordato.

– Come cazzo fai a scordarti una cosa del genere?!?

– L’onestà porta a dimenticarsi dell’esistenza di svariate regole sociali.

– Regola numero 1: mai far sentire la ragazza troia.

– La posso sostituire con: mai uscire con una messicana?

– No.

Niente, riaccompagno Tronco di Tequila all’albergo e torno a casa fumando una di quelle sigarette che fumo solo – dato che ho smesso di fumare – per lenire il dolore di una sconfitta.

Qualche tempo dopo mi ricordo dell’amica carina di Suzanna, e le chiedo di presentarmela una sera.

Quella sera era ieri.

Io, Suzanna, Persian Splendor, Plin Plin e Canarina ci troviamo per l’aperitivo.

Persian Splendor è un ragazzo mediorientale perfetto in ogni cosa, Plin Plin è un altissimo asiatico gay, Canarina è l’amica carina che vorrei conoscere. Peccato che Plin Plin avesse piani diversi.

“Oooohhhhh, ma che bel colpo!”, mi fa, tocchicciandomi il braccio quando mi levo la giacca.

“Grazie Plin Plin, piacere di conoscerti.”, rispondo.

“Ahahahahahah”, cinguettano le ragazze.

“Di dove sei?”

“Francese.”

“Aahhhhhh, e come si dice ti amo in flancese?”

“Si dice je t’aime.”

“Ohhhh, ma anche io je t’aime!”, mi fa, prima di darmi un bacio sulla guancia. “Aspetta, un altlo!”, e me ne dà un altro.

“Plin Plin, guarda che il PdV non è mica il tuo tipo!”, gli fa Suzanna.

“Ohhh, gualda, non c’è ploblema, io mi… come si dice… tlombo tutto? Sì, ecco… io mi tlombo tutto!”

“Ahahahah come il PdV!”, esclama Suzanna scoppiando a ridere.

“Siamo due anime gemelle.”, commento.

Persian Splendor e Canarina cercano di bere il prosecco senza soffocare.

Alla fine secchiamo la bottiglia e andiamo al cinema a guardare il film su Rudolf Nureyev​​​​​​, che racconta la vita travagliata del più grande ballerino al mondo.

Ora, non so chi cazzo abbia inventato quella scena del ragazzo che porta la tipina al cinema e ci prova nel bel mezzo del film facendole passare un braccio attorno al collo… perché è una gran stronzata! Probabilmente l’hanno inventata i proprietari dei cinema per convincere le coppie ad andarci, perché sotto ogni punto di vista il cinema è il luogo PEGGIORE AL MONDO per provarci con una tipina.

Cioè è più facile baciarla in pescheria fra le trote eviscerate che al cinema, specialmente adesso che iniziano a fare queste sale con le poltroncine con i braccioli super larghi dove vengono eretti muri invalicabili di coca cola e popcorn.

Vabbè, diciamo che mi sono goduto il film… una scena in particolare.

Nureyev è a Parigi per ballare con la sua compagnia.
1961 D.C.
Ha 23 anni.
È sotto stretta sorveglianza degli agenti del KGB, prigioniero di madre Russia, in Francia.

Ora, Nureyev è un fenomeno ed è gay, combinazione rara: gli agenti non possono picchiarlo e lui fa un sacco di scappatelle notturne perché sa che hanno bisogno di lui per far capire all’Europa quanto sono fighi in Russia con tutti questi balletti ganzi. Tuttavia, i Kgbbini riportano al Cremlino ogni suo passo falso e il Cremlino si offende.

Finiti gli spettacoli, Nureyev viene informato che dovrà tornare a Stalingrado. Nonostante sia la star della compagnia, non potrà seguire gli altri ballerini a Londra.​​​​​​​​​​​​​​​​​

Sa perfettamente cosa significa tutto ciò: ha offeso il regime, non ballerà mai più. Non uscirà mai più dalla Russia.

Verrà spedito in una qualche provincia Siberiana, oppure costretto a stare a casa dai suoi a prendere ancora botte da suo padre, che non ha mai accettato di avere un maschio in casa che balla come una femmina.

Nureyev è disperato e chiede aiuto ad una sua ballerina, che va a parlare con due poliziotti francesi prima di imbarcarsi.

“Dovete aiutarlo, oppure la sua vita sarà finita!”, dice la russa ai francesi.

“Signorina, non possiamo rapirlo, ma se lui viene da noi, lo proteggeremo.”

Così Nureyev, saputa la notizia nella hall dell’aeroporto di Parigi, scatta tra le guardie del KGB, cogliendole di sorpresa, e si rifugia tra le braccia dei poliziotti francesi, che lo portano in un ufficio a cui gli agenti russi non avevano accesso.​​​​​​​​

“La nostra legge prevede questo, Nureyev.”, dicono i francesi al ballerino tartaro: “Adesso tu entrerai in una stanza, da solo. Dovrai restarci per almeno cinque minuti, per poter riflettere senza distrazioni sulle conseguenze della tua scelta. In quella stanza ci sono due porte. La porta di sinistra ti condurrà nella hall, dove potrai prendere il tuo aereo per Stalingrado. La porta a destra ti porterà nel nostro ufficio, e tu rimarrai in Francia.”

Che cazzo di decisione. La Russia sa essere vendicativa, e tutta la sua famiglia viveva ancora là. Dio solo sa cosa ha provato quel ragazzo di 23 anni in quella stanza, da solo, sospeso fra due vite possibili.

La libertà o i tuoi amici?

La tua arte o tua madre?

Il tuo corpo o la tua terra?

Nureyev nelle interviste non ha detto granché, ma tutti sappiamo che ha scelto Parigi. È andato a destra ed è esplosa una bomba.

La star viene condannata a sette anni per alto tradimento. A sua madre viene chiesto di condannarlo pubblicamente. Rifiuta. Le verrà impedito di rivedere suo figlio. Suo padre viene completamente isolato ed espulso dal partito. I suoi amici ballerini vengono licenziati, espulsi dalle università, gli vengono negati visti e promozioni. Una sua amica ha dovuto aspettare dieci anni per potersi laureare, molti altri non hanno più potuto lasciare la Russia, tutto questo perché “non meritano nulla, dato che sono stati così vicini ad un traditore della patria e non se ne sono accorti.”

La bomba ha ferito tutte le persone che amava. Tutti hanno dovuto pagare il prezzo della sua arte. Nureyev è diventato una stella internazionale, osannato quanto una rockstar. Io non capisco una sega di danza, ma dicono che abbia rivoluzionato il ruolo dell’uomo nel balletto classico. Non pensavo che un ballerino potesse diventare così famoso, ma evidentemente negli anni ’80 non esisteva Instagram e la gente aveva ancora tempo per le cose belle.

N. ha ballato alla casa bianca, per la Regina Elisabetta, è stato fidanzato con Freddie Mercury ed è finito su tutte le copertine delle più importanti riviste del mondo. Era completamente matto, ed imbattibile nella sua arte.

 

“La tua famiglia vive ancora in Russia?”, gli chiese un intervistatore americano.

“Sì.”, rispose Nureyev

“Sei ancora in contatto con loro?”

“Per telefono, sì.”

“Pensi che le vostre telefonate vengano registrate dal Cremlino?”

“Immagino di sì. Costantemente. Devono sentire tutto.”

“La tua famiglia non può uscire dalla Russia, e tu non puoi tornare a casa.”

“No, in realtà penso che potrei tornare, ma probabilmente non potrei più andarmene di nuovo!”

“Non hai alcun rimorso?”

“No, nessuno.”

“Hai mai la sensazione di appartenere ad un posto, su questa Terra?”

“Io appartengo al ballo.”

“Al ballo?”

“Solo al ballo. È arrivato un momento in cui ho dovuto scegliere tra la mia vita e il ballo. Ho scelto il ballo. Sarò vivo solo finché potrò danzare.”

 

– Ma esiste un cazzo di modo a questo mondo per ottenere successo senza dover vivere una vita di merda dove fai solo il cazzo che ti pare e danneggi chiunque si avvicini a te?

– No. Sarai in grado di ottenere solo ciò per cui hai sacrificato qualcos’altro di pari valore.

– Mi piacerebbe poter dire di essere vivo solo finché potrò scrivere, ma cosa mai potrò sacrificare, per la mia scrittura… Il mio libro sta per uscire ma ho già perso Sbrìnci, e non ho niente che valga più di lei.

– Ma tu, ultimamente, più che scrivendo stai trombando… quindi potresti dire che sarai vivo solo finché potrai trombare! È un ottimo premio di consolazione secondo me.

 

 

Improvvisamente non ho più voglia di provarci con Canarina. È rannicchiata sulla sua poltrona, accanto a me. Dovrei forse passarle un braccio attorno al collo per sussurrarle qualcosa all’orecchio? Stupidi produttori di Hollywood. Manco ci siamo parlati, perché c’è il film! Non puoi pensare alla tipina carina che ti sta seduta accanto mentre stai vivendo la vita di un uomo di cui non sai se ammirare il coraggio o ripudiare l’egoismo. Nel buio della sala, Canarina sembra distante anni luce.

Nureyev muore. Titoli di coda. Ci alziamo. Comunico con una certa eleganza al gruppo che devo andare in bagno. Plin Plin mi prende per mano.

“Non voglio tenerti per mano, Plin Plin!”

“Dai PdV, c’è da capirlo, non vede il suo ragazzo da due mesi!”, interviene Suzanna.

“Come due mesi? Perché?”, chiede Canarina.

“Eh, pelché lui sta a Inculandia sul Monte, e io sto qui, pelò palliamo un’ola al giolno pel telefono!”

“Mamma mia che palle.”, fa Persian Splendor.

“Ma magali ci fosselo palle! Io ho solo glande cazzo di gomma pel passale il tempo, glande così!”, dice Plin Plin allargando gli indici.

Scoppiamo a ridere come degli ebeti.

Ci calmiamo. Usciamo. L’aria è fresca ma piacevole, una delle poche vere notti di autunno. Non ho voglia di dormire, quindi propongo una bevuta. Plin Plin va a casa a chiamare il suo ragazzo, noi andiamo alla Boite, dove faccio scoprire a tutti il dolcissimo sapore dell’Acqua di Cedro (è come un limoncello, ma è trasparente e sa meno di limone perché, appunto, è fatto col cedro, che è come un grosso limone però insomma ha un sapore diverso).

Canarina esce a fumare, le rubo due tiri e inizia a piovere.  Dobbiamo correre prima che arrivi il diluvio universale! Canarina abita nella mia stessa via ed è in bici.

“Vuoi che andiamo insieme con la mia bici?”, mi chiede.

“Va bene, le rispondo, però pedalo io!”

Saliamo in bici come si fa al mare d’estate, sfrecciamo sotto la pioggia, ci bagniamo e ridacchiamo quando sterzo all’improvviso per evitare una buca nell’asfalto, lei ogni tanto si regge a me, pigolando qualcosa mentre io accuso ad alta voce lei e la sua bici tutta scassata, con un freno che non funziona e che richiederebbe un intervento di stritolamento della ruota anteriore con le ginocchia con simultaneo raddrizzamento del manubrio, intervento che sarei assolutamente qualificato per eseguire, ma che non mi va di svolgere ora e soprattutto sotto di svolgere sotto la pioggia, dato che siamo più veloci della pioggia, passiamo sotto alle gocce lente, sfrecciando a velocità supersonica, quelle stronzette non riusciranno a bagnarci.

Sento un rumore sordo dietro di noi.

“Ti è caduto l’ombrello dalla tasca!”, urla Canarina per riuscire a far arrivare la sua voce alle mie orecchie nonostante la, ripeto, incredibile velocità che avevo raggiunto pedalando su quello strumento di morte fatto di ruggine e lamiere e un solo freno funzionante.

“Ormai è andato.”, dico.

“No aspetta, frena te lo vado a prendere!”

Inizio la frenata.

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finalmente ci fermiamo. Canarina corre a prendermi l’ombrello. Le vado incontro. Siamo rimasti soli, uno di fronte all’altra. Piove, ma non troppo.

“Grazie.”

– Il numero.

“Figurati.”

“Beh, io sono arrivato, casa mia è proprio lì.”, le dico indicando il mio palazzo.

– Chiedile il numero.

“Allora buonanotte, ci vediamo per un aperitivo o qualcosa.”

“Certo.”

– Il numero porca troia, chiedile il suo cazzo di numero di telefono!

– Ho quattro tipine al momento, non so cosa sto cercando.

– Eh? Che significa? No, aspetta, chissenefotte. LEI, resta focalizzato sul presente, ora devi cercare lei.

Canarina sale sulla bici, che, essendo un ammasso di rottami e attriti, fa fatica a prendere slancio quando viene azionata da una creatura così leggera.

“Aspetta, ti do una spinta.”, le dico, e la spingo via.

– Noooooooooooooooooooooo! Stupido ebete perché non le hai chiesto il numero? Eravate rimasti da soli, dopo un giro in bici, sotto la pioggia! PORCA PUTTANA ci fanno i film su queste cose e a te capitano e le lasci scappare via come se non significassero niente madonna quanto ti odio! Perché, perché l’hai fatto?

– Avevo voglia di sacrificare qualcosa di bello.

 

 

 

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Pualiae

Mi è piaciuto questo film, soprattutto il finale.

Eudes-Conrad

Lo sapevo che anni di allenamento con il gingeo, à tre, sarebbero serviti a qualcosa!

porcoddinna

Sei cazzuto mica da ridere eh

Biondina

Ma è un complimento/insulto al pdV o a Victor?

porcoddinna

Complimento al PdV ovviamente. E di rimando a Victor per l’infinita pazienza

Rossella

– Avevo voglia di sacrificare qualcosa di bello

Sipario.

Cianciolla

bel finale… piace perchè è vero…

Brodino Vegetale

Non c’è niente da aggiungere, bella storia… unica pecca? Dopo una storia del genere arriveranno tante di quelle chiamate per fissare appuntamenti con te che ci vedremo meno di quanto ci vediamo adesso (quanto è? 1 o 2 volte ogni due settimane?)
Ne riparliamo davanti ad un gin&tonic ASAP

Kallypigia

Beh… Ma il finale mi ha ammazzata… i brividi mi sono venuti. SPETTACOLO.
Bravo PdV !

Calipso

Dopo questa storia (molto bella devo dire) mi è venuta voglia di vedermi il film su Nureyev!

Nick

Sei un glande.
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Victor intendo.
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Il Pdv invece se scopa come scrive “diventerà molto popolare” (cit. da Frankenstein Junior)
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Pura poesia

Anacandro

Bella storia, ancora di più il finale! Ben fatto PdV

CioniMario

Beh, cazzo ci sono rimasto male. Tra una ravanata di palle e l’altra mi sono fatto pure una cultura su un brillante personaggio di cui ignoravo l’esistenza,e non parlo di Nureyev, ovviamente, ma di Plin Plin; ho anche dovuto metter pausa alla serie che stavo guardando da quanto mi ha preso la cosa. BravoH

Mathilda

A parte lo spoiler pazzesco (ti odio)… Brivido al finale. Thank You PdV :*

Maxim

Il finale riecheggia Fight Club.

Calze a Righe

Quando le emozioni sono fresche ne esce sempre una gran bella scrittura, che riesce a riportarle fedelmente.
Bravo PdV.

Dueppì

Tramite una mia amica (un po’ di tempo fa) entro in contatto con il tuo blog. Credo di aver divorato tutte le tue storie in una sola giornata. L’unico momento di amarezza l’ho attraversato quando ho scoperto che hai avuto modo di dare alla luce una rivista di cui io purtroppo non ho mai avuto una copia. Oggi stai per partorire forse uno dei tuoi lavori sicuramente più sofferti, ma appaganti (il fascino della sofferenza incombe sulle nostre vite as usual). Stavolta non mancherò. Finalmente potrò essere temporalmente contemporaneo all’uscita di questo tuo lavoro che inserirò nella mia libreria personale nella sezione erotica accanto a un catalogo ben fornito (sarai in ottima compagnia). Provo profonda ammirazione per te, sia come personalità (vorrei dire persona, ma non ho mai avuto il piacere di conoscerti, perciò traggo logicamente le mie conclusioni dalle sensazioni che trasmetti con le tue parole) sia come scrittore. Hai una capacità attrattiva innegabilmente lacerante per il modo in cui scrivi e descrivi la tua vita e il rapporto con Victor. In questo mélange creativo di vita vissuta, grazie alla scrittura riesci a stabilire un equilibrio come se lasciassi la porta aperta a chiunque ti stia leggendo, si stia immedesimando nella situazione. Spero davvero di fare una godibile chiacchierata con te, prima o poi, ma fino ad allora…

Cazzo il misfatto!

Magica Emi

:(

entrata in polifica

“avevo voglia di sacrificare qualcosa di bello”
applauso.

AnalOgica

Mi hai commossa

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Oh, ho trovato questa cosa da farti leggere: Nureyev non avrebbe mai pomiciato una messicana a Firenze! Questo è il link: https://storiedelcazzo.com/nureyev-non-avrebbe-mai-pomiciato-una-messicana-a-firenze/