Disaccordi imperfetti

Vivo dentro ad uno schema, me l’ha detto Doc.
Ha ragione.

 

Conoscenza > primo appuntamento > trombata > distacco > secondo appuntamento > inizio della trombamicizia > subdoli tentativi di inzerbinamento > fine della trombamicizia.

Due ragazze in contemporanea, non di più e sicuramente non di meno. Un appuntamento a settimana. Durata media 5 settimane, giusto il tempo di capire che non do sufficienti garanzie al loro utero.

Una realtà semplice, funzionale, poco dispersiva, meccanica, spiritualmente povera e tendenzialmente priva di emozioni forti.

Mi racconto che questo è il prezzo da pagare per avere la libertà assoluta di dedicarmi alle cose veramente importanti, come giocare ai videogames la carriera.

 

A volte però, arriva una ragazza che rompe lo schema, ed è contemporaneamente una benedizione e una maledizione.

 

 

Mesi fa...

 

Intanto, non è mica normale che una ragazza sia così spigliata e sicura di sé.

Non le facevano tutte uguali, le 25enni? Artiste a tempo perso allevate in serra, indietro di 16 esami all’università mentre fingono di chiarirsi le idee su cosa vogliono fare nella vita – timide, insicure, ritrose?

– Ooooooh, qui c’è un’inversione dei ruoli in atto, mi sta rubando il lavoro!

– Interessante, magari significa che è dominante anche a letto!

 

Lei continua a gestire l’interazione come le pare: mi presenta le sue amiche, si presenta ai miei amici e unisce i gruppi.

Un mio amico se ne innamora.

 

<<Minchia, carina lei, dove l’hai conosciuta?>>
<<Qui>>
<<Ah si? Quando?>>
<<10 minuti fa.>>
<<Che cazzo dici>>
<<Giù le mani o te le taglio.>>

 

Il giorno dopo la invito fuori per un drink.

Accetta.

 

 

Dopo 2 mesi (e zero trombate)…

 

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Chi ha letto la storia precedente, sa cosa ho risposto e perché siamo arrivati a quel punto. Si, è proprio la stessa ragazza, quella del complesso della fidanzata-puttana.

Dopo quel messaggio, mi ero detto “vabbè, le riscriverò fra una decina di giorni…” Poi però me ne sono scordato, e dieci giorni son diventati tre settimane.

Tornerà da te solo dopo che ti sarai completamente dimenticato di lei“, mi disse una volta un saggio.
Aveva ragione.

Un timido like su facebook, nulla di più, che però dopo 3 settimane di silenzio fa più rumore di un bicchiere che cade a terra in una stanza totalmente vuota.

 

– Guarda un po’ chi si rivede…

– Ha chiuso con l’ex e sta mandando segnali agli altri pretendenti, hai una finestra temporale di 72 ore per fare la tua mossa.

– Col cazzo che le scrivo.

– Che fai, la checca orgogliosa?

– Beh, dopo che ha tentato di friendzonarmi, cosa dovrei farci con lei?

– A quello ci penso io. Tu ricordati solo che gli orgogliosi non trombano. Scrivile, fidati.

 

Le scrivo e dopo praticamente 5 minuti abbiamo già deciso di rivederci. Bastava davvero avere un po’ di pazienza. Chissà quante storie non sono mai nate perché uno dei due, per orgoglio o per fretta, non ha voluto accettare un “no” che significava in realtà “non adesso, non ancora”…

 

– Fai poco il filosofo, che se non era per me stavi ancora lì a farti le seghine su facebook!!

 

Continuiamo a sentirci per diversi giorni, poi la invito a bere un bicchiere di vino in un posto che mi piace.

Ci troviamo da me, appoggia un po’ di cose in camera e scendiamo insieme a piedi.

Arriviamo a La Boìte, il proprietario ci fa accomodare e dopo due domande mirate, sceglie la bottiglia perfetta.

 

<<Assaggia questo che ancora non lo conosci>> mi dice, riempiendo due calici e lasciando la bottiglia sul tavolo.

 

Beviamo e ci raccontiamo le ultime settimane delle nostre vite.

Dopo il primo bicchiere, ci rendiamo conto di esserci entrambi dimenticati il cellulare a casa, e che nessuno dei due ha fretta di recuperarlo.

Evento raro, simbolico.

 

La consapevolezza di esserci ritagliati uno spazio nostro, davvero nostro, nell’impossibilità di ogni interruzione, lontani da distrazioni cibernetiche, telefonate, messaggi, tweet, poke e tag dà una profondità particolare alla nostra conversazione.

Le faccio tante domande, lei parla, si racconta. Io l’ascolto e bevo il secondo bicchiere, poi il terzo.

 

 

<<Hey, bevine un po’ anche tu, se lo finisco io mi sbronzo>> dico, riempiendole il calice.

<<E’ quello il mio piano>> mi risponde lei, con un sorrisetto malizioso

 

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Bastava dirlo

 

Vado per pagare, offre lei.

Arriviamo a casa, io sto come uno che si è appena fatto 5 tequila sale e limone ma è ancora convinto di poter guidare.

La prendo in braccio. O almeno, ci provo.

Mi cade per terra come un sacco di patate.

Non sono sbronzo, ho solo perso il senso dell’equilibrio.

Cerco di tirarla su di peso.

Per poco non cado pure io.

Rido.

La tiro su prendendola per mano.

Andiamo a letto.

La bacio.

La spoglio mezza.

Mi spoglia mezzo.

Per oggi basta così, dice.

Ahaha.

Le metto una mano fra le gambe.

No.

Hai ragione, è meglio se non corriamo.

Le metto una mano fra le gambe.

No davvero non posso.

Ho capito.

Parliamo.

Pessima strategia, non so quello che dico.

Le metto una mano fra le gambe.

Nononono.

Le prendo le cazzo di manine e gliele tengo sopra la testa.

Le metto una mano fra le gambe.

No davvero, credimi, non è momento.

Che abbia il ciclo? Vabbè ma anche se fosse…

Le metto una mano fra le gambe.

Niente da fare.

Ok allora rivestiti.

La accompagno alla porta, silenzioso.

 

<<Probabilmente adesso mi odi>> dice

<<No siè, mi stava solo a fatica alzarmi dal letto>>

Torno a letto. Svengo.

 

La mattina seguente…

 

– COME CAZZO E’ POSSIBILE CHE NON ABBIAMO SCOPATO?!? MERDA MERDA MERDA

– RAZZA DI EBETE! Se magari evitavi sbronzarti!! Eh? La storia di Dimitriy e Kazimir* non ti ha insegnato nulla??

– Vabbè, cercherò di rimediare… Sempre che a ‘sto giro non l’abbia persa definitivamente.

 

 

Decido di fare ciò che va fatto: opera di astrazione, panoramica della mia esistenza, realizzazione che la mia vita sessuale non dipende da lei e che, per quanto la desideri in questo momento, se le cose non dovessero andare, fra due settimane ciò non avrà più importanza.

Le riflessioni si condensano in una nota vocale in cui le dico che, anche se ormai, a furia di uscire a darci i bacini sta diventando più un’amica che un’amante, ho deciso che la voglio rivedere. Però non nei prossimi giorni perché viene una ragazza di couchsurfing a casa e starò con lei.

 

 

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Mi risponde con un messaggio di quattro righe, contentente esattamente sei faccine sorridenti (4 con le lacrime e 2 con la lingua di fuori)
Nei giorni successivi, ci teniamo in contatto per messaggio, poi, il giorno prima del nostro appuntamento, le mando un’altra nota vocale.
Cito testuali parole:

 

Hey ciao, ti volevo chiamare, poi mi son ricordato che eri a yoga e quindi niente, ti lascio una nota vocale. Ti volevo confermare per domani, io ci sono dalle sette e mezzo, vieni quando vuoi ti aspetto per cena.

Poi si, mi scuso per l’altra sera se sono sparito, volevo troppo indagare la tua abilità di fare la torta dei 7 vasetti di Cristina, ma ho avuto una cosa da gestire in famiglia e poi non ero più dell’umore giusto…. e vabbè, a parte questo, c’era un’altra cosa che ti volevo dire…

L’avevo pensata già l’altro giorno, ma ero fatto e quando sono fatto penso tante cose e ne dico poche. Ed è che sei una ragazza veramente splendida, dolce e selvaggia allo stesso tempo, una delle poche con cui mi trovo bene anche solo a chiaccherare o a guardare un film, cosa che non toglie che c’è una parte di me che non vedrebbe l’ora di strapparti i vestiti di dosso e buttarti a letto… e niente, tutto questo per dirti che sono contento che abbiamo ripreso i contatti.

Ci vediamo domani

 

Alzo il pollice. Inviata.

La riascolto.

E’ onesta.

Non c’è tecnica dietro, è proprio quello che penso. Tanto ormai non ho più una pista da seguire con lei, tanto vale sbottonarsi un po’, tenere gli occhi puntati sull’obiettivo e seguire l’istinto.

Mi risponde con un messaggio di 10 righe, senza faccine. Le mie parole le hanno fatto piacere, ha voglia di rivedermi.

Siamo in due.

 

Ci troviamo da me, in una di quelle situazioni dove sai che devi scopare per forza. Il che è molto bello quando sei in tiro come un mandrillo, ma molto meno bello quando ti manca la spinta interna, quell’ignoranza arrogante che ti abbassa il QI, ti fa gonfiare i corpi cavernosi e ti fa ruttare Finkbrau anche se bevi champagne.

 

– No via, non ce la faccio. Mi arrendo.

– A fare che? Manco abbiamo iniziato!

– Appunto. Troppa pressione.

– Dai oh, abbiamo aspettato secoli questo giorno, non fartela prendere male proprio ora!

 – No no no no. Ti sei fatto troppe aspettative.

– Non ci posso credere…

 

Mi sento frammentato.

Sono un mosaico e ogni pezzetto del mio stato d’animo ha un colore diverso e mi ispira sensazioni contrastanti.

Decido di ignorarmi.

Le dico che quello che le avevo detto nella nota lo penso davvero, e che glielo volevo dire guardandola negli occhi. Che è davvero una ragazza splendida e che un ragazzo che se la lascia scappare è veramente un coglione. Lo dico in modo quasi pudico, percorso da un brivido, ma si sente che sono sincero, e lei mi da un bacio.

 

– Senti, io la voglio. Spero di poter contare su di te al momento del bisogno.

– Che ansiaaaaaaa

– E’ dominicana, fa crossfit E YOGA, non esiste che non ce la trombiamo!

 

La prendo per mano e la abbraccio, lei mi salta addosso come un koala e ce ne andiamo in camera.

 

La bacio.

Mi bacia.

Si spoglia.

Mi spoglio.

Siamo nudi.

Non ce l’ho ancora duro.

Ora, io conosco molto bene il mio cazzo, e so perfettamente cosa devo fare per farmela prendere bene. Non c’è ansia da prestazione che non possa essere sconfitta da una sessione di preliminari fatti bene.

Certo, se la ragazza collabora.

Se ti spinge via mentre gliela stai leccando, invece, è un po’ un problema.

Se poi ti dice che non vuole che gliela lecchi perché non vuole venire da sola CIAO proprio.

 

– ahahah. Si, bona. Usa il cazzo di un altro, io non ce la posso fare.

– Mi hai messo te in questa situazione, ora non puoi ringambarla, stronzo!!

 

Realizzo che prendersela con me stesso servirà a ben poco e che l’unica cosa da fare è accettare la situazione per quello che è.

 

<<Il mio pene non risponde ai comandi>> le dico in tono tragicomico.

<<Tranquillo, potrei stare a baciarti per un’ora, hai tutto il tempo che ti serve>> risponde lei.

<<Che carina che sei.. Comunque lo sento, che c’ho l’ansia addosso, abbiamo aspettato tanto prima di finire a letto, si vede che c’ho pensato troppo>>

<<Penso che questa sia la peggiore sfiga dell’essere uomo. Sai, anche io sono un po’ tesa, ma quando sei donna almeno non si vede>>

 

– Se non la trombo mi sentirò in colpa per sempre. Addurellati!

– Nein!

Tento ogni possibile tecnica a mia disposizione: respiri/meditazione/PNL/preghiera/psicologia inversa/visualizzazione di porno di Sasha Grey/sfringuellamento di cappella su clitoride.

Ovviamente non ne funziona manco mezza.

Cioè in realtà lo sfringuellamento sembrava funzionare, poi però ho ricominciato a pensare e sono tornato al punto di partenza.

 

<<Il tuo pisello non ne vuole proprio sapere di me>> dice lei

<<Già, chissà che gli hai fatto>> rispondo.

 

“Se una volta non ti si rizza, ricordati sempre di dare la colpa a lei.” Diceva il maestro Kurayami.

 

Mi alzo per prendere un bicchiere d’acqua, poi torno a letto, nella più completa e fatalistica accettazione del fatto che questa è l’ultima volta che la vedo nuda. In una situazione del genere, non posso far altro che comportarmi da signore.

“Nessuna donna si lamenterà mai se non la trombi, ma gliela lecchi per mezz’ora.”  Diceva il maestro Jacopo Fo’.

Penso che forse ho avuto troppi maestri, ma a questo penserò domani.

<<Visto che tanto non si tromba, almeno lascia che mi dedichi un po’ a te>> le dico

 

Inizio a baciarla, con nessun’altra intenzione se non quella di darle piacere, e mentre scendo, sento come se qualcuno mi aprisse un tappino dietro alla testa. Pffft.

E più scendo più sfiato, come un palloncino.

Pfffffffffffft.

 

La pressione intracranica si abbassa, lo avverto a livello fisico – ma questo non è l’unico cambiamento che noto; ne avvengono, in realtà, molti. E’ come se qualcuno mi avesse premuto un bottone dentro, uno switch interno. Cambiano le sottomodalità: vedo, sento, respiro cose nuove.

L’odore dei suoi capelli, la sensazione della sua pelle contro la mia, il bianco e il nero prendono colore. Dove erano tutte queste cose prima?? Nello stesso identico posto, ma non le avvertivo.

Le mani scorrono sul suo corpo con una nuova intenzione.

Le bacio la fica, con nessun’altra intenzione se non quella di ringraziare Dio per averla creata.

 

 

– Allora, ‘na trombatina ce la vogliamo fare?

– PORCA PUTTANA PERCHE’ C’HAI MESSO COSI’ TANTO?? STAVO GIA’ PENSANDO AL SEPPUKU

– Esagerato! Dai su infilami, non c’è tempo per le chiacchere ora!

 

scopare

Ora posso anche morire.

 

PS. Da allora ci siamo rivisti un paio di volte, ed è andato tutto come doveva. Ci rivedremo ancora, per almeno 5 settimane, di media, sempre che non riesca a rompere lo schema di nuovo. Io per adesso, non mi faccio aspettative, durerà quanto dovrà durare, senza complicazioni. La relazione è partita lentamente, speriamo rimanga sui binari.
*= foto cortesia di Eudes-Conrad (che è la stessa persona che si firma nei commenti a nome Victor, ogni tanto ci tengo a ricordarlo, sennò sembra che mi commento le storie da solo a nome del mio pene xD )

 

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16 Commenti su "Disaccordi imperfetti"

 
Hesediel

Bello, bello, bello.
La citazione di Kura ha poi elevato il tutto.
Due punti mela per te!

Proprietario di Victor

Grazie :) Avevo citato Kura anche su un post nella pagina facebook, non ti dico la sorpresa quando m’ha risposto! Il maestro ci osserva xD

Hypno

Ahahaah non so perchè ma alla fine ho immaginato anime dove i robot finalmente si fusionano urlando e appunto sembra che stiano orgasmand??

Proprietario di Victor

Eh, leggere le storie sotto LSD fa questo effetto ?

Eudes-Conrad

Bella, sdc molto bella, avrei tante cose da dire, ma mi limiterò a dire la seguente: “bere ad oltranza” Tsk, mentitore!

Proprietario di Victor

Voglio diventare astemio

Eudes-Conrad

Farò di tutto per imperditelo

Seitan

Dobbiamo parlare… ti stai avvicinando troppo al lato oscuro mio giovane padawan

Proprietario di Victor

M’avevan detto che nel lato oscuro fanno più bocchini!!

Marlon

Bravo, è la storia migliore del diario.

Proprietario di Victor

Davvero? E io che non sapevo nemmeno se pubblicarla o no… Grazie :)

Impepata Afrodisiaca

Questa mi ha colpito 😝

Proprietario di Victor

In faccia?

Impepata Afrodisiaca

Solo? Ovunque!!
Adoro Victor colorato!

domenicamiannoio

questa è l’unica storia che vale la pena di essere letta in questo blog , insieme ad i suoi annessi cioè la versione di lei e volevo far innamorare la dominicana ecc.. Perché è realmente l’unica storia qui dentro. Il resto è fumo di arrosto bruciato. Non voglio offendere ma non mi piace come scrivi, e non capisco nemmeno come una persona possa uscire con te leggendo questo blog, sa un po’ di disperato o forse c’hai un problema.

Proprietario di Victor

Non offendi nessuno tranqui
Victor è lieto che almeno una storia ti sia piaciuta ;)

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