Une femme parfaite

donna perfetta

Agosto 2018.

Parigi.

Fai uno zoom sul centro città, nella zona di Notre-Dame.

Zooma ancora, su quel grande condominio bianco a bordo Senna.

Avvicinati ancora e guarda attraverso la finestra dell’ultimo piano, dove c’è un piccolo studio con due stanze.

Lì dentro ci sono io.

Una fava che si è lasciato sfuggire la donna perfetta, che a cinquant’anni finirà solo e alcolizzato in qualche discoteca di periferia a fare il vecchio che si struscia sulle ragazzine.

Bene. Ora siamo pronti per cominciare.

Tre settimane prima…

— Basta. Dopo la tipina che mi ha disattivato il cazzo, ora mi chiudo davvero in casa a scrivere e basta. Ho il PC, il blocchetto per gli appunti, una bottiglia di Bordeaux per fare finta di essere Bukowski e posso finalmente scrivere.

— Apri Tinder.

— No.

— Dai, solo un attimo.

— No. Devo scrivere.

— Vabbè, ma solo per vedere le foto. Dai, sei a Parigi! Le ragazze più belle del mondo sono tutte qui, non vorrai mica che la tua unica esperienza dell’estate sia con una pazza sclerata angolese, vero?

— Non me ne frega. Non lascerò che niente mi distragga.

— Dai… Una foto.

— No.

Un’ora dopo…

Ci vediamo sul lungo Senna. La vedo da lontano. Ha una gonna a righe bianche e blu, un top finissimo, le cui trasparenze sono coperte dai lunghi capelli neri e le ballerine.

Le do due baci sulla guancia, già pregustando il momento in cui si sarebbe protesa verso di me per darmi il terzo, come fanno i francesi.

Poi le avrei fatto una battutina del cazzo, sapientemente studiata in precedenza: “Wow, mi conosci da due secondi e già non riesci a smettere di baciarmi? Uh uh uh”, facendo il finto italiano che non conosce usi e costumi locali.

[Ovviamente, avendo due passaporti, quando sono in Italia faccio il francese e quando sono in Francia faccio l’italiano, perché le donne sono sempre insoddisfatte degli uomini del loro paese e ripongono speranze nello straniero, solo perché non hanno ancora capito che gli andrà male ad ogni latitudine.]

Dopo la mia battuta lei si sarebbe messa a ridere, io le avrei sfiorato la spalla con la mano. Dopo quattro ore e una cena leggera, sarebbe stata in ginocchio sul letto di casa mia.

Nella mia mente era tutto pronto.

Nella realtà, dopo il secondo bacio sulla guancia, lei si è fermata e mi ha detto: “So che voi italiani ne date solo due.”

— Wow. Braaaavo! Non ne sbagli uno, di questi giochetti, continua così.

— Finché ti tengo dentro alle mutande, il tuo contributo non è richiesto, grazie.

Ci mettiamo a passeggiare noto in lei il classico portamento da francesina, cioè in pratica non cammina, ma fluttua, come se stesse scivolando sull’acqua del fiume accanto a noi.

Le francesine sono le uniche ragazze del mondo a cui si possono perdonare le ballerine.

Durante questa lunga passeggiata metto subito in chiaro chi è il maschio alfa della situazione, stando zitto e ascoltando lei che mette le mani avanti su letteralmente-qualsiasi-cosa riguardi il rapporto fra gli uomini e la sua vagina.

Nello specifico:

1. Non si scopa al primo appuntamento, mai, per nessun motivo al mondo. Perché non ha ancora conosciuto un uomo che sappia dare importanza ad una donna che si concede troppo rapidamente, senza fargli sentire d’averla realmente conquistata, tramite un corteggiamento impegnato.

2. Per lei la sincerità e la fedeltà sono assolutamente imprescindibili, fin dal primo appuntamento. Non ha senso mentire a una persona che non si conosce e che potremmo non rivedere più senza conseguenze. Quindi le posso chiedere qualsiasi cosa, aspettandomi risposte veritiere, e lei farà altrettanto.

3. Non vuole uscire con nessun ragazzo che stia frequentando anche altre ragazze o che sia semplicemente di passaggio a Parigi. Lei ama una relazione solo quando ci si può dedicare al 100%, le sue scopate random le ha fatte a suo tempo e ora cerca un tipo di esperienza più matura.

Mentre Chanel mi recita la costituzione della sua vagina, fa anche una specie di interrogatorio parallelo per vedere se sono perfettamente allineato con i suoi valori ed io, essendo al momento sprovvisto di avvocato, mi limito ad annuire e dire di sì.

Usando l’antica tecnica di Coinquì chiamata: “dille qualsiasi cosa che voglia sentirsi dire pur di trombarla”, dopo mezz’ora mi sono trasformato da tizio in vacanza per 1 mese che vuole trombare su Tinder ad expat italiano che si sta trasferendo a Parigi in via definitiva e cerca l’amore della sua vita.

— Ma in che cazzo di film ti sei infilato? Sei proprio un senza palle, non reggerai mai questa parte! Vuoi smetterla di fare giochetti?

— Perché no? Azizibib è tornata in America, sono davvero da solo ora, e sono a Parigi. Posso fare quello che voglio della mia vita, anche innamorarmi!

— Pfffffahahahahah, sì, certo. Dì la verità: questa qui è un cyborg con le tette iper-emancipato e ti sta facendo il culo, quindi tu hai mentito spudoratamente perché ti fa comodo dirle quello che vuole sentirsi dire, tanto fra un mese torni in Italia e se va tutto bene la vedrai solo stasera.

So che Victor mi lascerà in pace se lo faccio trombare, quindi, mentre Chanel parla, la sposto dolcemente, prendendola per la vita, per proteggerla dal pericolo imminente di essere investita da un bambino di quattro anni in monopattino.

Quando dice una cosa divertente la abbraccio, lasciandola andare prima che interrompa il suo discorso per reagire al mio gesto.

Dopo un po’, le prendo la mano e la tiro verso una panchina. Ci sediamo e continuiamo a parlare accanto al Pont des Arts. Siamo molto vicini ed è troppo presto per essere così vicini. È un atteggiamento incostituzionale. Infatti dopo un silenzio più lungo del solito, in cui nessuno dei due abbassa lo sguardo, lei scuote la testa come se stesse scacciando un pensiero, si alza e ricomincia a camminare.

Ha due occhi scuri e profondi almeno quanto la sua mente. La ragazza è sveglia. Maniaca del controllo e con mille campanelli d’allarme legati a corde sottili e sensibili.

Fra una chiacchiera e l’altra si fanno le nove di sera.

Andare a cena fuori con una donna la primo appuntamento è sempre un errore, ma sono a Parigi quindi vaffanculo alle regole.

Mangiamo in un ristorantino francese di quelli dove mangi una sega al camembert e la paghi come se te l’avesse fatta Sasha Grey.

Quando sono a cena con una ragazza mi faccio sempre una domanda: “se lei fosse un uomo, con le palle e tutto quanto, mi sarei pentito di esserci uscito a cena?”

Perché se esco a cena con Bro, Coinquì o Brodino, la norma è finire spalmati sul tavolo con le lacrime agli occhi e la triste verità è che spesso le ragazze non sono così divertenti. Nessuno si spalma sul tavolo per le risate e se non ci fosse un flirt di mezzo, sarebbe totalmente inutile incastrarsi per due ore in un ristorante.

Chanel invece non mi fa rimpiangere la serata.

— È un test mongolo. Sei a Parigi e ti andava di mangiare fuori, e in più te la devi ancora scopare quindi la troveresti simpatica anche se fosse del Ku Klux Klan.

— Rovini sempre tutto, mi hai portato tu qui! Fammi godere un po’ questa vita che non avrò mai.

In tutto questo, io sto ancora fingendo di essere uno scrittore in carriera che si sta trasferendo a Parigi per cercare l’ispirazione per il suo nuovo romanzo (ovviamente il secondo che scrivo, perché il magazine di Storie del Cazzo era il mio primo successo letterario).

Comunque a una certa decido di interrompere una rassegna dei quartieri di Parigi, che stava facendo per aiutarmi a scegliere in quale prendere casa, prendendola per la nuca e avvicinandomi a lei.

«È tardi, dovrei tornare a casa.»

«Sì, lo so.»

Le do un bacio a stampo.

«Te l’avrei dato con la lingua, ma sei troppo timida. Ora posso riaccompagnarti.»

Iniziamo a vederci tutti i giorni dopo il lavoro. È una delle donne più interessanti che abbia mai conosciuto e soprattutto l’unica dopo Sbrìnci che riesca a tenermi lì in silenzio, religioso silenzio, ad ascoltare quello che dice perché sento di avere qualcosa da imparare da lei.

Sbrìnci ha cercato, per anni, di insegnarmi il linguaggio delle emozioni. Chanel è completamente diversa: mi insegna come avere successo in una delle città più competitive al mondo.

A 28 anni vive da sola in una casa da 2k al mese e lavora come manager in una grande multinazionale del fashion; situazione rara in Francia, inesistente in Italia. Mi spiega come fare carriera, in queste multinazionali, che lei vede come vacche da mungere durante la sua ascesa sociale.

Le multinazionali del fashion a Parigi, mi spiega, si dividono un due grandi categorie: quelle che ti danno più cash, e quelle che ti danno meno cash ma ci aggiungono dei benefit aziendali.

Il primo lavoro è quasi sempre senza benefit, quindi lo scopo è iniziare, dopo un anno di gavetta, a cercare un’azienda concorrente e che appartenga all’altra categoria per farti “rubare”.

Per loro è più facile assumere una persona già formata nel settore, in più fa comodo togliere risorse alla concorrenza. A quel punto la trattativa va impostata chiedendo alla seconda azienda cosa sono disposti a darti in più, rispetto a quello che hai già, per portarti via.

Ma tu sai già la risposta: ti offriranno pari stipendio, con l’aggiunta di copertura sanitaria privata, palestra e vacanze pagate. Accetti. Dopo due anni cambi nuovamente categoria, affermando che non sei disposto a rinunciare ai benefit già acquisiti. Quindi ti ritrovi con la stessa roba gratis e un aumento di stipendio.

L’Oréal, Chanel, Coty. Vacanze, macchina, palestra, buoni per ristoranti. Prossimo obiettivo appartamento aziendale. A 30 anni esatti, raggiunti tutti i suoi ambiziosi obiettivi, penserà a metter su famiglia, quando avrà la certezza di avere le spalle coperte per poter sostenere il periodo della maternità senza dover chiedere aiuto a nessuno e senza sminchiarsi la carriera.

— Questa qua ti fa il culo a strisce e lo soffrigge in padella.

— Merda, è troppo intelligente e determinata, che le racconto? Io sono un povero cazzone!

— Minchiate!

— Grazie!

— No, che hai capito. Sei un povero cazzone davvero. Dicevo, spara minchiate! Tanto hai già iniziato, almeno sii coerente.

— Grazie.

Chanel sembra una pottina della Ivy League, ma viene da una famiglia modesta e si è semplicemente fatta un gran culo, litigando a morte con la madre che la preferiva al lavoro piuttosto che all’università.

Il padre invece è un figo. Le ha sempre insegnato a trombare quando ne aveva voglia, con chi ne aveva voglia, sempre rispettando se stessa e facendo attenzione a non dipendere mai totalmente da un compagno, perché la sua vita doveva rimanere nelle sue mani e non in quelle di qualcun altro.

Hai presente la storia che siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più? Ecco, in quel mese a Parigi, m’è capitato spesso di pensare che l’avrei voluta includere nel mio giro di frequentazioni, sesso a parte, e lì mi sono reso conto di una cosa fondamentale.

Un ingrediente mancante nella maggior parte delle mie storie, che ne ha decretato la fine prematura è proprio la mancanza di profonda stima per i traguardi raggiunti dalla tipina nella sua vita.

Quando esci con una di 21 anni al secondo anno di università… porca troia può piacerti quanto vuoi, ma è e rimarrà una pischella che ti stai scopando, non fa parte del tuo mondo e non potete connettervi su tutta una serie di problemi della quotidianità legati al lavoro e alla carriera.

Quando esco con una che mi dice che è nel panico perché deve studiare per un esame e quella è la cosa più difficile nella sua vita, mi cascano i coglioni, come cazzo faccio a parlarle dei problemi veri?

Nascono quindi infinite storielle leggere, divertenti, più o meno lunghe, ma superficiali, prive di quella connessione profonda che hai solo con chi vive i tuoi stessi scazzi quotidiani.

Quando hai una partita iva, un’azienda o una carriera da spingere forte, la tua forma mentis si trasforma, perché devi imparare un modo nuovo per gestire decisioni, tempo e priorità. Solo chi ha fatto la stessa scelta di vita può capirti. Sono poche persone.

Parecchi uomini di successo si mettono con la Barbie ficaritardata di turno, surrogato di un animale da compagnia che in più fa i pompini, non perché siano superficiali, o troppo impegnati col lavoro, ma perché hanno rinunciato a trovare una donna che faccia parte del proprio gruppo di pari.

Con Chanel, la Barbie ficaritardata sono io. Ha studiato più di me, guadagna più di me, comanda più persone di me, vive in una città più figa della mia e, in generale, si fa un culo grande il doppio.

Si sveglia tutte le mattine alle 7:30 e va a fare sport prima di entrare in ufficio perché vuole rimanere fica. Un sabato ci andiamo insieme. Dopo 45 minuti io mi sto rotolando su una panca, semi-svenuto e in piena crisi ipoglicemica, mentre lei fa i burpees a velocità supersonica urlando: “BEH, TUTTO QUI? PENSAVO FOSSI PIU ALLENATO DI ME AHAHAH”

Frequentarla mi spinge a dare il massimo, tramite la vergogna che proverei nel deluderla non essendo alla sua altezza.

Non è ideale, però funziona e in più il sesso va molto bene. Trombare con lei è come guardare una tigre robotica che sventra un manzo dentro un asilo nido.

Insomma, è un gran casino.

«Ah, sì, più forte, più forte!»

— Madonna, qui ci vengono a suonare i vicini.

— Ahahahah e chi cazzo se ne frega, andale andale!

«… FORTEEEEE AAAAHHHHHHHHH OH OUIIIIIII PUTAIN, PUTAIN OUIIIIIII!»

In francese l’orgasmo si chiama “piccola morte”, ma con lei pensavo ogni volta che sarei crepato davvero, principalmente quando stava sopra e mi saltava sul cazzo così forte da farmi male a delle ossa che manco so come si chiamano, e che non avevo mai calcolato prima, che però stanno tipo in mezzo al bacino e immagino servano a proteggere gli organi interni da situazioni come questa. Ci mancava solo che s’arrampicasse sull’armadio per saltare da più in alto.

«Ci dai dentro a letto eh?», le dico una volta.

«Sì, sai, me l’ha ordinato il dottore!», cinguetta lei.

«Cioè?»

«Nulla, in pratica ho questa condizione di iperattività mentale costante, per cui mi ha caldamente suggerito di fare sport tutti i giorni, o in generale una qualsiasi attività aerobica in cui io riesca a stancarmi e sfogarmi del tutto, per liberare la mente, cosa che non so fare in altro modo.»

«Quindi il mio pene per te è una medicina prescritta dal dottore?»

«Non te la tirare, però in un certo senso sì.»

«Fico!»

— Io la amo.

— È giunta l’ora del test finale.

Il test finale si chiama Bro.

Una sera la presento al mio migliore amico d’infanzia, poeta parigino molto sciallo e assai poco arrivista. La sua sentenza è lapidaria:

«Questa qui ti rovina la vita.»

«Forse, ma dopo che ho dovuto controllare io cento donne, una che controlla me è una cosa nuova, può portarmi in alto. Non ho mai lavorato così bene e sono in vacanza!»

«Per un mese ti diverti, poi piangi. Senti, questa è la classica francese uscita dalle grandi scuole: ha millemila obiettivi, pianifica tutto, impazzisce appena succede un imprevisto e se ti metti con lei sei fottuto. A un certo punto ti dirà che è obbligatorio sposarsi, poi che è obbligatorio fare figli e poi che è obbligatorio che tu faccia tanti soldi quanti lei. A quel punto ti sveglierai dal sogno e ti accorgerai che sei diventato il suo schiavo, ma non potrai più scappare perché ormai lei controllerà la tua vita. Lasciala, non puoi stare con una più maniaca del controllo di te.»

Alla fine del mese, quando stavo per tornare in Italia, Chanel mi informa che ha preso appuntamento con la sua agente immobiliare per aiutarmi a trovare casa.

«Cioè, tu hai un agente immobiliare a 28 anni?»

«Sì, mi ha aiutata a trovare casa quando mi sono trasferita qui. Aiuterà anche te, anche perché sennò trovi solo case in quartieri di merda o troppo lontane da me.»

— Ma io non mi voglio realmente trasferire a Parigi!

— Coglione.

— E poi magari ha ragione Bro.

— O magari ti stai innamorando e quindi l’allontani. Sei un cliché vivente. Io con lei mi diverto parecchio, tu ti senti meglio. Perché non farsi un anno a Parigi?

— No no, te sei matto. Dovrei fare un trasloco internazionale, spostare la partita iva e allontanarmi dalla famiglia perché me l’ha detto una di Tinder? No no no no no no no no no.

— Sarebbe un’avventura meravigliosa, ad un’ora di aereo da casa. Ora che puoi spostarti perché nessuno dipende da te e che il lavoro te lo permette. Questa è forse l’unica occasione della tua vita per fare una cosa simile e lei ti darebbe tutto il supporto necessario. Perché no. Le occasioni capitano. Lei è capitata da Tinder e potrebbe essere una cosa fantastica.

— No no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no.

— Cacasotto.

Torno a Firenze, ma non riesco a togliermela dalla testa. La invito a venirmi a trovare, non si rifiuta mai una vacanza in Italia.

Viene per una settimana. Stiamo insieme, stiamo bene e tutto questo non era previsto.

Quando torna a Parigi, prendo un biglietto aereo per andarla a trovare di nuovo. Questa storiella estiva di accompagnamento alla stesura di Veni Vidi Victor mi sta sfuggendo fottutamente di mano.

— Ma perché l’ho fatto. Devo chiudere questa storia.

— No! Perché?

— Perché è piena di balle! Non mi voglio trasferire a Parigi, sono troppo povero per vivere in centro a Parigi, devi fare 5.000 € al mese per permetterti una fottuta casa per micromachines col frigo da minibar e la doccia sopra al cesso. Cazzo il mio stile di vita diventerebbe una merda e lei mi lascerebbe ; ma poi chi la vuole una relazione, mi sto divertendo un sacco… e non esiste che io mi trasferisca all’estero per una donna!

— Ah, ecco.

— Cosa.

— È una regola.

— Eh?

— Hai detto che non ti vuoi trasferire per una donna.

— Sì.

— Come se l’amore non fosse condizione sufficiente a prendere una decisione così grossa, perché ci sono altre cose più importanti da considerare.

— Certo.

— Perché, nonostante l’amore sia al centro di tutti i momenti più belli della tua vita, preferisci pensare che, siccome prima o poi finirà, non valga la pena perseguirlo quando si alza un pochino la posta in gioco. L’unica cosa che ti darebbe le palle di farlo sarebbe la promessa di un amore eterno, ma continui a raccontarti che non esiste e scopi in giro per averne una dimostrazione palese e costante, in modo da eliminare dall’equazione l’unico aspetto della tua vita che non riesci a tenere sotto controllo.

— Mpfff. C’è qualcosa di male in questo?

— Con le regole si rovina l’amore. Non c’è niente di male in questo, se ti piace l’idea di ritrovarti a cinquant’anni, solo e alcolizzato, in qualche discoteca di periferia a fare il vecchio che si struscia sulle ragazzine chiedendosi perché non ha mai trovato l’amore della vita. Dici che pensi al lavoro, al lavoro, al lavoro, ma te ne fosse mai fregato qualcosa del lavoro rispetto all’amore. Non preoccuparti delle balle che dici alle tipine, quelle se diventano realtà magari son pure divertenti, tipo un anno a Parigi. Preoccupati delle balle che racconti a te stesso, perché se diventano realtà quelle sei fottuto.

Passo due settimane a rigirarmi il biglietto stampato fra le mani. Ormai devo andare.

Devo.

Il desiderio spontaneo di rivederla cede il passo a considerazioni utilitaristiche.

L’economia sostituisce l’emozione: non si buttano via 250 € così a cazzo, sarei un coglione ad aver preso un biglietto aereo per poi non prenderlo.

Devo andare.

Il giorno dell’aereo, mentre faccio la valigia, mi chiama mio padre. Mamma si è rotta un piede scivolando per le scale. Non è in pericolo, ha il gesso, è già tornata a casa e si rifiuta di usare la carrozzina perché la fa sentire invalida.

Potrei andare a casa dei miei con la valigia, salutare mia madre e andare all’aeroporto. Ho tempo a sufficienza per fare tutto.

Cappotto, scarpe, sono pronto. Guardo la valigia, mi giro e esco.

— Sennò devo spiegare ai miei dove vado, da chi, perché torno di nuovo all’estero… non ho voglia. Magari ripasso da casa al volo a prenderla.

— Sì, certo. Continua pure a raccontartela così se ti fa piacere.

Arrivo dai miei.

Mia sorella sta scrivendo col pennarello sul gesso, mio padre cucina.

Abbraccio mia madre e resto lì, sul divano, guardando l’orologio che scorre, portandosi via il mio aereo per Parigi e una vita all’estero che non avrei mai avuto.

Scrivo a Chanel per dirle dell’incidente e che dovevo restare a casa.

Sembra una balla. La mamma che si rompe il piede proprio quel giorno? Ma dai. Il problema, quando dici cazzate in una storia, è che se non sei un figlio di puttana ti logorano dentro al punto da non farti più capire se le tue emozioni sono vere o se ti stai inventando anche quelle.

La sera Chanel cerca di chiamarmi, non le rispondo.

Mi manda un vocale, di notte.

«Ciao PdV, visto che non riesco a parlarti, ti mando un vocale. Non ti nascondo che ho notato, negli ultimi giorni, molta preoccupazione da parte tua. Ti confesso che avevo capito da tempo che non saresti venuto a Parigi, ben prima che tua madre si facesse male. Il modo che hai usato per dirmelo e il tuo silenzio successivo non hanno fatto altro che confermare quello che pensavo, sei stato molto chiaro. Ti confesso anche che sono piuttosto stupita dal tuo modo di fare… che tu non ti sia voluto prendere nemmeno cinque minuti per parlarmi al telefono. Pensavo fossi più sincero. Pensavo anche di essere stata più di una trombamica, per te, ma vabbè, mi ero chiaramente sbagliata. C’est la vie. Spero che tua madre guarisca presto.»

Sei una donna perfetta.

Addio Chanel.

*****

EDIT per chi non legge i commenti.

La storia, nella vita reale, non è finita così. Non sono svanito nel nulla stile ghosting. Le ho risposto, ci siamo parlati, abbiamo chiarito, siamo rimasti in contatto per tutto questo tempo, mi ha chiesto consigli su quello che è diventato il suo attuale ragazzo e a breve mi verrà a trovare, in amicizia, a Firenze perché deve passare per lavoro.

Queste sono Storie del Cazzo, spaccati di vita in cui racconto alcuni episodi che mi hanno fatto riflettere. In questo caso, avevo voglia di raccontare un finale drammatico. La vita vera va avanti anche se non la scrivo qui sopra.

busta150

La Posta del Pene

Una mail al giorno, dal lunedì al venerdì, per allietare le tue pause al cesso.

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Brodino Vegetale
13 gennaio 2020 10:08 am

Bella storia PdV, comunque non approvo la teoria di mentire per scopare. Se una ragazza in te vede una connessione o le interessi in una qualche maniera te la da a prescindere dalle mille regole che si é prefissata anche quando le dici che non sei esattamente quello che cerca.
Se invece le dici cazzate per portartela a letto e poi le cose vanno veramente bene sei costretto a vivere quelle cazzate e hai detto finché non ti deciderai a dirle come stanno le cose e, proporzionalmente al tempo passato, s’incazzerà e potresti ritrovarti a menu vuote come un pirla.

Strascica
13 gennaio 2020 12:02 pm

buuuuuuuu

L'ultimo stronzo
13 gennaio 2020 12:48 pm

Ciao! Secondo me – ma sono l’ultimo stronzo – questa ricerca della realizzazione nelle donne è frutto di una bassa considerazione per la propria condizione. Esperienza personale di un passato in cui il “curriculum” di una donna pesava nelle mie valutazioni quasi quanto il suo fondoschiena. Quando poi i problemi “di adulto” arrivi a viverli non più come una faticosa conquista, ma come una banale quotidianità, trovare qualcuno che abbia una quotidianità diversa da condividere (anche “ho l’esame tra due giorni ommioddiooo”) è arricchimento, è evasione. Forse è questa la ragione per cui i ricchi stronzi si mettono con le Barbie ritardate, perchè dei problemi con la P.IVA ci parlano già con il commercialista. ;-)

Per il resto, meraviglioso racconto davvero!
Invidio la tua capacità di non farti imbrigliare da nessuna, mai.

Un abbraccio

Brontosbor
13 gennaio 2020 12:13 pm

Non ho capito in quale momento questa cosa è passata da “stiamo bene insieme” a “non cambio stato per una di Tinder”.
O meglio, perché è successo.

A prescindere da questo, non si fa così.

Una spiegazione se la meritava, lei non ha fatto niente di male e tu sei sparito.

A ‘sto giro ci fai proprio una magra figura, spero tu abbia imparato qualcosa da questa storia.

Brodino Vegetale
13 gennaio 2020 3:35 pm

#gay

Brontosbor
14 gennaio 2020 1:22 pm

Confermo, non avevo capito un cazzo!
Come si fa atto di pentimento, nella nuova Chiesa di Victor?

P-value
19 gennaio 2020 4:12 am

Mi piacerebbe approfondire il tema dell’uomo in carriera che si mette con le ritardate fregne.
Mi sono sempre chiesta perché uomini intelligenti e in carriera sentissero questo bisogno. Ho diverse conoscenze che confermano questa statistica. Uomini in ascolto potete darmi il vostro punto di vista?
Una delle risposte che ho ricevuto da uno di questi amici sono state: anche se è rincoglionita lei mi calma, arrivo a casa nervoso e incazzato e lei mi calma.
Posso capirlo, lo comprendo, ma perché ogni volta che si parla di lei poi la descrivi come una rincoglionita? Una con cui non si può fare un discorso che vada oltre la borsa e il gossip? Senti il bisogno di sentirti più intelligente di lei? Perché agli altri devi far capire che non la stimi affatto? Ci vedo solo una grande insicurezza da parte di lui nel dover far continuamente notare agli altri che lei è stupida. Dentro casa avranno le loro dinamiche d’amore e il loro proprio linguaggio, ma quello che vedo da fuori io mi fa solo incazzare.

Il tuo io
23 gennaio 2020 1:46 pm
Reply to  P-value

Per quanto noi tutti possiamo immedesimarci nella fregna ritardata, viene più difficile capire cosa pensa davvero l’uomo “in carriera ed intelligente”. Per rispondere alla domanda della curiosa Victorina, racconterò una storia successa giusto qualche giorno fa con un classico imprenditore milanese con un conto in banca da 9 zeri.
Stavo facendo un sopralluogo in un’azienda di questo magnate, classico 70enne milanese con la supercar targata in Ungheria dove ha la sede legale del suo impero per evadere le tasse. Con queste persone non ci sono i convenevoli, tu sei lammerda e nemmeno il nome ti chiede, se parla è solo perché vuole ribadire quanto è lungo il suo pene ed il suo conto in banca. Decide di parlare con me e sposta subito l’argomentazione in qualcosa a lui molto comoda: la fregna. Il mio approccio a questi personaggi è di pormi al loro livello sempre senza pisciare fuori dal vaso. Cito testualmente: “La settimana scorsa stavo giusto parlando con mio figlio che ha 25 anni e non ha ancora scopato, e gli ho chiesto <>. Certo, io non posso fare da riferimento perché già a 12 anni avevo già inzuppato il biscottone, ma a 25 anni direi che è anche ora! Da lì ho adempito al mio mestiere di padre e gli ho dato un valido consiglio, gli ho detto che non deve andare a puttane. Non è da signori pagare per avere del piacere. Lo posso dire sulla mia pelle, sono andato a puttane ma alla fine preferisco non spendere soldi per avere qualcosa che avrei lo stesso”.In poche frasi è riuscito a: smerdare suo figlio, insultare gli omosessuali, le meretrici di amore, evidenziare quanto lui abbia il pisello precoce, grosso, lungo, con infinite esperienze e desiderato. Come mai?! Ovvio, per cercare di far sentire me una merda, per evidenziare nuovamente quanto lui sia al di sopra di qualsiasi altra persona in questo globo. Quindi la vera domanda non è sul perché cercando la fregna ritardata, ma perché lo sta dicendo a te.
Se un uomo è in carriera ed è intelligente, di certo non sta con una ritardata. Ma non perché lo dico io, lo dicono Darwin o Mendel con i suoi cazzo di piselli. Si parla di ciò che ci interessa, dove troviamo la nostra comfort zone. Se dice che sua morosa è una ritardata è perché ai TUOI occhi vuole sembrare un figo della madonna, un padrone, un Dio, un cazzo di genio. Quando tu obietterai sul fatto che se è tanto intelligente può anche scoparsi qualcuna alla sua altezza, lui punterà su altre argomentazioni da farlo sentire un salvatore e gran signore, come il fatto che la sta aiutando e che senza di lui sarebbe perso (o che la sta solo sfruttando come buco da riempire). Fidati cara Victorina, MAI MAI MAI abbassarsi al loro livello, ti battono per esperienza. Al più puoi deriderli senza farglielo capire, gli dai corda fin tanto che non avrai raggiunto la tua dose di cazzate giornaliere e lì lo liquiderai come il burro sotto il sole. Se davvero hai classe non lo liquiderai nemmeno, te ne andrai compiaciuta del fatto che è un coglione e l’hai perculato alla grande.
ATTENZIONE: pensa a quello che scrivi e pubblichi sui vari social. E’ la tua identità sociale sul web, è come vuoi farti vedere dagli altri. Che è diverso da come ti senti tu e da come effettivamente gli altri ti vedono. A volte sarebbe carino analizzare anche gli altri punti di vista.
PS godereccio: la storia con il magnate finisce che viene lui da me e mi chiede interessato le referenze, e questo mi ha fatto godere come un cazzo di riccio perché l’ho preso per il culo per 2 cazzo di ore e alla fine si è pure interessato di me. Sarà poco, ma sfanculare uno stronzo pomposo ha sempre il suo fascino <3

LaBarbie PremioNobel
23 gennaio 2020 2:48 pm
Reply to  P-value

Aggiungo i miei 2 cents a quelli di PdV.
Io sono una Fregna Arguta, con il suo viaggio in India in solitaria d’ordinanza, le belle letture, la conversazione stimolante e l’intimo di La Perla sempre profumato di Dolce e Gabbana.
E dico che, essendo io una Fregna Arguta, ho capito perfettamente che gli uomini non vanno messi troppo sotto pressione, troppo alla prova, troppo nella posizione di dover dimostrare cose, aumentando la loro fatica.
Sono maschi, non è che puoi pretendere.
E, da Fregna Arguta con tutte le sue cosine argute, tratto gli uomini con la dovuta dolcezza e comprensione, perché la mia furbizia mi ha portato ad accettare che un uomo non abbia nessuna voglia di sentirsi inferiore. Cosa che peraltro, insegnano a fare alle geishe da centinaia di anni.
Quindi, arguzia, zaino in spalla e massaggio rilassante quando ci vediamo.
Bene: dov’è il mio il mio milionario?

Dr Joe
13 gennaio 2020 4:51 pm

Alle “ballerine” mi stavi perdendo… dovrebbero essere vietata da un trattato internazionale. Ora però sono curioso di sapere perchè alle francesi siano concesse

PeppeSbor
29 gennaio 2020 11:09 am

Avendo vissuto 10 anni in Francia, confermo. Loro le sanno calzare ed abbinare a gonne al ginocchio e vestitini. Che poi le usino anch’esso in inverno, è altra cosa

Fratello maggiore
13 gennaio 2020 8:35 pm

Victor è assai più maturo di te…
Occhio che, a un certo punto, gli anni passano e scopazzare torno torno diventa tutto un dejavu

Non mi ricordo
14 gennaio 2020 3:34 pm

… perché?
Solitamente nelle storie del cazzo Victor dice quello che io penso (e il fatto di pensare come un pene dovrebbe forse farmi riflettere…) in questa storia ho avuto come l’impressione che dicesse a me!
Probabilmente Victor è più maturo anche di me… o forse era solo scosso per le violenze subite …
Ma se davvero pensi che diventi tutto un déjà vu, noi stiamo qua a parlare di cosa?!

Dulomia
13 gennaio 2020 10:17 am

Madonna quanto sei coglione

Puppuruddu
13 gennaio 2020 11:21 am
Reply to  Dulomia

Che doveva fare, cambiare stato per una tizia conosciuta due mesi prima in vacanza? Sarebbe stata una cosa fighissima da leggere ma se stiamo parlando di vita vera una grossa stronzata

Brontosbor
13 gennaio 2020 12:14 pm
Reply to  Puppuruddu

Avvisarla che non sarebbe andato, ad esempio.

Puppuruddu
13 gennaio 2020 12:22 pm
Reply to  Brontosbor

Gliel’ha detto che non sarebbe andato

Brodino Vegetale
13 gennaio 2020 3:37 pm
Reply to  Brontosbor

@brontosbor… ma sei ciclato per caso oggi?

Brontosbor
14 gennaio 2020 1:24 pm

Si, ma tranquillo che è già finito

Maxim
14 gennaio 2020 9:46 pm

La maggior parte della gente che conosco gli gira i coglioni a cambiare l’armadietto in palestra, figuriamoci Nazione.

Ora sarebbero tutti partiti.

Se non se la sentiva, ha fatto bene così.

Peppe
29 gennaio 2020 11:06 am

Bella storia. Ho scoperto il tuo blog da poco. Mi sembra di ricevere molte delle mie situazioni dai tempo dell’universita A Roma ai miei anni di lavoro in Francia. Unica differenza è che noi non avevamo tinder :) anche io ho avuto storie con ragazze francesi determinate e corrette come Chanel. Ricordati che con le francesi, in un modo o nell’altro mentirai su qualche cosa. Anche una minchiata e ti scopriranno sempre

Il batterista (nudo)
13 gennaio 2020 12:52 pm

Dimmi che poi le hai scritto, dimmi che non hai fatto la mossa odiosa di sparire nel nulla…
(In alternativa dammi il suo numero <3 )

Il batterista (nudo)
13 gennaio 2020 5:28 pm

No ok poi sono apparsi anche gli altri commenti tuoi nonostante li avessi scritti prima, marí bell stu internette!
-Però il numero me lo puoi dare lo stesso-

Ory
13 gennaio 2020 1:17 pm

C’è una cosa che non ho capito…cosa credevi avresti avuto da perdere facendo un tentativo?

Perché non ti sei regalato la Chance di vedere dove ti porta a la cosa?!

Sono convinta che nulla sia inciso nella pietra, quindi se provavi, nulla ti vietava di tornare indietro…come credo anche che tu possa essere in tempo ad avere un’altra chance di aiuto da parte della lei in questione dato che la senti e che viene a Fi se proprio nel frattempo ti fossi pentito di non aver avuto il coraggio di provare

Rudes-Conrad
13 gennaio 2020 9:08 pm
Reply to  Ory

Perché Bro gli ha detto che era uno sbaglio. E Bro ha sempre ragione! (oppure semplicemente perché non si cambia stato andando a vivere in una delle città più care del mondo “per provare” se non si è convinti al 2000%)

Brodino Vegetale
13 gennaio 2020 9:39 pm
Reply to  Rudes-Conrad

Bro è un alcolista :D

Rudes-Conrad
13 gennaio 2020 1:37 pm

Ad onore del vero e per far fronte alle fake news pubblicate dal Pdv, in Francia i 3 baci non sono minimamente la norma! Ancor meno a Parigi! Si danno tre baci nel sud est della Francia (Avignone etc..ma non zona Marsiglia Nizza. Un bacio nel ovest profondo (Bretagna, più esattamente alla punta bretone), si usava dare 4 baci in alcune zone (centro Ovest, ma raro ormai). Nel resto della Francia sono due. Per più informazioni se prevedete un viaggio in francia: https://francaisdenosregions.com/tag/combien-de-bises/

Questo messaggio è pubblicato dal CCFNPDV (Comitato Contro le Fake News del PDV)

Rudes-Conrad
14 gennaio 2020 11:22 pm

Falso! Già la mappa ne è la prova, ma ti posso assicurare che quasi tutti due! Ovviamente, se conosci solo gente che è cresciuta nel sud est, è un altra storia!

Crucco
13 gennaio 2020 5:18 pm

A maggior ragione perché non hai legami forti che ti tengano ancorato all’Italia e Firenze, sarebbe stata una storia bellissima e folle.
E non solo da raccontare qui.
Sarà per la prossima volta…

dreck
13 gennaio 2020 10:44 pm

“Le francesine sono le uniche ragazze del mondo a cui si possono perdonare le ballerine”: un genio lo riconosci dopo poche righe.

FataMorgana
14 gennaio 2020 2:35 pm

Caro PdV,
secondo me non eri tenuto a dare spiegazioni,giustificazioni, in una sorta di autodafè. Quando ieri ho letto la storia…l’ho presa per quello che è…il racconto di un momento della propria vita. Punto. Ho semplicemente pensato che se all’epoca hai deciso di non partire…evidentemente avevi le tue buone ragioni. Senza farmi troppe domande…saranno pure cazzi tuoi?!
Poi leggo i commenti…ossignore.
Vero che scrivere della tua vita su un Blog ti espone in un qualche modo a delle critiche, vanno bene le riflessioni, le opinioni, ma leggere dei giudizi ex cathedra, così gratuiti poi, proprio no.
Sono sincera, al tuo posto mi sarebbe venuto lo scazzo e avrei sfanculato l’universo mondo.
Buona vita a tutti!

Moltotriste
14 gennaio 2020 6:33 pm

Sono finita in questo blog, l ho trovato abbastanza interessante fino a questa storia, era meglio se non la scrivevi.
Che importanza ha che sei ancora innamorato della tua ex? Questo non giustifica il dolore che hai causato a questa ragazza !!!

Tu racconti tutte queste cazzate a una ragazza che essendo onesta, ci crede! Crede che possa nascere qualcosa con te, crede di potersi fidare di un altro essere umano.
A te del dolere che causi agli altri non te ne frega niente, forse sei infelice perché sei un egoista. Ci hai mai pensato?

Ti dico la verità sul perché non sarai mai, né adesso, né a 50 felice con una donna, perché per essere felici con qualcuno devi avere un’indole generosa e onesta e da quello che scrivi tu non ce l’ hai.

Brodino Vegetale
14 gennaio 2020 10:03 pm
Reply to  Moltotriste

hahahaha si vede che sei capitata per caso e che non hai capito un cazzo del PdV… non c’entra l’essre innamorato o le cazzate… la verità è che il PdV è GAY ma ancora non lo vuole rendere pubblico

Anna tua futura psic
12 marzo 2020 11:48 pm

Ciao ☺ purtroppo non ho trovato la storia di Azizibib, però sembra che anche con lei fossi arrivato ad uno step serio, tipo anche avevate il viaggio a LA in programma e anche lì non sei andato, come con Chanel non hai fatto quel passo in più.
Ad ogni modo, diciamo che Chanel ti sprona ad uscire dal tuo fancazzismo e davvero mettere in campo il tuo potenziale come persona, sia nel lavoro che nelle relazioni amorose.
Io Bro non lo ascolterei troppo perché non mi sembra un esempio concreto di successo e realizzazione personale, no? Pensa con la tua testa su queste cose d’amore.
Chanel quindi viene solo temporaneamente o lavorerà in Italia? 😍 ah però hai scritto che è fidanzata ora…. però si vede che non ti ha dimenticato!

Ultima cosa, parlavi dei dubbi che in amore non dovrebbero esserci: secondo me è più complicato di così, specialmente per quelle relazioni che sono “nuovi pattern” per te e che ti mettono davvero a nudo e in gioco. Se per la tua storia non sei abituato a storie così, ti porteranno qualche dubbio, ma semplicemente perché non ne sei abituato, ma non significa non siano buone per te.
Comunque mi piacerebbe sapere di più di Azizibib

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