Peni: la causa di e la soluzione a tutti i problemi della vita – Decamerone Cazzone ep. 13

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By Fauve

Tempo fa ho vissuto dei momenti disastrosi sotto tutti i punti di vista. Avevo finalmente trovato l’amore che da sempre avevo desiderato: qualcuno che amasse la vita quanto me. Passavamo le serate chiusi in camera a cicli fatti di sesso, droghe leggere, alcool e musica. Per un anno ho avuto dei ritmi di vita che solo a pensarci adesso mi viene sonno. 

Tutto finisce quando una notte lui tenta di strangolarmi durante il sonno. 

E qui, si spezza OVVIAMENTE qualcosa.

L’avevo lasciato ma non mi riconoscevo più: ero disperata e a quanto pare la mia vagina con me. Non riuscivo più a scopare, non avevo voglie né desideri. Non mi bagnavo nemmeno con i porno e la masturbazione era impossibile. Francamente? Ci avevo rinunciato. Sia chiaro, io non parlo con le parti del mio corpo (SCUSA VICTOR!!!) ma avevo capito che la mia vagina aveva bisogno di tempo.

Chiaramente cercavo di compensare con gli altri vizi, ma il sesso era qualcosa – lo è tuttora – di inarrivabile. Ma se non riuscivo neanche a venire da sola, come potevo soltanto pensare di scopare con qualcuno?

Quindi declinavo gentilmente tutte le avances che mi venivano fatte – poche, visto che si vedeva lontano un miglio che non l’avrei data manco sotto tortura – e mi tenevo ben lontana da maschi appetibili.

Nel mio gruppo di amici dell’epoca c’era però Bambù: non l’avevo mai rifiutato perché non mi aveva mai fatto proposte quindi rientrava nella categoria “amicizie”. Bel ragazzo, simpatico, un po’ un cazzone ma gli piacevano le mie stesse cose: bere vino e dire sconcezze.

Non potevo fare sesso ma potevo almeno parlarne liberamente, no? Quando diedi il mio ultimo esame, mi chiamò per dirmi soltanto “stasera andiamo ad una festa, guido io, non devi fare niente”.

Era una festa in una villetta di 60 m² sperduta nelle campagne: 200 persone, barman compresi, che ballano musica di merda e bevono alcool di merda. Troviamo altri amici, balliamo e beviamo: è uno di quei momenti in cui la vita ti mostra che qualcosa sta cambiando.

Mi sentivo solo in pace col mondo e mi stavo divertendo, non me ne fregava più un cazzo del resto: avevo superato una storia di merda, stavo per laurearmi e almeno per una sera non dovevo guidare io.

Bambù mi raggiunge fuori per fumare una sigaretta, ci sediamo e iniziamo a parlare. Ridiamo alla vista di un paio di ragazze depresse in un angolo e al mio “ma sono davvero così ubriaca o c’è un pianoforte in giardino?” (C’era davvero!!!) ci baciamo.

Corriamo in macchina sotto lo sguardo di disapprovazione delle mie amiche.

Io mi ritrovo completamente nuda, lui ha ancora la camicia, mi rigira come vuole ma è tutto così scomodo dio santo (ma perché le persone si ostinano a volerlo fare in macchina?)

Guardo il suo pene: il problema non era tanto la lunghezza ma lo spessore considerevole; non scopando da un anno già mi sembrava tanto essere arrivata fin lì, figuriamoci farmi trapanare da quel tronchetto della felicità. Provo a succhiarglielo ma tutta sta frenesia – e l’alcool – mi stavano buttando giù.

Finalmente optiamo per una cosa più comoda: io seduta sopra di lui. Mi stava piacendo parecchio, soprattutto quando mi diceva volgarità nelle orecchie. La cosa strana? Mi sentivo più a mio agio in quella situazione che nella vita di tutti i giorni… strana la vita certe volte.

Ad un certo punto, mi dice di fermarmi e di guardare giù: eravamo ricoperti di sangue.

Lui controlla sé stesso, io controllo me stessa: nessun dolore, nessuna ferita, nessun ciclo. È stato letteralmente come vivere un incubo con annessi sentimenti di imbarazzo e vergogna, una versione più light di “Carrie – lo sguardo di Satana” secondo me.

La serata si conclude con lui che mi riaccompagna a casa, io che mi offro di pagargli la tintoria e un’amicizia che non è più tornata la stessa.

È passato un bel po’ di tempo ma non ho mai capito da dove provenisse tutto quel sangue: la teoria più accreditata l’ha elaborata la mia amica ostetrica che con professionalità e gentilezza mi ha detto “ti ha rotto la figa!”, io continuo a pensare che fosse una seconda verginità.

Non ho ancora mai detto grazie a Bambù perché da quella sera non mi sono mai più fermata, quindi: Grazie Bambù ovunque tu sia, sempre proteggi! 

[Jingle di chiusura:]

La storia t’è piaciuta?
T’ha fatto cagare?
Poco male, tanto la potrai votare!

[/Jingle di chiusura]

Illustrazione 13 del Decamerone Cazzone:
il sesso allena

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6 Commenti
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Blondie
9 aprile 2020 5:20 pm

Quante vagine si romperanno dopo la quarantena… :-)

Improbabile pseudoni
9 aprile 2020 3:16 pm

Maaaa… Ti ha provato a strangolare durante il tuo sonno (tipo assassino) o il suo (tipo sonnambulo)?

Fauve
12 aprile 2020 3:24 am

Io dormivo, mi sono svegliata nel momento clou! Il giorno dopo lui diceva di non ricordare nulla

FatGuySlim
14 aprile 2020 4:17 pm

Soffro di sonnambulismo e credo che non mi fermerò più a dormire dalla mia ragazza.

FrangettaViolaStorta
26 maggio 2020 3:48 pm

Quasi mi vergogno a dirlo ,ma pensavo di essere l unica a sanguinare dopo un rapporto con un super tronchetto della felicità 😂 la cosa divertente per me è stata lui che mi riempiva di fissan(quella da pannolino/tatuaggi) ,ero completamente bianca di crema quasi fino all ombellico😂😂 ma che voi sappiate,si può rompere sul serio la fagiana?perché mi pare strano…cioè prendiamo le dive del porno,sono sempre a contatto con tronchetti ma non si fanno mica male🤔

Riccioimpazzito
2 giugno 2020 9:27 pm

Non so se “rompere” è un termine appropriato, ma anche a me è successo con una tipa fidanzata, anche lei completamente indolore ma dalla quantità di sangue qualcosina di rotto ci deve essere stato…per quanto riguarda le attrici porno credo che sia questione di allenamento.

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