Couchsurfing: il risiko della figa e la conquista del giappone.

A cena, qualche giorno fa, io e Coinquì abbiamo avuto questo scambio da premi Nobel:

<<Oh, il muro sopra il tavolo è vuoto, fa cagare.>>

<<Dovremmo metterci un quadro o qualcosa.>>

<<Perché non una mappa del mondo? Mi sono sempre piaciute le mappe!>>

<<Vabbè ma è inutile. No aspetta.. E se ci mettessimo gli spilli per ogni straniera che ci chiaviamo?>>

<<Cazzo si! Col sughero dietro e due colori diversi per le mie e le tue>>

<<Facciamo il Risiko della figa!>>

<<Ci sto! Ahahah io sono già in vantaggio, mi sono scopato la canadese e le due colombiane xD>>

<<Merda!>>

 

 

Sono in svantaggio.

Odio essere in svantaggio.

Data la mia natura poco competitiva, riattivo a manetta l’account di Couchsurfing e, fortuna delle fortune, il giorno stesso mi scrive una ragazza di Tokyo.

Non guardo nemmeno le foto, accetto di ospitarla solo perché è giapponese e dopo un mesetto arriva a Firenze.

Quando ci incontriamo, faccio per salutarla con un bacio sulla guancia, ma lei mi anticipa facendomi l’inchino.

 

missed high five
la morte dentro

 

Superato lo shock culturale, la osservo.

Ha dei lunghissimi capelli nero carbone, è alta quanto un pokemon e ride come i personaggi dei cartoni animati.

 

– Chissà se ansima anche come negli Hentai

– Siamo qui per scoprirlo!

 

Ceniamo da me e ci conosciamo un po’. Scopro che per potersi permettere di vivere in un quartiere centrale a Tokyo, oltre al lavoro d’ufficio, lavora pure di sera in un’enoteca che serve vini italiani e francesi. Come se non bastasse, nel tempo libero (dorme 3 ore a notte) studia Legge (si vuole laureare fra 2 anni) e francese (lo parla quasi meglio di me).

In pratica, sto ospitando un Navy Seal super addestrato con le tette. Un incrocio fra Rambo e Arale.

Easy proprio.

 

Le dico che sarò la sua guida nella terra del “Blunello di montalciiino”, come lo chiama lei, il che significa principalmente portarla a sbronzarsi in tutte le enoteche possibili.

A partire da stasera.

 

Andiamo alla Cité (pub hipster che fa sempre figo) e ci prendiamo una boccia di Cannonau. Al secondo bicchiere, inizio a rendermi conto di quanto sia diversa da ogni ragazza che abbia mai conosciuto prima d’ora, essendo una giapponese tradizionale e non “occidentalizzata”.

 

A parte che mi fa schiantare dal ridere perché sembra un cartone animato in qualsiasi cosa faccia, ma poi è di una gentilezza e di una riservatezza uniche, i suoi modi di fare sono estremamente dolci ed eleganti.

Ed è timida, cazzo se è timida.

Ciononostante, passiamo la serata a raccontarci i nostri dubbi, le nostre paure, le cazzate che abbiamo fatto e i nostri piani futuri. Senza filtri, nessuno si sente giudicato dall’altro. Lei è un’ottima ascoltatrice, quindi mi godo il momento senza stare a pensare al tira e molla, all’escalation eccetera.

 

Al massimo, durante queste chiacchere, ogni tanto le tocco la mano, il braccio o la spalla per accompagnare il discorso, insomma una cosa normale. Lei ovviamente non ricambia e ogni volta che mi avvicino col corpo (non che lo stessi facendo apposta, ma sai quando sei seduto su un divanetto e ridi e ti viene da “andare verso” l’altra persona, di sporgerti, come ad evidenziare quel senso di comunanza che state creando) lei si butta all’indietro.

Ad un certo punto, per vedere cosa avrebbe fatto, le sono andato molto vicino – non come se stessi per baciarla ma quasi – e lei ha fatto un’elegante mossa alla Matrix piegandosi tutta all’indietro mentre continuava il discorso che stava facendo senza battere ciglio.

Trenta invalicabili centimetri di distanza prossemica ereditati da una cultura millenaria.

 

– Questa te la chiavi nel 2016

– Siam messi bene vero? Vabbè dai, ancora un po’ di pazienza, la botta da vino Sardo è internazionale

 

Chiacchero con quelli dell’enoteca e ci dicono che c’è un concertino jazz gratuito lì vicino, ci andiamo.

A sorpresa, lei si appoggia alla mia spalla mentre ascoltiamo la musica.

Fra una canzone e l’altra continuiamo a parlare e rimango sempre più colpito dai suoi modi. Mi fa delle domande profonde, che mi stimolano a riflettere, poi approfondisce, si interessa..

 

– Secondo me questa ci sta provando!

– Mi sta facendo sentire in colpa

– Eh?

– Non voglio trattarla come se fosse solo un puntino sulla mappa, mi hanno sempre fatto schifo ste cose

– Ahahah, allora è una grande, sta riuscendo a risvegliare il tuo gene del matrimonio!

– No, è che è molto più bello se lo fai con una ragazza che ti piace perché c’è una certa connessione

– A te ha sempre fatto schifo chiavare a giro, lasciatelo dire. Se non c’ero io a quest’ora ti eri già sposato. Senti, non finocchiare e attieniti al piano.

– Ma lo capisci che già parlare di un piano toglie tutta l’atmosfera?

– Ma atmosfera de che? Fai l’uomo e scopatela, non è che ti fa un favore se te la dà sai? Gode pure lei.

 

Dopo il concerto lei mi racconta che è single, si vuole divertire, insomma, me la porge su un vassoio d’argento. Io però, sono sfavato sia dall’idea di averla scelta a priori solo per la sua nazionalità che dal fatto che è letteralmente inavvicinabile. Quindi torniamo a casa, le do un bacio sulla guancia e la mando a dormire in un’altra stanza.

 

– Frocioooooooooohhh

– Lasciami dormire

– Frociooooo…    ooooo…      ooo.. Funziona l’eco?

– Bastaaaa

– .. oooooooOOOooohhh… 

– rimane altri due giorni, lasciami dormire.

 

Mi addormento.

 

Il giorno dopo, ci incontriamo dopo il lavoro, andiamo a mangiare fuori e poi rientriamo presto perché siamo stanchi entrambi. A casa, mi fa sentire un po’ di musica punk-giappo (assurda!) e stiamo sul divano a chiaccherare, sempre a distanza di sicurezza.

Penso che, alla fine, non ci farò nulla.

 

– Arifroooooociohhhhhhhhh…

 

Poi ad un certo punto, DAL NULLA, lei mi dice che le piaccio.

 

– SUCA!

– Si vabbè, ma te c’hai un culo certe volte…

 

Spiegazione plausibile: penso che lei fosse culturalmente abituata a mantenere a zero il dialogo fisico, compensando con la verbalizzazione diretta delle proprie emozioni ed intenzioni.

Io, comportandomi in modo diametralmente opposto, devo averla confusa un bel po’.

Probabilmente per tutto il tempo si è chiesta perché cercavo di toccarla senza esprimere in maniera diretta apprezzamento nei suoi confronti, così come io mi sono chiesto perché lei mi diceva che si voleva divertire e poi non mi lasciava avvicinare.

Un scontro culturale tranquillo.

 

La sollevo di peso e me la tiro addosso. Lei urlicchia <<nonononono>> ma sembra un hentai, mi fa ridere e non riesco a prenderla sul serio, la stringo e la abbraccio.

 

Lei, capisce che ogni tentativo di ribellione fisica è vano, allora tenta l’approccio psicologico: mi dice che è un peccato che lei debba partire. Ma io ormai ho capito cosa vuole e le rispondo che è vero che è un peccato, perché mi piace.

 

Si gira e mi guarda: <<ti piaccio davvero?>> dice.

<<Certo stupidina, ma non ti sei accorta che ho cercato di avvicinarmi a te per tutta la sera?>>

<<Si, ma non sapevo cosa pensavi>>

<<Ora lo sai>> le dico, e la bacio.

 

Lei mi dà un bacio da Geisha, dolce, intenso, lento e arrapante.

 

– Victor al rapporto! Pronto per la conquista della Nippo-girl?

– Signorsì, signore!

 

Mentre ero tutto intento a baciarla e ad immaginare i carri armatini del Risiko, le se ne esce dal nulla con un <<sai, posso essere anche più carina di così con te>>.

 

– Cosa avrà voluto dire?

– Non starla a sentire, procediamo secondo il piano!

 

La sollevo di peso, la porto in camera e a quel punto scopro la magia: lei mi ferma e mi dice che non devo fare niente.

Si spoglia, mi spoglia e mi fa un pompino.

 

tears of joy

Grazie.

 

– Il Giappone è nostro. Vittoria!

– Non hai ancora portato a termine la missione, non cantare vittoria troppo presto.

– Signorsì, signore!

 

Dopo poco, smette di sufflonare e mi guarda, segnale comune a tutte le donne del mondo per dire mi sto slogando la mascella, adesso tocca a te.

La giro e le vado sopra.

<<Felmo, c’è un ploblema!>> dice lei

<<Che problema?>>

<<E’ quel peliodo del mese>>

 

– ma PD

– Niente lamentele soldato Victor. Non ti vorrai tirare indietro ora Proprio ad un passo dalla conquista di un’intera nazione?

– SIGNOR NO’ SIGNORE

– Bene, perché tu stanotte devi scopare e SCOPERAI! Dimostrerai a questa ragazza, che ti reputa troppo debole per riuscire a scoparla attraverso il sangue, quanto vali. Scoperai attraverso qualunque cosa ti si parerà davanti. Scoperai nella menorragia e nell’ipermenorea! Scoperai il suo corpo luteo e le tube di Falloppio finché non resterà più neanche un ovulo in vita!

Che tu possa scopare non una, ma dieci, cento, MILLE VOLTE PRIMA CHE IL SOLE TRAMONTI e che questa fica rimembri con gioia non una, ma dieci, cento, mille volte questa notte!!!!!

E quando torneremo in patria, ci leveremo sulle punte sentendo nominare questo giorno e OGNI UOMO SI SENTIRA’ MALEDETTO PER NON ESSERSI TROVATO QUI OGGI E MENOMATO NELLA SUA VIRILITA’ SENTENDO PARLARE CHI HA CONQUISTATO L’INTERO GIAPPONE IN UNA NOTTE SOLA!!! SPARGEREMO IL SALE IN MODO CHE NON RICRESCA IL PELO E

– OH GUARDA CHE HO CAPITO

– Scusa, mi sono lasciato prendere un po’ la mano.

– Ho notato. Che dici, possiamo chiavare ora?

 

<<Per me non è un problema.>> le dico

<<Davvero? Allora però devi mettere qualcosa sotto>>

 

Metto un asciugamano sul letto e scopiamo.

 

– OMG ansima davvero come un Hentai!!! AHAHAAHAH

– Mi fa sentire come se fossi la fava più lunga dell’universo xD

 

Dopo pochi minuti, lei si sfila, si mette a pecora e mi dice <<Vieni.>>

 

– Eseguo con piace… OH NO

– Scusa.

– Hai guardato giù!

– Si.

– Stupido idiota perché l’hai fatto PERCHE’ ?!!?

– Non ho potuto farne a meno.. Sembra la scena dell’Alien quando sbuca dalla pancia dell’astronauta.

– Il countdown è iniziato, ho 10 Secondi per venire prima che mi scenda.

– ALLORA CORRI!!

 

Dieci. Nove. Otto…

Not pregnant

– CORRIIIIII

Sette. Sei…

– DAI DAI DAI CHE ARRIVI PRIMA TU DAI DAI DAI

corri

– STAGLI DAVANTI STAGLI DAVANTI !!

Cinque. Quattro. Tre..

geyser

 

– Fiù, per un pelo…

– Si, però che stronzo che sei, me la sono goduta a metà.

– Hai fatto il tuo dovere. Onore al vincitore.

 

Vado in bagno a scrostarmi e quando torno in camera lei ha già ripulito le lenzuola, rifatto il letto, piegato i vestiti, tirato fuori dei dolcetti tipici giapponesi che si era portata dietro per se stessa e messo su un tè.

Come se non bastasse, mi dice che non voleva dormire con me, perché io il giorno dopo avrei dovuto lavorare, ero sicuramente stanco e avevo bisogno del letto tutto per me per dormire bene, quindi mi dà il bacio della buonanotte, mi ringrazia per averla scopata (!?!) e se ne va a dormire nell’altra stanza.

piango

Al mattino, mi risveglio e trovo il tavolo preparato per la colazione e lei che mi ringrazia ancora.

Questa cosa è andata avanti per altri due giorni. Mi ha pure regalato un libro del suo autore giapponese preferito che era andata a cercare alla Feltrinelli mentre ero al lavoro.

Ancora devo riprendermi da questa esperienza.

Ho scoperto che esiste un altro mondo, fuori dall’italia, fatto di ragazze figlie della cultura della geisha, che vedono l’uomo come colui al quale dedicarsi per procurargli il massimo piacere, sia fisico che mentale, senza rompere i coglioni, manipolare o avanzare pretese isteriche.

 

Altro che quelle italiane smandrappate e rompicoglioni che guardano uomini e donne.

 

 

Se mai ti dovesse capitare di andare in Giappone o di conoscere una ragazza locale, abbandona tutto ciò che sai sul dialogo fisico, usa le parole per esprimere le tue intenzioni, anche quelle che sei abituato a non dichiarare, e teni a mente che hai di fronte una ragazza tendenzialmente timida, molto sola e tanto, tanto infelice, anche se sembra tutto il contrario.

Sappi anche che forse hai davanti una persona che, se gliene darai la possibilità, ti farà sentire un Re, fosse anche per una sola notte.

 

Trattala bene.

 

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8 Commenti su "Couchsurfing: il risiko della figa e la conquista del giappone."

 
ktullo

Il paese del pene levante

Keran92

il discorso epico per spronare Victor non fa invidia al discorso di Aragon nel signore degli anelli davanti al nero cancello

(e dopotutto anche tu eri davanti a un cancello anche se rosso sangue) xD

Il proprietario di Victor

Figli di Gondor! Di Rohan! Fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, v’invito a resistere! Uomini dell’Ovest!

Aragorn è insuperabile xD

Mizu

però, a titolo nozionistico, i giapponesi la “R” la sanno dire, è proprio la “L”, che gli manca 😉

Mugellanadoc

Tuffo al cuore leggendo nei commenti il discorso finale di Aragorn…. sei un mito nonché un gran figo! Peccato che sono sposata, ti farei cambiare idea sulle italiane smandrappate e rompicoglioni…

Proprietario di Victor

Si bellina, facile tirare il sasso e nascondere la mano con la scusa di essere sposata! xD
Via, diciamo che ti do il beneficio del dubbio.

Mugellanadoc

Grazie comunque per le risate che mi fai fare nelle poppate notturne! E grazie anche per gli spunti! ;-)

Eudes-Conrad

Penso sia une delle storie più divertenti

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