Perché leggi SdC? Parla solo di scopate!

voglie

Quella che segue è la storia di Minnina, una Victorina passata da una famiglia puritana, di quelle che generano sensi di colpa a manetta (oh, quanto la capisco), all’avere un giro di 5 glabre pannocchie ai suoi piedi… finché non ha trovato l’unica vera pannocchiona dei suoi sogni.

Se ti dà noia l’idea che una ragazza possa avere un giro di 5 trombamici, sparati. Poi, nella tua prossima vita, appena impari a leggere torna qui e cerca di crescere bene, stavolta. 

Questa è la storia di una vita intera, condensata in poche, semplici righe, che hanno commosso le altre Victorine sul gruppo più dell’ultimo libro di Fabio Volo.

La condivido più che volentieri non solo perché in futuro voglio lasciare sempre più spazio alla voce dei veri Victorini, ma anche perché, come dice saggiamente Wolf, è una bella risposta a quelli che dicono “Se vabbè, ma parla solo di scopate, come fa a piacerti?”

Leggi la storia di Minnina e scopri come:


Volevo già farlo a metà libro, ma poi ho deciso che aspettare di finirlo mi avrebbe aiutata a trarre delle conclusioni migliori.

Non so perchè mi senta in dovere di raccontare la mia storia a un gruppo di perfetti sconosciuti, ma sento che così riuscirò a far comprendere quanto effettivamente io debba ringraziare un blog scritto da un ragazzo che parla col suo cazzo.

Sono cresciuta in Sicilia, in una famiglia molto tradizionalista e puritana: non si parlava di sesso e si occultavano, anzi, tutti i tradimenti che mio padre aveva collezionato nei confronti di mia madre.

Sono sempre stata un po’ cicciotta e, a parere di molti parenti, anche abbastanza bruttina. Quando le mie amiche in adolescenza scoprivano la magia delle prime cotte e del sesso io mi nascondevo per la vergogna.

Nessuno mi guardava e, se mi presentavo ad un ragazzo, quello dimenticava il secondo dopo il mio nome. Ho sempre avuto amiche molto belle, che non passavano in osservata, mentre io ero quella che stava in disparte e non parlava troppo.

Ero convinta che il mio problema fosse il mio aspetto, quella pancetta di troppo, il mio spirito un po’ rock e il mio abbigliamento. Per questo motivo, a 18 anni, decido di cambiare. Inizio ad essere più elegante, a curarmi di più, dimagrisco un po’. Ma non cambia molto.

L’università mi aiuta a crescere e a sentirmi un po’ meglio, ma ancora sono acerba e di ragazzi nemmeno l’ombra.

Quando cambia tutto? Quando mi trasferisco al nord, e inizio a farmi degli amici. Perdo la verginità, tardi, ma la perdo.; con un’immensa testa di cazzo, ma questo, almeno mi fa guadagnare un po’ di autostima.

Dopo qualche mese scopo per due giorni dentro uno yacht, con un marocchino di passaggio nella mia città. Inizio a pensare che il mio problema siano i siciliani. La mia autostima cresce, finchè un coglione, dopo tre giorni di dates piuttosto spinti in cui però (non so perchè) decido di tenermela, mi dice “non so se mi piacerebbe vederti nuda”. Crollo nuovamente. Mi innamoro di un altro che sceglie però un’altra. Crollo ancora.

Quell’estate, per un totale scherzo del destino scopro storiedelcazzo. Divoro le storie di due anni in meno di 24 ore. Scopro come pensano gli uomini, come ci provano, come dovrebbe essere una vera donna emancipata. 

Quando torno al nord, dopo l’estate, inizio a frequentare uomini di ogni tipo: viaggio per l’Italia per incontrarli, me li porto a casa, bevo, fumo, mi diverto. Ne scopo un bel po’ (tanti, per i miei standard), ne ferisco un paio che rimanevano rapiti dalla mia intraprendenza.

Inizio a scoprire tecnicismi sul sesso, leggo libri, saggi, parlo con ginecologhe e professionisti e penso che nella vita ho proprio sbagliato tutto. Apro con delle amiche un account instagram dove decido, tramite una rubrica, di condividere tutto quello che ho imparato e cercare di porre fine all’immensa ignoranza che circonda il sesso.

In tutto questo mio evolvermi, non mancano sprazzi di insicurezza dovuti a donne e uomini che mi giudicano per “una poco di buono”. E allora apro storiedelcazzo, apro i blog di tutti i miei guru sessuali e non e respiro, sento che nel torto non ci sono io. 

Quest’estate, dopo aver frequentato 5 uomini contemporaneamente, mi fermo, trovo l’amore. Un amore che mi sembrava impossibile, circondato da un filo spinato che si chiama Linfoma di Hodgkins. Lo stiamo superando e aspettiamo solo un via libera dai suoi medici per iniziare a goderci la vita.
Allego la foto che ho scattato il giorno che ho ricevuto a casa il libro del PdV.

L’avevo inviata a lui, ma forse ce l’ha con me perchè non sono riuscita a venire alla festa ? ma proprio quel giorno il mio lui aveva l’ultimo ciclo di chemio e mi sembrava giusto festeggiare con lui. 

Se sei arrivato fin qui, ti ringrazio. Avrei anche scritto di più ma, a quel punto sarebbe diventato un libro.

E grazie a te, PdV per aver contribuito ad aiutarmi nella mia digievoluzione in donna libera, emancipata e, finalmente, innamorata.

P.S.: il libro nella foto è immacolato: adesso è bagnato di lacrime, sporco di olio e cioccolata, piegato, con delle orecchiette per segnare le pagine per me importanti. Non ho mai smesso di leggere: nè mentre mangiavo, nè sui tram, nè mentre cucinavo cene per ospiti.

La foto in realtà me l’ha mandata mentro ero in viaggio per Los Angeles (il diario del viaggio è nella posta del pene). Non che sia una scusante, visto che mi dimentico di rispondere almeno alla metà dei messaggi che mi arrivano.

Mentre la storia l’ha raccontata nel gruppo segreto dei Victorini, a cui si può accedere in soli 3 modi: 

  1. facendosi invitare da chi è già dentro, in pieno stile massonico (credo, non mi hanno mai invitato ma penso si faccia così);
  2. Mandandomi una foto col nome di Victor scritto sul corpo, partecipando alla campagna #PiùTettePerVictor.
  3. Comprando il libro Veni Vidi Victor e seguendo le istruzioni (c’è una parola chiave eccetera);

Ciò detto, quello che penso io di questa storia è che sia un po’ la storia di tutti noi. Pochissimi hanno avuto la fortuna di crescere con genitori saggiamente libertini, perché in Italia la cultura predominante si riassume in: “rompi i coglioni ai figli, portali a messa, e poi fai le corna di nascosto”. 

Quindi la storia di Minnina mi ha toccato molto perché è bella e ci sono passato pure io… da ragazzino facevo cacare sia esteticamente che come carattere, poi ho capito come aggirare un po’ i miei ostacoli interiori, e ho avuto la fortuna di riscuotere un pelo di successo perché se sei un maschio e scopi tanto e hai un blog dove parli col tuo cazzo rimani simpatico e si crea una specie di effetto valanga-di-fregna – mentre se sei una ragazza e vai a dire (fuori dal mio gruppo) che hai 5 trombamici, iniziano a piovere coglioni dal cielo.

Così ma con i peli

Il pensiero di tutti gli scemi che potrebbero non capire questa storia mi fa girare le palle preventivamente, ma se c’è un motivo per cui ho continuato a scrivere, dopo 5 anni e più di 100 storie, è proprio questo: potermi connettere con persone che sanno leggere fra le righe, e che nelle storie delle scopate riescono a percepire, da quella frasettina in più che sembra buttata lì a caso (ma non lo è, a meno che non abbia scritto da ubriaco), una certa visione della vita, che va un po’ più in profondità del semplice “ho scopato”, per cui non ci sarebbe bisogno di versare tante parole.

Minnina è sicuramente una di queste persone, e c’è tanto bisogno di raccontare storie come questa, e di radunare sotto la Santa Cappella di Victor chi è in grado di connettersi emotivamente con queste righe che parlano di scopate, che però solo scopate non sono.

Quindi complimenti a Minnina.

Grazie per aver scritto.

Che le tue parole restino qui sul blog per testimoniare la magnificenza dei Victorini in quanto persone in tutto e per tutto superiori alla media italiana, e per ricordare a me stesso, quando mi capiterà di rileggere questa storia, il motivo per cui scrivo.

Ad un mondo di Victorini liberi.

busta150

La Posta del Pene

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Calipso

Storia bellissima, la storia di molti di noi. Ad un mondo di scopate e di amore! ❤️

Victor

Eh sì

Biondina

Che bella storia ❤️?

Bleargh

Il mio nuck non è riferito alla storia ma non mi veniva in mente altro. Minnina è fantastica, e spero non abbia più complessi..e comunque se ne avesse ancora qualcuno vorrei solo dirle che io con quelle autoreggenti glieli distruggerei con una poderosa bombata a pistone ma qui mi fermo sennò il Pdv mi banna l’anima

Savannah Tutta Panna

Minnina, come ti capisco. La mia storia è molto simile alla tua, anche io ho avuto un percorso personale alla scoperta del sesso, tabù innominabile nella mia famiglia (a eccezione di un mio zio, un soggetto pazzerello). Ho continuato a fare “esperienza” nonostante incontrassi ogni tanto – che dico, molto spesso – delle facce inorridite quando narravo delle mie avventure… Sono veramente contenta che tu sia riuscita ad incontrare il tuo lui, spero proprio che tutto vada per il meglio!! Ti mando un bacio enorme gioia mia, viva il sesso e viva l’ammmmmore.

strascica

Se avessi scoperto questo blog quando avevo 16 anni oggi sarebbe tutto diverso

Ory

Maaaaa….dicci il profilo Instagram qual’è così la seguiamo!

Bismillah
Victor

Nel gruppo l’ha scritto, qui sul blog c’è molta più gente quindi per privacy non l’ho messo :)

Black Milk

Bella storia. Il tuo problema non sono i siciliani. Il nostro problema sono gli italiani! Tutti! Ho vissuto un periodo della mia vita all’estero e ho scopato come una disperata come, quando e con chi volevo. Tornata in Italia ho vissuto dei periodi di astinenza veramente pesanti e brutti

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