“Sant’Iddio ora scriverà di me!”

«Vuoi davvero sapere la mia storia?? Ma anche le parti più crude?»
«Soprattutto quelle.»

Allora lei ha iniziato a raccontare.

Sudamericana, nata e cresciuta a un tiro di sasso dalla foresta amazzonica, con una sorella e un fratello più piccoli.

Quando ha 11 anni i genitori la mettono a sedere e le spiegano che papà ha una brutta malattia.

Il padre di Sar viene a mancare quando lei ha solo 13 anni e la madre a quel punto decide, improvvisamente, di partire per l’Italia.

Perché l’Italia?

Perché dall’altra parte del mondo, lontano da amici, parenti,
in un paese dove parlano una lingua diversa?  

Sar lo scoprirà solo 3 anni dopo…

L’uomo che l’aveva cresciuta non era in realtà il suo padre naturale.
Lei è figlia di un italiano.
Un italiano ormai sposato con una russa, da cui ha avuto un’altra bambina.

Me in quel momento

 

Immagina di essere un uomo, che tredici anni prima s’è portato a letto una tipa sudamericana e poi s’è sposato una russa (io ero immedesimato al 100% cazzo).

Un giorno sei li tranquillo e “Dling-dlong! Buongiorno, da oggi hai una figlia in più!”

Cioè che cazzo fai?
Lui si è messo a piangere.
Perché sono uguali.
Due gocce d’acqua.
Non c’è bisogno di nessun test del DNA, non serve niente.
È lei, è sua figlia, lui lo sa.

Anche la russa lo sa, e inizia a fare un po’ di casini per proteggere il suo nido biondo da questa nuova arrivata con i capelli mori e ricci. Ma il padre di Sar è uno dritto. La riconosce e la fa naturalizzare italiana.

Ora, se la tua vita prima dei 14 anni parte così, sei tendenzialmente autorizzato a viverti l’adolescenza come cazzo ti pare,
E fare tutti i casini che ti pare,
Che Sar mi lascia intendere di non essersi fatta mancare.

È inutile cercare di immedesimarsi, non ci provo nemmeno.
Mi calo nel bicchiere di vino.

Cazzo per essere un primo appuntamento ci sono troppi pochi filtri.
La sua storia finisce con un sorriso.

– Merda. Ora tocca a me.

– Ma perché ti ostini a parlare con le ragazze? Non ti ho insegnato un cazzo? Non si parla con le ragazze! Non lo devi scoperchiare il vaso di Pandora porca troia che non sai mai se esce un tornado di merda e di complessi con i genitori e di ex tossicomani e di aborti e di tristezza che porca troia perché non hai parlato di vino e di video di gatti stupidi come sempre? Accidenti a te.

– Perché ultimamente mi va di essere meno superficiale.

– Ma te non devi avere voglie coglione! Io c’ho le voglie!! Te sei pagato per pensare a come realizzarle E BASTA. Non devi avere voglie tue che poi fai casino! Non esistono rapporti non superficiali, se vuoi scopare. C’è la superficialità o il vaso di Pandora di merda. Non c’è la via di mezzo che vuoi tu.

La bacio, in mezzo al locale.
Qualcuno si gira a guardarci.
Un ragazzo mi lancia un’occhiata ammiccante stile “missione compiuta, fratello”.
Però non è abbastanza, in realtà sto scappando.
Mi stacco e inizio a raccontarle la mia storia.

E
lei
è
tranquilla.

Tranquilla e divertita dalle dai miei racconti da allegra puttanella.
Le dico del blog e delle storie del cazzo.
Oh, non ha fatto una piega.
Mi ha fatto quasi sentire come se fossi una persona normale.
Allora le ho raccontato anche delle cose un po’ più personali.

– Ommioddio quanto sei FROCIO!

– Ma che accidenti vuoi?

– COS’È, LA TUA NUOVA PSICOLOGA? TI PARE POSSIBILE CHE ESCI CON UNA SUDAMERICANA E DOPO UN’ORA TI RITROVI A PARLARE DI TUA NONNA?

– Le sto raccontando un pezzetto della mia vita!!

– “MIA NONNA IN OGNI DONNA”, la nuova sitcom del frocio proprietario di un pene formidabile, in onda tutte le sere su rete 69.

– Ho capito, ma se condividiamo un po’ le nostre storie poi viene tutto meglio…

– No! NO!! Devi solo farle vedere ME, idiota! Da quando sei posseduto dallo spirito di una suora mormona? IN NOME DELLA SANTA CAPPELLA DI VICTOR IO TI COMANDO DI USCIRE DA QUESTO CORPO E DI RESTITUIRMI IL MIO COPILOTA DA TROMBATE!!

– I Mormoni non hanno le suore!!

– Lo vedi che ti concentri sempre sulla parte sbagliata delle cose? Inizia la corsa a tappe verso casa. Ora!

La corsa a tappe verso casa è quel movimento – studiato a tavolino con la stessa cura con cui pianifichi di partire dall’Oceania per poi invadere la Russia e fare il culo quadro a tutti i tuoi amici a Risiko – che prevede uno strategico avvicinamento verso casa tua mano a mano che cambi locale, in una piacevole progressione di alcol e coordinate GPS favorevoli, di modo che poi andare da te sia semplice.

Cioè, se esci in centro a Milano, ma la casa ce l’hai sul cucuzzolo della montagna di Vergate sul Membro, farai un po’ di fatica a portarti a letto una ragazza al primo appuntamento, anche se tutti e due c’avete voglia.

Infatti Brodino sta in centro,
IlPianista sta in centro,
Io sto in centro.

Non c’è niente da dire, la logistica conta eccome.

Gli uomini di montagna si scopano le pecore

E quindi niente, mentre stavamo in un locale Sar mi spiega che sa fare quelle manovre che ti fanno scrocchiare le ossa e mi chiede se voglio provare.
Ovvio che voglio provare.
Mi prende il collo con entrambe le mani, delicatamente.

Io mi abbandono completamente a lei e quando sono completamente rilassato – “CRACK!” – mi rigira la testa da una parte e dall’altra. Per un attimo ho pensato di essere morto, poi invece mi sono reso conto di riuscire ancora a comunicare con Victor.

È bello quando una ragazza prende l’iniziativa, invece di star lì a fare la bambola gonfiabile, anche se cerca di spezzarti l’osso del collo. Che poi in realtà la manovra l’ha fatta benissimo, e in fondo avrebbe anche avuto le sue ragioni per volermi ammazzare, dopo che mi ero presentato come l’autore di questo blog.

Io, Sar e le mie vertebre cervicali rimesse a nuovo cambiamo locale, beviamo, parliamo di sesso, ci baciamo, finiamo sotto casa, poi dentro casa, poi alla finestra per fumare una sigaretta, poi a letto per fumarci le lenzuola.

Ora, c’è un problema.

Io di solito vado a letto con tipe che sono in grado di rigirare come voglio tipo cubo di Rubik, con Sar invece questa cosa mi è impossibile perché ha le forme di una sudamericana e il culo tondo di una sudamericana e le servirebbe uno proporzionato tipo Jay-Z, non un insetto stecco con il piripillo tipo me.

Quindi in sostanza dopo un tot lei mi guarda tipo: “vabbè dai, fammi venire sopra a me che è meglio”, e sale sopra, usando la vagina per muovere Victor tipo leva del cambio ed ingranare una marcia più alta.

Si muove bene, come le donne del Sud del mondo, però oh, io non c’è verso che venga se la donna sta sopra perché si muove avanti e indietro e quello non è il verso giusto da un punto di vista idraulico.

Quando mi riapproprio della mia naturale posizione virile e dominante del missionario spampanato, lei mi sussurra all’orecchio:

«Tirami uno schiaffo…»

Alché, io, paladino delle donne e contro ogni forma di violenza, le rispondo: «Gli schiaffi te li tiro solo sul culo»

«Perché? Dai, tiramelo…»

– E dalle un ceffone dio bono!

– No, ma scherzi?

– Ti sembra il momento di mettersi a fare polemica? Te l’ha chiesto lei!

– Bon, va bene, cerco di fare piano.


Le tiro una labbrata fuori controllo che fa rimbombare uno SCIAFFF nella stanza

 

– Ahahaahahah è bellissimo ahahahahahah!!!!!

«Sì… Tiramene un altro…»

– Tiragliene un altro dai, cosa aspetti!!!

– Un altro, ma sei sicuro??

– Sì, più forte!

Aaaaaahhhhhhhhhhhhhh

 

– Arghh ommioddio l’ho ammazzata!!!

– Ahahaahahaa, ma stai bono, non è mica fatta di porcellana! ahahahahaa
   Hahhahahahahahahahahaha!!!

Vengo.

Non avevo idea che Victor avesse certe tendenze, ma sarà bene che lo tenga a bada prima che mi trasformi in una specie di Cristiano Grigio ma povero.

Ad ogni modo, con Sar è andato tutto benone e ci stiamo frequentando allegramente. La prima sera  che è stata da me le ho nascosto una copia del best of nella borsa, come regalo.

Lo sai che mi ha risposto quando l’ha trovata?

“Che libidine ;)”

E pensare che un tempo quando facevo leggere le mie cose alle ragazze avevo l’ansia che si potessero incazzare. Sta tutto nell’attrarre le persone giuste.

Lei è a tutti gli effetti una Victorina DOC (anche se ancora non lo sa), capace di parlare apertamente di sesso e di relazioni senza tutti quei filtri stupidi che bloccano le ragazze italiane dall’esprimersi, e quindi le ho chiesto se le andava di scrivere questa storia a quattro mani con me, perché volevo leggere di noi due dal suo punto di vista.

Mi ha detto di sì.
Io le manderò la mia versione per primo, poi starà a lei.

Se scriverà davvero, sotto a quest’ultima frase ci sarà il suo racconto, altrimenti, metterò la foto di un culo per lenire la delusione di chi (me compreso) voleva leggere entrambe le verità.

 


Una domenica qualsiasi, mi annoio a casa.
Scarico Tinder.
Mi arrivano novecentonovantanove notifiche con altrettanti messaggi… Aiuto devo gestire sta cosa!

In mezzo a tutti quegli uomini tiepidi da “Ciao come va che fai nella vita?”, si contraddistingue lui, portatore di un’apparenza da dandy dell’800, il Dorian Grey del secolo XXI… Per non parlare della sua ironica simpatia.

Gli scrivo, mi chiede il numero, mi chiama.

Prendiamo un bicchiere di vino e da posizione frontale iniziamo la nostra blanda conoscenza che inizialmente è sempre molto vaga, si parla di viaggi, esperienze vissute, la nostra occupazione quotidiana, insomma tutti questi argomenti obbligatori per intrattenere una conversazione con uno sconosciuto.

Noto che mentre parla si prende delle piccole pause. Non capivo se era imbarazzato o se cercava il modo migliore per dire le cose, ma ora conoscendolo un po’ meglio penso che quelle piccole pause tra una frase e l’altra fossero dovute al fatto che le sue corde vocali non riuscivano a seguire il turbolento e velocissimo flusso di informazioni che gli inviava il suo cervello, oppure che magari si stava facendo due chiacchiere con il suo “Io lirico” cavernoso, also known as Victor.

Dopo il primo bicchiere mi chiede se avevo fame o se avrei voluto continuare a bere.
Bere, ovviamente.
Anche perché da un primo appuntamento di Tinder non ci si può aspettare chissà cosa, e poi avevo tipo 35 centesimi nel portafoglio (e lui lo sapeva perché l’ avevo svuotato poco prima cercando di prendere le cartine dal vucumprà senza successo – bene ma non benissimo, prima figura di merda).

Mi porta in un’enoteca molto cozy e, non facendomi mancare la seconda figura di merda, mi si strappano le calze sulla panca di legno, erano nuove cazzo! Ma chissenefrega, faccio spallucce.

Qui inizia la parte che più mi piace della serata, quella parte in cui siamo meno inibiti, passiamo dai discorsi vaghi da prima conoscenza a discorsi un pochettino più importanti per non dire intimi.

Ci raccontiamo la nostra vita, io mi apro come una rosa del deserto e tra un bicchiere e l’altro mi sentivo molto più a mio agio così come lui, che dà inizio ad un approccio fisico con le gambe, mi sistema i capelli dietro l’orecchio e quando lo guardo negli occhi non distoglie lo sguardo (cosa RARISSIMA oggigiorno, davvero. E se ti torvi di fronte la persona sbagliata uno sguardo può essere più intimidatorio della Nord Corea & I Suoi Attacchi Nucleari).

 

 

“Hum, questo tipo mi piace molto”, penso tra me e me.
Il gioco della seduzione è iniziato e lui sembra impegnarsi abbastanza.
Mi diverto a guardarlo che ci prova a fare contatto come se niente fosse, mentre nella mia immaginazione siamo già altrove.

Io gli tocco le mani, incredibilmente morbide e delicate però un po’ piccole per la sua taglia. Gli faccio una tecnica a scrocchio alla prima articolazione metatarso-falangea e lui ride. Scrocchiare ossa alla gente sarà per sempre il mio cavallo di battaglia.

Lo sappiamo che mentre parlate con una donna a volte vi capita di perdervi nel suo viso, per esempio a fissarle le labbra pensando a qualcosa di sconcio per qualche secondo. Succede anche a noi. Guardare quel sorriso con i dentini da bimbo mi veniva solo più voglia di ciucciargli la lingua. Sì, anche le donne si fanno dei viaggi erotici assurdi guardandovi in faccia (e non lo saprete mai – eccetto i lettori di questo blog).

Ora vi svelo un altro segreto: se una donna va a letto con voi non credetevi dei predatori, in realtà molto prima del vostro invito la donna in questione aveva già deciso se vi voleva o meno, quindi per convenzione fate voi questo primo passo, però sapete che siete già stati scelti prima…

Well, quello che è veramente successo è che mi sono auto-invitata io ad andare da lui. Ero molto curiosa della rivista che aveva scritto, volevo andare a prenderla a tutti i costi e inoltre avevo anche voglia di fare una canna un drum in compagnia ;)

Inutile dirlo che il motivo principale però era assecondare i nostri ormoni ormai impazziti.

Andiamo da lui. Siamo sul balcone a fumare. Iniziamo a baciarci, oddio ha delle labbra inverosimilmente morbide, mi prende, mi butta nel letto e li inizia a esplorare il mio corpo.

Era molto piacevole sentire come apprezzava ogni mia curva, amavo la lentezza con la quale faceva scivolare le sue mani sulla mia pelle accarezzandomi delicatamente tutto il corpo… Mi sono lasciata andare completamente.

Dopo la nostra meravigliosa esplosione, va a cucinare qualcosa e io mi metto a roll it up.
Fumiamo, mangiamo, io avevo ancora voglia.. ma niente secondo round. :(
Torno a casa stanca, soddisfatta, soavemente serena dopo una bella serata e qualche orgasmo.

La mattina dopo mi ritrovo dentro la borsa la rivista Storie del Cazzo.

“No, no, nooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!”

Per la prima volta nella mia vita mi sono sentita un topino da laboratorio, parte di un esperimento scientifico-sociale!

Inizio a leggerla senza mai fermarmi.

Ommioddio racconta a mille persone le sue scopate!! Non avevo veramente capito che utilizzava una scrittura così cruda!!!

“Sant’ Iddio ora scriverà di me!!! Ma non poteva avvisarmi prima???”

Mi sono lasciata andare completamente con uno sconosciuto che qualche giorno dopo avrebbe buttato giù a parole la nostra serata, i miei comportamenti, i nostri dialoghi, tutto!!!

Le prime sensazioni che ho avuto erano di leggera disperazione, ansia e vergogna (mi avrà analizzata a ogni secondo per poterlo scrivere dopo!!!).

Però dopo aver finito la rivista e aver iniziato a leggere il blog mi sono fatta delle grosse risate, e inoltre mi piace molto il suo modo di scrivere. “Questo qua è un genio”, ho pensato. Lo devo rivedere per forza!

Modestamente… (questa l’ho aggiunta io, firmato PdV.)


Ho trovato meglio il fatto di non averlo saputo prima, anche perché probabilmente non sarei stata me stessa al 100%. Tuttavia, nonostante il suo hobby di sputtanare le ragazze che si porta a letto in cambio di qualche follower, non mi sono affatto sentita a disagio le volte successive che ci siamo visti.

Ho fatto bene a rivederlo, Victor è dotato di tante skills e il suo proprietario è una persona super interessante.

Alla fine dei conti nessuno si prende in giro, ci divertiamo abbestia e mi ha anche chiesto di contribuire con la mia versione dei fatti nel blog.


 

Ora scusate, vado a piangere perché ha detto che ho le mani piccole e che scambio le scopate con i followers.

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