Ecco come Victor ha riconquistato Sbudruzza strappandola dalle mani di Pipone il Glande

Una domanda che mi è stata fatta più di una volta è: «ma tu pubblichi di tutte le ragazze con cui esci?»

La risposta è no.

Motivi vari.

Ci sono ragazze che mi chiedono di non pubblicare, ci sono donne sposate di cui non pubblico per ovvie ragioni e ci sono situazioni troppo delicate di cui non mi va di scrivere qui per via del casino che solleverebbero (quelle me le tengo per un eventuale libro in un futuro molto, molto remoto).

La storia di oggi rientra in quella casistica.

L’avevo già raccontata in altre sedi, ma ora forse posso pubblicarla, nel senso che secondo me è passato abbastanza tempo, o almeno spero.

Se non scrivo più vuol dire che Sbudruzza non era della mia stessa opinione e che mi ha afferrato per le palle e appeso a sventolare fuori dalla finestra come la bandiera americana, lasciandomi lì a meditare sul mio errore.

Sbudruzza è una ragazza con cui ho avuto una storia seria, dove seria significa monogama e pure lunga.

 

psycho

Una rappresentazione realistica di Sbudruzza
quando scoprirà che ho pubblicato questa storia

 

Per capire quello che sto per raccontare, prima devi sapere che ho un modo particolare di intendere il rapporto con le ragazze con cui ho avuto una storia. Penso che l’unico rapporto di amicizia possibile fra uomo e donna sia quello che si viene a creare fra due ex che si lasciano bene.

Anche qui, motivi vari.

Uno è che sono mezzo parigino e mezzo fiorentino, in pratica una fusione delle due razze più antipatiche e presuntuose della terra. Questo, unito ad un costante senso di noia per la banalità delle interazioni umane che siamo costretti ad avere nel 90% del tempo, fa sì che spesso mi manchi proprio la voglia di approfondire il rapporto con la gente che incontro.

Però alla fine devi poter credere in qualcuno.
Amici, parenti, amanti.

Una donna con cui ho condiviso mesi o anni di vita – durante i quali ho imparato a fidarmi e a stimarla come persona – acquisisce un valore che esula dal fatto che lei continui o meno a farmi i pompini.

Anzi, proprio se ci lasciamo me la voglio tenere strettissima, perché è fra le pochissime donne al mondo con cui posso parlare senza filtri e viceversa.

(Le donne con cui hai un flirt non sono mai del tutto sincere.)

Quindi trovo che sia particolarmente stupido smettere di parlare con una ex solo perché adesso te la tromba qualcun altro. Che ti piaccia o meno, rimarrà comunque una delle poche persone che ricorderai per tutta la vita.

Sbrudruzza rientra perfettamente in questa categoria, ci siamo lasciati bene e siamo rimasti in ottimi rapporti.

Il problema è che, ogni volta che la vedo, continua ad arraparmi.

[/ Fine del preambolo vagamente necessario]

 

I protagonisti di questa storia siamo io & Victor, Sbdruzza e Pipone il Glande, il suo nuovo amante.

Io e Pipone ci stiamo sfidando. Il terreno di gioco sono le tette di Sbudruzza.
In palio c’è la gloria eterna da un lato, e l’umiliazione perpetua dall’altro.

E’ un gioco a somma zero.

 

Tutto ebbe inizio una sera che Sbudruzza venne a cena da me:

 

«Ah, sai, ho un nuovo trombamico. E’ uno che c’aveva la fama di chiavarsele tutte e devo dire che sono contenta della mia scelta perché ci sa proprio fare!» dice lei

«C’ha il pene vibrante?» chiedo

«Scemo! No, però ce l’ha veramente lungo, forse più lungo del tuo…

 

– AFFRONTO SUPREMO! Chi  è questo e come si permette?

– Guarda che tu non sei il pene più grande del mondo.

– MA COSA CAZZO VAI BLATERANDO COME SAREBBE A DIRE

– Senti, non te l’ho mai detto prima e capisco che sia una rivelazione un po’ scioccante, ma Victor… devi fare i conti con la realtà.

 

…e poi sa anche fare una cosa con la mano che mi prende per il collo ma senza farmi male e così riesco ad arrivare fino in fondo con la bocca senza strozzarmi» finisce lei

 

– Aaaahhhhrgh… Maledetto schifoso! A me non li ha mai fatti i deepthroat!

– E’ GUERRA!

Questo è un affronto inaccettabile.

Voglio un deepthroat.

Lo pretendo.

Solo che io e Sbudruzza ora come ora siamo in modalità ‘scopare is very very impossible’ e rigirare una situazione del genere è complicato.

In generale, riconquistare la ex è sempre complicato. Infatti spesso è meglio non provarci nemmeno, ma questa è una questione di principio.

 

Prendo informazioni su di lui.

E’ uno sciupafemmine seriale supervirile e megastronzo che se la tira ancora più di me. E’ di dieci anni più grande, è affascinante, ha una casa tutta sua in centro, ha vinto il campionato europeo nel suo settore di lavoro, ce l’ha più lungo e fa venire Sbudruzza come un cucchiaino lavato al contrario.

 

il piano fa acqua

Prendo la notizia sportivamente

 

– C’è solo una soluzione: fucile da cecchino.

Metto su la poker face e mi complimento con lei per aver trovato un ragazzo capace di chiavarla a modino, mentre sotto sotto pianifico la mia mossa.

 

– Ma non è che, dopo tutti gli sfigati con cui è stata dopo di me, non abbia veramente trovato uno capace di portarmela via una volta per tutte? A pensarci bene, sono ormai mesi che non scopiamo.

– O una pistola lanciarazzi.

– No, no. Mi serve un piano.

 

«Poi ieri è successa una cosa buffa.» dice lei

«Cosa?»

«Pipone mi aveva invitato da lui a scopare e gli ho detto di no, allora lui mi ha chiesto se avessi rifiutato perché stasera mi vedevo con te e volevo scopare con te.»

«Che gli hai risposto?»

«Di no, perché ho il ciclo, ma che se non l’avessi avuto quella sarebbe stata una motivazione più che valida. L’ho detto solo per provocarlo, ma lui si è offeso lo stesso.»

 

6

Wooooooooo

 

– Pipone starà rosicando di brutto, stasera.

– Aahahahahahh come godo!

 

Allora non è perfetto. Come tutti i super cattivi dei cartoni animati, anche lui potrebbe avere un punto debole, devo solo testarlo.

Il piano comincia a delinearsi nella mia mente.

 

Qualche sera dopo, incontro per puro caso Sbudruzza e Pipone alle 4 di notte fuori da una discoteca.

Io ero con il Pianista e un ragazzino Olandese che ci si era accollato perché voleva “imparare a provarci con le ragazze come noi” – ma era un po’ un caso umano quindi lasciamo perdere.

Fatto sta che stringo la mano per la prima volta a Pipone.

Una stretta possente, virile, molto Alpha.

E’ un po’ più alto di me, con la postura da Action Man, gli stivali di pelle, un sorriso smagliante e molto sicuro di sé, il petto in fuori, i gomiti tenuti larghi e i piedi pure, con le punte leggermente all’infuori.

Parla come Aragorn. Ha un tono di voce molto deciso, fa pause secche e ben calibrate, non frammenta i suoi discorsi con uhhhhmmmmm, ehhuhuhhhhhhhhhh, mmmmmmmmm, come tutti gli essere umani normali.

Inizia subito a raccontarmi di quanto sia figo, bravo sul lavoro, del campionato che ha appena vinto eccetera.

Poi però, quando percepisce l’ammirazione del nostro nuovo amico che racconta a Sbudruzza delle nostre conquiste in pista, non resiste alla tentazione di alpheggiarsi davanti a lei.

Mi mette amichevolmente una mano sulla spalla mentre dice al ragazzino Olandese:

 

«Ma daaaai, lui?? AHhahaahah, non vedi com’è vestito, con la collanina e i braccialetti? Cosa vuoi che ne sappia di donne?»

Se Pipone fosse coerente quanto è figo, non avrebbe avuto motivo di cercare di sminuire un ragazzo con 10 anni in meno di lui. Inizio a sospettare che c’abbia il pepe al culo.
Mentre io sorrido, il ragazzino Olandese risponde per me:

 

«Nono, io l’ho visto ballare con le ragazze tutta la sera, è bravo! Ha pure baciato una ragazza bellissima»

 

– Minchia questo potrebbe farci comodo in tante situazioni, adottalo e portatelo dietro quando usciamo.

(La ragazza è quella di cui parlo nella seconda parte di questa storia, anche se poi alla fine non c’ho mai fatto niente con lei).

Palesemente sconfitto da questo ragazzino esagitato che inizia a fogarsi sempre di più nel racconto, Pipone ci saluta e si porta via Sbudruzza.

Che si sia preso una bella cotta?

Si sente forse in competizione con me?

Devo scoprirlo, ma intanto finisco la serata con ‘sto ragazzino Olandese che continua a spiegarmi come le discoteche da lui siano meno fighe di quelle italiane.

Torno a casa con la consapevolezza che ognuno di lamenta delle discoteche che ha.


Due giorni dopo vado a trovare Sbudruzza nel locale dove lavorano entrambi, dove si sono conosciuti e dove lui l’ha sedotta.

Inizio facendomi servire e riverire da Sbudruzza assieme ad altri amici, poi la cerco via via sempre di più, la abbraccio, le do un bacio sulla guancia, tutto davanti a lui che era impegnato con i clienti e non poteva comunque farci un cazzo.

Mi fissa con malcelato odio. Lo saluto cordialmente.

 

All’inizio Sbudruzza è un po’ tesa per la situazione, ma quando vede che è tutto tranquillo inizia a sciogliersi un po’, allora affondo il colpo. Quel locale ha delle stanze segrete che lei aveva promesso di mostrarmi se fossi andato a trovarla.

 

Sbudruzza avvisa il gran capo e mi porta con sé, sotto gli occhi dell’impotente Pipone.
Le stanza chiuse al pubblico sono particolarmente romantiche, in pietra, col soffitto basso ma non troppo. Siamo soli e c’è la musica.
Ma non una musica a caso. Musica latina.
Io e lei andavamo spesso a ballare salsa insieme.

La prendo e iniziamo a ballare.
Lei subito mi ferma:
«Non lì» dice.

“Lì” è davanti ad un oblò che punta direttamente verso la sala principale, dove sta lavorando lui.
Capisco ovviamente che non vuole farsi vedere per non avere rotture di coglioni.

– So cosa devo fare.

– Scoparla?

– No, ho in mente di meglio.

– Quando dici così so che stai per fare una frociata.

– Stai a vedere.

Le prendo la mano e le faccio fare un giro a destra, enchufla, dile que no e Ops. stiamo ballando proprio davanti all’oblò.

– Come volevasi dimostrare… Sei gay.

– MA ASPETTA UN ATTIMO

La bacio, così, all’improvviso.

Sbudruzza tentenna, ma alla fine ci sta.

 

Dopo 36 nanosecondi, sentiamo il rumore di passi pesanti che vengono verso di noi.

Una ragazzina bionda, collega e amica di Sbudruzza, si avvicina imbarazzata.

«Uff, meno male che mi avete sentita, ho cercato di fare più rumore possibile! C’è Pipone il Glande che mi ha mandata qui dicendomi ‘valla a riprendere, che lì dentro ci ha scopato con me e non ci può scopare anche con lui!’ e allora m’è toccato venire a disturbarvi.»

Questa proprio non me la aspettavo.
Sbudruzza si avvia a passi svelti verso la sala, io la seguo ridendo.

 

facciapinjolo

La faccia di Pipone quando ci vede rientrare in sala

 

Non ho idea di cosa abbia pensato Sbudruzza in quel momento. In effetti non è il top pomiciarsi un cliente in orario lavorativo, ma oh, dovevo fare la mia mossa.

Ora devo solo aspettare.

Il giorno dopo la chiamo e lei mi racconta di come lui mi odi, di quanto mi abbia infamato tutta la sera, dicendo che sembro più una checca che un uomo e varie altre cose che ovviamente non ricordo.

– Madò quanto è sfigato Pipone!

– Minchia, si sta scavando la fossa.

 

<<Peccato, pensavo di stargli simpatico>>
<<Eh vabbè, c’è da capirlo… Si vorrebbe fidanzare con me e quindi è geloso di te>>
<<Sembra che si sia legato molto a te. Cerca di non farlo soffrire troppo>> le dico, sorridendo.

 

– SA-BAAAM. Colpo al fegato! – Dlingdlingdling – Incontro terminato! Pipone a terra, Pipone a terra!!

 

La sera stessa, vado a cena da Sbudruzza, mentre lui è al lavoro.

«Sono mesi che non ti invitavo a cena a casa mia, non vedo l’ora!» E’ l’ultimo messaggino che leggo prima di salire nella Spassocar.

 

– Oleeeeeeeeeeé si trombaaaaaaa!!

 

Entro in casa come Cesare a Roma, con una musichetta epica di Hans Zimmer sparata dalle casse del cellulare per celebrare il mio ingresso trionfale.

Sbudruzza ride. La nostra serata va come doveva andare. Ho pure cercato di fare quella cosa con la mano, ma ho fallito come un pivello.

 

Nei giorni successivi, Sbudruzza ha fatto quello che ogni donna sarebbe tentata di fare col suo amante in un contesto del genere.

Gli ha raccontato della nostra serata, credo con dovizia di particolari.
Ha ficcato un coltello nel suo punto debole e l’ha rigirato forte.

Lui ha reagito fingendo sciallanza, mentre in realtà è diventato sempre più geloso (perché la sciallanza o ce l’hai o non ce l’hai, non è che la puoi fingere), distaccandosi da quell’immagine di maschione virile e chiavatore che l’aveva attratta.

Dopo poco hanno smesso di vedersi.

Pipone

Ciao Pipone.
*gif cortesia di Bro

 

 

– MUAHAHAHAHAHAHAH CHI E’ IL PIU’ FORTE ADESSO EH?!! Pipino il Glandino me lo puoi sucare! Sbudruzza è mia, MIIIIIIIIIA!

– Si però stai calmo.

– TACI COGLIONE. Ho vinto, HO VINTO!!!!

 

E vabbè…

Ha fatto tutto da solo, ‘sto pirla innamorato.
Me l’aveva portata via perché, scopandola meglio di me, aveva reso superfluo il mio ruolo di trombatore occasionale nella sua vita.

Poi, vomitandole addosso tutte le sue insicurezze, si è segato le gambe da solo.
Questa era la storia del triste declino di Pipone il Glande.

Impariamo da lui, che tanto, prima o poi, ci troveremo tutti da quel lato della barricata.

 

P.S. No, non ho ancora imparato a “fare quella cosa con la mano”. Porca troia. Eppure c’ho provato eh… Uff. Qualcuno conosce la tecnica? O è una cosa segreta che viene tramandata solo fra Piponi?

 

 

 

 

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