Come perdere una trombamica in due semplici mosse (prosegue nei commenti)

 

Atto Primo

 
Venerdì sera.

Io e Il Pianista usciamo da una cena organizzata da un’agenzia di marketing in un ristorante fighetto.

Sono le 23:30.

Cosa possono fare due uomini single, sbronzetti, vestiti eleganti, di notte in centro a Firenze?

 

<<Andiamo allo YAB!>>

<<Ci sto*!>>

 

*alcune delle nostre scelte di vita sono discutibili.

 

Ci mettiamo in fila davanti all’ingresso, quando ricevo una telefonata da GambineSecche: una ragazza con cui mi vedo ormai da diversi mesi, e che, devo ammettere, ci sa proprio fare.

Studia moda, è un’esteta, si veste e si comporta da Donna – mai vista senza tacchi o con dei jeans – mi fa un sacco di pompini a sorpresa, è molto impegnata ed indipendente, sa che esco con altre e pretende solo un certo numero di orgasmi settimanali che chi-sono-io-per-negarglieli.

Niente rotture di coglioni, niente ricattini.

Insomma, più ne scrivo, più penso che potrei mettermi con lei e godermi un inverno felice.


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– No! Avevi promesso!

– Rilassati, facevo tanto per dire..

– Si come no, ti tengo d’occhio… Pantofolaio di merda!

 

Arrivano in due, lei e un’amica che ci fa entrare gratis nel locale, da un ingresso secondario.

Il Pianista non perde l’attimo e si fionda sull’amica. Svaniscono nel locale.

Io e GambineSecche invece ci fermiamo un attimo nel corridoio.

 

<<Stasera mi sono vestita in modo speciale>> mi dice lei, prendendomi la mano e portandosela sul fianco.

 
Sento un rilievo. Muovo la mano verso il basso e, sotto al micro-vestito di seta (mi ha insegnato lei a riconoscere la seta) percepisco nitidamente una combo di giarrettiera + tanga.
Un’esplorazione più approfondita, necessaria per motivi di ricerca scientifica, conferma la mia tesi.

 

erezione prepotente

– Uuuuuuuuuuuuh

 

 

Lei mi toglie la mano.
 

<<Beh, almeno adesso lo sai.>>

 
La guardo come un obeso texano guarda un menù XXL di BurgerKing all’ora di pranzo, dopo aver portato le vacche al pascolo nel suo ranch sotto al sole.

Maledetto tira e molla, mi ha fregato.

E infatti se ne approfitta subito:

 

<<Accompagnami all’ascensore, c’è uno specchio dentro. Devo controllarmi il trucco, almeno non faccio la fila al bagno>>

 
(si, c’è un ascensore condominiale non sorvegliato accanto all’ingresso di una discoteca underground, non fate domande)

Entriamo nell’ascensore del palazzo e, girandomi, mi accorgo che nessuno ci ha visti.

 

Chiudo la porta.

Ci sono 4 piani.

Pigio.

 

<<Non ci posso credere, l’hai fatto davvero.>>

 

Secondo me non aspettava altro.

O forse ho solo bevuto troppo.

Non fa differenza.

Arriviamo all’ultimo piano, la tiro fuori dall’ascensore e le metto le mani ovunque.

 

Gambine mi ferma e fa un passo indietro.

 

<<Ora posso farti vedere per bene>> dice, tirandosi su la gonna.

 

giarrettiera

Sono talmente eccitato che vorrei avere due cazzi.

 

<<C’è una telecamera!!>> dice all’improvviso, tirandosi giù la gonna e indicando verso l’alto

 

– MA PORCA PUTTANA

– Hai 30 secondi per trovare una soluzione alternativa.

– Fosse facile!!! Aspetta, fammi pensare, potremmo tornare in ascensore.. Ma se lo chiamano?! Chissà se si possono bloccare le porte… No vabbè, ma poi ci sgamano uguale

– 27!

 
Prendo gambine per mano e la porto giù per le scale. Ci fermiamo sul pianerottolo fra un piano e l’altro. Siamo totalmente isolati.
 

– TIRAMI FUORI TIRAMI FUORI !!!

 
La sbatto al muro, stavolta non figurativamente, lei lascia cadere la borsa a terra mentre le tiro le mutande di lato.

 

– Ahhhh, ma questo sembra un film porno!!!

– Si!!!

– Aaaeugghngghggngngngnnggn

– No oh che fai, ASPETTA!

– Non… Non ce la faccio!

– CI PENSO IO

….

 

COLPO SEGRETO DEL KEGEL NASCENTE!!!

 

sirio1

GNNNNNNNNNNN !!!!!!

 
Quando sei super arrapato, non venire DOPO 5 MINUTI è sempre una questione piuttosto sentita. Ognuno usa i suoi metodi, a me, pensare ai gattini morti o alle vecchie che scopano non è mai piaciuto, quindi mi affido al sacro culto del dio Kegel, che, per carità, funziona anche bene, quando sei sobrio.

Quando sei un pochino sbronzo, invece, magari ti dimentichi di tirarlo fuori mentre fai i Kegel e allora può capitare che lei si muova proprio mentre stai rimandando l’orgasmo – cosa che ti fa venire ISTANTANEAMENTE – e che tu, preso dal panico, lo tiri fuori tipo idrante fuori controllo e le vieni sul cappotto, sul muro di un palazzo del 1500 disegnato da Brunelleschi, e anche un pochino sulle scarpe.
Può capitare, dico.

 

Quando abbiamo finito di risistemarci alla bene e meglio, dobbiamo elaborare un piano per scendere senza farci sgamare.
Gambine ha già pensato a tutto, il piano è semplice.

Io sono una vittima sacrificale e devo scendere per le scale da solo, silenzioso come un ninja, mentre elaboro scuse convincenti da esporre ad un eventuale buttafuori incazzato.*

 

*= realisticamente, sono sceso con la grazia di un ippopotamo e se mi avessero fermato avrei blaterato una roba improbabile tipo “euuuuuuh, boh… pensavo che la pishta era su eheh eh uh”.
Per fortuna non c’era nessuno.

 

Scrivo un sms a GambineSecche: “Via libera”.

Mi raggiunge e andiamo a ballare fino a notte fonda.

Rainbow Six: operazione blowjob, completata.

 

 

Il giorno dopo, narro le mie gesta a Coinquì, che è via per lavoro.

 

coinquibottaerisposta

 

 

– Ah si eh? Mo’ ti faccio vedere io.

– Cosa??

– Glielo faccio vedere io a Coinquì cosa vale e cosa no. Stasera torniamo lì.

– Oleeeeeeeeeé!

 

Atto Secondo

 
Sabato sera.
Mezzanotte.
Stesso locale, ma stavolta sono con Bro.

Entro e Oh ciao! Come stai? Ciao, tutto bene? Hey guarda chi si vede! Ciao bella, vieni qui fatti abbracciare.

Saluto una wannabe modella anoressica dopo l’altra.

Bro, che è appena rientrato dalla Francia, pensa che sia diventato una specie di pappone.

In realtà quelle per me sono fottute spie del KGB.

 

– Ma che minchia c’è stasera, il raduno annuale delle amiche di GambineSecche?? Sono TUTTE qui maremma maiala.

– Ma che aspetti a provarci con una?

– Te hai visto troppi film. Sono Off-limits. Fine della discussione!!

– Sei davvero un bucaiolo! Mettila come ti pare, ma ci hai portati tu qui dentro, non pensare di uscire senza aver combinato nulla!!

 

Mentre studio la planimetria del locale, prestando particolare attenzione alle coperture ed alle vie di fuga, un ragazzo mi bussa sulla spalla.
Mi giro, sorride e mi indica due sue amiche.

Mi presento e mi metto a chiaccherare, però con quella sbagliata.
L’altra, una ragazza con l’espressione velatamente triste che chiamerò per comodità Natasha Sonasega, mi fa capire che è con lei che dovrei parlare, chiedendomi se mi va di bere il suo drink, che non le piace.

Intanto, tre amiche di GambineSecche si sono messe a ballare su un cubo, come falchi, per poter godere di una posizione sopraelevata e controllare meglio ogni mio movimento.

Questa ragazza non mi piace abbastanza da correre il rischio.
Però poi sorride e mi tocca il braccio mentre parliamo.

Cambio idea facilmente.

 

– Oh ma le vuoi mettere le mani addosso? Che cazzo aspetti?

– E’ una stronzata irrispettosa e me ne pentirò amaramente.

– Oh ma la smetti di fare il fidanzato? Non vi siete promessi niente

– Si ma se le amiche la vedono si sentirà umiliata…

– Te sei un idiota, continui a cambiare ruolo e le ragazze non ci capiscono più niente. Ti sei presentato come trombamico, resta coerente nel ruolo!

– … So che hai detto una cazzata, ma non riesco a trovare la fregatura.

– Non c’è nessuna fregatura, ora stai zitto e prenditi ‘sta ragazza che poverina t’ha pure offerto un drink.

 

<<Posso portarti a ballare senza fare a cazzotti con i tuoi amici?>> chiedo ad Natasha Sonasega

<<Ma certo, scherzi? Andiamo!>>

 

Ci mettiamo a ballare in mezzo alla pista, Bro passa fugace alle mie spalle e mi dice all’orecchio:
 

<<E mettici la lingua!>>

 
Ce la metto.
Bro ripassa in senso opposto:
 

<<Ti ho cronometrato, 11 minuti>>

 
Mi viene da ridere, poi penso
 

– Ma ci avranno visto?

– Che che te ne freg..AAAAAAAAH !!

– AAAAAAAAAAAAH

 

argh

aaaaaaaaaahh

 

 

I miei pensieri vengono vaporizzati da una visione magnifica e terrificante allo stesso tempo.

DolceZucchero è nel locale, a un metro da me.

 

Mi sento come se un milione di piccolissimi arpioni fossero stati sparati negli organi interni da un sadico pescatore che cerca di tirarli fuori tutti dall’ombelico. Più la guardo più sento tirare, è davvero lei. Il diaframma si abbassa e la bile si riversa nello stomaco. Ci rimango secco.

 

—[Aperta parentesi]—

DolceZucchero, che io chiamo così sia perché la fa incazzare sia perché, effettivamente, ci siamo conosciuti al Dolce Zucchero, è una ragazza più intelligente della media, più interessante della media e pure più bella, nonostante si vesta da maschio.

Le ho chiesto quale sia la top quality che cerca in un uomo. Mi ha risposto la sincerità.

So bene che “essere sinceri” per una donna significa una cosa, e per un uomo un’altra, e che le due cose sono totalmente incompatibili, ma chissà..

 

– Forse lei è diversa.

– Non è diversa.

– Tu non dai mai una chance a nessuna ragazza.

– Tu ne dai troppe.

– Vabbè, vediamo che succede.

 

La cerco e la trovo su facebook, ma decido di non aggiungerla – magari è fidanzata e vuole discrezione, non conosco la situazione – quindi le scrivo un messaggio su whatsapp per lasciare la decisione a lei.

Mi risponde che non ha facebook.

 

bored cat
 

– AHAHAAH CHE TI AVEVO DETTO?

– Oh uno ci prova, a pensare che esistano donne che dicono ciò che pensano davvero..

– Vabbè, ma che te ne frega? Tanto lo sai…

– Niente, appunto. Ma perché mentire dopo che mi dici che cerchi la sincerità nei rapporti?

– Ma non sono queste le cose importanti, poi lei non lo sa come sei tu, magari ha paura che t’accolli.

– A questo posso rimediare.

 

Le mando l’indirizzo del blog, di questo blog. Zero beghe.

 

– MA SEI COGLIONE?

– Sticazzi. Vuole sincerità e l’avrà, vediamo se la sa gestire.

– Hai appena creato una nuova definizione di suicidio nel dizionario.

 
Lei mi risponde con un sorrisino, dicendomi che consiglierà il blog a qualche suo amico.

Le scrivo che troverei stupido fingermi diverso da come sono, solo per una trombata.

Quale sia il nesso fra i due messaggi ancora non lo so.

—[Chiusa parentesi]—

 

Detto questo.. quand’è che potevo mai incontrare casualmente la ragazza con cui mi sono esposto di più negli ultimi mesi?

Ovviamente di sabato sera, mentre sono impegnato in una Misson Impossible per trombarmi Natasha Sonasega senza farmi sgamare dalle centomila amiche di GambineSecche sparse per il locale.

 

Sono contemporaneamente fra 3 fuochi. Nemmeno James Bong deve superare tutti questi ostacoli per scopare con la figona di turno alla fine del film.

Non so se Firenze sia particolarmente piccola o se sono io che sono particolarmente idiota.

 

– Che faccio, vado?

– Ovvio che vai, che cazzo aspetti?

– E se mi respinge? E se mostrare ad una ragazza chi sono, darle accesso alle mie storie, ai miei dubbi, ai miei amori, ai miei fallimenti fosse come prendersi un mattone in faccia? C’è tutta la mia identità in gioco.

– Ma che cazzo stai dicendo??

 

Mi scuso con Natasha Sonasega, non la rivedrò mai più.

Vado da DolceZucchero.

Mi sorride.

La invito a ballare.

Non me ne frega più niente delle spie sul cubo. Che guardino, che parlino.

La bacio sulla fronte, la stringo, balliamo un po’, senza parlare più di tanto.

Non mi arriva nessun calcio nei coglioni, è già qualcosa.

 

Ci stacchiamo. Lei parla con i suoi amici, io con Bro.

Torna da me e mi dice che vogliono cambiare locale.

Le do un bacio a stampo, uno di quelli che sa un po’ di addio.

 

 

– Tutto sto casino per un bacio a stampo? 

– Vabbè cazzo, ho permesso ad una ragazza che non conosco di scavarmi dentro, ero un attimino imbambolato… Che dovevo fare?

– Ma se ti stavo lanciando segnali per tutto il tempo!

– A te sfugge ancora il concetto che ci sono cose che si possono fare in casa che non si possono fare in mezzo ad altra gente.

– Sei un frocio.

 

Ritrovo Bro, decidiamo di andarcene, poi però il DJ mette Bailando ed io, mosso da una pulsione irresistibile, prendo per mano la prima ragazza che mi passa davanti:

 

<<Hey! Balli la sals..?>>

 

Una tenaglia di acciaio mi stringe il braccio. E’ il suo fidanzato, grosso, rasato, naso storto a furia di cazzotti e testate scambiati con i suoi amici al circolino fra un rutto di Finkbrau, un purino d’erba e una partita dell’Empoli.

 

 

<<Oh che cazzo fai? Giù le mani, levati di torno>>

<<Lei è con te?>>

<<Si è con me, via!>>

<<Guarda che anche se me lo dicevi più carino me ne andavo lo stesso>>

<<Sei te che ti ci sei avventato sopra>>

 

Su questo punto devo ammettere che ha ragione. Me ne vado.

La canzone ormai è a metà.

 

 

Trovo un’amica di GambineSecche, faccio un paio di giri con lei. Quando faccio per salutarla mi offre il suo vodka lemon.

Ne ha preso solo un sorso, gliel’ha offerto un ragazzo.

L’ha accettato per gentilezza, ma in realtà non le andava.
Mentre bevo, penso a quel ragazzo.

Vorrei dirgli che siamo sulla stessa barca, tutti quanti.

Una barca di legno con dentro una giungla caotica di emozioni, aspettative disattese e fugaci momenti di estasi.

Stiamo tutti a galla per miracolo.

Tanto vale non cercare di comprare l’affetto, tanto, chi ne ha da dare, non lo scambia di certo con un drink.

 

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