Scopri il Victor che è in te

covernic

Questa storia, scritta a quattro mani e due glandi, narra la vicenda del Victorino Eudes Conrad.

***

Lunedì.
Ore 18 e 30.

Milano.

Sono impegnato nell’attività più difficile che la città ti possa offrire: cercare casa.

Ho fatto il giro delle agenzie solo per ricevere porte sbattute in faccia e scarpe sbattute in culo da agenti immobiliari che sembra sian pagati per tenerti lontano dalla città, anziché l’opposto.

Sono incazzato, senza casa, senza figa, senza energia e ho le impronte di sei marche di mocassini diverse stampate sul culo: decido di fermarmi in un pub.

L’amico che mi ospita non tornerà a casa prima di due ore e sento il bisogno di riempire il vuoto della mia attuale esistenza con alcolici a bassa gradazione.

Ne trovo uno: musica elettro/jazz, bancone, tavoli e sedie di legno. Mi parcheggio al bancone,
ordino,
bevo,
finisco la birra,

ordino,
bevo,
finisco la birra,

ordino,
la terza me la offre il barista,
bevo.

Attraverso il fondo del terzo bicchiere noto Chicca: bionda, capello non molto lungo, occhi verdi, labbra estremamente rosse (sì ok, si chiama rossetto, ecco, rossetto rosso, molto rosso, cioè, non so se esistano graduazione di rosso tra i rossetti, ma il suo era decisamente rosso, capito no?), naso alla francese, due birre davanti a lei. Mi guarda da un po’, ma visto che ha ordinato doppio, probabilmente starà aspettando qualcuno.

Finisco la birra offerta dal barista e decido di prenderne un’altra per ricambiare la sua generosità.

Chicca si alza ed esce fuori a fumare, noto che continua a guardarmi da dietro il vetro.

La schiuma della birra ha lo stesso sapore amaro della mia vita.

Devo reagire.

Ora, bisogna sapere che a differenza di, ad esempio, il PdV, ho una certa non-abilità nel provarci con le tipe e son ancora più incapace quando si tratta di una sconosciuta al bar.

Però oh, l’ultima volta che una mi ha fissato così era nella mia vita precedente, quindi decido di scrivere a qualcuno che ne capisca più di me (il che corrisponde più o meno al 99% della mia rubrica).

Siccome ho il suo numero, scrivo proprio al PdV, che sa esattamente quali parole usare per motivarmi:

Le parole illuminanti del PdV mescolate alla birra e alla voglia di figa mi aprono il primo chakra, quello del buco del culo, ed entro in modalità Berserk.

Berserk (nome maschile) : significato mitologico :  feroce guerriero scandinavo che aveva fatto giuramento al dio Odino. Prima della battaglia entrava in uno stato mentale di furia, detto berserksgangr, che lo rendeva particolarmente feroce e insensibili al dolore.


Significato moderno: feroce studente che sta inutilmente cercando casa a Milangeles, cosa che lo ha portato a pregare svariate divinità, includendo Odino e la Madonna. Entra in uno stato di furia mentale dopo aver assunto alcolici al pub, che lo rende un maniaco sessuale.

In questo stato di coscienza alterato, si risveglia in me una voce che non credevo di possedere:

— Vai e dille: “Ciao, volevo dirti che ti trovo carina prima che arrivi la persona che stai aspettando, non mi piace rendere gelose le persone.”, col sorrisetto beffardo alcolico. Vai!

— Ma chi cazzo sei?

— Sono Victor.

— No.

— Sì, mi sono risvegliato in te dopo il messaggio del mio Proprietario.

— Che cazzo vuol dire? Ho il pene del PdV dentro di me? CHE SCHIFO LEVATI!

— IDIOTA! Il PdV è stato il Primo. La prima coscienza risvegliata e salvata da me. Come il Buddha. Dopo di lui ce ne saranno altri. Uno di questi sei tu: sono qui per farti scoprire il Victor che è in te.

— Cioè se faccio quello che dici tu, scopo?

— So ‘na sega, ma almeno non resti così a fissare quella tipa come un pesce palla erotomane che -MERDA!- la stanno approcciando tre pischelli, muoviti, usa la tecnica del bagnino!

Chicca è sotto assedio: tre sbarbati risvoltinati, vestiti bene, parlata forbita, figli di papà con appartamenti giganteschi in pieno centro pagati dai genitori.

Io sono barbuto, vestito a cazzo, dormo sul divano a casa di un amico a buffo, il mio conto in banca piange sempre lacrime di sangue, ma ho Victor dalla mia.

— Eh no, eh merda no! Se ci possono provare loro allora ci posso provare pure io! Ok, mi fido. Che è la tecnica del bagnino?

— Tuffati coraggiosamente nel ghiaccio rotto e salvala dai tentacoli dei polpi bavosi! Se le va di essere salvata, darà molte più attenzioni a te e i pischelli si sfaveranno, lasciandovi soli. Se invece le piacciono i risvoltini, non ti merita.

L’idea mi sembra buona sul momento. Origlio. Appena sento un gancio buono mi intrometto nel discorso con una battuta ad cazzum e ne approfitto per presentarmi a tutti, inclusa Chicca.

Approfitto anche della birra vuota davanti a lei, per chiederle se mi posso sedere o se il posto è occupato.

È libero.

Quando mi siedo schiaccio una levetta che fa esplodere una carica di TNT fra le palle dei tre moschettieri. Il fumo inizia a traspirare dai pantaloni di Prada. Godo.

Chicca apprezza. Sta aspettando un’amica in ritardo di un’ora e si annoia. Due battute dopo siamo soli.

Tre battute dopo l’amica ritardataria arriva insieme ad un’altra coppia di conoscenti. Io ormai ho i gomiti saldati al bancone, difendo la posizione.

— Fase 1 completata, bel lavoro soldato.

— Sì ma come faccio a provarci ora, questi non se ne andranno mai. Speravo non arrivasse nessuno ormai.

— Non affligerti di fronte alla prima avversità, minchia spenta! Non puoi provarci ora e non devi farlo. Ti troveresti tutti gli amici contro e pure lei non saprebbe come reagire. Devi ignorarla, flirtare con l’amica e diventare amico dell’altro ragazzo. La gelosia farà il resto. Poi vai al cesso e mentre sei via l’amica le chiederà se ti vuole trombare e lei risponderà “secondo te dovrei?” e l’amica dirà che sembri a posto allora lei ti farà un pompino a du’ mani perché sa che gli amici non le daranno della troia e in più così facendo marcherà il territorio impedendoti di provarci ancora con la sua amica, così impari a fare il simpatico. Funziona così. Attieniti al piano.

Non son sicuro di aver capito bene il cazzo che devo fare, ma nel dubbio rimango seduto accanto a lei. La tocchiccio ogni tanto, ma praticamente non faccio altre che parlare con gli altri. Parlo in modo spudorato con l’amica. L’alcol aumenta, i discorsi si fanno più disinibiti, mi faccio dare il numero dell’amica con una scusa di lavoro (stesso settore).

A questo punto è Chicca a cercare me, con movimenti lievi, quasi impercettibili, degli occhi e del corpo, che si avvicina al mio…

— Manovra impeccabile, ora levati dai coglioni!

— Ma perché? Mi ci sta!

— Appunto, non fare il morto di figa e vatti a riempire un sacchettino di cazzi tuoi. Ci deve essere un momento di distacco, le stai appiccicato da un’ora. Su su.

A malincuore incrocio il suo sguardo, cerco di sorridere nel modo meno mongolo che mi riesce e vado dal barista. Mi segue. Il barista (grande uomo che adoro), legge la situazione e ci versa uno shottino direttamente in gola.

Vado in bagno, uscendo dal bagno la trovo ancora lì. Parliamo, la mano sul fianco, le labbra sempre più vicine… poi le spunta l’amica dal buco del culo:

«Che fate?»

«Nulla, stavamo parlando.», dice Chicca.

«Con la sua mano sul tuo fianco? Che intenzioni hai, brutto maiale?»

«Nessuna, cazzo, è bionda! Mai ci proverei con una bionda!»

— Oddio come sono orgoglioso! Tu ha tanto potenziale, Victorino mio.

«Umm, sarà… Noi stiamo andando, vieni a dormire da me Chicca?»

«Veramente dovrei andare ad un pub qui dietro per chiedergli se hanno bisogno di una cameriera in più, non ti preoccupare, torno a casa mia.»

Mi guarda: «Mi accompagni per un’ultima bevuta? Questa te la pago io.»

La faccia dell’amica, scioccata che la mia tipina mi abbia scelto senza prima consultarsi con lei. In pratica è una dichiarazione di guerra, credo che la loro amicizia durerà poco.

— Merda, è quasi mezzanotte. Il mio amico mi aspetta da 4 ore e sta per passare l’ultima metro. Dovrei dire di no.

— Ahahahahah, sì certo, ti garberebbe.

«Senti, io vengo con te volentieri, pero vuol dire che non ho più metro dopo e quindi devo venire a dormire da te, anche perché io non ho una casa.», sento me stesso pronunciare.

«Va bene, ma sappi che abito da mio padre e che lui dorme in salotto, ergo bisognerà fare silenzio a casa.»

— Cosa cazzo è successo?

— Si sta risvegliando il Victor che è in te.

— Ma che sei, l’oracolo delle tre palle? Senti, io di solito non mi infilo in queste situazioni, devo accettare?

— La risposta è dentro di te.

«Faremo piano. Se mi rendo conto che inizi ad urlare troppo, ti metterò qualcosa in bocca.», le rispondo, dopo due ore da quando l’ho conosciuta, senza sapere da dove ho preso il coraggio e temendo una cinquina nivvìso.

«Ahaha, idiota! Dai andiamo. Ma non scherzo, a casa dovrai camminare in punta di piedi.», risponde lei ridacchiando.

— Non ci credo…

— Tanti ragazzi, eccessivamente gentili, pensano che manifestare naturalmente la propria sessualità sia volgare, o irriverente. Hanno ragione, lo è, ed è proprio per questo che devi farlo: se piaci ad una ragazza, l’irriverenza è afrodisiaca.

— Ma parli solo per massime o lezioni di vita?

— No vabbè, è che anche per me è la prima apparizione nella coscienza di un altro, insomma, sono un po’ teso.

— Serve più alcol.


Andiamo al secondo pub. Beviamo. In verità non serviva più alcol. Chicca parla col barista e si propone come cameriera, poi inizia a parlarmi di qualcosa di cui non me ne frega assolutamente un cazzo, allora la guardo negli occhi, le dico: «Stai zitta.» e la bacio davanti al bancone del pub in cui aveva appena chiesto di lavorare.

Ora, fin qui ancora bene, ma un Berserkr vero, sotto l’influenza di Victor e dell’alcol se ne sbatte delle regole di buon costume, quindi la cosa più logica da fare mi sembra quella di infilarle una mano nei pantaloni, sempre seduti allo stesso bancone.

Il barista dà fuoco al suo curriculum e ci dice, giustamente, di andare a trombare a casa, che per stasera abbiamo bevuto abbastanza. Sentendomi lievemente in colpa per averle bruciato il lavoro, dico al barista che comunque un’ottima cliente fa un’ottima barista. Dubito che funzionerà, ma chissenefrega voglio scopare.

Usciamo.

Sono le 1 e 30 passate, fa freddo, sono eccitato come una scimmia, l’idea di scopare davanti al locale mi attraversa più volte il cervello, sono bloccato solo dal freddo pinguinico di Milano a gennaio. Decido che sia il caso di ricomporsi e di andare a casa sua.

«Senti ma, tu dove abiti?», le chiedo.

«Abito a QUARTIERE PIÙ IN CULO AL MONDO POSSIBILE DA DOVE SIAMO ADESSO.»

«Ah… e come ci arriviamo a QUARTIERE PIÙ IN CULO AL MONDO POSSIBILE DA DOVE SIAMO ADESSO?»

«Bhe, a piedi saranno poco meno di due orette…»

Il taxi per le trombate d’emergenza esce dalla cornetta del mio cellulare tipo Matrix. Dopo venti minuti siamo a casa sua. Mi fa togliere le scarpe prima di entrare in salotto. Suo padre sta dormendo sul divano.

Mi piglia leggermente male, ma ignoro i miei sentimenti come ogni vero uomo sa fare e andiamo in camera sua. Entriamo, ci buttiamo a letto.

— Cazzo, cazzo, cazzo, come faccio? Il letto scricchiola e la porta di camera dà sul salotto dove sta dormendo il padre! Che situa di merda, non posso fare niente… forse dovremmo dormire e scopare domattina.

— La conosci da cinque ore, il sonno ne cancellerà la metà, l’alcol il resto e domattina sarete due estranei. Ora è il momento. Leccagliela piano.

Ci spogliamo, la sdraio ed inizio a leccargliela, dopo un 5 minuti buoni mi ferma.

«Aspetta! C’è una cosa che ho dimenticato di dirti! Ho l’herpes genitale!»

La reazione della mia anima

La fava mi crolla a terra come la torre del Jenga quando tiri il bastoncino sbagliato. I polmoni si gonfiano d’aria per fare spazio ad un battaglione di madonne volanti. Vedo la mia bara s’un prato senza fiori.

«……… CIOÈ, dopo 5 minuti me lo dici? Non me lo potevi dire tipo prima che iniziassi? Oddio, da quanto hai ‘sta merda?»

«Veramente l’ho avuto un anno e mezzo fa, poi mi son curata ed è sparito, ma mi sembrava comunque il caso di dirtelo.», pigola lei con nonchalance.

Piccola nota morale: se avete l’herpes genitale, ditelo immediatasubito, se l’avete avuto un anno mezzo fa e non avete più un cazzo…NON DITELO.

«Ma che cazzo.», dico, e torno a leccargliela, ignorando nuovamente le mie emozioni perché voglio scopare.

Infine scopiamo e, a questo punto, io immagino che nella vita di un uomo ci siano tanti momenti difficili: la tua prima polluzione notturna, essere chiamato alla lavagna avendo un’erezione disastrosa, fare cilecca, venire come Flash e, non ultimo, sentire tua figlia ventitreenne ansimare mentre il suo letto sbatte contro la parete a due metri dal divano su cui dormi…

Ecco, io personalmente non so come avrei reagito, ma ho molto apprezzato la reazione del padre in questione:

TOC TOC TOC

«C’è gente che domani lavora.»

Ovviamente, ci fermiamo, io non so cosa dire o cosa fare, ovviamente non riesco ad immaginare il disagio che si provi quando ci si fa sgamare dai genitori, ignoro se ci sia una frase che la possa tranquillizzare o meno, ma per fortuna ho l’alcol in corpo quindi non mi pongo il problema.

Inoltre in quel momento mi sembra di capire le leggi della fisica e sono convinto che se viene lei sopra, il letto smetterà di cigolare.

Continuiamo a scopare, sempre più forte fino a quando:

TOC TOC TOC TOC

«ORA BASTA, CALMATE GLI ARDORI E SMETTETELA.»

Che classe.

Dopo questa so di dover smettere davvero.

Accetto il cockblock da parte del padre della tipina e, sorprendentemente, ci addormentiamo in modo pacifico.

Mi sveglio dopo un tot di tempo imprecisato: ho mal di testa, una sete assassina, la mia gola assomiglia al deserto di Gobi e GESÙ MADONNA se mi fan male le palle. Mi alzo, prendo il telefono, guardo l’ora: le 6 e 30….MA PORCO IL CLERO!

Ho ancora voglia di scopare, sono geograficamente disperso, lei sta dormendo e il padre è sicuramente ancora in salotto.

L’attività elettrica del mio cervello sveglia Chicca, che schiude i suoi occhi verdi, ora leggermente arrossati, come un’alba che colora i fili d’erba.

La bacio.

«Che ore sono?»

«Sei e mezza.»

«Tra mezz’ora mio padre esce per andare al lavoro, abbi un po’ di pazienza.»

Milano.
Martedì.
Ore 7:00.

Una porta che sbatte.
Un padre che esce.
Un letto che inizia a far casino.

Fine.

busta150

La Posta del Pene

Una mail al giorno, dal lunedì al venerdì, per allietare le tue pause al cesso.

32
Lascia un Commento

17 Comment threads
15 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
19 Comment authors
newest oldest most voted
PseudonimoImprobabil

Ahahahah fantastica!
Però cazzo… scopare per terra no? Cioè è la base quando il letto cigola…

LordLordo

Che storia fantastica. Ho riso come un idiota dall’inizio alla fine. Ben fatto Eudes

I Am Too Old For This Shit

— Ma parli solo per massime o lezioni di vita?
— No vabbè, è che anche per me è la prima apparizione nella coscienza di un altro, insomma, sono un po’ teso.

Questa è alta letteratura ragazzi.
Alta letteratura

Condom

Splendida storia e grande lo spirito di V che con le sue dritte ha riallineato gli astri portandoti, a cavallo di una coda di cometa, ad atterrare nel mare della tranquillità.
Più Victor per tutti!

MagniFico

Ma sei un mito! bellissima storia di possessione victorina , Eudes!

Boh

Bellissima!!! Una delle mie preferite! Forse perchè finalmente il protagonista non è quel megalomane egocentrico di PDV. Si sa sempre come vanno a finire le sue storie. Finalmente una novità. Ho addirittura riso

Sisyphos

Bellissima storia! A quanto pare ho bisogno di un Victor dentro (??) di me anch’io XD

Mukkina

Eroe.

Ramingo Misantropo

l’ho finita di leggere alle ore 3 e 19 del mattino e alla fine, nonostante io viva in una campagna, quindi assai silenziosa, leggendo le ultime quattro righe, ho sentito chiaramente uno stadio esplodere dopo il gol del vantaggio della squadra di casa in zona Cesarini. Ad Maiora.

cipcip

Ma Eudes Conrad non era lo pseudonimo con cui commentata Bro?

PseudonimoImprobabil

Dobbiamo avere lo stesso tipo di problema perché anche io ero convinto di questa cosa…

CharlieBrownie

E questo, signori miei, è perché bisogna sempre girare con delle ginocchiere in tasca pronte all’uso…

Fantastica, mi sono spaccato dall’inizio alla fine.
Devo ammettere che da quando ho iniziato a leggere le tue storie almeno un paio di volte il tuo spirito si è palesato in situazioni da disinnesco TNT, grazie <3

Emme

Ho riso tantissimo, complimenti!!! 😂😂😂

Vagiullo

Applausi per Eudes, per la bionda (se è ancora viva) e per il padre (se non è in galera): tutti fantastici!

Calze a Righe

Mi è piaciuta un botto. Poi la gif finale mi ha fatto sentire proprio orgoglione di un anima affine, anche se non ti conosco.
Continua così cazo

Nolimetangere

Mi hai allietato l’attesa di 10 minuti del tram notturno per arrivare a casa (alla faccia dei vostri milanesi muahahah), grazie mille.
Dopodiché ho riso da solo come un idiota sul tram accanto a una tizia che russava.

Il finale, secco ed improvviso, è degno di lode.

Congratulazioni, Victorino!

Greta

Abbiamo bisogno di più uomini così!
Ormai nessuno si avvicina al bar , al massimo dopo ti cercano su Facebook.

Il Magico Weekend di Spartaco

[…] — Ah, ma non eri già apparso nella storia dell’altro ragazzo? […]

Potrebbero interessarti anche...

Spargi il seme di Victor!

Send this to a friend

Oh, ho trovato questa cosa da farti leggere: Scopri il Victor che è in te! Questo è il link: https://storiedelcazzo.com/scopri-il-victor-che-e-in-te/