Volevo far innamorare di me la dominicana, ma sono finito a letto con una cinese.

 
Venerdì: come fottere irrimediabilmente il cervello di un uomo e farlo tuo per sempre.

 

Avevo invitato la dominicana a cena fuori.

Una cena vera, al ristorante e tutto. Dopo 4 mesi di frequentazione ci può stare.

Mi dice che forse le viene il ciclo.

Rispondo che non ho voglia di prepararmi un piano B per la serata, di farmi sapere e che, comunque, sarei contento di vederla lo stesso.

Sono più di due anni che non mando un messaggio del genere ad una ragazza. Glielo dico.

 

 

Lei mi risponde dicendomi di evitare il ristorante, passerà da me dopocena.

 

– Mi tiene a distanza, scopandomi.

– E ti lamenti?

 

 

 

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Arriva alle 10.

Io sono teso.
Le vorrei chiedere di chiarire.
Parliamo.
Io e te cosa siamo?
Ho bisogno di una definizione, senza capirne il motivo.

 

– Il motivo è che stai diventando una donna. 

– Non rompere.

– Hey no aspetta, mi è venuto un dubbio tremendo.

– Cosa?

– Mi devi fare un favore, adesso. E’ molto urgente.

– Dimmi.

– Potresti, per favore, controllare se c’hai ancora le palle attaccate in mezzo alle gambe? 

– Mavaffanculo.

– Ahahahaah quanto sei omo

– Lei è una di quelle con cui potrei davvero godermi una storia e aspirare a qualcosa di più che una vita fatta di scopate random e distacco emotivo.

– Sisi, certo, appena hai finito di esprimere tutta la femminilità che è in te magari scopiamo, fammi sapere quando ci sei.

 

 

Alla fine scopiamo, ma io sono teso e non riesco a venire.

Lei non sente seghe e se lo mette dietro. Non l’aveva mai fatto prima.

Ma non è un premio, una celebrazione dell’effimera durata del nostro rapporto o una sorta di qualche passo avanti nella relazione.

Vengo.

 

<<Ti devo dire una cosa brutta,>> dice lei.

 
Eccoci.

 

<<Se esci anche con altre e mi vuoi venire dentro, ti devi mettere il preservativo. In qualsiasi buco, intendo.>>

 

Sono senza parole.

Le dico che ho capito.
È vero.
Ho capito tutto, anche quello che non mi ha detto.

 

 

<<Resta a dormire con me,>> le dico.
<<No, ti lascio fra le braccia di morfeo>> risponde.

 

 

La seguo fino alla porta.

 

<<Ciao bello.>>

 
E se ne va.

 

 

Domenica: volevo far innamorare di me la dominicana, ma sono finito a letto con una cinese.
 

Avevo organizzato un super pomeriggio da passare insieme: sauna, piscina con idromassaggio, aperitivo, cena e preservativi tropicali.

Poi mi arriva questo messaggio: <<Oi, ma dp a che ora ci vediamo lì? Io vengo in motorino per conto mio, che poi vado a cena da Scatafrazza!!>>

 

A quel punto, in ordine, bestemmio in 16 lingue diverse, le scrivo <<alle cinque!>> e faccio colazione mangiando i cereali con odio.

Maccheccazzo.

Non si comporta MAI come mi aspetto.

 

Davanti alla spa, la saluto con un bacio sulla guancia.

Un passo in avanti, due indietro…

 

 

Dentro la sauna non c’è privacy. Non le posso parlare.

Ma per dirle cosa, poi? Qualunque cosa mi uscirebbe storta.

Anche lei è fredda, non so se per reazione o per indole.

 

Quando usciamo, l’accompagno al motorino.

Lei appoggia lo zaino e mi abbraccia, io le do un bacio, il primo e l’ultimo della giornata.

Prima di lasciarla, le dico: <<Ti vorrei dire una cosa, ma non adesso.>>

Lei cerca di trattenermi, è curiosa, vuole sapere.

Me ne vado.

 

Il tramonto disegna una linea color rame sui tetti delle vecchie case fiorentine, mentre l’unica ragazza per cui rinuncerei alle altre diventa sempre più piccola e si confonde con l’oscurità della strada, in lontananza.

 

Arrivo a casa alle 8, piuttosto scoglionato.

Ho sempre detto di apprezzare la solitudine, ma il mio è un apprezzamento ipocrita. Voglio stare da solo esclusivamente se so di avere qualcuno a portata di mano.

 

 

Inizio a scorrere la rubrica del cellulare.

Sorvolo i contatti dei miei amici. Non ho bisogno di palliativi e loro non hanno bisogno di vedermi scazzato. Usciremo quando starò bene.

 

Proprio mentre guardo il telefono, mi arriva un messaggio.
È Asnerbea. Vuole sapere il nome di un ristorante tipico toscano. Come se io ne sapessi più di Yelp.

 

Asnerbea è una cinesina di 23 anni nata a Boston che, a furia di mangiare Big Mac pieni di ormoni, è venuta su alta, con le gambe dritte e le tette di un’americana.

L’avevo conosciuta due giorni prima e poi ignorata senza un motivo particolare.
Non pensavo che mi avrebbe scritto ancora.

 

<<Dipende… In quanti siete?>> le chiedo

<<Sono da sola stasera>>

<< Ti va di mangiare da me?>> Rispondo in modalità Zero Beghe™

<<Si perché no. Mi piacerebbe parlare ancora di libri!>>

 

Mi piacciono quando si trovano le scuse da sole.

Rifletto sulla possibilità di dirle di comprare una scatola di preservativi lungo la strada, giusto per rendere inequivocabili le mie intenzioni.

Mi trattengo.

 

 

 

Arriva a casa con una bottiglia di Chianti riserva.

Io cucino, stranamente, da Dio. Quando non me ne frega un cazzo cucino sempre bene. Appena cerco di impegnarmi viene fuori una roba che nemmeno se la mangerebbero i topi nelle fogne di Calcutta.

 

E poi via… Da qui è sempre la solita storia.
Un bacio, una mano che le scorre lungo la schiena, poi sui fianchi e sul culo.

Baci brevi, e ogni volta che mi stacco la guardo negli occhi.

 

<<Ma tu fai così con tutte?>> Mi chiede.

 

Lei vuole credere che la nostra unione abbia una ragione più nobile del sesso.
Io voglio scopare e lasciare che le endorfine mi entrino in circolo per farmi dimenticare il fatto che non sono con la donna che vorrei.

Funziona, giuro.

 

<<Ci siamo conosciuti ieri e non ci eravamo nemmeno sfiorati fino a cinque minuti fa. Non faccio così con tutte. È successo e basta. L’unica cosa che so adesso è che ho voglia di te.>>  Le rispondo, con una frase che permette ad entrambi di continuare a mentire a sé stessi.

 

Finiamo a letto.

 

 

A metà scopata, Asnerbea si sfila e si sdraia accanto a me.

Dejà vu.

 

– Eh no eh. Un’altra volta no, stiamo scherzando?! Ma la smetti di trombarti ‘ste cazzo di cingalesi che si rompono subito? Non è possibile che succeda due volte di fila!!

– Stai calmo.

– CALMO UN CAZZO! Ora che fai, me lo spieghi? Ti conosco sai, smidollato di merda, te adesso le dici ok picicici, mumumu, tranquilla non fa niente, due bacini e vai a farti una sega in bagno. Io MI RIFIUTO!!

– No, non commetterò lo stesso errore due volte. Stai a vedere.

 

<<Che c’è, che succede..?>> Glielo chiedo con un tono dolce, che cancella ogni nota di rimprovero dalla mia frase.

Lei mi risponde, letteralmente: <<mmmmmmmhhh ehhheeehhhhhh uh.>>

<<Che??>>

<<Ihhhhh eeeehhmmmm i don t knooooooow eeeeeeeeeuh>>

 
scusa che hai detto?

– Ma è ritardata?

 

La guardo e non favello.

 

<<È che uuhhmmmmmm ti ho appena conosciuto uhhhhhhh>>

 

Ah, ecco.

 

Ricordo le parole di Luca:
 

È ovvio che ti succedano ste cose, tu esci con ste povere ragazze, gli fai il lavaggio del cervello per due ore davanti ad un bicchiere di vino e poi loro finiscono a letto con te e ci sta che a un certo punto si rendano conto che vi conoscete solo da 3 ore.

 

Certo, come se conoscersi da 100, o mille ore cambiasse qualcosa.

In tutta una cazzo di vita non riusciamo nemmeno a conoscere noi stessi.
Figuriamoci qualcun altro.

 

Rido, piano.
 

<<Tranquilla, ho capito quello che provi. Non c’è problema, non dobbiamo fare niente.>> Mentre lo dico la abbraccio, come se la nostra notte fosse finita, anche perché forse lo è davvero.

 

– Beh, mi pare che tu stia facendo esattamente quello che dicevo io!

– Aspetta, possibilmente in silenzio.

– Dai cazzo, davvero pensi che per farle venire voglia di scopare bastino 30 secondi di silenzio?

– Si.

 

 

 

Quando sei nudo, a letto con una persona per cui provi attrazione fisica, i secondi sono tutta una vita.

I dubbi nascono, muoiono e fanno figli.

Vedi scorrere davanti agli occhi così tanti pensieri da poterci scrivere un libro.

Sviluppi l’arte di ascoltare i battiti del cuore.

Ma soprattutto, senti una tensione inspiegabile, che continua a crescere dentro di te, fino a che non riesci più a fingere di non sentirla.
È come una voce che ti parla, dal più profondo del tuo cuore.

 

– Cazzo faiiiiiii porca troiaaaaaaa te la vuoi scopareeeeeeeEEE?!!!?!!

 

La bacio, e la nostra serata va come doveva andare.

 

Calma, sorriso, comprensione, pazienza e cazzo duro.

Evidentemente sono queste le cose che servono per fare felice una donna. Almeno per un paio di mesi.

 

 

All’una di notte, prendo il cellulare, apro whatsapp e cerco il contatto della dominicana.

Scrivo.

 

“Stanotte ho scopato un’altra pensando a te”

 

Guardo lo schermo.

Rileggo il messaggio.

Cancello.

L’effetto delle endorfine durerà circa 24 ore. Il conto alla rovescia è già iniziato.

 

 

 

Giovedì: All in.

 

Abbiamo preso appuntamento a casa mia.
 

<<Guarda, io più di quà non arrivo.>> dice lei, parlando di noi, poco dopo essere arrivata.

 

– Oh ma lo vedi che la stai facendo scazzare? La SMETTI? Cavolo, se vuole esser chiavata e basta, chiavala e basta! Ficcati l’orgoglio su per il culo e abbozzala di fare il bambino.

– Ok… ok.

Respiro, lascio volare via alcune speranze che tenevo ancora attaccate con dei fili e le racconto la mia storia.

Lei è arrivata in un momento della mia vita in cui sarei pronto per una relazione.

Mi racconta la sua storia.

Io sono arrivato in un momento della sua vita in cui non è pronta per una relazione.

 

– Beh, se è così scialla, potrei farle leggere il blog.

– SEI RITARDATO?

– Boh sticazzi, se vuole restare solo trombamica si farà du’ risate e via.

– NESSUNA si è mai fatta due risate e via quando gliel’hai detto dopo così tanto tempo!! E’ SEMPRE finita in lacrime, estrogeni fuori controllo, bamboline Voodoo a tua immagine e somiglianza con spilli ficcati nell’uccello, messaggi chilometrici che neanche Omero e Dante insieme sarebbero riusciti ad essere così TRAGICI, ma soprattutto una DRASTICA e immediata interruzione delle scopate! E’ una pessima, pessima idea.

– Loro volevano una relazione, lei no.

 

 

La fisso. Mi chiede che c’è.

 

<<Ti voglio dire una cosa, ma non posso dirtela a voce, la devi vedere con i tuoi occhi.>>

<<Cos’è, sei un pervertito?>>

<<No.>>

<<Lecchi i piedi?>>

<<No no! Sono delle cose che scrivo… ti devo mandare un link.>>

 

Ci salutiamo.

Sono solo.

 

– NON LO FARE

 

C’è Sbrìnci online, le chiedo consiglio. Mi dice di scrivere.

Scrivo.

 

Questo sono io: (link)

Se pensi di reggere la premessa che mi hai fatto, ci vediamo quando torno.

Non mi scrivere fino ad allora o rovini la naturalezza della tua espressione quando ci rivedremo e tu avrai letto ogni mia singola storia.

 

– NOOOOOOOOOOOOOOOOOO

 

Invio.

O la va o la spacchissima.

 

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Dodici giorni dopo: disaccordi imperfetti (la versione di lei).

 

Arriva con così tanto ritardo che pensavo non venisse più. Davvero, avevo già scritto ad un’amica che era fuori, intenzionato ad uscire ed iniziare a scopare a caso per dimenticarmela con una terapia d’urto.

 

Poi suona il campanello.

 

<<Insomma… le tue storie… Le ho lette>> dice lei.

<<E… ?>> le rispondo

<<Io credo che una persona, leggendole, possa solo ridere o incazzarsi…

 

…Io non ho riso…

 

Silenzio.

Il mio cuore salta un battito.

 

 

– Non solo TE L’AVEVO DETTO, ma TE L’AVEVO DETTO PIU’ VOLTE e tu “nonono io faccio come cazzo mi pa-“

 

… Però mi sono eccitata tantissimo.>>

-re

 

Il mio cervello va in frantumi, la guardo come una donna guarda la leva del cambio – senza capirci un cazzo.

Dopo 3 o 4 secondi la consapevolezza inizia a scivolarmi dentro.

Mi avvicino, piano, senza sapere se incontrerò le sue labbra o la sua mano aperta in movimento rapido.

Ci baciamo.

 

Io ho il cuore che batte a mille e lo stomaco sottosopra.

Mi scuso con ogni divinità esistente per gli sporadici moccoli e propongo un’alleanza temporanea per far sì che mi si rizzi, perché adesso o la chiavo o sono davvero un coglione.

 

Dopo un po’ di pomiciata mi tranquillizzo, riprendo il controllo e scopiamo finché non mi si ammoscia. Letteralmente abbiamo scopato finché Victor non ha detto “vabbè basta dai” e si è tolto dalla scena.

 

Poi, per la prima volta, lei è rimasta.

Siamo stati abbracciati a letto per diverso tempo, raccontandoci alcune cose che prima sembravano fuori luogo, mentre adesso rientravano nel nuovo equilibrio che si era creato.

 

<<Ho una cosa per te>> dice lei, ad un certo punto.

 

Si alza e va di là a frugare nella borsa.

Poi torna e mi consegna una lettera.

 

<<Io non so scrivere, però questa è la mia versione della nostra storia. Leggila quando io non ci sono, e poi sentiti libero di mandarmi affanculo, se credi.>>

 

Ce l’ho proprio adesso sulla scrivania.

Si intitola: Disaccordi Imperfetti (la versione di lei).

Mi chiedo cosa possa aver scritto, per avermi voluto dire che la posso mandare affanculo dopo averla letta.

 

Lo scoprirò a breve.

 

 

Venerdì: suspance.

 

Ho letto la lettera, due volte.

Non voglio anticipare nulla, per il semplice fatto che la voglio pubblicare qui sul blog, con il permesso dell’autrice ovviamente.

Stay tuned.

 

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8 Commenti su "Volevo far innamorare di me la dominicana, ma sono finito a letto con una cinese."

 
Uomobeta

Finalmente abbiamo cio che volevamo, la versione della parte femminile, ciò che pensa e prova una donna mentre viene sedotta

MaiUnaGioia

Aspetta …ma la lettera dov è???
Comunque ciò che amo più di tutto in queste storie sono tutte queste gran bevute di Vino !!!

Proprietario di Victor

La lettera è qui: https://storiedelcazzo.com/disaccordi-imperfetti-la-versione-di-lei-2/

Il vino non può mai mancare. In realtà gli appuntamenti con le ragazze sono solo una scusa per provare nuove enoteche

MaiUnaGioia

Si eh nuove enoteche ahah

Niente sono esaurita mi sto leggendo le storie al contrario .. Vabbè comunque devo cerca la polvere di ippocrasso ( non sono sicura che fosse questo il nome ) lo voglio assaggiare pure io !

Proprietario di Victor

Stai attenta: provoca sbronze inaspettate

MaiUnaGioia

Non ho paura :D

L\'apprendista

Apprezzabile la sincerità che però concedi quasi solo a chi è nel tuo mirino sentimentale e non a chi è nel mirino di Victor! Non farla suonare come una critica, ma più come il punto di vista della “cinese”. Io sono solo un’apprendista e a poco più di metà del tuo blog, con una neo condizione di libertà, intrigata un nuovo modo di vivere la sessualità, il tuo modo di vivere la sessualità, che si è resa conto di essere nata del sesso sbagliato o meglio in una società che ci mette le catene ai polsi e alle caviglie (in effetti potrei sfruttare con malizia la cosa 😜 ) per limitare le potenzialità del nostro sesso! Quanto sarebbe più bello essere donna!

PS.

Sviluppi l’ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE.

Frase “casuale” o citazione dell’omonimo libro? (Un libro che amo!)

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