“Ed ella fece della sua vagina fontana”

Ehm, non so come scrivere l’introduzione a questa storia.
Facciamo che la salto e arriviamo direttamente al punto in cui mi devo vedere con una tipina che chiamerò Kickia Elatine.

Kickia mi sta puntando un fucile alle palle, però ho riso troppo a leggere la sua versione del nostro incontro e – anche se era solo per me – ho ottenuto il permesso di pubblicarla censurando alcune parti selezionate da lei, che saranno sostituite da versi della Divina Commedia.

Questa è la prima volta che una tipina scrive per prima la sua versione dei fatti. M’ha detto che per una volta vuole sapere cosa pensa di lei – sincero – un uomo al primo appuntamento.

Direi che è finita nel posto giusto.

Lascio la parola a K. Elatine.


E’ iniziato tutto quando alcune persone mi hanno detto: “C’è uno senza filtri, che parla di sesso e appuntamenti. Ha un blog”.

Mi precipito al computer.

Storiedelcazzo? Già mi piace.

Lo finisco in una notte, tutte e 18 le pagine. La stessa sera indago, trovo il nome del proprietario, lo aggiungo su Facebook (non lo faccio MAI, lo trovo patetico) e tempo un secondo ricevo un messaggio:

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.”

Ma come??

Insomma, comincio a conversare con storiedelcazzo, che ovviamente in tempo record mi chiede il numero e mi fa spostare su whatsup, come da copione.

Chattiamo un pochino e arriviamo alla conclusione che dobbiamo incontrarci, peccato ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso tal, ch’io pensai co’ miei toccar lo fondo de la mia gloria e del mio paradiso.

Ora vi racconto della nostra uscita e mi dispiace Victorine, ma devo distruggere in parte il vostro beniamino.

Non so se è perché sono uscita con troppi ragazzi, o perché sono troppo cinica, o perché ho letto tutto ma tutto il blog e quindi so cosa aspettarmi da lui, ma a me Storiedelcazzo non ha impressionato nemmeno un po’.

Mi viene a prendere con la macchina a noleggio e so già com’è fisicamente, quindi nessuna sorpresa quando scende. Altino, magro, vestito normale.

In macchina la conversazione è stentata.
Ma come, un così arguto scrittore e poi dal vivo non sa cosa dirmi?

Sono delusa, delusissima.
Anche io a dire la verità di solito parlo come una radio, ma stavolta non so proprio cosa dire. Mi spremo le meningi mentre le scimmie suonano i piatti nel mio cervello e lui cerca di capire come arrivare al ristorante, tutte le strade sono chiuse.

Me lo immagino mentre impreca nella sua testa perché la casa dove sono ospite è lontana dal centro e mi racconta di come nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita… Seriamente stiamo parlando del traffico?

Finalmente parcheggiamo ma la macchina a noleggio non si spegne, quindi dobbiamo chiamare il servizio clienti e aspettare. Io sono tranquillissima, ridacchio sotto i baffi mentre lui è sempre più nervoso (o perlomeno così mi sembra).

Mi porta – come prevedevo- in un posticino in centro molto alla buona, forse per testare quanto io sia aperta a tutto (sembro un po’ snob). Lo sapevo, infatti secondo il color d’i capelli, di cotal grazia l’altissimo lume degnamente convien che s’incappelli.

Vedo il suo sguardo di disappunto quando capisce che non si può mettere accanto a me perché il tavolino è troppo piccolo.

“Vabè” mi dice “fino a che non ci portano da mangiare mi siedo accanto a te”. Classico.

Tutte le volte che ci muoviamo (quando siamo scesi dalla macchina, quando ci sediamo al tavolo, quando ci alziamo) fa in modo di sfiorarmi il braccio o il fianco. Una volta sarei stata elettrizzata ma ve l’ho detto, sono uscita con troppi ragazzi e ho letto tutto il blog.

Mi chiedo dove sarà la tappa del dopocena. Andiamo su una specie di diga in mezzo al letto del fiume, intorno a noi qualche adolescente che si fa le canne e sopra di noi il cielo stellato. Molto bello, devo dire. Non sono impressionata, ma bello.

Mi dice “adesso se avessi una chitarra ti canterei una canzone”, non sapendo che se c’è una cosa che odio sono i mille visi cagnazzi fatti per freddo; onde mi vien riprezzo, e verrà sempre, de’ gelati guazzi.

Insomma, aspetto il mio bacio che non arriva.
Mamma mia che dilettante questo storiedelcazzo.

Tergiversa, si avvicina, non fa niente.
Io sempre tranquilla.

Finalmente mi dice “Vieni qui” e scatta il bacio.

Ottimo limone, meno male, non ce l’avrei fatta a sopportarne uno brutto.
Ce ne andiamo dalla diga e camminiamo per la città, ormai deserta.

Arrivati quasi sotto casa sua gli sparo uno “Scusa ma dove stiamo andando?”, un po’ stizzito, e per un attimo vedo il panico nei suoi occhi.

“Beh, io sto qui ma…”
“Ma sto scherzando, scemo! Non c’è bisogno che attacchi con la storia del tanto non dobbiamo fare sesso”.
Ridacchiamo salendo le scale.

La casa è veramente bruttina, sembra quella di uno studente fuori sede (scusate, in effetti sono snob).
Mi offre una vodka liscia, chiacchieriamo un po’, poi mi prende in braccio e mi porta in camera (“uhh quanto sei forte!” “Ma se sei leggerissima!”- Adoro sentirmi dire che sono magra).

Mi spoglia, mi fa i complimenti per il mio vestito e le mie mutandine, di quelle con i bordi arricciati, colorate ma trasparenti. Sapevo che un francese le avrebbe apprezzate.

Qui arriva la parte che gratificherà l’ego di Victor.
Storiedelcazzo scopa bene.
Victor è un signor pene e la tecnica c’è.

– AAAAHHHHHHH FINALMENTE! Dopo tre anni di duro lavoro qualcuna che riconosce apertamente le mie qualità!!

– Veramente ha detto che sono unimpressive, scontato e pure un dilettante.

– Io, IO, Parlava di ME, Victor, la Semidivina Cannella, fonte d’ogni torrente che sbocca a valle della Vulva! Te non c’entri un cazzo, stai zitto e lasciala parlare.

Mi dispiace non essere al massimo della mia forma perché ho fatto troppo sesso questa settimana, sono indolenzita.

Che peccato, di solito non ho bisogno di preliminari.

Poi io ho questo problema dell’ansia da prestazione da pompini, vorrei farli ma ho troppa paura di fare cagare.
E Victor è grosso, non ce la farò mai a fare un deep throat fatto bene.

– Oh sì, continua!

– Guarda che ha detto che non fa i preliminari e nemmeno i-

– TACI, inutile appendice del Celestiale Randello! Inginocchiati d’innanzi alla mia magnificenza e baciami le palle in segno di rispetto! 

– Ma sei scemo? Guarda che anche volendo non ci arrivo.

– Perché non sei degno!

Insomma, non ricordo moltissimo perché il vino a cena più la vodka liscia dopo hanno lasciato il segno, ma le cose fondamentali sì.
Specialmente quando ad un certo punto si ferma e comincia ad usare le dita.

“Ma no, che cazzo fa cosi a metà atto… Ma non possiamo continuare, andavamo cosi bene… Ma poi ha capito che sono già venuta?

No lo devo fermare, gli devo dire che io non vengo mai così, poi la seconda volta, è impossibile, perde tempo. Oddio forse quello è il punto G?

Wow, quel punto lì lo raggiungo solo io quando faccio da sola… Ma che cosa sta succedendo? Oddio ma si sta muovendo fortissimo oddiooo NON CAPISCO CHE SUCCEDE??”

SPLLLLLLLASSHSHSHSHSHSHSHSHSHSSHHSSHSHSHSHSHSHHSHS

 

NON CI POSSO CREDERE.

Scoppio a ridere fortissimo.
Ho squirtato!

Ok, non era la prima volta, ma di certo non l’ho mai fatto così a comando, in circa 30 secondi di tempo, senza nemmeno capire come.

Questa è la cosa più divertente del mondo, soprattutto perché – come gli spiego – ho letto l’articolo sullo squirting ma neanche per un minuto ho pensato potesse funzionare davvero.

Finiamo la trombata con me che rido incredula.

Spero non mi chieda di andarmene perché sono veramente stanchissima, ah bene non lo fa, possiamo dormire, ah addirittura il bacetto della buonanotte.

È stata una bella scopata Victor ma secondo me potevamo dare di più.
È stata una performance un po’ tutta tecnica e poca emozione.

Non ti spaventare, non mi interessa che mi si tenga la manina o che mi si guardi negli occhi, però secondo me è stata un po’ asettica, un po’ meccanica.

Non so se tu sei la classica macchina da sesso egoriferita (probabile) o se bisogna solo scoprirti un pochino, però a volte la scopata così, senza essersi trasmessi molto, non è il massimo nemmeno per una cinica come me.

Mi sarebbe piaciuto capire qualcosa di più di te. Non per ottenere qualcosa eh, solo per dire ah ok, questa persona è così.
O forse sono solo un cuore di panna e non lo voglio ammettere.
Comunque bel pisell.. ehm begli occhi.

 

 

Ooooh, finalmente tocca a me, mi prudevano le mani!

Allora, intanto devo dire che quando l’ho vista ho subito pensato che fosse molto più carina che in foto. Non me lo aspettavo. Di solito, chi si fa così tante foto è perché rende meglio dietro allo schermo, così come io rendo meglio dietro alla tastiera.

Poi per il resto l’appuntamento è iniziato veramente malissimo per colpa di quegli etruschi di merda che hanno lasciato pure gesù bambino sotto terra e quindi NO, niente metro, sennò diamo fastidio ai mattoni di terra cotta che dormono, però in compenso rompiamo il cazzo a tutta la popolazione in superficie, invertendo i sensi delle strade ogni 72 ore per 6 anni perché non siamo in grado di gestire il traffico.

Insomma son le dieci di sera, ho fame, mi sono perso e nella macchina c’è silenzio perché nella mia mente

 

Ritrovo la pace mentale solo stringendo le mani attorno alla bottiglia di Syrah.

Inizio a parlare con Kickia e la trovo molto spigliata, sicura, femen. Una tipina dalle movenze eleganti, che sa quello che vuole nella vita e si nutre solo di crostini.

«Sembri una francesina.»
«Ihihihihi. Cip cip cip.»

Poi però, appena iniziamo a parlare di sesso

«NO OH MA TE NON PUOI CAPIRE CIOÈ LE DONNE IN REALTÀ VOGLIONO FARSI TRAPANARE COME SCIMMIE URLATRICI SOPRA ALLE LAVATRICI ACCESE»

– Wooooooow, che è successo?

– Non lo so, ma lo devo assolutamente scoprire.

– Nono aspetta, io mi sa che ho già capito.

– Cioè?

– Vuole il cazzo.

– Molto umile.

– Sono serio. Appena vi siete messi a parlare di scopate è diventata un’altra, è ovvio che con te su quel tema lì si apre, quindi non stare a tirarla tanto per le lunghe!

– Ma sai una sega te, ancora non ci siamo raccontati niente!

– Madonna quanto mi fai arrabbiare. Le tipine hanno dei livelli di consapevolezza, ok? Se sei famoso, o se un’amica gli ha detto che scopi bene, o se sei nero, ci devi provare subito! Se perdi tempo te le bruci. Solo se sei un indocingalese devi prenderla più larga, iniziare a raccontarle le storie della tua cultura millenaria, del kamasutra e tutte quelle puttanate lì.

– Sì, ok. Io però ora ci chiacchero.

– E ALLORA SEI FROCIO

Contrariamente alle mie aspettative, il vino non la scioglie più di tanto.

Cambiamo location e K. Elatine continua a passare da Sophie Marceau a Terminator, seguendo una strada tutta sua e non la mia, quindi non riesco a trovare un punto di contatto per creare un po’ di intimità.

È inavvicinabile

Anzi mi sento giudicato proprio abbestia.

È lì che guarda il cielo, poi guarda me, poi sospira. Silenzio. Faccio una battuta, ride per finta e poi sospira. Silenzio. Le faccio una domanda, risponde asciutta e poi sospira. Come se si aspettasse qualcosa da me, ma senza dare niente in cambio.

Silenzio.

– Ma cosa vuole? Che io faccia lo spettacolino del piripallo? Che la intrattenga? Che faccia la famosa performance del Proprietario di Victor? Se non vuole stare tranquilla a fare due chiacchere può anche farla lei la prima mossa, io non posso baciarla in un momento in cui non ci sta bene. Sembra quasi che sia venuta apposta per rimbalzarmi e poter dire che ho fallito con lei.

– No no no no, te c’hai le mestruazioni nel cervello! Non ti permetterò di usare le tue paranoie come scusa per non provarci perché hai paura che sia una mystery shopper delle cappelle. Non lo è. Ogni donna è mossa da motivazioni incasinate e imperscrutabili. Chissenefotte. Voi due vi siete studiati, calcolati, incontrati. Tutta la tua parte di attrazione mentale è finita con la bottiglia di vino. Ora devi fare quello che ti dico io e prestare attenzione ad un unico, fondamentale, dettaglio.

– Quale?

– Che te sei li che parli parli ma lei vuole il cazzo.

– Ma non c’è il momento…

– Dille “ho voglia di baciarti” e crealo, finocchio!

La bacio anche se non c’entra nulla.
Sostanzialmente ha vinto lei, infatti mi prende pure per il culo quando arriviamo a casa. Una donna che ha la vagina in allarme perché sente che sta per essere chiavata non si mette a fare le battutine davanti alla porta. Una donna che ha deciso che ti vuole scopare invece può fare quello che vuole.

Lei per esempio vuole stare sopra.
E sa stare sopra molto bene.

Il che va benissimo per la maggior parte degli uomini, non fosse che io sono rimasto traumatizzato dalla storia di Dennis Rodman che, saltando addosso alla sua donna, ha centrato il bordo del letto con la minchia, piegandola a metà.

Non so da quant’è che non vengo stando sotto.
Penso che potrei durare per centosessantadue ore perché mentre scopo ho il terrore che vada fuori asse.

– AAAAAAAAAAAHHHHHHH. Attento, attento! Piano, falla andare più piano!!

– Stai calmo, è brava, non lo vedi che arriva a bordo cappella in modo ultra preciso? Sa quello che fa.

– È uguale!! Mi sto cagando sotto! Porca troia vai sopra, vai sopra!!

– No, devi fartela passare, sento che la cappella è un po’ fioca, dacci di kegel!

– No vaffanculo! Se tengo il collo morbido non rischio la decapitazione quando sbaglia mira.

Realmente, mi rimane duro sotto e si ammoscia solo la cappella. Le magie di Victor.

Comunque, in tutto questo, raramente capita che una donna abbia una personalità forte a letto. Se chiudi gli occhi e ti sdrai, riconosci la tua fidanzata perché vi siete costruiti un modo tutto vostro di fare sesso, ma le trombamiche le riconosci solo ad occhi aperti.

Lei no.
Basta una scopata e poi mica te la scordi.
È come avere una pressa idraulica supersonica sulla fava.

Molto figo e molto impegnativo, per questo dopo un po’ mi viene in mente di farla squirtare, anche perché faceva un caldo becco, i nostri due corpi si stavano fondendo insieme come magma, e ci stava bene un break rinfrescante.

Lei viene tipo subito e scoppia a ridere.

 

«AAAAAAAAAHAHAHAAHAHAHA»

«Che succede?»

«MA È COSI CHE FAI SQUIRTARE LE TIPE?»

«Ehm sì.»

«AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH»

 

– Ma cosa c’è di tanto divertente?

– Lascia perdere, non pensare. Senti quant’è bagnata, infilami!

– Okay. Sei dentro. Guarda comunque che lei non mi sembra minimamente interessata.

– …Come osa!

«HO LETTO L’ARTICOLO SUL BLOG MA NON AVEVO IDEA CHE FUNZIONASSE DAVVERO IN QUESTO MODO AHAHAHAHAHAHAH»

Hai mai cercato di penetrare una donna che ti ride in faccia?
Non è facile.

– Vai di Bombata a Pistone! Vediamo se continua a ridere!!

Continua a ridere. Poi un po’ meno. Poi smette.
Alla fine ci rotoliamo stremati sul letto, abbracciando l’aria del ventilatore.

È stato un tour de force, sia a livello psicologico che fisico.
Una specie di gioco di potere strano, che mi è piaciuto anche se non l’ho capito bene.

Come i film di Lynch, li devi vedere due volte.

Alla fine, quasi in segno di pace, ho messo su una canzone di Mannarino che amo.

«È quello che facciamo un po’ tutti…» mi dice K. Elatine «…fare finta di non avere mai avuto paura.»

Penso sia stato il primo momento in cui mi abbia davvero mostrato qualcosa di sé.

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