Il ritardo mentale delle bionde

Oggi ti racconto la storia di una ragazza che, per comodità narrativa, chiamerò la Ritardata.

La Ritardata è bellina assai. Vestita da infermiera potrebbe far risorgere il Victor di un vecchio ottuagenario che non scopa da quando andavano ancora di moda gli uomini con la frangia.

 

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Probabilmente siamo tutti figli degli idraulici perché non c’è verso che le donne non c’abbiano riempiti di corna quando andavano di moda i capelli così.

 

Peccato che, come forse il nome suggerisce, le cose fra me e lei non siano andate proprio benissimo.

Comunque, tutto inizia come al solito su Tinder, con un mio meraviglioso messaggio di apertura:

 

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– Ma come scrive, è dislessica?
– Stai zitto e riapri le foto, com’è il rapporto tette-scrittura?
– 10 a 4 per le tette.
– Procedi.

 

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– Oh, manco la conosco e già fa la gelosa!
– Sta giocando, forse non è spastica, vai vai.

 

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– MA CHE È ‘STA MERDA?
– Non capisci. È un flusso di coscienza, alla James Joyce, ma con uno spruzzo di David Foster Wallace.
– Ma io ti spruzzo nei boxer come una seppia incazzata se non la smetti di bruciarti le bionde con ‘sti papiri su Tinder che se vedono più di 3 righe di testo gli va in corto il cervello!
– Se non è in grado di leggere un cazzo di messaggio come questo non ci voglio uscire.
– Riapri le foto. Qual è il rapporto tette- “assoluto bisogno che sia anche intelligente”?
– 10 a zero per le tette.
– Coglione.

 

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– Ah-a! Visto? È Figa e pure simpatica!
– C’hai un culo certe volte…

 

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Fino a qui tutto bene. Ero abbastanza fogato e le ho scritto subito su whatsapp.
“Buongiorno signorina. Ora vado a pranzo, poi ti spiego come funziona il karma quando ci si conosce su Tinder ;) Intanto di dico che mi chiamo *stocazzo*, così mi puoi salvare e pure stalkerare su facebook se ti va. (Io lo farei, almeno vedi da te che sono un tipo ganzo e non te lo devo spiegare io, che è brutto)”

La Ritardata: “Uhahahhaaa ok piacere *La Ritardata*. Sei francese??

Io: Sì, sono *cazzi miei* Poi che dire… Mi sono appena licenziato per fare *degli altri cazzi miei*, bevo un sacco di vino rosso e odio i vegani. Tu invece che mi racconti, qual è la tua storia?

 

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Un papiro di sei metri con tutta la sua vita da cui capisco solo che lavora da otto anni in un fast food.

 

– Eeeeeeeeeeeeh?
– Cosa?
– Lavora da otto anni in un fast food? Ma com’è possibile? Sta buttando nel cesso la sua vita, ok che è bionda ma potrà pur aspirare a qualcosa di meglio dopo otto cazzo di anni a girare hamburger. No via, io non posso uscire con lo stesso livello di ambizione di topo gigio, devo darle una mano.
– Guarda nuovamente le foto. Qual è il rapporto fra tette – “interesse per il lavoro che svolge” ?
– BASTA CON ‘STA STORIA DELLE TETTE

Non resisto.
In questi casi mi esce fuori tutto l’istinto di protezione che sfogherò un giorno sui miei figli asfissiandoli fino a spingerli nella droga, nell’alcol e nel sesso, in modo che diventino tali e quali a me.

Le mando un vocale.
Carino, paterno, di quattro minuti.

Le ho detto cose come: “Quello che mi hai scritto mi ha fatto pensare, e ricordare un pezzettino di quella che è stata la mia storia…”

E: “A un certo punto, come te, semplicemente volevo cambiare aria, e so quanto è difficile andare contro il volere dei propri genitori, del proprio padre, senza avere un po’ di incoraggiamento che arrivi dall’altra sponda…”

E anche: “Dopo 8 anni lì dentro, cioè davvero, che cazzo ci fai lì? Ora io lo so che magari non ci conosciamo e tu mi odierai perché mi sono preso il permesso di dirti queste cose, però è veramente uno spreco. Basta. L’hai fatto, hai imparato a farti il culo, a sopportare clienti tremendi e colleghi ancora peggiori, bona, licenziati. Ti devi licenziare. Questa è una nota di demotivazione dal tuo lavoro così che anche se poi non usciamo mai insieme, allora il nostro incontro avrà comunque avuto un senso e io guadagnerò tantissimi punti karma…”

E altre cose così che non potevo permettermi di dirle, ma che le ho detto lo stesso.
È giovane, bella, bionda. Ha bisogno di una guida perché sta sprecando la sua vita.
Dovevo provare tutto ciò che era in mio potere per farle fare un reality check, a costo di essere pesante, a costo di essere scartato.

Questa è stata la sua risposta: “Sei testimone di Geova?”

– MA COSA CAZZO C’ENTRA?
– COSì IMPARI A PARLARE CON LE BIONDE!

Le dico che io scopo e mi faccio le canne come tutti i ragazzi normali, ma le dico anche che, in effetti, i miei genitori lo erano.
Mi ha fottuto.

Mi ha visto dentro e io devo capire come cazzo ha fatto a dirmi una cosa del genere.
Cosa c’è, nel mio modo di fare, che possa portare una ragazza sconosciuta a riconoscere che ho un enorme vuoto spirituale dentro di me, che probabilmente non risolverò mai.
Come ha fatto a percepire tutti i miei conflitti irrisolti, tutte le battaglie che ho dovuto affrontare per sganciarmi da una religione che non era la mia, le botte, gli scioperi della fame, le fughe a casa di Bro, come se abitasse dall’altra parte del mondo?

Come ha fatto poi LEI, una bionda che frigge le patatine, ad avere questa sensibilità nei miei confronti?

Sono irrimediabilmente agganciato al suo amo. Non cerco nemmeno di lottare.
In quel pomeriggio, per un’ora, la Ritardata è stata la donna più importante della mia vita.

Risponde alle mie domande con una nota vocale, la prima da parte sua.

È cresciuta come me.
Anche lei si è sganciata. La sorella non le parla più. Il migliore amico non le parla più.
La capisco.

Ricordo quanta gente ho dovuto mandare affanculo per potermi mettere con Sbrìnci, quando eravamo piccoli.
La chiamo.

Inizio a percepire le prime note di disagio.

Volevo condividere un pezzo della nostra storia, invece mi ritrovo invischiato in un pippone senza senso in cui lei cerca di darmi dei consigli su come dovrei essere più me stesso perché sennò poi lei pensa: “Ma guarda te questo come parla, tutto educato, per benino, che scandisce bene le parole e usa tutti dei termini tutti altolocati… Con me no per favore!”

– No, no per favore non rovinare tutto. Siamo una cosa rara. Possiamo parlare di cose di cui non possiamo parlare con nessuno, possiamo condividere una parte di noi che di solito rimane sepolta. Cazzo tu c’hai perso una sorella, io tutti i miei amici d’infanzia, non rendiamo stupida questa cosa.
– Non si parla di cose personali con le tipe di Tinder… È gente sconosciuta, che ti vuoi solo trombare e che non conta un cazzo. Lo devi capire.

Cerco di spiegarle che io parlo bene semplicemente perché non sono ignorante. Non capisce. Io parlo troppo come Gesù, dice.

Io.
Gesù.
Io.

 

 

 

 

 

Mi verrebbe da linkarle una storia del blog, ma sono mosso a pietà dai suoi capelli dorati e mi trattengo.
Le dico, semplicemente, che parlo bene perché mi piace, che se un Testimone di Geova vivesse con me per una settimana gli prenderebbe un infarto e che sto bene così.

Capisce, più o meno.
Dice anche che si vuole davvero licenziare.
Ci salutiamo.

– Che cucciola, peccato sia stupida.
– Bravo, abbraccio paterno con puntina di cappella appoggiata è una combo sempre vincente!

Il giorno dopo la sento e le dico che l’aiuto a preparare il piano per un licenziamento in grande stile e di tenersi libera per quando torno a Fi.

Mi risponde che non le serve il mio aiuto per licenziarsi perché sa come si fa, basta fare un foglio.

– Ma cosa ha capito??
– Apri le fot-
– Stai zitto!

Quando torno a Fi, lei si è barricata in casa sotto mutua, perché la boss non le accetta le dimissioni.

Da qui inizia il delirio.

Le dico che barricarsi in casa tipo guerra di trincea non la porterà da nessuna parte, di abbozzarla e di vederci per un caffè, così l’aiuto a scrivere una lettera di presentazione per trovarsi un nuovo lavoro – che se scrive il CV come scrive i messaggi, al massimo la assumono al circo delle pulci.

Lei ha capito, non so come, che io la volevo assumere per fare un altro lavoro.
Le rispondo che non sono proprietario di un fast food, ma che posso darle qualche dritta lo stesso.

 

– Perché ti sei infognato a parlare di lavoro con una che ti vuoi solo portare a letto?
– Perché le do una mano volentieri, visto che non c’ha nessuno, così almeno ci si conosce e poi se c’ho voglia me la porto a letto lo stesso.

 

Mi risponde: “Guarda io nn ho tempo ora ho da farne mille.”

Io: “Ahahahah ma se sei a casa in finta malattia, ven via!”

La Ritardata (testuali parole): “Cioè non capisci, io devo fare delle lastre perché in vacanza ho preso una botta nelle osso sacro e mi sa mi si è rotto poi altri problemi che non sto a raccontarti .. cmq io sto a csa nn perché sua grave ma perché le ore lavorative sonj teoppo pesanti per la mi a situazione ora fisica”.

 

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Cosa cazzo ho appena letto?

 

Non sapendo veramente se cercare di risponderle, inviarle un link al dizionario o il numero di un logopedista, mi limito ad un: “Non devi giustificarti ;)”

Si aprono le porte degli inferi.

La Ritardata: “Ascolta ho mille cose da fare
Sto andando al sindacato
Nn capisco cosa intendi
Dimmi sii chiaro e coinciso
Ho veramente poco tempo
Oggi
Hai detto che avevi un lavoro da farmi fare ieri
Quale sarebbe?”

 

– AHHHHHHHHH come si permette?! Chiaro e conciso lo dice a quella troia di sua sorella!
– Coinciso, porca troia ha scritto coinciso, ma come si fa? E poi quando cazzo le avrei proposto un lavoro? Questa è troppo cretina via, non ce la fo’.

 

Mantengo il mio aplomb e le rispondo cortesemente: “Ma che modi sono? Fai le tue cose. Ci sentiamo.”

La Ritardata mi manda una nota vocale che io a rischio di denunzia penale, di carcere perenne e rivolta femminista qui condivido:

 

 

6cc9874c7b2f12009f230fc2b3cafc86Una foto di Victor scattata sul momento

 

– IO TI FACCIO SQUIRTARE CON LA SABBIAAAAAAAAA!!! IO TI CONDANNO A CENTOSESSANTA RANDELLATE DI FAVA SUGLI ZIGOMIIIIII AAAAAAAAAAARGH
– Minchia ora le faccio una parte di merda che la spettino

 

Le mando un vocale in cui le spiego, in ordine:

1. Che non mi interessano i suoi problemi personali.
2. Che le faccio delle domande per conoscerla meglio e che mi deve rispondere quando è libera e tranquilla e che non sto certo lì a guardare il telefono per aspettare i suoi messaggi.

– E questa la chiami parte di merda? Potevi dirmelo, te le prestavo io le palle!
– Le ho detto quello che doveva sentirsi dire.
– Doveva sentirsi dire che è una cretina!
– No, ha bisogno di qualcuno che le spieghi come si sta al mondo.

Ma a lei fottesega proprio delle mie lezioni di vita. Va All-in.

“Ma cioè, veramente, io non ti conosco neanche! Cioè te, te mi stai facendo “te ti devi interessare” no vabbuò, te ‘ttu stai proprio male male ma a livelli proprio… Vai a letto va’ ! …

mi esplode la testa

– MAREMMA MAIALA NON HA NEMMENO CAPITO QUELLO CHE LE HO DETTO

“… Tu mi hai detto una cosa quindi siccome tutti gli uomini usano la solita tattica per poi andare a parlare di altro, io in questo momento ho altre cose da fare, quindi tu la stai rigirando a modo tuo, ma chi ti conosce? Chi ti ha chiesto di aiutarmi?

Voi uomini avete questo grande problema di arrampicarvi anche sugli specchi, allora io non ti conosco, tu non mi conosci, lascia fare guarda, questo è un momento che proprio… Io queste stronzate non le posso sentire guarda.”

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– Ma io non ho nessun lavoro da farle fareeeeeee! Ma cosa cazzo ha capito questaaaaAAAAAHHHHHHHHH
– PERCHE’ TI OSTINI A VOLER PARLARE CON LE BIONDE?? PERCHE’

Ora, io ho una grandissima pazienza, con le persone, ma stavolta mi son reso conto che stavo parlando con una tipa che capiva sistematicamente qualcosa di diverso da quello che le stavo dicendo. Cioè, discuto meglio col mio tostapane che con lei.

Non ho altra scelta, le scrivo: “Non hai capito un cazzo di quello che ti ho detto. Ma dall’inizio della conversazione proprio. Ciao. È stato quasi un piacere conoscerti.”

E la blocco.

Chiusa. Per sempre. Kaput & Vaffanculo.

 

3 giorni dopo…

cari1

– Si scrive A PARTE porca maiala e gli ani sono quelli che ti serviranno per avere un minimo di successo nella vita perché considerando tutti quelli a cui dovrai darla per uscire dal tuo ritardo mentale uno solo non ti basterà sicuramente!! Ma chi le ha detto di venirmi a cercare pure su Instagram? Ora la blocco anche qui.
– Aspetta… Guarda le foto, qual è il rapporto fr-

 

cari2

 

Finirà in tragedia, lo so.

 

 

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