Top Model

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È iniziato tutto su Tinder, come al solito.

Penso che non sarei niente senza quell’app.

Come mi ha detto il Pianista: “il giorno che ti bannano da Tinder, sei un uomo morto.”

Ha ragione.

Non ci so fare in discoteca, nei bar e in generale in tutti quei posti in cui i ragazzi si sbronzano prima di provarci con una ragazza.

A me piace sbronzarmi insieme a lei.

La ragazza di questa storia è uno dei tanti miracoli di Firenze, questa città così piccola, provinciale e antipatica, dove però si scopa più che a Londra.

Nelle grandi città, tutti sono troppo soli e troppo impegnati con le rispettive carriere, necessarie per mantenersi un tetto sulla testa nei quartieri dei milionari.

In questi labirinti moderni di cemento, vetro e meeting aziendali, tutto ha la priorità rispetto all’amore, e anche al sesso.

Io invece ho sangue caraibico, cioè sono nato e morirò fancazzista, quindi ho tanto tempo per cercare la compagna giusta.


Stamattina ero in Sicilia (il regno dei perditempo) e, dando un ultimo sguardo agli alberi di limoni, al mare, col vento che trasportava l’odore dei gelsomini in fiore, m’è quasi venuto da piangere.

Ancora non ho capito il motivo.

Ho messo su “Home Sweet Home” dei Mötley Crüe e sono tornato a casa.

Erano passati dieci anni dal mio ultimo viaggio in Sicilia.

Perché il mondo è troppo grande e ci sono troppe cose da vedere nella vita, quindi va a finire che ti concedi solo una vacanza nell’unico posto che in realtà è perfetto per te, pensando che il mondo abbia di meglio da offrirti.

Sono stato a Dubai, a Miami, a Londra, e non valgono quanto Marzamemi, Cefalù e Noto. Non per un’estate, almeno.

Ho fatto la stessa cosa con le donne. Dopo Sbrìnci e S. ho girato il mondo cercando qualcosa di meglio, o anche solo un incrocio fra le due.

Un unicorno con le tette, in pratica.

Azizibib mi aveva illuso di averlo finalmente trovato, ma la verità, che accetterò solo a 60 anni quando sarò solo, obeso, pelato e con un conto in banca pieno di zeri inutili, rappresentativi dell’annientamento morale piuttosto che del successo economico, è che forse era buona la prima e non c’era bisogno di andare così lontano.

Ma con Sbrìnci ci ho litigato, perché ha difeso il suo uomo, che io ho attaccato in una mail della Posta del Pene, e non ci parliamo più.

Quindi per adesso continuo a cercare e, cercando, mi sono imbattuto in Chanel.

Chanel si è presentata come lo stereotipo della studentessa di design che viene in toscana a spese del papi per farsi un anno di feste al Polimoda, la scuola di Ferragamo.

Una scuola costosa, facile e col 100% di tasso di occupazione per le ragazze (tutte bellissime) che frequentano le sue classi.

Quando l’ho incontrata per la prima volta, ero insieme alla Cipri, il Premio Massimo degli ultimi Giuochi Victoriani che, appena l’ha vista, mi ha detto: “accidenti, di viso è bellissima, ma porca miseria quanto è secca!”

E in effetti non c’era modo di darle torto.

Chanel è alta 1 metro e 80 e peserà, non so, 49 kg, ho paura a chiederglielo. Ha le gambe più lunghe di molte donne che mi sono scopato, una testa piccolissima e il culo di una bambina di sedici anni.

Fa la modella, dice.

Durante il nostro primo appuntamento, al posto di uno Spritz le compro della cioccolata.

Non sembra anoressica, sono già uscito con un’anoressica, e lei è fatta bene, è “piena”, ma ha un corpo impossibile da ritrovare in altre donne che non vivano su una passerella.

Vorrei prenderla in giro dicendole che è un insetto stecco, ma non so come si dica, insetto stecco, in inglese, quindi non la prendo in giro affatto e resto lì come un ebete.


Chanel parla un inglese perfetto, con accento british, ha uno dei visi più belli che io abbia mai potuto osservare da vicino in tutta la mia vita, ed è nera.

Ho sempre desiderato uscire con una ragazza nera, perché – e qui entra in scena uno dei miei soliti trip mentali assurdi – essendo i neri superiori ai bianchi in qualsiasi cosa, ed essendo mio nonno nero-caraibico con gli afro, pensavo che, se mai avessi avuto figli con una donna nera, avrei ripristinato il DNA della mia famiglia, danneggiato dal fatto che, a partire da mio nonno, tutti i maschi della stirpe avevano sposato donne bianche.

Con una donna nera avrei avuto figli perfetti, migliori di me e col cazzo più lungo.

Tutte queste aspettative, unite ad una specie di reverenza immotivata, avevano reso la mia prima esperienza con una ragazza africana un disastro assurdo.

Stavolta non volevo sbagliare.


Chanel si è presentata come la solita fighetta inespressiva e annoiata dalla vita, però era talmente bella che ho continuato a farle il filo.

La prima notte che abbiamo dormito insieme, complice la solita reverenza immotivata, non l’ho toccata neanche con un dito.

(Se vuoi sapere come si fa a portarsi a letto una modella, la risposta è sconcertante: esattamente come si fa con tutte le altre donne).

Abbiamo dormito nel mio letto, fianco a fianco, senza fare niente, neanche un bacio. Roba che di solito mi sarei impiccato per la minchia.

Quando l’ho vista nuda per la prima volta, sono rimasto come ad osservare una strana opera d’arte contemporanea, eccitante e fragile.

Non è femminile, non nel senso Manuelarcuriano del termine, perché è un filo. È un insieme di curve piccolissime e compatte, legate da collane di ossa e tessuti delicati.

Quando abbiamo fatto sesso per la prima volta, infatti, non mi aspettavo che fosse così flessibile. Non credo ci sia una posizione in cui tu non possa metterla, o in cui io non l’abbia messa.

Ad un certo punto, sento un’onda di calore bagnato che mi avvolge le palle. Pensavo che avesse squirtato mentre facevamo sesso, che è una cosa bellissima, ma mi sbagliavo.

Quando ho acceso la luce, era tutto pieno di sangue. Non era ciclo, era sangue vero e, siccome nessuno dei due aveva sentito dolore, non sapevamo di chi fosse.

Mi è caduto il cuore nello stomaco, l’ho presa di peso e ci siamo buttati sotto la doccia. Io non avevo nulla.

In pratica, facendo sesso in modo troppo intenso, le avevo causato una piccola lacerazione dentro la vagina.

Victor le aveva rotto la figa, per dirla alla francese.

Dopo una prima scopata così, non potevamo certo smettere di vederci.


Una sera, siamo usciti insieme a Brodino e alla sua fiamma a cena.

«Oh, devo dirti una cosa», mi fa lui.

«La tua tipa, di viso è bellissima, ma tienitela stretta quando usciamo da qui perché c’è vento, sennò vola via!»

Effettivamente zero tette, ma io sono un fiero esponente del #teamculo, e a me lei piace così com’è.

Da quella sera ho iniziato a portarla fuori spesso al ristorante, o ad invitarla a casa mia, o qualsiasi cosa che avesse a che fare col cibo, come se la volessi riempire.

In realtà mi piaceva semplicemente portarla fuori, eravamo una bellissima coppia mista e io – in preda ai miei deliri di onnipotenza derivanti dagli incontri di pugilato – non vedevo l’ora di sentire qualche commento razzista per strada per saltare alla gola di qualche stronzo.

E poi lei era buffa, si vestiva sempre con jeans di merda, maglie larghissime, occhiali neri e ovviamente niente trucco. S’imbruttisce nell’inefficace tentativo di attirare meno attenzioni.

Ma due cose mi hanno dato fastidio: non mangiava comunque un cazzo, e non ricambiava mai.

Io voglio che una ragazza mi tratti, come minimo, con lo stesso rispetto con cui tratta le sue amiche (con cui litigherà a morte fra due mesi per colpa di un tizio che si chiama Tyson, o Thor o Jean-Claude) a cui non si sognerebbe MAI di scroccare una cena senza offrirsi di ricambiare la prossima volta.

Chanel invece è la ragazza più tirchia chi io abbia mai frequentato per più di un appuntamento, e non solo coi soldi, era proprio tirchia in tutto, anche a letto.

Se avessi un buono pompino per ogni volta che l’ho fatta venire leccandogliela o che l’ho fatta squirtare, dovrebbe slinguazzare Victor per un mese.

Dover chiedere un pompino è veramente avvilente.

I pompini veri vengono dal cuore.


Chanel mi aveva detto che faceva la modella, però ne ho conosciute talmente tante di tipe che si spacciano per modelle, oppure che dicono di esserlo quando in realtà sperano di diventarlo, che avevo dato poco peso alla questione.

Pensavo che non ricambiasse mai per il semplice fatto che, quando cresci in un paese con 80 milioni di poveri che muoiono di fame e, per legge, un uomo può avere 4 mogli, è abbastanza normale cercarne uno che ti possa mantenere, quando sei così bella.

Poi però, su Instagram, lei ha pubblicato il video di uno spot che aveva girato per Lacoste.


«Scusa, ma fai la modella per la Lacoste?», le ho chiesto, non potendo ignorare la cosa.

«Sì, era un progetto che abbiamo fatto assieme.»

Punto.

Ci fosse mai una volta che mi dia una risposta completa, approfondita, sentita. Otto parole erano già un mezzo miracolo.

Non ho detto niente, ma ero decisamente sorpreso. Era davvero una modella vera? E che cazzo ci faceva con uno come me?

Nelle settimane successive, io mi sono comportato in modo molto schivo, e ho scopato tanto in giro, per mascherare a me stesso il mio interesse verso di lei, che era totalmente ermetica e illeggibile.

Lei, ogni tanto, mostrava qualche pallido segno di interesse. Avevo l’impressione che mi stesse misurando.

Una volta, Max ha scritto che le donne “sentono” quando stanno uscendo con un uomo che ha scopato tanto, anche se lui cerca di nasconderlo. E lei sembrava rispondere a questa teoria.

«Ma tu con quante donne sei uscito?», mi ha chiesto, un giorno, dal nulla.

«Oddio, uscito o finito a letto?»

«Uscito.»

«Eh, un po’ più di duecento.»

Mi sono vergognato troppo all’idea di dirle che, in realtà, sarò uscito con trecento donne, in soli cinque anni, solo perché stavo cercando di scoprire se la mia vita aveva un senso attraverso il sesso, come un ninfomane senza meta, e che duecento erano quelle che avevano ricambiato le attenzioni di Victor, e che comunque non le contavo perché mi sembrava una cosa stupida. Tanto non mi avrebbe creduto.

Non mi ricordo cosa abbia risposto, ma non era niente di lusinghiero.


Attratti da una specie di interesse morboso, probabilmente dovuto al fatto che ci eravamo entrambi venduti bene (cioè persone non ancora famose, ma con alto potenziale), io e Chanel abbiamo continuato a frequentarci.

L’ho presentata a Coinquì, che ha detto: “Beh, è una di cui non ti puoi innamorare, ma con cui ti fa comodo uscire perché a livello sociale è figo.”

Sarà stato anche figo, ma la relazione continuava a non decollare e io ero sempre più frustrato. Non facevo altro che notare i suoi difetti, eppure avevo ancora voglia di vederla. C’ho messo un po’ a capire il motivo: Chanel è una tipina che non sa parlare delle sue emozioni.

So che è solo una ragazzina, delicata e sensibile, ma trattiene tutto ciò che prova, sia nel bene che nel male, dietro questa maschera di indifferenza e apatia, esattamente come faccio io quando non sto scrivendo.

Questo problema non ha una soluzione, e una coppia di due individui congestionati emotivamente è destinata a sprofondare in un mare di risentimento (prima) e disprezzo (poi).

Quindi l’ho lasciata.

«Basta, non funziona. Non ci possiamo più vedere.», le ho detto.

«Ma scusa, perché? Non capisco.»

Non avrei dovuto rispondere. Avrei dovuto farmi i cazzi miei. Ma per com’è storto e disturbato l’amore, che ci porta ad aver sempre più bisogno delle persone che riescono a farci stare peggio, le ho risposto.

E dalla spiegazione è nata una discussione.

Dalla discussione un appuntamento.

Dall’appuntamento delle scuse (sue).

Dalle scuse, del magnifico sesso riconciliatorio.

Eccomi di nuovo sulla ruota del criceto.


Lei ha fatto finta di aver capito. Ha cercato di darmi attenzioni e di investire in qualche modo nella relazione, ma le persone non si cambiano, quindi ho ho cercato disperatamente di innamorarmi di altre tipe beccate a caso su tinder, ma nessuna si avvicinava a lei, che nel suo non fare assolutamente un cazzo per noi, mi attirava a sé.

Ho cercato di capire perché Chanel fosse così un disastro emotivamente, lei ha fatto altrettanto con me. Ne abbiamo parlato. O meglio, abbiamo convenuto che nessuno dei due è in grado di parlare delle sue emozioni e ha bisogno di una persona molto aperta ed espansiva al suo fianco.

Capita, quando vuoi suicidarti a sedici anni, o quando vedi tuo padre che, dopo essere stato morso dal cane di famiglia, prende la pistola e lo ricorre per tutto il giardino, pronto a sparagli, mentre tua madre si trascina, attaccata ad una sua caviglia, implorandolo di non ammazzarlo.

La nostra infanzia ci segna, e, per quanto possiamo far finta che non sia successo niente, perché ad altri sono successe cose peggiori, siamo comunque il frutto della nostra esperienza e di quello che i nostri genitori ci hanno tramandato.

Fossimo stati capaci di intendere e volere, ci saremmo salutati in quel momento, invece abbiamo fatto finta di nulla.


Un giorno l’ho invitata da me a cena e il giorno dopo è rimasta piantata in casa mia. È anche entrata in bagno mentre mi lavavo i denti per fare la pipì, che secondo me è un’attività secondaria solo alle pene che Satana infligge ai peccatori, e io – vittima di tutta una serie di pregiudizi su di lei – ho pensato: “cazzo, si è piantata in casa, che minchia devo fare? Devo mantenerla? Devo portarla a cena fuori tutti i giorni? Stiamo insieme? Devo smettere di vedere le altre? Che cazzo devo fare?”

Non sapendo rispondere a nessuna di queste domande, mi sono messo a lavorare. Fermo, davanti al PC, per 12 ore di fila. In queste 12 ore, lei è stata ferma, sul divano, su Instagram.

Ogni 15 minuti, la mia frustrazione si intensificava.

Ma che cazzo sta facendo? Ma perché non si mette a lavorare? Ma che è, una pianta grassa? Dio santo, ma può davvero permettersi di sprecare le sue giornate così, mentre io mi faccio il culo, solo perché ha una villa in Africa con sei cani da guardia, una mamma modella e un babbo armato fino ai denti?

Mi sono sentito abusato, anche se lei non ha letteralmente fatto niente se non rimanere immobile sul mio dibavano per 12 ore, spippolando al cellulare, senza mangiare, bere o andare in bagno, finché non sono esploso.

«Ma Cristo, vuoi fare qualcosa della tua vita?»

«Eh?»

«Sei lì da stamattina, senza fare una sega, mentre io lavoro, ma ti sembra normale?»

«Io lavoro su Instagram, posso fare un sacco di cose dal cellulare.»

Mi sembrava di parlare con mia sorella di sedici anni.

Non so se sono vecchio o stronzo, ma l’ho mandata via.

Poi sono partito quattro giorni a fare sesso in albergo tre volte al giorno con una Victorina che adoro, ma che abita troppo lontano, senza mai scrivere a Chanel, che non so cos’abbia fatto o a chi l’abbia data.


L’estate è una guerra passivo-aggressiva.

Lei comunica con me solo tramite qualche messaggio telegrafico e le storie di instagram, che io, stupidamente, guardo.

Ogni giorno, ogni-fottuto-giorno, qualche rivista parla di lei, o qualcuno le fa un ritratto, o qualcuno fotografa fottuti cartelloni con la sua faccia sopra.

“Distance kills a lot of bullshit”, leggo, mentre sono a Milano e lei si trova in un villone con infinity pool che non so di chi cazzo sia.

Quando vado a Parigi da Bro, lei va in costa azzurra.

Vado a Londra da Coinquì, lei va a Santorini.

Mi rendo conto che, senza neanche schioccare le dita, può farsi ospitare dove vuole, quando vuole, facendosi offrire tutto l’alcol, il cibo, la droga e il sesso che vuole.

Ci sono delle gigantografie con la sua faccia e i loghi di marche che non mi posso permettere senza farmi due conti in tasca sparsi per tutta l’Africa, e una caterva di maschi arrapati che gliele manda solo per farle vedere che l’hanno riconosciuta e ottenere un briciolo della sua attenzione.

«Scusa, ma la gente vede dei cartelloni per strada, ti riconosce, fa la foto e ti tagga su instagram? Cioè, questo qui è un amico, oppure un tizio che ci sta provando?», le chiedo, allucinato, dopo aver visto una foto in cui era stata taggata.

«Ahah, li vedono e mi taggano, controlla i miei highlight. Questo è solo un tizio, non ha mai dormito nel mio letto.»

Io so nemmeno che cazzo siano gli highlight.

Ogni relazione si può vedere come un gioco o come una guerra, e io stavo per scoprirlo.


Chanel mi ha chiesto una copia di Veni Vidi Victor e ha iniziato a leggerlo anche se non capisce una parola d’italiano, traducendo ogni singola parola con google translate.

Le avevo chiesto una foto col mio libro. (Quando mi ricapita una modella famosa per una foto con VVV?)

Ma lei era, ed è, sospettosa, e dopo aver fatto una fatica boia (che ho apprezzato molto) per leggere il primo capitolo, mi ha mandato una foto molto “safe”.

Per una che ha un contratto che le impedisce di farsi tatuaggi o tagliarsi i capelli senza l’approvazione del management, una foto del genere vuol dire solo una cosa: “non mi fido. Non mi espongo.”

Per me quella era una dichiarazione di guerra.

Non ho mai dato tanta importanza ad una donna dopo Azizibib, e il fatto che non lo abbia detto a Chanel (e non abbia fatto nulla per farglielo capire) è del tutto irrilevante.

Sono io l’uomo, sono io ad avere il diritto di essere tenebroso ed impenetrabile e di esprimermi solo tramite grugniti!

Doveva arrivarci da sola.

Cazzo, se le donne sono così sensitive per qualsiasi errore dei maschi, e sgamano subito qualsiasi tradimento, piccola negligenza o dubbio sentimentale, perché cazzo non possono esserlo anche per le cose belle?

Da quel momento, ne ho combinate di tutti i colori.

La peggiore, ma anche la più divertente, è stato farla salire in casa mia, insieme alla sua migliore amica, mentre stavo ospitando una mia amica escort, che dormiva da me per qualche giorno.

Vedendole salire in casa insieme, la mia amica ha pensato che volessi organizzare un’orgia e se n’è andata sbattendo tutte le porte di casa (questo episodio ha avuto delle ripercussioni talmente assurde che non lo racconterò sul blog, ma sarà l’incipit di Veni Vidi Victor 2).

Stranamente, la scenata dell’amica escort non ha influito molto sul mio rapporto con Chanel. Almeno non quanto la storia del quadro.


Volevo fare un quadro da appendere in casa, un omaggio a Yves Klein.

Quando ho visto per la prima volta le Antropometrie di Yves Klein ne sono rimasto affascinato: erano quadri bellissimi.

Grandi, provocatori e frutto di una performance che, nelle parole dell’artista, mirava a lasciare “una traccia di vita” sulla tela.

Insomma, una figata divertentissima da fare e bella da esporre.

E così, a distanza di quasi 60 anni dalla sua esibizione di Parigi, io e la Sof ce ne siamo rifatti uno nel salotto di casa mia.

La Sof è una mia ex e una EX di Coinquì, dove la maiuscola sta ad indicare che io e lei ci siamo frequentati per due mesi, mentre lei e lui hanno avuto una storia di due anni.

Coinquì mi ha fatto promettere di non sfiorarla con un dito, sapendo che non poteva proibirmi di rivederla, visto che li avevo presentati io.

La Sof è un’artista che crea quadri innovativi, originali e in parte ispirati a Yves Klein. Tanto mi bastava.

Non volendo proporre direttamente alla ex di Coinquì – che è uno degli amici che spero di avere ancora a 80 anni – di spogliarsi completamente nuda nel mio salotto per farsi dipingere suavemente, le ho chiesto se le andava bene di “dirigere i lavori” usando Chanel come modella.

Così ci siamo trovati nel mio salotto in tre, ma la Sof è stata perentoria: “Se lei non ha mai fatto niente del genere, il primo quadro devi farlo con me, altrimenti viene uno schifo.”

E così è stato.

Complice un volo aereo rimandato, senza che le dicessi nulla, io e la Sof ci siamo trovati a casa, e abbiamo realizzato un quadro gigante e bellissimo, che ha ottenuto l’effetto di adornare il mio salotto e far girare le palle a Victor, Chanel e Coinquì allo stesso tempo.

Ho pubblicato la foto sui social, sapendo che l’avrebbe vista. Quando le ho detto che ora sapevo come realizzare questi quadri e che ne volevo fare uno con lei, mi ha risposto che non ne voleva sapere nulla. Era chiaramente, e giustamente, offesa.

In guerra ci si fa male, ed è stupido vivere le relazioni in questo modo. Ma per giocare insieme serve complicità, comunione di intenti, apertura al dialogo e la condivisione delle regole del gioco. Per farsi la guerra invece basta avere il cazzo e la figa, non ci sono regole ed è molto più accessibile.

Per via di questa mia cazzata, non ci siamo sentiti per un po’.


Più cerco di dimenticarla più penso a lei.

Quando riusciamo a rivederci, metto Chanel a sedere.

Ci sono talmente tanto cose che le vorrei dire…

Che mi fa schifo il suo modo di trattarmi come un pappone di bassa lega, da cui tirar via qualche cena o qualche festa senza cocaina.

Che vorrei che investisse di più nella nostra relazione, perché ormai ci vediamo da mesi e va bene non essere una persona molto espansiva, però parlare solo a monosillabi dio cristo farebbe impazzire chiunque. Io ho bisogno di una compagna che mi dia qualcosa anche a livello emotivo, se devo smettere di cercare emozioni tramite Victor in altre donne.

Che vorrei smettere di fare la guerra.

Che ho bisogno di innamorarmi. Sento il bisogno fisico dell’amore, perché scopare a caso non mi fa più bene e non mi piace e faccio star male le ragazze per nulla e lei potrebbe essere quella giusta, potrebbe essere la donna con cui percorrere il filo d’Arianna per trascinarmi fuori da questo labirinto di scopate senza senso e fare dieci figli perfetti con cui conquistare il mondo; un esercito di giada perfetto, pieno d’amore e di forza combattiva, pronta a deridere, calpestare e sovrastare per forza e bellezza tutti quelli che hanno pensato che non ce l’avremmo mai fatta, mentre scappiamo dall’Africa e dall’Europa per fondare una nostra nazione, impossibile e perfetta.

Ma non le ho detto niente di tutto questo, e sono partito.

Sono solo uno stronzo che ha scritto questa storia scolandosi una bottiglia di Fiano da solo, a casa, dopo essere tornato dalla Sicilia senza aver versato una lacrima, anche se avrebbe voluto.

Mentre scrivevo questa storia le ho mandato un messaggio:

“Sono a casa.
Mi manchi.
In che parte del mondo sei?”

Ecco cosa mi ha risposto:

Ma che cazzo di risposta è…

Ma porca puttana.

Porca maiala!

Maiala stronzissima è mezzanotte e sono ubriaco, ma dio cristo!

Ok che le relazioni soffrono per negligenza, ma la maremma puttana!

Ho tirato un pugno al tavolo ma non mi sono fatto niente. Allora ho pensato di lanciare il calice di vino, che era ormai pieno di grappa, contro la chiesa di merda che sta davanti a casa mia, ma sono troppo per bene per lanciare un calice dal balcone per colpa di un sms e soprattutto per sprecare della grappa.

Fanculo, non fumo da mesi ma ora scendo, compro un pacchetto, bevo un rhum e pera, fumo una sigaretta di merda e poi butto il pacchetto nel cesso e il mio corpo a letto.

Se queste ultime righe rimarranno così come sono, significa che domattina, da sobrio, avrò avuto le palle di rileggere tutta questa merda e premere invio.

busta150

La Posta del Pene

Una mail al giorno, dal lunedì al venerdì, per allietare le tue pause al cesso.

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Padulone

Bravo. Te l’appoggio e se sei in difficoltà chiama Salveene. Ahahhahahaha. Questa fa cacare.

Mr. Orange

viste le premesse lette nel gruppo speravo avessi le palle per premere invio la mattina. l’hai fatto e ne e’ venuta fuori una storia personale e davvero notevole, dai contenuti di livello altissimo. chapeau

Magnus

Che racconto pieno di emozioni vere autentiche e sincerità disarmante. Incollato allo schermo. Tutto d’un fiato. Mi ci sono identificato parecchio e credo sia una dei tuoi narramenti più interessanti.

Ranza

Nice… :D
Con questa ti parte quel poco di capa che c’hai…
Se non mollate il colpo, qui ci si diverte.
Mich e Chanel, tenete duro.

Ragazzo qualunque

Io dico che lei dovrebbe leggere questa storia. Per il resto, soprattutto sullo sfogo finale sull’amore, hai confermato qualcosa che pensavo da molto, molto tempo, pur conoscendoti solamente via blog e posta del pene.

CHELONIA MYDAS

Sto leggendo un libro. Dice che le relazioni migliori per la nostra evoluzione non sono quelle in cui ci accompagniamo ad un compagno amabile, fedele e condiscendente. Le relazioni in cui c’è insoddisfazione o conflitto obbligano a ripiegarsi su se stessi, a volgersi al proprio interno dove ci sono tutte le risposte alla domanda “IO CHI SONO?”. Il libro parla di imparare, attraverso continue storie insoddisfacenti, il valore dell’opposizione, del dominio di se stessi, della disciplina dell’anima. Scopo ultimo: affinare la comunicazione con se stessi o per dirla meglio, con il proprio Sè (che poi, andrebbe scritto in maiuscolo visto che si parla della parte più spirituale di noi stessi, quella che, a volerci credere, resiste al deteriorarsi del corpo).
Tu parli con Victor, che è già un ottimo modo per parlare con te stesso, o almeno con una delle sfaccettature della tua personalità.
Perché sto commento?
Perché ti seguo da sempre e le tue storie, LA TUA STORIA, mi pare avvalorare queste tesi.
Se così fosse, tutta questa ricerca nasce e termina DENTRO te (anche se prima devi entrare “dentro” altre mille donne per arrivarci ;-) )
Insomma, lo abbiamo letto tante volte, questa è una costante del tema del viaggio: ogni viaggio ci porta più vicini a “casa”, quella che già conoscevamo ma che avevamo bisogno di RI-CONOSCERE.

Antani

Mio nonno ti direbbe “La fia ti fa, la fia ti sfa”

Siciliana random

Ora capisco perché queste storie si leggono al cesso, sono piene zeppe della merda del mondo.
In questa inoltre Victor sta (stra)ordinariamente muto, L’IKB (International Klein Blue) è solo nelle tele di Sof

Condom

“Troppo mente” (cit. da L’ultimo Samurai)
Troppi condizionali, troppe incognite, troppe cose che non ci sono ma tu vorresti e troppe cose che ci sono e non vorresti.
Questa storia può distruggerti (metaforicamente) o insegnarti qualcosa su te stesso, ma un futuro non ce lo vedo.
Questo non vuol dire che tu non possa decidere di bere l’amaro calice fino in fondo.
Solo tu sai se può valerne la pena.
Quello che dici di lei, a me la fa sembrare un personaggio di ‘Meno di zero’ , di Bret Easton Ellis, che peraltro ti consiglio caldamente.
Quanto alla tua storia, belle note, come sempre.

Boh

Questa “meno di zero” è una delle tante belle e impossibili (per gli altri ma non per il PDV) che si è portato a letto e con la quale ha finto di avere una relazione. Bellissima, straniera (ovvio) e senza carattere. Se l’è scelta lui!! Ha continuato lui a cercarla. A lei di lui non fotte un cazzo. Ne può trovare di meglio: più belli, più ricchi e soprattutto che non le cagano il cazzo se lei sta 12 ore di fila al cellulare. Ovvio che non ne vale la pena, lei avrà sì e no 20 anni e tutta la vita davanti per viaggiare, lavorare, scopare, drogarsi, vomitare, ecc…
Lei non soffre, tranquillo. E la sua indifferenza lo manda fuori di testa! Perchè le vuole tutte ai suoi piedi! Viziato e stupido

Victor

Bello “viziato e stupido”
Potrei tatuarmelo sulla cappella, è una sintesi perfetta della personalità di Victor!

Boh

Ribadisco. Le tue storie, tutte uguali: ragazze bellissime, estremamente immature e straniere, altrimenti non potresti sfoderare il tuo charme di italo francese che parla perfettamente anche l’inglese grazie ai film e alle serie tv di Netflix che guardi rigorosamente in lingua originale. La verità è che a te piace rimorchiare tipe come Chanel o come la Donna dell’Acqua (quella che non pagava mai, che se la tirava, che rifiutava i tuoi appuntamenti). E questo non si chiama sbagliare, si chiama materiale per le Storie del Cazzo
MODELLA = ATTRICE. Una modella deve indossare e pubblicizzare abiti che probabilmente non le piacciono e non indosserebbe mai, ma deve farlo e con disinvoltura e ci deve far credere che quell’abito TU lo devi assolutamente comprare altrimenti non sei nessuno. Così in passerella, così nei servizi fotografici. Così quando ti dicono che mangiano ma non ingrassano. Cazzate! La verità è che non mangiano, altrimenti non potrebbero errere così secche da sembrare malate. Però ha un viso che WOW e allora chissene se non mangia e non paga la cena! Manco sa cos’è una cena questa! A cena con le amiche questa non ci va proprio! E non ci vuole un fisico nucleare per capire certe dinamiche
Sai perchè non riesci a piangere? Perchè non ne hai motivo!

Tony Bracci

Che poi il problema sta sempre nelle aspettative. Scrivendo una cosa come “mi manchi” ci si aspetta come risposta una cosa simile “anche tu”… ma può anche non essere così.

Le cose si dicono quando si sentono, il problema è che le persone poi se la prendono quando non ricevono una risposta che invece vorrebbero o che magari si aspettano.

Fatta questa premessa, non so come hai fatto a resistere tutto questo tempo… mi meraviglio di come non ti siano caduti i coglioni 😂

Boh

Hai fatto bene a scrivere questa storia. Non ci vedo niente di male né di sbagliato. E’ uguale a tante altre. Sei sempre il solito: ti credi migliore perchè le rimorchi su Tinder invece che al bar o in discoteca da ubriaco. Però rimorchi sempre le solite tipe: giovani, belle e straniere. Ti chiedi cosa ci faccia una modella come lei con uno come te? Te lo dico io: si annoia e quindi passa il tempo. Non gliene importa una sega di te! E’ giovane, bella e ricca. Sai quanti ne trova migliori di te??!! Pensi che offrendole del sesso super possa cadere ai tuoi piedi!!?? Ahahahahahah Una come Chanel ha di meglio da fare! Sei viziato e stupido. Le vuoi tutte come cagnette arrapate ai tuoi piedi e se non sono capaci di imbastire una conversazione te la prendi!! Ahahahah ma te le scegli tu così!! Ma cosa pretendi da una modella conosciuta su Tinder!!?? Daaaaiiiii!! Volevi investire nella vostra relazione!!?? Ma di quale relazione parli!!?? Eri troppo occupato a cercare di farla ingelosire – fallendo miseramente – che quella ti ha superato alla grande!Ti fa comodo uscire con una così perchè la puoi esibire in giro come trofeo! Ecco perchè non la lasci: è troppo bella! Ma la vuoi anche intelligente. Ti svelo un segreto: non puoi avere tutto dalla vita. Se ti soffermassi un po’ di più sulla personalità di una persona, invece di sceglierle su tinder come al supermercato, forse, e dico forse, potresti riuscire ad avere una relazione normale. Se no fai come fai sempre, ma non osare lamentarti, perchè le scegli te!!! Povera stella. Questa storia si può riassumere con questa frase: “Chanel si è presentata come la solita fighetta inespressiva e annoiata dalla vita, però era talmente bella che ho continuato a farle il filo.” [cit]
Elimina quella merda di tinder e il pacchetto di sigarette non buttarlo nel cesso ma nel cestino :)

J.B.

Soprattutto se sente la necessità di innamorarsi…(cosa di cui dubito, o che non penso accadrà partendo da questi presupposti). Altrimenti che Tinder sia…senza seghe mentali però!

Faccia da Schiaffi

Ciao Boh, grazie di aver apportato il tuo nulla cosmico alla conversazione, ma di solito qui ci si confronta tra persone con un minimo di capacità di introspezione. Vai a rosicare un po’ più in là.

Detto ciò, @PdV sotto sotto lo sai bene anche tu che i calci in culo per raggiungere la massima espressione della vita (uno dei tuoi post più belli di sempre, per altro) non te li darà Chanel, perché appunto troppo secca in tutti i sensi. Io so ncazzo di sentimenti, relazioni e legami duraturi, ci sono tanti esperti dell’ammmore tra i tuoi lettori che si esprimeranno meglio di me in materia, ma da copy ti dico: per chi scrive non c’è modo migliore di guardare dentro le persone che studiando come si esprimono verbalmente e per iscritto e ogni volta che condividi le tue chat sembra tu stia a parlare con quindicenni, cinquantenni buongiorniste al quinto caffè o questa che scrive in braille. Mai un minimo di brio… un barlume di sagacia… io sbroccherei. Quindi fa’ il bravo, archiviala, sennò il passo successivo è la carpa ciucciapiselli.

Cazzosbagliando si impara, ce l’hai insegnato tu. Noi facciamo il tifo, ma smettila di sprecare sigarette che è demodé e non sei Baudelaire!

Boh

Ciao Faccia da Schiaffi, lo scrittore in questione è PDV, non io. Io commento come tutti gli altri e scivo ciò che penso, a differenza di altri. I confronti di cui parli li ho letti raramente. Di solito solo battute o complimenti per la scrittura, niente di più

J.B.

Onestamente non so quale risposta tu ti aspettassi da lei, alla fine lo hai scritto te che non sei riuscito a dirle niente, anzi mi correggo…tu non avevi nessuna intenzione di dirle niente, altrimenti lo avresti fatto. Se ti vuoi innamorare veramente sei tu a doverci investire, oppure continui a divertiti anche se ti fai del male, e sticazzi.

Say my name

Dopo tutti i chilometri che hai fatto e le bandierine che hai messo, non pensavo ti fottessi la testa con una “solo bella” e sperassi davvero di cambiarla per renderla quella giusta anche mentalmente ed emotivamente.
Non succederà.
In questi casi si dice solo “thank you, next!”

I Am Too Old For This Shit

Una storia d’amore bellissima che rischia di finire perchè la Lei non sa un cazzo di geografia.
PDV, guarda che Chanel è a Nizza che ti aspetta.
Solo che pensa che Nizza sia in Grecia… Tutti sti viaggi da top model devono averla confusa…

Dr Joe

Questa storia è piena di riflessioni serissime sulla vita e sull’amore, per’altro molto giuste.. quindi il mio unico commento non può essere che:

“bravo, non si spreca mai l’alcol, neanche in preda all’ira!!!”

Alexrota1970

Che popo’ di caata (detta proprio da toscanaccio!)
Alla veneranda età di 49 anni se una donna mi rispondesse così le spedirei un flacone di guttalax.
Auguri … ma da questa non ci cavi un ragno dal buco.

Power Ranger Rosa

L’ho dovuta leggere due volte e a distanza di tempo. Lascia un amaro in bocca incredibile.
“Sento il bisogno fisico dell’amore” hai scritto, beh forse l’hai trovato con Chanel. O almeno una forma. Per quanto possiamo star qui a parlare d’amore per cercare di definirlo, ogni persona lo vive in tanti modi diversi e cambia anche in base alla persona con cui si relaziona probabilmente cambia anche la forma d’amore.
Faccio però fatica a comprendere come tu possa voler ricavare amore da una relazione di questo tipo, da come la descrivi priva di sintonia e coinvolgimento emotivo. Probabilmente non lo comprendo semplicemente perchè ragioniamo in modo differente e va bene così.
Complimenti per questa storia, assolutamente emozionante. Adoro come questo tipo di tuoi racconti riescano a farmi bloccare un attimo soltanto a pensare e ad analizzare me stesso e la mia situazione.
Bhe e grazie per avere avuto la voglia di condividerla. Alla prossima PdV!

Fratello maggiore

Io con una modella anaffettiva ci sono stato due anni. La lasciai.
Per disperazione.

L’ho reincontrata e sono 4 anni che facciamo tira e molla.

Parla chiaro con lei e vedi come va.

Sennò sei fottuto.

Nella consapevolezza che, quando sono così gnocche, non c’è niente che tu possa dirle che non le sia stato detto almeno 300 volte.

E non credono a niente

Molho

Ho scoperto di recente questo sito, e sono colpito sostanzialmente dal divertimento e dagli eventi imprevedibili che riesci ad attirare, insieme alla energia positiva e a un sacco di persone (felici o meno, sembrano la prima). Non penso che tu attiri le donne solo perché sei bello e intelligente, e hai letto mystery. Le occasioni te le devi creare, e in questo sei decisamente bravo. Domanda a bruciapelo: come fai? Mi piacerebbe una risposta seria, no del cazzo, tranne se quest’ultima è sufficientemente seria. Un ringraziamento anticipato.

Unschärferelation

Impressioni di settembre.
Questa storia mi lascia un retrogusto amaro e freddo, come le mattine di settembre, quando col cuore sei alle vacanze passate ma con la mente devi andare avanti coi progetti a cui hai legato la tua vita, e come la canzone di cui sopra.

Sbrìnci è onnipresente come un tarlo nel cervello, che tace per la maggior parte del tempo, ma, appena accarezzi l’idea di innamorarti, riprende a rosicchiare.
(vabbè, si capisce che sono apertamente PdVxSbrìnci).
Non vi parlate per un bisticcio (manco a farlo apposta scatenato da te), ma continui a sentire la necessità di comunicare con lei attraverso citazioni più o meno rilevanti nelle tue storie.

__
“Io ho bisogno di una compagna che mi dia qualcosa anche a livello emotivo, se devo smettere di cercare emozioni tramite Victor in altre donne.”
__
E cioè saresti disposto ad investire tutte le tue attenzioni e tutto te stesso in questa relazione?
Che poi, sbaglio o era quello che ti aveva chiesto Sbrìnci a suo tempo nel libro?

Minchia il tempismo.

Ma allora se vuoi investire in questa relazione con la top model, perché l’hai cacciata quando è rimasta a casa tua? Solo perché cazzeggiava sul telefono? Ha 20 anni, mi pare di aver capito, è una studentessa. Può cazzeggiare e guadagnare come influencer. E lo sai pure tu, quindi, di nuovo, perché ti sei sentito così nervoso appena avete avuto un minuscolissimo assaggio di convivenza?
Per uno che si definisce da sé: “ho sangue caraibico, cioè sono nato e morirò fancazzista”, te la sei presa parecchio per le 12 ore sul divano.
Ci ho letto un pretesto per fuggire/farla fuggire.

Un gattino che acchiappa una lucertola e poi la lascia andare solo per giocare ancora a riconquistarla.

Io un’idea me la sono fatta. Ma è giusto un’impressione.

_
“Che ho bisogno di innamorarmi. Sento il bisogno fisico dell’amore, perché scopare a caso non mi fa più bene e non mi piace e faccio star male le ragazze per nulla e lei potrebbe essere quella giusta, potrebbe essere la donna con cui percorrere il filo d’Arianna per trascinarmi fuori da questo labirinto di scopate senza senso e fare dieci figli perfetti con cui conquistare il mondo”
_
Aspetti un via libera per concederti il permesso di innamorarti? Ma se ti innamori non ci puoi far niente e devi solo accettarlo. Troppe pretese, troppe aspettative. Non c’è Arianna che ti tiri fuori dal labirinto. Ti ci devi tirare fuori da solo.

Direi che amore bellissimo, meraviglioso, non utilitaristico, è quello che provi per Sbrìnci: potete stare insieme oppure no, ma non smetterai mai di amarla. Da lei non ti aspetti nulla, non pretendi nulla, vuoi che sia felice.

(Scusa, ma amo gli insetti e per questo mi è sembrato giusto dare una mano a quel tarlo :D )

Detto ciò, la storia mi è piaciuta e mi sta pure simpatica la ragazzina, che zitta zitta sa il fatto suo. Mentre tu fai festini alcolici un giorno sì e l’altro pure, esci con 10 tipine a settimana, ti trasformi in mecenate di opere d’arte nudiste, come Loki fai girare le balle a tutti tranne lei, lei con zero fatica, 4 lettere, una parola e un segno di interpunzione crea il panico solo in te. 1-0 per lei direi.

Tu, al posto suo, non saresti prudente e guardingo?

Banana33

Desideriamo sempre tantissimo i pompini di chi non ce li vuole far
Almeno io

Sim_

Per caso è del sagittario?
Perché ultimamente sono molto strafottenti!

Mela mai verde

Ma tu quasi troppo paziente, a mio dire. Che faticaccia le storie così, belle ma faticose. :)
P.S. E’ la terza volta che mi iscrivo alla Posta del Pene e mai una volta mi è arrivata la mail, manco in spam.
E’ una fatica anche questa però. Possiamo far qualcosa Proprietario di?

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