L’uomo come manifestazione immanente del proprio pene

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Sbrìnci è tornata per una notte in Italia e mi ha fatto una sorpresa.

Handstand Tettone mi ha invitato ad una cena e lei si è presentata così, come se niente fosse, alle undici. “Sorpresaaa! Come stai?”
Avevano pianificato tutto.

Alle due stavamo ancora messaggiando, ognuno nel proprio letto, sul tempo che non abbiamo potuto passare insieme.

Quella notte, prima di addormentarmi, sono riuscito a dare una risposta alla Domanda Fondamentale della Vita, migliore del classico “boh”, che comunque ha sempre fatto il suo sporco lavoro.

Comunque, una cosa per volta…

Tornando al titolo dell’articolo… che cazzo significa immanente?

Allora, immanente significa “ciò che esiste in quanto parte della realtà abitata dell’uomo” che, applicato al titolo di questo articolo, diventa:

“L’uomo come manifestazione che esiste in quanto parte della realtà abitata dal proprio pene”, che trovo assai appropriato, perché l’uomo nasce equipaggiato di skills fenomenali quando si tratta di appagare i desideri del proprio pene, a scapito del buon senso.

Non credi?

Beh, allora come spieghi l’esistenza delle Carpe Ciucciapiselli?

(Giuro su Dio, se clicchi sul link qui sotto vedrai una Carpa Ciucciapiselli [NSFW]. È letteralmente ciò che ho scritto, e la vedrai senza censure, col suo pisello, ti ho avvisato. In realtà ti consiglio di fidarti di me e proseguire nella lettura senza cliccare, ma se vuoi cliccare, poi son cazzi tua! (o della carpa, più probabilmente))

Carpa Ciucciapiselli

Dopo aver visto questo video, data la somiglianza della tecnica della carpa con quella di molte tipine americane, mi sono un po’ rivisto nel protagonista del video e mi son fatto alcune domande per cercare di capire quale sia per me il valore spirituale del sesso.

Il valore spirituale del sesso è importante perché è direttamente collegato alla Domanda Fondamentale della Vita: “È possibile amare una donna per tutta la vita senza tradirla?”

…alla mia domanda di approfondimento personale: “Una volta che l’hai trovata e l’hai persa, ne puoi trovare anche un’altra, oppure sei fottuto?”

…e alla domanda che dovrebbe farsi il protagonista del video: “Come può un uomo essere così schiavo del proprio pene, da accettare di infilarlo dentro una carpa ciucciapiselli?”

Nelle ultime tre settimane, l’ho quindi cercato in posti improbabili.

Sono finito a letto con una tipina di Manila solo perché era una bandierina nuova. Il giorno dopo mi ha chiesto se fosse stata una cosa da una notte. Le ho risposto che poteva venirmi a trovare a casa quando voleva. Non ha più risposto.

— Non l’ho trovato.

— Cosa?

— Il valore spirituale del sesso. Secondo me non c’è.

— Magari non sta nelle filippine. Continua a cercare.

Sono uscito di nuovo con la Ragazza dell’Acqua, che mi piace quanto mi è sempre piaciuta, ma quando l’ho invitata fuori di nuovo mi ha detto che vuole vedermi solo una volta ogni due mesi. “Così evitiamo casini.”

— Qui c’è qualcosa, no?

— Mmmmh, vuol solo dire che le piaci ma sa che sei un coglione e vuole tenerti a distanza, ma trombarti un pochino lo stesso perché le piaccio io.

— Ah.

Una tipina americana su Tinder mi ha chiesto di uscire, mi ha trombato, ha posato per me e mi ha rubato un libro, intenzionata a tradurlo e rivedermi. Poi mi ha chiesto se fossi fidanzato. E poi è sparita.

— Non l’ho trovato neanche stavolta.

— Questa la so io: classico colpo di fulmine, poi ha realizzato che le probabilità di rivedersi davvero sono prossime allo zero e ha razionalizzato.

Una quasi-victorina, mi è venuta a trovare, abbiamo scopato e poi siamo rimasti abbracciati a parlare della vita. Se n’è andata interrogandosi sul perché mi interessassi tanto a lei, visto che è una persona che vedrò solo una volta nella vita. Mi ha anche detto che comprerà il libro con un altro nome, per non darmi la soddisfazione di sapere che sarà stata lei a volermi leggere.

— Passo.

— Pure io. Forse qui c’è del valore, ma non l’ho capita.

Un’altra Victorina, che ho invitato a venire da me penso 12 volte negli ultimi 24 mesi, finalmente è venuta, e mi ha sfidato a sconfiggerla in una gara alcolica quando sarà tornata dal suo viaggio in Kamchatka.

— Forse lei ha capito.

— Vedremo.

Tutte le donne hanno qualcosa. Un vestito portato con eleganza, uno sguardo divertito, un sospiro leggermente ansimato, una caviglia che non si stacca dalla mia sotto al tavolo, o dei capelli lunghi che le ricadono sul viso, riempiendo un silenzio che verrebbe guastato dalle parole – e basta un segno perché io decida che quella notte non dormiremo.

Dopo una serata perfetta, una ragazza dolcissima mi ha detto che sarebbe rimasta sul taxi per tornare a casa sua. Doveva tornare dalla sua bimba, che allatta ancora.

Ho pensato che fosse una stronza ad andarsene così, visto che comunque la figlia non era da sola. Poi mi è arrivato un messaggio: “la mia bambina si era svegliata, ha fame. Mi dispiace ma è così.”, e ho realizzato quanto stupido possa diventare un uomo (che appunto esiste solo nella realtà metafisica del proprio pene) quando gli togli una notte che credeva d’aver fatto propria.

E quindi eccomi qui, all’una di notte, da solo a scrivere dopo una serata perfetta finita in modo imperfetto, che impallidisce al confronto di tante serate stupide culminate in trombate divine.

Sono in completo, sto ascoltando “Oh mio babbino caro” di Puccini senza alcun fottuto motivo, ho un bicchiere di Tequila a destra e un pacco di carotine dell’Esselunga a sinistra e mi rendo conto che non so cosa cazzo sto facendo.

Allora sono andato a vedere cosa dicono altri uomini della vita e dell’amore.

Ho sentito Bert Kreischer descrivere il momento in cui ha deciso di non tradire più sua moglie: è stato quando, una mattina, erano tutti a letto. Lui, lei, la loro figlia e i cani. Tutti negli stessi due metri quadrati: una vicinanza impossibile se non per amore. In quel momento, lui ha deciso di guastare per sempre le feste al suo uccello per non rischiare di perdere momenti come quello.

— No, no. Questa filosofia da Mulino Bianco te la boccio subito. Tutti lo pensano, finché l’altro non cambia. Oggi abbiamo accesso a vite troppo entusiasmanti per poterci accontentare di una famiglia, un mutuo e un posto fisso, solo che la gente ancora non l’ha capito e continua a sposarsi, solo che poi, quando i bambini crescono, divorziano tutti o si riempiono di corna. Pure la Madonna divorzierebbe, se fosse viva oggi… che se hai partorito il figlio di Dio poi mica ti accontenti di stare con un falegname in una capanna.

Ho sentito Uriel Fanelli dire che gli uomini sono incapaci di distinguere il sesso dall’amore, mentre le donne ne sono capacissime, motivo per cui tradiscono con più facilità. Questo sarebbe all’origine dell’odio delle “ragazze perbene” per le tipine afroditiche: non accettano che all’uomo si doni amore con la vagina e non col cuore.

E sarebbe anche all’origine dell’istinto possessivo dei maschi standard nei confronti delle stesse ragazze: non accettano che sia così facile far sentire amati anche gli altri.

— C’è del vero, ma Uriel ha scopato troppo poco. Ti sei trombato sei tipine in tre settimane, c’era divertimento, c’era passione, c’era ossessione, ma non c’era amore. Lascia perdere i poeti non maledetti, sono quelli che della vita hanno sempre parlato senza viverla.

— Penso che dovrei stare da solo.

Ho visto coppie monogame soffrire e coppie poliamorose soffrire ancora di più, perché il poliamore è socialmente inaccettabile e quando la tua relazione naufraga non ottieni nemmeno il conforto degli amici – che agli altri spetta di diritto – perché sotto sotto pensano che te lo meriti.

Ho visto uomini con due fidanzate stabili, che vivono in una casa in tre, non essere felici. E ho visto uomini felici, ma non innamorati, tradire la propria famiglia per cercare la propria vita da un’altra parte.

Sembra che gli uomini siano una manifestazione allargata del proprio pene, e ognuno si tiene al guinzaglio da solo, con scarsi effetti.

Ti ci rivedi, in quello che dico? Ti è mai capitato di non avere la benché minima fottutissima idea di come mettere in ordine questa parte della tua vita?

Gli unici ad avere le idee chiare sembrano i fidanzatini appena innamorati.

Ma, come dice Beigbeder, il loro destino è segnato: passione-tenerezza-noia, la Trinità dell’amore, un triangolo sacro i cui vertici durano un anno ognuno.

Che si godano questi tre anni che la chimica gli regala.

Io in tutto questo ho capito solo due cose: sto facendo soffrire inutilmente Azizibib, che probabilmente non sopravvivrà ai prossimi quattro mesi in cui non ci rivedremo (che poi, quando fai soffrire una donna che ti ama, non stai facendo male solo a lei), e ho capito cosa ha sempre reso Sbrìnci speciale ai miei occhi, e, in definitiva, qual è il valore spirituale del sesso.

L’ho dovuto capire per riuscire ad andare avanti con la mia vita abbozzandola di scopare con tipine con cui voglio dormire ma con cui odio risvegliarmi.

Ho provato anche a leggere “La Metafisica del Sesso” di Evola, che contiene tutte le risposte a tutte le nostre domande riguardanti la vita sentimentale degli esseri umani, ma sono troppo stupido e non c’ho capito una sega.

Quindi ho dovuto capire da solo cosa cerco in una donna, e cosa mi serve per poter credere che la nostra relazione possa durare in eterno.

E ora so.

Sbrìnci è stata per ora l’unica donna della mia vita in grado di migliorarmi come persona a livello spirituale (cioè psichico, intellettuale e affettivo).

Da ragazzini, quando stavamo insieme, qualsiasi mio obiettivo o desiderio, in qualsiasi ambito, era ostacolato da una serie non indifferente di paure e seghe mentali che mi frenavano, e frenandomi facevano girare i coglioni, che franavano scompostamente in altri ambiti della mia vita.

Hai presente quando ti gira il cazzo al lavoro o in famiglia, e questa cosa ha ripercussioni anche con la tua compagna perché, anche se non le dici nulla, il tuo “tono” si abbassa? Ecco.

Lei, avendo sofferto molto, aveva questa capacità di ignorare le mie stronzate, ripescare fiducia e speranza dal fondo del barile, cacciarmeli su per il culo tipo suppostona di Futurama e farmi tornare al lavoro convinto che tutto fosse di nuovo possibile, anzi, che fossero possibili cose molto più grandi.

Magari non così grandi

E la magia accade quando la stessa cosa vale anche al contrario. Quando sei convinto dell’enorme valore della tua compagna e pure tu la spingi a tirarsi fuori le pigne dal culo quando si lamenta del nulla come le Kardashian, perché hai stima di lei.

È difficilissimo avere stima di una donna da quando tutte hanno preso a farsi le foto con i filtri di snapchat.

Io a Sbrìnci l’ho spinta a fare tutto ciò che poteva per diventare grande, e alla fine l’ho spinta pure troppo lontano, visto che ha lasciato il paese.

Penso che il detto “dietro ogni grande uomo c’è una grande donna” sia vero solo per quegli uomini che non riescono a fare tutto da soli. Io sono certamente uno di quelli.

Ci sono gli uomini modello “Briatore” – dei carri armati fatti di megalomania e cocaina caffeina che vanno avanti per i cazzi loro – e magari si fanno accompagnare da una top model giusto per far capire agli altri chi ce l’ha più lungo, e ci sono gli uomini modello “Obama” che si scelgono una compagna con due coglioni più grandi dei loro, che li spinge al successo.

Secondo questa teoria, ogni uomo può trovare il suo posto in un semplice grafico con asse “Briatore – Obama”

Ad esempio, il mio sogno è quello di vedere il mio libro tradotto in 6 lingue e avere una foto di Jhonny Depp al cesso che lo legge. Con una donna con lo stesso atteggiamento di Sbrìnci al mio fianco sentirei di poterlo raggiungere, per quanto folle.

Le altre ragazze, tutte le altre ragazze che ho avuto nella mia vita, nei momenti di crisi, invece di essere figure supportive scassano la minchia e basta, o si sentono trascurate, o son permalose, o comunque sono un peso in più da gestire, totalmente inutile e che peggiora le cose per entrambi.

Non ho ritrovato una relazione dove siamo riusciti a spingerci sempre più forte e sempre più veloce verso l’alto, come due razzi impazziti alla ricerca del punto più astronomico che possiamo raggiungere nella nostra vita, prima di esplodere in una bomba rossa e calda che possa illuminare tutti quegli stronzetti là sotto che non credono in niente e sono rimasti per vent’anni col culo sul divano a guardare le partite di calcio, senza provare a capire cosa potevano fare di grande nella vita.

Questa, Victorini e Victorine, è la formula dell’amore eterno di Victor: due pazzi che si regalano a vicenda orgasmi spettacolari e dei gran calci in culo, per lenire il corpo ed esaltare lo spirito, in modo da aiutarsi l’un l’altro a raggiungere la propria massima espressione in questa vita.

In quest’ottica, che è mia e solo mia e che non dovresti prendere per tua -perché ti ricordo che sto bevendo tequila e mangiando carotine davanti al PC all’una di notte quindi non sono proprio un modello di vita – il sesso è il più grande modo di onorare questa spinta continua alla ricerca di sé che nasce in una coppia destinata a durare.

Il suo valore spirituale consiste nel tenerti unito all’altra persona, perché alcuni calci in culo che ti dovrà dare faranno particolarmente male, ma sono anche l’unico modo per dare un senso alla relazione e farvi restare insieme.

Vabbè insomma, questa cosa non l’ho scritta per nessuno in particolare se non per me stesso, perché ho questo rapporto meraviglioso con la scrittura misto fra terapia ed ossessione. Comunque in questo modo mi sono risposto da solo alla Domanda Fondamentale della Vita, risparmiando 500 € di psicologo.

Ora so cosa cercare in una donna da ora in poi: una turbina di calci in culo che puntano verso l’alto, che accetti anche i miei e che faccia dei pompini di qualità non inferiore a quelli della carpa ciucciapiselli.

Rimangono due problemi, il primo è questo:

Per innescare la doppia turbina di calci in culo serve tempo, devi imparare a conoscere l’altra persona mentre lei impara, grazie a te, a conoscere meglio se stessa, devi avere pazienza ed averne voglia. Basteranno vent’anni di vita?

E il secondo è che la risposta alla mia domanda di approfondimento personale: “Una volta che l’hai trovata e l’hai persa, ne puoi trovare anche un’altra, oppure sei fottuto?”, è ancora “boh”.

Non è divertente.

Se tu ne hai un’altra scrivimela qui sotto, se è positiva bene sennò possiamo deprimerci insieme che ne so, io ho finito le carotine dell’Esselunga, vado a farmi un’altra tequila.

busta150

La Posta del Pene

Una mail al giorno, dal lunedì al venerdì, per allietare le tue pause al cesso.

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Celiacaebarese

Più passa il tempo,più cresci . E con te cresco anche io,e tutti gli altri Victorini/e.

Ranza bastardo

Sono fortunatino… ho gli innamoramenti che durano qlc anno (2/3), in genere con donne “tolleranti”. Quindi fino a qlc tempo fa me la sono sciallata. Ora è un attimo complicato il quadro. Siccome sarei il tuo futuro… francamente ti sono vicino. Cmq ti tengo aggiornato. Smack.

Sallustio

Grazie per questo articolo, sul serio.
Io la storia del migliorarsi a vicenda, l’ho sempre percepita mia, ma mai razionalizzata.
Mi ricordo la mia ultima storia seria, durata 5 anni. Un paio di mesi prima della rottura, come tentativo per ributtarla su proposi: “tu ed io scegliamo un aspetto della vita che vogliamo migliorare. Il nostro compito sarà si che l’altro possa realizzarlo al meglio”. A conti fatti, purtroppo non funzionò. Stavo forzando un concetto che era lontano.

È facile a dirsi “voglio una Michelle Obama bianca”, perché tutte le tipine concordano volentieri con questa visione. Ma poi quando dici loro un “no” perché stai perseguendo un obbiettivo, ti accorgi che dovrai lottare doppio: contro di lei e gli ostacoli della vita.

Ma non tutto è perduto.
“Una volta che l’hai trovata e l’hai persa, ne puoi trovare anche un’altra, oppure sei fottuto?”. Io dico di si. Non accetto una visione pessimistica della vita, soprattutto dopo che ho conosciuto -questo- gruppo del cazzo. Ci sono persone meravigliose, con idee folgoranti. Ed i victorini sono solo la punta dell’iceberg di tutte le menti considerevoli nel mondo. Un’altra persona con una turbina ultrasonica pronta a romperti il culo c’è.

Ecco, ci aggiungo una domanda, “una volta che l’hai trovata e persa, puoi essere immune dal confrontarci tutte le altre?”. Perché magari, qualcuna ha una turbina diversa. Si potente, ma con una convergenza calci diversa. Quanto l’averne conosciuta una può inficiare la ricerca della successiva?

Hai colto nel segno PdV.

...MEEERDAstoVENDEND

Forse non l’amore esiste.

Forse nessuno legge i commenti sotto alle letture.

Forse inizi ad amare qualcuno quando ami te stesso.

Non esite l’amore per un altra persona se non stai bene con te stesso.

Forse il segreto per amare, è amarsi.

Micromacrotutto

Proprio così.

Stigma

Il mio ex mi ha appena dedicato Hola di Mengoni (perché secondo lui ho attorno al cuore il muro di Berlino) e mi ha detto che io non troverò mai l’amore. Sento una leggera irritazione, forse perché ho paura che in fondo abbia ragione. Ma a tutte le domande che hai posto io mi rispondo che all’amore ci credo; che non esiste un solo partner giusto, che trovarne uno, né limita la possibilità di trovarne altri, né che farà di noi persone limitate, per averlo trovato e perso, anzi. Sappiamo semplicemente cosa è stato un bene per noi e potremo scoprire altri tipi di bene, avendo standard non più alti ma più definiti.
E poi…….che stai e sto ragionando troppo. Che mi sono annoiata da sola leggendo quello che sto scrivendo e che voglio solo stare zitta e ascoltare le mie viscere, smosse da ciò che non mi sta accadendo e che sogno che mi accada e che anche quando ti/vi leggo, non mi sento sola e che mi capita poco di sentirmi sola e quando lo sono è perché lo voglio essere. Non è poco.
Comunque la risposta finale a tutto è sempre: boh.

Spaturno

Bello stronzo lui a dirtelo, bella cogliona tu se lo ascolterai. Self fulfilling prophecy. Lascia stare le viscere, il loro compito è produrre merda.

Ranza

Sega,
aggiungo un po’ di più di mio, sulla questione “crescita”.

———-

Ultimamente (2/3 anni fa) ne ho beccata una “da crescita potenzialmente insieme”.
Eravamo diversi, ma uguali da qualche parte che-non-ho-capito-tuttora-dove.
Quindi, ottimo, vai che si cresce.

Un macello. Lei mi portava a vedere i film impegnati, e io dormivo alla grande. Russavo.
Io la trascinavo alle cene trash (crescita creativa :D) e rimediavo sguardi di disprezzo.
Poi mi tirava ai compleanni eleganti dei suoi amici-altolocati-del-mondo-culturale-milanese
e io per non annoiarmi facevo domande porche a tutti (qualcuno mi rispondeva pure…).

Fare le cose separati ci poteva stare, ma lei separata andava a far robe serie sue (forse),
io separato andavo a figa o con la mia ex-non-ex, poi raccontavo tutto,
immolandomi sull’altare della trasparenza.
Fnc la coerenza, ma la penso così, quindi cantavo come un pentito,
ma senza il programma di protezione.
Una sera, infatti, mi ha pure menato forte. Ma forte proprio.
Ho incassato, poi si è distratta e sono scappato, salvandomi.

Tra l’altro, i 2/3 anni di innamoramento teoricamente
stavano scadendo (vedi post precedente),
ma questo tiramolla teneva tutto vivo da bestia e, quindi,
si scopava ancora una cifra, spesso proprio da Dio.

Niente… un disastro. Ci siamo presi e mollati qlc decina di volte,
poi mi sono arreso io, ammetto.
O meglio, le ho proposto una semplice “frequentazione”:
è sparita nel ghosting più totale.

Peccato perché mi piaceva proprio (mi piace).

Ieri mi è scappato di scriverle una email e mi ha risposto – rompendo il ghosting –
suggerendomi di ficcarmi i miei bacini di saluto su per il culo.
Senza intellettualismi, secco, così come l’ho scritto.
Ogni tanto temo di trovarla armata nel tunnel della fogna dei Blues Brothers,
ma è intelligente, non mi darebbe questa soddisfazione.

Adesso?
Boh, qualcuno mi ha proposto una quarantena senza casini. Ho provato. Impossibile.

Come sto?
La situazione è grottesca, quindi un po’ si ride e un po’ si piange. A turno.

Cosa mi salva?
– Gli amici
– La mia ex-non-ex
– Le amiche “allegre”
– Mia moglie (che vive con un altro, ma mi chiama ogni giorno)
– Il lavoro
– Lo sport
– Qualche lettura interessante
(Ora sto leggendo il liquidume di Bauman e Pornage di Barbara Costa come contrappeso)
– Qlc blogger che mi fa sentire in buona compagnia :D
– Gli amici di questo blogger che mi fanno sentire in buona compagnia :D
– I figli no, non mi salvano, perché mi guardano come un minchione :D
(checcazzo rido, che c’hanno pure ragione, ma non ci posso fare niente)

Morale?
Pensavo di crescere, sono regeredito :D

Baci e auguri a tutti :D
Ranza.

Spaturno

a mio avviso più che innamorata di te era innamorata della sua personale immagine mentale che aveva di te, e ti stava cercando di trasformare in quell’immagine, volente o nolente. Hai presente quando un bambino fa entrare un blocco cilindrico dentro nel buco quadrato, non ci riesce e lo martella finchè entra rompendo il giocattolo?

Ranza

Spat, l’hai presa al primo colpo… si l’ho pensato 1000 volte. ?

Ranza

Per essere più precisi, credo che in realtà ci sia stato uno scontro di dipendenze affettive notevoli, soprattutto (parecchio) da parte sua… sai quando ti “innamori” della persona sbagliata che diventa la tua droga? Probabilmente era in astinenza e ha beccato il sottoscritto. Insomma, una roba così… e nel contempo questa “droga” te la immagini diversa da come è. Cmq, ribadisco, un bell’inferno, quindi piuttosto interessante per un deficiente come me…

Ranza

Cz, scrivendo sotto, a Cianciolla, mi è venuto a mente
il punto più importante che mi salva… fanculo:
mai avere paura di pensare.

Ciao barabbini.

entrata in polifica

se stare seduti a bere tequila e mangiare carotine porta a queste riflessioni, da domani pure io.
devo seriamente cominciare a dare delle risposte e delle dritte a sta vita di cui ho perso il controllo, ma che continuo così, con nonchalance..
sempre grazie PDV

Dov'era Gondor?

La carpa ciucciapiselli penso sia una delle robe più assurde mai viste. GRAZIE

giulia

io non capisco perché ti incaponisci nel trovarne un’altra quando quella perfetta esiste già!
ma se proprio vuoi una risposta diversa, si, se ne trova un’altra, non ci vogliono vent’anni perché ormai sei grande e non è come quando ne avevi 16 che la vita era tutta in divenire e la tua personalità pure. Ma non sarà mai come la prima. Ci penserai per tutta la vita, alla prima.

Cianciolla

Sinceramente penso che un essere umano dovrebbe, ad ogni bivio della propria vita, intraprendere la strada della felicità.

Molte persone ragionano su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, quasi come se si parlasse di un qualcosa di oggettivo quando invece la vera domanda da porsi è: “che cosa mi rende veramente felice?”

Questa è una lezione che ho imparato anni fa e il mio maestro è stato il dolore. In quella che è stata la mia prima relazione soffrivo a causa dei continui litigi e incomprensioni con quella che allora era la mia ragazza. Continuamente litigavamo cercando di elevare la nostra opinione su quella dell’altra persona; come se alla fine bisognasse raggiungere un “vincitore della discussione”; uno dei due che in quel frangente aveva la verità assoluta, o quanto meno maggiore, rispetto all’altro.

Poi un giorno ho vissuto un cambio di paradigma, e durante una discussione, non so più riguardo a cosa, ricordo di aver detto queste esatte parole: “non mi importa se ho torto o ragione; anche se avessi torto questa cosa io non la voglio comunque perchè mi fa soffrire”.

Da allora ho cominciato ad applicare questo principio su qualsiasi ambito della mia vita, in particolare nelle relazioni amorose e non.

Se proprio si vuole vivere secondo una dicotomia allora tanto vale lasciarsi alle spalle il “giusto e sbagliato” e vivere secondo il “mi rende felice o no?”.

Fin qua il discorso potrebbe anche sembrare banale. “grazie al cavolo che scelgo la felicità!”

E invece no.

Non sono fortemente religioso, ma mi ha colpito molto un aspetto del buddhismo; mi ha fatto molto riflettere uno dei suoi punti cardine secondo il quale un uomo dovrebbe focalizzarsi nel vivere il presente perchè quando volgi troppo il tuo sguardo al passato o al futuro in realtà non stai vivendo.

Ed ecco qui l’ultimo pezzo del puzzle; ecco il punto in cui la maggior parte delle persone rimane incagliata. Sceglie che strada prendere al bivio che si ritrova ad avere davanti ora, nel presente, in funzione di cosa ha vissuto nel passato o di cosa ipotizzerà accadere nel futuro.

E nel momento in cui si concentra troppo su passato e futuro tutto crolla; perchè la felicità non è un qualcosa che puoi vivere nel passato o nel futuro, la si può vivere unicamente nel presente per il semplice fatto che il presente è l’unica realtà temporale in cui effettivamente stai vivendo.

Questo è ciò che ha sentito Bert Kreischer nel momento in cui era a letto con la moglie, la figlia e i cani; ha scelto la cosa che lo rendeva più felice in assoluto e ha fatto una scelta basata sul presente, scommettendo anche sul futuro.

E se un giorno tutto quello finirà? Se la moglie lo tradirà o semplicemente smetteranno di amarsi?

Beh in quel caso la vita andrà avanti; ma perchè mettere a rischio o rinunciare alla certezza di un felice presente a causa di un ipotetico futuro?

Quante volte ognuno di noi opera una scelta che va contro la propria felicità per la paura che possa andare male in futuro?

Secondo me è questa la lezione che bisogna imparare dalla vita e prima la si impara meglio è.

L’uomo saggio vive nel presente, scegliendo giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, di essere felice.

p.s. Concordo in pieno sul fatto che in una relazione che valga la pena di esistere ci si migliori a vicenda, in più aspetti della vita. Purtroppo è anche vero che determinate decisioni, determinati cambiamenti mentali, una persona può farli esclusivamente per conto proprio e non ci sono calci in culo dall’esterno che possano scalfire una barriera che in realtà può essere infranta solo dall’interno.

ChubbyCheek

<3

Ranza

Cianciolla, ehhh… apri un tema colossale.

Cmq, mettere la felicità al centro è il mio mantra, irrinunciabile, da una vita.
Vivere il presente, figurati: vivo alla giornata da due o tre vite.

A questo tema c’ho pensato sopra fiumi di ore, ho osservato me stesso da fuori,
ho osservato le persone felici e quelle infelici.
Sono arrivato ad una conclusione: un po’ la felicità (o l’infelicità) ce l’hai scritta dentro.

Puoi aumentarla un filino, due filini, anche tre o quattro filini, ma il range non poi così ampio.
Utilizzando la metafora della linea graduata, con i due poli estremi – mi suicido > sono Dio – metti la freccina
dove la senti mediamente, e da li spostarla e duretta.

Mi sento di dare solo una dritta: mai avere paura di pensare.
La testa sotto la sabbia non porta da nessuna parte.
Poi la ricetta… ognuno si faccia la propria.

Cmq, io sono fortunato: la mia freccina è ben messa… mediamente :D
A presto, Cianciolla.

shodox

“ma perchè mettere a rischio o rinunciare alla certezza di un felice presente a causa di un ipotetico futuro?”

Perchè esiste qualcosa di più importante e duraturo della felicità che è la serenità. La felicità è effimera, dura poco, svanisce nel momento in cui diventa consuetudine. La vita felice non esiste: è un continuo alternarsi con lo schifo e l’apatia. La serenità è invece quella base di sicurezza duratura che una persona si costruisce col tempo e che permette di non andare sotto a un certo livello di schifo. Metterla a rischio per qualche ora di felicità che ha un alto grado di rischio non ne vale la pena. Forse il punto del buddhismo era più di godersi quello che si ha qui e ora piuttosto che rincorrere cambiamenti che paiono scelte felici ma che nel caso migliore porteranno a cercare nuovi stimoli per sentirsi ancora felici, senza via d’uscita.

Cianciolla

Shodox, Naturalmente con felicitá intendevo lo stare bene, lo stare veramente bene, in maniera duratura. Che poi vuoi chiamare questo stato “serenità” va benissimo, ognuno adotta il linguaggio che più preferisce.

Comunque il senso era esattamente quello. Certamente non mi riferivo ad uno stato di felicità transitorio. Io parlo di stabilità, di sentire la propria felicità stabile e duratura come una roccia.

Ranza, credo che sebbene sia molto difficile e la cosa richieda molto tempo sia possibile spostare anche di molto quella freccina di cui parli sulla linea di stato d’animo che va dal pensare al suicidio a sentirsi Dio.

Quando si dice la frase: “Le persone non cambiano mai e restano sempre le stesse” si sbaglia.

Nell’enunciare frasi del genere si mette il presupposto che qualcuno debba cambiare quando lo vogliamo noi e in come noi vorremmo che fosse.

Questo da l’illusione che le persone non cambino.

La realtà è che le persone cambiano la propria vita in determinati modi solo quando lo decidono internamente, mediante una forte presa di posizione con se stessi.

Poi certamente importanti eventi della vita possono influire, ma resta pur sempre il fatto che le persone cambiano quando ne hanno voglia e come pare a loro e non secondo metri di giudizio esterni.

Ranza

Cianciolla, dai te la appoggio. E’ vero, forse sono stato un po’ avaro sui filini…

Nanetta

È il commento più bello che abbia letto. Praticamente quello che penso io, ma detto molto meglio.

Princi

È la prima volta che commento ma ho letto più e più volte ogni tua singola storia.
Mi sento di dirti che sono fiera di te PdV, daje che sei sulla buona strada.

Piuma d'acciaio

Ottime domande da porsi all’una di notte in quelle condizioni.
Per quanto la risposta “boh” ti risolva momentaneamente i problemi, è del tutto inaccettabile. Non solo per te, ma anche per noi che ti leggiamo.
Se l’hai trovata e l’hai persa, sai già che un po’ ti meriti di soffrire, è inevitabile.
Sul fatto di trovarne un’altra, poi, quando il modello di riferimento è così imponente diventa davvero difficile. L’importante è aver capito che cosa l’ha resa così speciale.
Tuttavia, se posso rimettere in discussione tutto ciò che hai detto e che di fatto condivido, ho una felice, stabile, triennale (pregate per me) relazione fatta essenzialmente di reciproci calci in culo (e superlativi orgasmi). Ideale, dirai. Oltre a questo, però, anche io ho la mia persona trovata e persa, che tormenta i miei pensieri e mette alla prova tutte le mie relazioni e ti assicuro che non solo non c’erano i calci in culo, non c’era quasi nulla rispetto a quello che ho adesso. Eppure mi infastidisce e misuro chiunque su di lui.
Morale? I calci in culo fanno tanto, garantiranno una buona durata, ma non sono tutto.
Temo fosse solo lei.
…vado a prendere la tequila

Cartizze

Anch’io è la prima volta che scrivo nonostante ti legga da un po’.
Sono molto interessanti questi pezzi introspettivi..
Ad ogni modo le mie personali risposte le ho trovate nella teoria di Sternberg.
Sul delicato equilibrio tra eros intimità e inpegno.
Ho avuto due relazioni lunghe e importanti ed il disastro nel mezzo. Inutile dire che quello che ho imparato di più nelle relazioni è stato proprio nel disastro di mezzo…. e grazie a quello posso dire ora di essere per la prima volta felice in una relazione.
Anche se non mancano le litigate furiose (ma poi è così potente il sesso dopo) e i continui compromessi. Il continuo ridefinire i propri limiti per poter far felice l’altro. E alla fine migliora anche noi stessi. Quello che tu chiami “calci in culo” per stare nei binari, io lo chiamo fare squadra. Se qualcuno offende te, offende anche me. Se hai fatto qualcosa di sbagliato io so che avevi i tuoi motivi. Anche se non li conosco. E sono dalla tua parte. Sempre. Perché non puoi iniziare una relazione vera con qualcuno se non parti da lì
E grazie a questa complicità che poi il sesso anche dopo anni non ti basta mai.
Altro che 3… la biologia ci da solo il punto di partenza. Poi dipende da te.

Boh

Sbrìnci è per te madre, sorella maggiore, amica, amante, fidanzata; è l’unica in grado di dirti ciò che pensa, farti riflettere e reagire; è l’unica che ha avuto il coraggio di mettere al primo posto la propria felicità andandola a cercare altrove, lontano da te. Per forza ne sei innamorato! Non la puoi avere.
Azibib è una delle tante, è ricca sfondata, abita in California, è viziata, gelosa, ti aspetta e soffre a causa tua. Non ha la maturità che serve per capirti; è solo un’evasione dalla routine che ogni tanto ti concedi

L'irresponsabile

Cosa stiamo facendo? Io non lo so, cerco di non chiedermelo o meglio cerco di non ruspondermi. Sto con un ragazzo da due anni, mi ha tradita all’inizio della relazione e ho ricambiato il favore; dovevo correre nella direzione opposta e invece no. Tra poco andremo a convivere e io penso solo a quante cose mi sto perdendo in giro. Però poi non immagino di alzarmi domani sapendo che lui non fa più parte di me e io di lui. Siamo complicati? Siamo cattivi? Siamo masochisti? Boh, come dici tu.
Cosa stiamo facendo?

Bro

Na cazzata

fratellomaggiore

Dovete fare i vostri percorsi. Il suppostone è che vi siete conosciuti troppo giovani. Tra una decina di anni te la sposi, garantito al limone. Anche perché, fidati, più te ne scopi e più il sesso fine a se stesso non ti farà sopportare una donna che non ami per più di 15 minuti dopo l’orgasmo.

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Oh, ho trovato questa cosa da farti leggere: L'uomo come manifestazione immanente del proprio pene! Questo è il link: https://storiedelcazzo.com/uomo-come-manifestazione-immanente-del-pene/